Il simbolo del Circolo o Catena

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Dal Chorus philosophorum:

Mago dei Maghi e Filosofo dei Filosofanti. Con i nostri piedi denudati indichiamo la rossa terra di cui sei stato fatto.

 In questa (figura) vi è il Circolo: cinque persone circondate da un cerchio che somiglia a un serpente. I cinque uomini sono laureati, incoronati di alloro e la corona indica che sono Eroi. Eros è amore. Dunque essi, essendo Eroi, sono in stato di amore reciproco. Tutti stanno nel circolo e sono presi da affetto e da amore per la cosa che si deve fare. Stendono le mani, ma non si toccano. Questo non significa che manchi la catena. La catena c’è, ma vuol dire che essi sono tanto attivi che, anche separati, formano il circolo. È come avviene di noi durante i riti. La posizione delle braccia indica sviluppo di forza. (J.M. Kremm-Erz, Quinta conversazione, 16 gennaio 1921).

 

La nostra scuola, o meglio la nostra Fratellanza, convertita in Schola, ha formato dei singoli individui ascritti ad essa, e collegati fra loro in catena. Noi chiamiamo Catena l’insieme di più elementi riuniti nello stesso scopo, nella stessa finalità, compienti dei riti che menano all’estrinsecazione della maggiore potenzialità delle forze singole, somma di forze riunite trasmettibile, esteriorizzabile fuori della nostra cerchia. Catena e Circolo sono sinonimi.

(J.M. Kremm-Erz, Prima conferenza, 16 febbraio 1921)

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