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  • ippogrifo11
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    Voglio condividere una notizia appena appresa: un gruppo di ricercatori dell’Istituto di Candiolo in Piemonte, da tempo impegnati nella ricerca sul cancro, ha pubblicato sulla rivista Science un articolo nel quale si afferma che, analogamente ai batteri che sono in grado di sviluppare resistenze agli antibiotici, anche le cellule tumorali, per effetto della stessa terapia, che mira a impedirne la riproduzione incontrollata, evolvono modificando il proprio corredo genetico così da sfuggire all’azione delle terapie e riproporre la propria aggressività come avviene nel caso delle recidive.
    Questa condizione, chiamata “mutagenesi adattativa”, starebbe a dimostrare, una volta di più, che DNA cellulare e ambiente, in questo caso l’ambiente stesso della cellula, sono in stretta interazione e che il DNA è in grado di autoriprogrammarsi per opporre resistenza all’ambiente diventato ostile alla sua sopravvivenza e riproduzione.
    L’articolo mi ha fatto riflettere sulla tendenza innata della vita a difendere sé stessa e la propria capacità di riprodursi, indipendentemente dalla direzione in cui questo avviene. Nel caso della cellula tumorale la vita appare tutta e soltanto confinata nell’ambito della stessa cellula, avulsa cioè dalla sintesi vitale e unitaria dell’organismo preso nel suo insieme: perduta la coscienza del tutto, il fenomeno vitale si riduce e si esaurisce nella sfera circoscritta della realtà individuale, dunque sciolta dal principio ordinatore e funzionale che tiene insieme, compenetrandole, tutte le cellule dell’organismo. In definitiva si tratta, così mi pare, della perdita da parte della cellula tumorale, dell’equilibrio e della finalizzazione insita nel principio vitale dell’organismo di appartenenza e col quale, evidentemente, non è più in relazione. A questo punto, però, mi resta la domanda: perché la cellula a un certo punto perde tale contatto? E come fare per riportare la cellula all’equilibrio primigenio? La Terapeutica Ermetica va ad agire proprio in questa direzione?
    Scusate, avevo detto una domanda e in realtà me ne sono ritrovato tre.
    Una buona serata a tutti.

    • Questa risposta è stata modificata 5 giorni, 17 ore fa da  ippogrifo11.
    ippogrifo11
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    Benvenuto nel sito G_B! Augurandoti una serena e interessante navigazione, ci auguriamo anche di leggerti spesso.
    Sono totalmente digiuno circa le pratiche tibetane o buddiste sulla preparazione dei farmaci, ma, da quel che dici, parrebbe che presso quelle culture tale preparazione non sia disgiunta dall’esercizio di pratiche rituali. Ebbene, come certamente sai, il processo che porta alla realizzazione di un farmaco nell’industrializzato mondo occidentale è molto lontano da quel tipo di pratiche, sia per approccio culturale sia per modalità di realizzazione, e perciò l’immagine alla quale ricorri, quella dell’essere vivente, si porrebbe, a mio parere, solo nei termini di un’analogia molto astratta, per quanto suggestiva. Semmai, restando nell’ambito di quanto è nella prassi della scienza farmacologica, che non bisogna dimenticarlo propizia innegabili benefici nella cura delle patologie, la questione sta nel come, se possibile, aggiungere al risultato finale dell’approccio meccanicistico che presiede alla realizzazione di un farmaco (a partire dalla sua “ideazione” fino alla sperimentazione conclusiva), un “quid” che potenzi l’azione del farmaco stesso, nel senso di moltiplicarne l’efficacia ed eliminarne, o quanto meno ridurne, la nocività degli effetti collaterali quasi mai assenti. La Scienza Ermetica dispone di strumenti tradizionali che vanno in questa direzione e il cui uso è strettamente connesso con la volontà dell’operatore che vi fa ricorso, volontà che per patto imprescindibile è votata esclusivamente al Bene. E’ in questo senso, allora, che si può parlare appunto di farmaco come “veicolo” di volontà, in quanto portatore di quel quid aggiuntivo “donatogli” dall’azione dell’operatore ermetico.
    Buona giornata a te e a tutti i naviganti.

    ippogrifo11
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    Scusa, Greg Pelikan, ma immagino che tu intenda riferirti al “principio vitale”. Non è per pedanteria, ma anche il lessico è importante per evitare ambiguità di significato e incomprensioni, soprattutto quando sappiamo che non di rado la parola finisce per tradire, piuttosto che tradurre, quelle idee che, dati i nostri limiti umani, non sono di immediata comprensione. Ora, “corpo” indica qualcosa di funzionalmente strutturato, mentre il “principio”, ancor più se si tratta di “principio vitale”, dà l’idea di una forza, di un dinamismo potenziale in grado di operare a 360 gradi e perciò anche nei minerali, seppure limitatamente alle semplici funzioni di questi e che si circoscrivono essenzialmente ad attività chimico-fisiche. Allora, se opportunamente “potenziati” con un principio vitale intelligente e finalizzato, questi minerali, farmaci compresi, potrebbero, in ipotesi, diventare essi stessi veicolo di quel medesimo principio. Ma qui hai ragione tu: “bisognerebbe saperlo fare, ma per sapere come fare abbiamo bisogno di qualcuno che ce lo insegni e bisogna anche che noi si sia pronti per questo insegnamento”.
    Comunque, grazie per lo stimolo e buona navigazione.

    ippogrifo11
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    Benvenuto nel sito, Greg Pelikan!
    Il titolo del thread è preso dall’inizio del Salmo 133 e tradotto letteralmente vuol dire: “Ecco come è bello e come è gioioso abitare insieme da fratelli.”
    Attendiamo di rileggerti presto… e buona navigazione tra le acque rassicuranti del nostro sito!

    ippogrifo11
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    Interessante riflessione, Sal, ma mi resta una curiosità: quanto dura il rosso di quel semaforo?

    ippogrifo11
    Moderatore
    Post totali: 85

    Molto pragmaticamente e per restare con i piedi ben piantati per terra, anche se mi rendo conto di quanto sia calamitante il fascino che accompagna le suggestioni del pensiero, in particolare quelle sospinte dalle incursioni ardite della scienza di frontiera, suggerirei di focalizzare l’attenzione sul tempo della quotidianità e di provare a dilatare gli intervalli di consapevolezza della nostra condizione di miriamici. L’ideale sarebbe far coincidere tali intervalli con l’intero periodo di veglia, e magari non solo quello.
    Ma, chissà, forse è proprio quello che voleva intendere il nostro Alef2006. O no?

    • Questa risposta è stata modificata 6 mesi, 1 settimana fa da  ippogrifo11.
    ippogrifo11
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    Giusto! Quelli della sera e del nord, che fanno ancora più tardi!

    ippogrifo11
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    in risposta a: Notizie dal web #14905

    Non so, cara Mandragola, se e fino a che punto i giovani che stanno manifestando in tutto il mondo contro lo scempio che si sta perpetrando verso il Pianeta siano strumentalizzati; resta tuttavia il fatto che dall’iniziativa individuale, tenace e determinata di una “ragazzina” sono nati e si sono diffusi a macchia d’olio una sensibilità e un impegno partecipativo sorprendenti e sono convinto che tu sia d’accordo con me se affermo che ai giovani e alle loro istanze, soprattutto se orientate al bene collettivo, la nostra fascia di età deve guardare con attenzione e con rispetto: sono loro l’umanità di domani.
    Un caro saluto a te e ai frequentatori del sito.

    • Questa risposta è stata modificata 8 mesi fa da  ippogrifo11.
    ippogrifo11
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    in risposta a: Notizie dal web #14814

    Ho letto con curiosità – e attenzione – l’articolo segnalato da guglielmo tell e ho provato a immaginare cosa sarebbe accaduto da noi in una situazione analoga… Meglio lasciar perdere!
    Resta tuttavia la considerazione generale sulla diffusa e cieca insensibilità verso la natura e i suoi delicati equilibri. Il mondo delle fate, il mondo fantastico e magico delle tradizioni popolari è forse la proiezione dell’esigenza profonda, legata a una condizione solo apparentemente fanciullesca di innocente credulità, di stabilire rapporti più immediati e genuini con le forze, i ritmi e l’armonia della natura, di cui le fate sono la rappresentazione emblematica. E le fate, guarda caso, sono coniugate al femminile. Quel femminile che nella specie umana si incarna nella donna, della quale proprio ieri si è celebrata la giornata mondiale; quel femminile a cui Admin, in un altro spazio del sito, ha voluto rendere omaggio attraverso il linguaggio universale della poesia. Omaggio che ci vede solidali come lo sono i petali della stessa Rosa.
    Un caro saluto ai naviganti in rotta verso la Primavera.

    ippogrifo11
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    Buongiorno a te, M_rosa, e all’intero popolo di Miriam!
    Sì, mettiamocela tutta! E tutti in uno sforzo solidale e unitario, oltre le difficoltà del quotidiano, oltre le asperità spigolose del carattere, oltre le resistenze dei personalismi, oltre le incomprensioni generate dalle gabbie mentali erette a illusoria protezione delle intime debolezze. Ognuno di noi, per scelta libera e per necessità di evoluzione, ha posto a dimora dentro di sé il seme del Bene, seme destinato inesorabilmente, fatalmente, a germogliare nel rigoglio della primavera della vita che non ha età. Riconosciamoci Uno nella tensione ideale, fusi insieme e fraternamente sostenendoci l’un l’altro, sentendo nostre le sofferenze e le difficoltà della Sorella e del Fratello e gioiendo per ogni conquista, seppure apparentemente piccola e insignificante, che si accenda per illuminare il cammino di qualcuno di noi. Che è il cammino di tutti noi.

    • Questa risposta è stata modificata 8 mesi, 2 settimane fa da  ippogrifo11.
    ippogrifo11
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    Post totali: 85

    L’equazione riportata da Alef2006, di per sé molto elegante, è il risultato della rappresentazione trigonometrica di un numero complesso che, come si sa, è formato da una parte reale e da una parte immaginaria (la sua rappresentazione tipica è: z = a + ib, dove z è il numero complesso, a la parte reale e ib la parte immaginaria, ossia l’unità immaginaria i moltiplicata per la quantità b).
    Nella rappresentazione trigonometrica si ha a che fare con angoli, quindi con rotazioni, e quando la rotazione è completa, ossia di 360 gradi, accade che il numero complesso e il modulo che lo rappresenta graficamente coincidano in valore, da cui l’uguaglianza a 1 del loro rapporto. Infatti l’equazione generale è z = re^iθ, dove ancora una volta z è il numero complesso, r il suo modulo nella rappresentazione trigonometrica (ossia la distanza del punto rappresentato da z dall’origine O del sistema di riferimento), e il numero di Nepero e θ l’angolo che il segmento O-Z forma con l’asse di riferimento. Quando θ è di 360 gradi, ossia 2π, ecco che, per l’eguaglianza di z e r sopra detta, si ha l’equazione riportata da Aleph2006.
    Detto questo a beneficio di chi non mastica molto di matematica (spero di essere stato sufficientemente chiaro, ma non ne sono sicuro), devo dire che l’interpretazione che ne dà Alef2006, anche se si sposta sul piano metafisico, resta intrigante e voglio aggiungere che ogni rotazione completa descrive immancabilmente un cerchio e ogni cerchio ha un Centro come punto di origine, così come ogni punto della circonferenza che racchiude il cerchio è una delle infinite proiezioni delle stesso Centro. Buon fine settimana a tutti i naviganti.

    ippogrifo11
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    in risposta a: Il Carnevale #14503

    Anima critica ci ricorda, trascrivendola fedelmente, un’indicazione metodologica fondamentale della nostra Schola Italica e fa bene. Il carattere sperimentale che contraddistingue il nostro metodo, che si sintetizza nel “cavare la teoria dalla pratica”, ci richiama all’importanza di parlare di ciò di cui si ha riscontro diretto, così da tenere nettamente distinta la conoscenza, acquisita per esperienza soggettiva e oggettiva, dalle opinioni e dalle credenze che sostengono i nostri convincimenti, per altro tutti da passare al vaglio impietoso della verifica probante. Per impegno assunto, ciascuno di noi tende a diventare strutturalmente finalizzato al Bene e perciò ogni nostra azione e parola, orale o scritta, dovrebbe porsi come obiettivo il Bene, nostro e altrui. In tal senso – e qui porto la mia personalissima esperienza – prima di agire o dire sto imparando a chiedermi: ciò che sto per fare o per dire a cosa e a chi è utile? E se sorge qualche dubbio, mi astengo, perché mi sto convincendo che un’azione non finalizzata, non utile, finisca per alimentare il caos. É pur vero che in tema di Carnevale, come si è detto e come ci ricorda la Direzione nel link in riferimento, il caos “preludia l’ordine nuovo e idee e creazioni sempre più perfette”, ma si tratta, in questo caso di un caos funzionale al rinnovamento e non fine a sé stesso. Il Carnevale ci riporta alle mille maschere che indossiamo per convenienza, per ruolo, o per necessità come ci ricorda ancora anima critica, e ci richiama allo sforzo per liberarcene e far prevalere la semplicità sostanziale del nostro Essere. In assenza di questo lavorìo continuo di spoliazione di sé si finirebbe per sottostare giocoforza all’esercizio di un ruolo fittizio che, sul cammino da noi intrapreso, configurerebbe il rischio enorme – e le tante chiesuole che si richiamano al nome di Kremmerz stanno a dimostrarlo – di appiccicarsi al viso n’altra maschera, quella dell’Iniziato. E qui la cosa, oltre che la maschera, finirebbe davvero per diventare paradossalmente grottesca.
    Un caro saluto ai naviganti del sito.

    • Questa risposta è stata modificata 9 mesi fa da  ippogrifo11.
    ippogrifo11
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    in risposta a: Il Carnevale #14461

    Non mi sorprende, cara Tanaquilla, che ti sia trovata solo con pochi altri a gridare di credere alle fate; le fate sono il centro delle fiabe e, purtroppo, alle fiabe si smette troppo presto di credere. Forse è per questo che le fate sono scomparse dai nostri orizzonti, rendendosi invisibili a occhi che non sono più in grado di riflettere la virtù dell’innocenza. All’incirca un secolo fa, il Maestro Kremmerz osservava non senza una punta di amarezza che “per noi il mondo delle fiabe, anche delle fiabe a tinte e mezze tinte di carattere occulto, è finito per sempre”.
    Buon carnevale a tutti.

    ippogrifo11
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    Apprendo con piacere che anima critica, dopo il lungo periodo di silenzio, abbia ripreso a frequentare il nostro sito e a scrivere nel Forum. Come iscritto alla Schola, poi, mi fa ancora più piacere che abbia intenzione di seguire i corsi on line; in proposito, immagino che, in coerenza col nick name scelto, li approcci con spirito libero e “critico”, così da offrirci, nelle considerazioni che vorrà condividere con noi in questo Forum, punti di vista stimolanti. Mi permetto solo un consiglio benevolo e disinteressato (anima critica non me ne voglia per questo): la Schola, come è detto nel video introduttivo, mette a disposizione del frequentatore dei corsi un tutor, sempre che l’interessato ne faccia richiesta, con lo scopo di aiutarlo nel percorso di approfondimento e di comprensione; ebbene, il consiglio è di approfittare al meglio di questa opportunità; certo, si può sempre fare da soli ma, come il metodo della Schola insegna, l’oggettivazione (di dubbi, perplessità, e quant’altro possa ostacolare il processo di comprensione) è fondamentale per non incorrere nella trappola dell’autoreferenzialita’, tanto più rischiosa quanto più si ritiene sia robusta la propria attrezzatura concettuale e culturale, la quale, non di rado, è un mero assemblato sovrastrutturale.
    Buon inizio di percorso, dunque, e a presto. A tutti un caro saluto.

    • Questa risposta è stata modificata 9 mesi fa da  ippogrifo11.
    ippogrifo11
    Moderatore
    Post totali: 85

    È proprio vero, cara Mercurius3, abbiamo bisogno di semplicità, di immediatezza, di genuinità, insieme alle considerazioni o agli interventi un tantino più impegnativi. Passare di qua è come fare una capatina a casa, anche solo per un momento, giusto per vedere se ci sono novità o per respirare una boccata di confortevole familiarità. Questo spazio serve anche a questo: darci modo di alimentare e rinsaldare l’unione che ci affratella, oltre che tenere la porta aperta per chi viene a farci visita, perché ci vuole conoscere o anche solo intavolare uno scambio o un confronto di opinioni.
    Buona serata ai naviganti: la Stella Polare è sempre al suo posto e a guardarla non si sbaglia rotta.

    • Questa risposta è stata modificata 9 mesi, 2 settimane fa da  ippogrifo11.
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