seppiolina74

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  • seppiolina74
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    Da bambina ho sofferto molto di paure notturne. Ricordo bene quando tendevo l’orecchio verso quello di mia madre, sperando di intercettare la sua voce. Non sempre questo avveniva, ma a volte sì, addirittura la sentivo ridere e allora scivolavo nel sonno quasi senza accorgermi. Ero rassicurata, il terrore passava. Da mamma, non ho dimenticato quel senso di vulnerabilità che a volte si ha da bambini prima di dormire e, a richiesta, sono rimasta accanto ai miei figli, accarezzandoli e parlando loro dolcemente. Una voce piena di premura e di affetto ti avvolge come un abbraccio, è l’amore che ti raggiunge e ti aiuta, donando se stesso. Buona serata a tutti!

    seppiolina74
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    Ciò che ricordi, Dafne, sull’Uovo Cosmico di Sarnano è davvero emozionante e se capitasse oggi, non mancherei per nulla al mondo…Mi è venuto in mente che la “Richiesta” è anche parte integrante del processo di inizio e di crescita di qualcosa. Penso, ad esempio, al fatto che il latte materno si sviluppi soprattutto in base alla richiesta del neonato: il piccolo chiede, la madre dà ( allattamento al seno detto a ” richiesta”,appunto). O penso anche a quando, dopo anni di ricerca, si approda finalmente alla Fratellanza di Miriam, e si avanza una richiesta di iscrizione per dare inizio ad un lavoro iniziatico su noi stessi, cioè per essere aiutati a procedere su un piano di consapevolezza e conoscenza. Auguro a tutti una serena notte .

    seppiolina74
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    Il concetto dell’agricoltura nata attorno ad un luogo sacro mi fa riflettere sulla stretta correlazione tra necessità materiale ( cereali per il pane) e dimensione sovra razionale legata alla Divinità (luogo sacro). L’uomo ha sempre avuto bisogno di provvedere al suo sostentamento fisico ma, in fondo a se stesso, non ha mai veramente dato per scontato che ciò gli fosse concesso. Da qui, nasce la ” Richiesta”. È giusto chiedere di propiziare un raccolto? È utile? La storia narra che l’uomo si sia sempre rivolto alla Divinità per chiedere protezione e abbondanza. A proposito di richiesta, nella nostra Tradizione terapeutica, ” chiedere” è fondamentale. E non solo come atto formale, ma è parte integrante del processo di guarigione, indica la volontà più profonda di aprirsi al cambiamento,di travalicare le resistenze ataviche personali e mettersi dunque in ascolto della scintilla divina insita in noi. Indica ovviamente anche la consapevolezza di non sapere e di non vedere e quindi, di aver bisogno di aiuto. La richiesta…Nella tradizione popolare si dice che ” una domanda è fior di virtù “…forse perché apre una porta davanti a noi? Ci permette, non dico di arrivare dove vogliamo, ma almeno di spostarci da dove siamo ( finiti)??? Vi abbraccio tutti!

    seppiolina74
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    A me ha ricordato la ben nota storia letteraria di Frankestein. Si mettono assieme pezzi diversi e si osserva cosa succede, avendo in mente un obbiettivo. Di salute, in questo caso ma…se poi il ” generato” prende vita propria e, come sempre avviene in natura, si adatta per spirito di sopravvivenza? Forse, al di là delle buone intenzioni,manca la coscienza di sapere cosa si fa, cioè cosa significhi creare, e una visione più alta e più ampia delle possibili conseguenze. Forse il pesciolino alieno non farà danni, ma è il concetto che spaventa un po.

    seppiolina74
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    A me fa molta tristezza pensare a coloro che, volenti o nolenti, hanno imboccato una falsa Strada iniziatica. L’immagine che mi sovviene è quella di una farfalla ( licenza poetica!!) chiusa in gabbia che agita le ali senza poter volare. Già il percorso è difficile e lento, se poi si cerca di fare da soli…un disastro, secondo me anche dannoso per la salute. Bene che vada, una perdita di tempo, un’illusione. Quando tanti anni fa volli iscrivermi alla Fratellanza di Miriam, andai direttamente dall’ attuale Delegato Generale. Sicuramente perché la conoscevo e l’avevo già incontrata in passato. Ora capisco quale fortuna è stata quella. Ora capisco che pericolo avrei corso se quell’aggancio non fosse avvenuto mai. Serena notte a tutti!

    seppiolina74
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    A proposito di stormi, rimango ammaliata anche da quelli marini! Vi è mai capitato di vedere in tv branchi di pesci piccolissimi che, a migliaia, si muovono all’unisono, perfettamente in sincrono, avanzando come un corpo unico? Credo usino tale modalità anche per difesa, perché…tutti insieme sono più forti! Mi fa pensare anche ai cori cantati da tante voci umane, ognuna con un proprio timbro vocale, che tutti assieme producono magici suoni e sprigionano potenza. Mi fa venire la pelle …d’oca ascoltare un coro dal vivo, è bellissimo ! Un caro abbraccio ai Fratelli e al Delegato Generale!

    seppiolina74
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    https://www.instagram.com/p/CaFhYWgOb8u/?utm_medium=share_sheet

    Spero di essere riuscita a inviare questa foto della Nasa, dove viene illustrata una enorme nebulosa a forma di rosa in fiore, così l’hanno definita loro stessi, in quanto ricorda quella forma così particolare. La trovo bellissima e volevo condividerla con tutti gli amanti….della Rosa! A presto e buona giornata a voi!

    seppiolina74
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    Ciao Mandragola e ciao a tutti! Forse non ci azzecca molto con quello che dicevi tu sulle tre figure femminili, ma mi è venuta in mente l’immagine mitologica delle tre Parche. Credo fossero tre donne di età diverse che,attraverso un filo, segnavano le varie fasi della vita. Bellissimi i vostri Post,Fratelli, grazie!

    seppiolina74
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    Evviva la Vita! Evviva l’Amore! Cingallegra ti abbraccio forte forte…beh, non troppo, adesso devi cautelarti ed essere il più possibile tranquilla. Proprio ieri, un mio carissimo amico mi ha confidato la stessa, bellissima, notizia! Sboccerá la Primavera tra poco, che bello… Un saluto a tutti i naviganti, sul finire dell’inverno.

    seppiolina74
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    Hai ragione MROSA, la tentazione di perdersi in flussi di pensiero troppo ampi è forte, alle volte ne abbiamo anche bisogno perché ci dà sollievo rispetto ad una quotidianità. Però, giustamente dicevi, è dal piccolo di ogni giorno che dobbiamo partire. È un lavoro più capillare e meno dispersivo. Grazie per il tuo intervento!

    seppiolina74
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    Cara Mandragola, ti comunico ufficialmente che mi hai messo in crisi con le tue domande!Ovviamente scherzo, però è sicuro che la questione sia complicata. Credo senz’altro che manchi una coscienza vera di ciò che voglia dire essere donna o uomo. Forse è proprio per questo che si è finito per “scadere” nella definizione di ruolo. Mentre ti leggevo provavo a rispondermi: forse l’equilibrio tra uomo e donna si può definire solo andando oltre le mansioni concrete, magari capendo ed accettando che dentro ognuno di noi esiste un principio vitale che, pur manifestandosi maggiormente in una funzione, comprenda anche l’altra, a sé stessa speculare, ma non altra o estranea. Insomma, mi viene da pensare che se dentro di noi esistono già entrambi i principi, femminile e maschile, potremmo arrivare a vivere l’uno accanto all’altra senza bisogno di stigmatizzare fuori di noi determinate forme pre- costituite che, per loro stessa natura, risultano essere incomplete e magari pure prevaricanti. E quindi torniamo a bomba con l’affermazione iniziale: se non conosciamo noi stessi, non possiamo trovare un equilibrio vero nemmeno con chi abbiamo attorno. È così?

    seppiolina74
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    Caro Diogenon, ricordo di aver visto anche io in televisione un servizio su una popolazione di stampo matriarcale, in quelle zone geografiche. Forse è la stessa, ma non ricordo il nome. È stato molto interessante osservare le priorità date all’interno della piccola comunità: c’era il confronto tra le donne più anziane, operato in circolo, sotto forma di dialogo, senza conflitto. La sessualità veniva vissuta con estrema naturalezza: le donne sceglievano i loro amati e nessuno era geloso di altri. Anzi, è stato spiegato che, non dovendo competere tra di loro per la conquista, gli uomini erano molto meno stressati e quindi più felici!La cura dei figli era poi affare comunitario e questo l’ho trovato molto utile ed intelligente. Vedere la differenza tra le due tipologie di società credo sia importante non tanto per dire una necessariamente migliore dell’altra ( probabilmente la verità sta nel mezzo: e se la società “perfetta” fosse integrare le buone caratteristiche/ prerogative maschili e femminili insieme in costante e rispettosa collaborazione? ); è importante però che le nuove generazioni abbiano la possibilità di creare per il futuro una visione più completa, meno di parte, che sappiano, insomma, di poter scegliere.
    Mi riferisco soprattutto alle bambine di oggi che nascono e crescono dando per scontato di doversi necessariamente sacrificare o debbano sopportare in nome di una presunta (e imposta) superiorità di genere. Un saluto a tutti!

    seppiolina74
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    Mandragola mi hai fatto venire a mente che anche nel territorio dell’Alto Reno, ad Orelia nei pressi di Montovolo, c’è un promontorio, appunto a forma di orecchio, che ha/ aveva funzione oracolare. I bisognosi si rivolgevano alla Montagna ( terra della Dea etrusca Pale) rivolgendo ad Essa le proprie richieste. Molto affascinante! Un saluto affettuoso a tutti!

    seppiolina74
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    in risposta a: Libere testimonianze #32468

    Ippogrifo grazie per le tue parole che mi aiutano ancora una volta a dirigere i miei pensieri verso la Verità di come ” funziona” la nostra Catena Orante e sottolinei giustamente il ruolo del Delegato Generale. Quante volte ho pensato a come debba essere difficile e delicata la posizione del Delegato, una Sapienza che è difficile da capire ma che, all’unanime, riconosciamo preziosissima per il nostro cammino di ascenso. Ben vengano le rettifiche, davvero, perché chiariscono e aiutano a interrogarsi ogni giorno! Un forte abbraccio a tutti e felice serata!

    seppiolina74
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    in risposta a: Libere testimonianze #32454

    Mi ritrovo in ciò che dite Fratelli, a proposito dei nodi che vogliamo affrontare e che, dopo un lungo e fiducioso,spesso doloroso, percorso possiamo sciogliere. Per tanto tempo ho creduto potesse bastare ” mettere” energia in questa lotta quotidiana e ciclica. Ma così facendo ho letteralmente buttato via un’enorme quantità di forze preziose. Sono stati i tanti colloqui con il Delegato Generale e talvolta con altri Maestri in Miriam, che mi hanno fatto capire che, essendo il nostro un percorso di autoguarigione, abbiamo già dentro di noi le forze per ” sopravvivere” al nostro buio più profondo. Unica, grande differenza,però,è cercare di utilizzare le chiavi giuste per aprire le porte al vero cambiamento. Si diceva, il metodo ermetico che cava la teoria dalla pratica;come anche l’allinearsi con i principi di Bene e Salute, quindi il rimanere desti ed attivi qualunque situazione personale viviamo.Le ” chiavi giuste” è impossibile riconoscerle da soli: occorre l’aiuto e la guida costante di un vero Maestro per procedere. A volte penso che sarebbe folle agire diversamente. Sarebbe inutile e controproducente.

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