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  • seppiolina74
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    Ciao Ondina, non scusarti per lo sfogo, come vedi tante Sorelle ci sono passate. Il punto è che, attraverso le relazioni con altri Esseri in cammino come noi,abbiamo l’opportunità di capire meglio noi stessi. I figli, poi, sono uno specchio vivente! Attraverso mia figlia ho capito che non è solo lei che…vive la sua vita…ma, accidenti, sono io! Io che sono testarda, egocentrica, che quando mi impunto sono capace di sbattere la testa contro il muro prima di risvegliarmi..tramortita e finalmente rettificare. A volte mi tornano alla mente le parole d’Amore del Maestro Iah-Hel, magari pronunciate en passant, affidate al vento, a quel soffio che magari arriva all’orecchio di chi sta cercando una risposta e non la trova.Ed è lì che ti ricordi che una via esiste, che andrà tutto bene se sei in buona fede e ti agganci al carro giusto…

    seppiolina74
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    Hai proprio ragione M.Rosa a dire che l’amore di una madre può produrre storture laddove si tenta, seppur con coraggio ed indefessa determinazione, di caricarsi del peso e delle sofferenze di un figlio. E questo lo facciamo per istinto di protezione, e questa spinta è cieca, a volte. Per me è stato, ed è, un percorso di consapevolezza perché ci si rende conto che un Essere ha il ” diritto” di cadere, siamo caduti tante volte noi e da soli ci siamo rialzati. Il nostro essere Miriamici ci ha insegnato che, al massimo, si può tendere una mano ( facciamo due) verso chi soffre, ma non sostituirsi a loro. Ricordo che alla fine del travaglio del mio secondo figlio, l’ostetrica mi disse con tono pacato:” Non chiuda, deve lasciargli spazio per uscire”. Incredibile come io ricordi più questo dettaglio della tribolazione!!
    A presto e un saluto speciale a tutte le Sorelle in Miriam!

    seppiolina74
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    Stamattina riflettevo proprio sul pensiero espresso da M Rosa, sull’ “occulto che non vuol dire nascosto”( chissà dove!), ma solo non visibile, cioè non ancora manifesto. Pensavo al cammino di ognuno di noi all’interno della Fratellanza, al fatto che deve e può tirare fuori le nostre tare, gli spigoli da smussare. E ci concentriamo molto su questo, giustamente. Però è pur vero che, mano mano che ci avviciniamo alla nostra parte più autentica, è bello che emergano anche quelle prerogative ” positive” che sono uniche e che parlano nello specifico di ognuno di noi. Insomma, i ” talenti” del singolo, a favore nostro ma anche di tutti i fratelli. Accettare questo fa sentire liberi davvero perché aiuta a riconoscerci e quindi ad esprimerci al meglio nell’ambito del percorso che abbiamo liberamente scelto. Non siamo copie di qualcun altro e del resto, mai ho percepito da parte della Delegazione e dei Maestri, da che sono iscritta, che non vi fosse lo stimolo e l’invito ad aprirsi, a liberarsi, a sperimentare con tutto il nostro essere. Questi i pensieri in libera uscita di stamattina…che mi hanno fatto sentire molto vicina a tutti voi. Bel venerdi a tutti!

    seppiolina74
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    in risposta a: Il Silenzio #33187

    Il Silenzio lo sento come un punto fermo rispetto all’avanzare incessante dei pensieri, delle domande, dei propositi. In questo periodo di pericolose incertezze, spesso mi sveglio al mattino con una sensazione di angoscia nello stomaco dovuta al non sapere come evolverà la situazione della guerra. È difficile fare ” silenzio” quando hai paura. Il pensiero vola ai Maestri e in particolare al Delegato Generale e con occhi immaginari li guardo,aspetto con fiducia la prossima riunione on line e nella protezione della Miriam confido! L’esercizio del Silenzio aiuta a buttare via il superfluo e a fare spazio a qualcosa di nuovo,magari migliore e più sano. Spero di potervi presto rivedere tutti, un caro saluto e buona domenica!

    seppiolina74
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    Da bambina ho sofferto molto di paure notturne. Ricordo bene quando tendevo l’orecchio verso quello di mia madre, sperando di intercettare la sua voce. Non sempre questo avveniva, ma a volte sì, addirittura la sentivo ridere e allora scivolavo nel sonno quasi senza accorgermi. Ero rassicurata, il terrore passava. Da mamma, non ho dimenticato quel senso di vulnerabilità che a volte si ha da bambini prima di dormire e, a richiesta, sono rimasta accanto ai miei figli, accarezzandoli e parlando loro dolcemente. Una voce piena di premura e di affetto ti avvolge come un abbraccio, è l’amore che ti raggiunge e ti aiuta, donando se stesso. Buona serata a tutti!

    seppiolina74
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    Ciò che ricordi, Dafne, sull’Uovo Cosmico di Sarnano è davvero emozionante e se capitasse oggi, non mancherei per nulla al mondo…Mi è venuto in mente che la “Richiesta” è anche parte integrante del processo di inizio e di crescita di qualcosa. Penso, ad esempio, al fatto che il latte materno si sviluppi soprattutto in base alla richiesta del neonato: il piccolo chiede, la madre dà ( allattamento al seno detto a ” richiesta”,appunto). O penso anche a quando, dopo anni di ricerca, si approda finalmente alla Fratellanza di Miriam, e si avanza una richiesta di iscrizione per dare inizio ad un lavoro iniziatico su noi stessi, cioè per essere aiutati a procedere su un piano di consapevolezza e conoscenza. Auguro a tutti una serena notte .

    seppiolina74
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    Il concetto dell’agricoltura nata attorno ad un luogo sacro mi fa riflettere sulla stretta correlazione tra necessità materiale ( cereali per il pane) e dimensione sovra razionale legata alla Divinità (luogo sacro). L’uomo ha sempre avuto bisogno di provvedere al suo sostentamento fisico ma, in fondo a se stesso, non ha mai veramente dato per scontato che ciò gli fosse concesso. Da qui, nasce la ” Richiesta”. È giusto chiedere di propiziare un raccolto? È utile? La storia narra che l’uomo si sia sempre rivolto alla Divinità per chiedere protezione e abbondanza. A proposito di richiesta, nella nostra Tradizione terapeutica, ” chiedere” è fondamentale. E non solo come atto formale, ma è parte integrante del processo di guarigione, indica la volontà più profonda di aprirsi al cambiamento,di travalicare le resistenze ataviche personali e mettersi dunque in ascolto della scintilla divina insita in noi. Indica ovviamente anche la consapevolezza di non sapere e di non vedere e quindi, di aver bisogno di aiuto. La richiesta…Nella tradizione popolare si dice che ” una domanda è fior di virtù “…forse perché apre una porta davanti a noi? Ci permette, non dico di arrivare dove vogliamo, ma almeno di spostarci da dove siamo ( finiti)??? Vi abbraccio tutti!

    seppiolina74
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    A me ha ricordato la ben nota storia letteraria di Frankestein. Si mettono assieme pezzi diversi e si osserva cosa succede, avendo in mente un obbiettivo. Di salute, in questo caso ma…se poi il ” generato” prende vita propria e, come sempre avviene in natura, si adatta per spirito di sopravvivenza? Forse, al di là delle buone intenzioni,manca la coscienza di sapere cosa si fa, cioè cosa significhi creare, e una visione più alta e più ampia delle possibili conseguenze. Forse il pesciolino alieno non farà danni, ma è il concetto che spaventa un po.

    seppiolina74
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    A me fa molta tristezza pensare a coloro che, volenti o nolenti, hanno imboccato una falsa Strada iniziatica. L’immagine che mi sovviene è quella di una farfalla ( licenza poetica!!) chiusa in gabbia che agita le ali senza poter volare. Già il percorso è difficile e lento, se poi si cerca di fare da soli…un disastro, secondo me anche dannoso per la salute. Bene che vada, una perdita di tempo, un’illusione. Quando tanti anni fa volli iscrivermi alla Fratellanza di Miriam, andai direttamente dall’ attuale Delegato Generale. Sicuramente perché la conoscevo e l’avevo già incontrata in passato. Ora capisco quale fortuna è stata quella. Ora capisco che pericolo avrei corso se quell’aggancio non fosse avvenuto mai. Serena notte a tutti!

    seppiolina74
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    A proposito di stormi, rimango ammaliata anche da quelli marini! Vi è mai capitato di vedere in tv branchi di pesci piccolissimi che, a migliaia, si muovono all’unisono, perfettamente in sincrono, avanzando come un corpo unico? Credo usino tale modalità anche per difesa, perché…tutti insieme sono più forti! Mi fa pensare anche ai cori cantati da tante voci umane, ognuna con un proprio timbro vocale, che tutti assieme producono magici suoni e sprigionano potenza. Mi fa venire la pelle …d’oca ascoltare un coro dal vivo, è bellissimo ! Un caro abbraccio ai Fratelli e al Delegato Generale!

    seppiolina74
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    https://www.instagram.com/p/CaFhYWgOb8u/?utm_medium=share_sheet

    Spero di essere riuscita a inviare questa foto della Nasa, dove viene illustrata una enorme nebulosa a forma di rosa in fiore, così l’hanno definita loro stessi, in quanto ricorda quella forma così particolare. La trovo bellissima e volevo condividerla con tutti gli amanti….della Rosa! A presto e buona giornata a voi!

    seppiolina74
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    Ciao Mandragola e ciao a tutti! Forse non ci azzecca molto con quello che dicevi tu sulle tre figure femminili, ma mi è venuta in mente l’immagine mitologica delle tre Parche. Credo fossero tre donne di età diverse che,attraverso un filo, segnavano le varie fasi della vita. Bellissimi i vostri Post,Fratelli, grazie!

    seppiolina74
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    Evviva la Vita! Evviva l’Amore! Cingallegra ti abbraccio forte forte…beh, non troppo, adesso devi cautelarti ed essere il più possibile tranquilla. Proprio ieri, un mio carissimo amico mi ha confidato la stessa, bellissima, notizia! Sboccerá la Primavera tra poco, che bello… Un saluto a tutti i naviganti, sul finire dell’inverno.

    seppiolina74
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    Hai ragione MROSA, la tentazione di perdersi in flussi di pensiero troppo ampi è forte, alle volte ne abbiamo anche bisogno perché ci dà sollievo rispetto ad una quotidianità. Però, giustamente dicevi, è dal piccolo di ogni giorno che dobbiamo partire. È un lavoro più capillare e meno dispersivo. Grazie per il tuo intervento!

    seppiolina74
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    Cara Mandragola, ti comunico ufficialmente che mi hai messo in crisi con le tue domande!Ovviamente scherzo, però è sicuro che la questione sia complicata. Credo senz’altro che manchi una coscienza vera di ciò che voglia dire essere donna o uomo. Forse è proprio per questo che si è finito per “scadere” nella definizione di ruolo. Mentre ti leggevo provavo a rispondermi: forse l’equilibrio tra uomo e donna si può definire solo andando oltre le mansioni concrete, magari capendo ed accettando che dentro ognuno di noi esiste un principio vitale che, pur manifestandosi maggiormente in una funzione, comprenda anche l’altra, a sé stessa speculare, ma non altra o estranea. Insomma, mi viene da pensare che se dentro di noi esistono già entrambi i principi, femminile e maschile, potremmo arrivare a vivere l’uno accanto all’altra senza bisogno di stigmatizzare fuori di noi determinate forme pre- costituite che, per loro stessa natura, risultano essere incomplete e magari pure prevaricanti. E quindi torniamo a bomba con l’affermazione iniziale: se non conosciamo noi stessi, non possiamo trovare un equilibrio vero nemmeno con chi abbiamo attorno. È così?

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