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    Domande belle e stimolanti, cara Seppiolina74! Come te, attendo fiducioso che chi possiede le competenze appropriate ci fornisca qualche lume. Poi, sempre che abbia bene inteso quanto scrivi, mi permetterei solo di sostituire la “rete trasmittente” con “”rete ricevente”, visto che parli di recettori. Trovo comunque molto interessante il concetto di pelle intesa come organo e, in particolare, come organo di interfaccia tra il nostro organismo e l’ambiente che ci circonda, concetto che mi pare sia suffragato dalla scienza, ma anche su questo attendiamo conferme o aggiustamenti di rotta.
    Un caro saluto a tutti i naviganti.

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    La quale Schola, per riagganciarmi al post di Tanaquilla9, non è, come ben sappiamo, un’entità astratta bensì è concreta e operativa nella quotidianità di ciascuno di noi, quando, indotti dalla mutevolezza delle contingenze della vita, siamo chiamati alla revisione delle nostre convinzioni, alla verifica del grado di consapevolezza che poniamo nelle scelte, alla messa in gioco della nostra capacità di adattamento, al riallineamento della nostra volontà all’esigenza primaria di trasformare, come ci ricorda il Maestro Kremmerz e come è nella finalità che abbiamo abbracciato, il male in Bene e dunque i problemi e i disagi in opportunità di crescita. Infine, è concreta e operativa nel riscontro alle oggettivazioni del nostro essere e nelle conferme e/o nelle indicazioni correttive che ne seguono. La Schola è nella nostra vita, così come la nostra vita è nella Schola, tenendo però sempre ben presente una condizione fondamentale: la Prima non ha bisogno della seconda, mentre è la nostra vita ad avere bisogno della Schola e a non poterne più fare a meno non appena se ne intuisce la grandiosità dell’Opera.

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    Caro Alef2006, il termine Teleurgia ha un duplice significato, a seconda che venga considerato nella accezione profana, ossia operazioni chirurgiche effettuate a distanza, oppure in quella della Scienza Ermetica (tra l’altro, l’argomento della teleurgia è ampiamente trattato proprio in questo sito).
    A me pare che con le interazioni a distanza rese possibili dalla odierna tecnologia sia solo la prima accezione ad avere qualcosa in comune e francamente, non vedendo alcun punto di contatto tra l’accezione profana e quella iniziatica, mi riesce anche difficile immaginare come la svolta telematica e la sua diffusione a livello planetario possano lasciar presagire qualcosa di analogo per una delle più alte applicazioni della Scienza Ermetica. Certo, nulla è impossibile, ma quello che non è impossibile è forse per questo anche probabile? Perché la Teleurgia possa essere portata in auge, come tu ti chiedi e pare che auspichi, bisognerebbe che buona parte dell’umanità procedesse a una profonda revisione dei valori che oggi considera essenziali. E, se pure avvenisse, mi restano forti dubbi che questo sarebbe sufficiente di per sé per permettere l’avvento di un qualcosa di così grandioso per l’umana famiglia.
    Un caro saluto a te e ai naviganti tutti.

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    Verissimo, Fradamash, ci è stato fatto un dono dal valore inestimabile, trasmesso fino a noi con rispetto e indefettibile fedeltà all’I-Dea dai Maestri che ne hanno continuato l’Opera. A Lui e a Loro tutti indirizziamo la nostra gratitudine, in questa e nelle vite che verranno.

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    Caro Vitriol, se e quando il desiderio di migliorarsi si trasforma in volontà attiva e fattiva, allora si è sulla buona strada, perché si esce dalla dimensione delle aspirazioni e si fa capolino in quella delle realizzazioni.
    Buon pomeriggio a te e ai naviganti tutti.

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    Caro G_B, il mio post era nulla più che un invito generale a mantenere, quando possibile, il dovuto distacco. Sono consapevole della forza pervasiva, e spesso persuasiva, dei social e so anche quanto sia facile farsi trascinare dalla suggestione delle argomentazioni, soprattutto quando queste ci vengono presentate da figure “autorevoli”. Il disincanto, forse, è figlio dell’esperienza e questa, ma non sempre e non soltanto, del numero di anni vissuti. Perciò, niente lezioni da impartire a chicchessia (a che titolo, poi?), ma benevoli e fraterni suggerimenti. Quanto poi ai difetti, chi non ne ha!
    Un caro saluto.

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    La neutralità e la prudenza che ne consegue, qualità che dovrebbero contraddistinguerci come miriamici, suggeriscono di non prendere posizione e ancor più di non sposare opinioni, né da una parte e né dall’altra, fino a quando i fatti non siano accertati in via definitiva, ben sapendo, per altro, quale significato possa avere il termine “definitivo” in relazione all’umano sapere. Dunque, aspettiamo. Del resto, non sono le nostre personali convinzioni che possono dare ora maggiore o minor valore a quella che il tempo presenterà come verità dei fatti. A noi deve interessare ciò che è vero e non le opinioni intorno a ciò che potrebbe essere vero o che potrebbe non esserlo. Allo stesso modo, ha poco senso tentare di star dietro alla miriade di notizie che in questo periodo e su questo argomento ci bombardano di continuo, specialmente quando non si ha modo né si hanno gli strumenti per filtrarle col giusto ed efficace setaccio. E quando proprio non ne potremo fare a meno, ci limiteremo ad ascoltare.
    Buona serata ai frequentatori del sito!

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    Pensavo che quando si potrà andare di nuovo in giro per i parchi, allora il link postato da Guglielmo Tell potrà tornare utile e di certo aiuterà ad ampliare la capacità di discriminare tra i tanti versi di volatili che, per quanto mi riguarda, è parecchio limitata: ad oggi riesco a distinguere pochissime specie, forse quante le dita delle mani o anche meno. Confesso però che non so quanto possa essere utile saper distinguere dal solo verso un fringuello da un cardellino o un’upupa da una tortora; per lo meno non più di quanto lo sia, per il tipo di vita che conduciamo, saper distinguere una pianta da un’altra. Mi rendo conto che sotto questo punto di vista lasciano a desiderare gli elementi minimi di ecoalfabetizzazione e questo mi dà da pensare su quanto e come ci si sia allontanati dalla natura e dalle sue forme viventi. Nelle sue opere, Fulcanelli parlava della “lingua degli uccelli” come della chiave per apprendere la Grande Arte; ebbene, non dico che si debba arrivare a tanto, ma almeno ritrovare un minimo di sintonia con i ritmi naturali e di rispetto per il diritto delle altre forme viventi a coesistere sul pianeta comune, credo proprio che quello sia un obiettivo alla nostra portata oltre che un impegno etico che si fa sempre più imperativo.
    Buona giornata e forza coi remi!

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    in risposta a: Le Dee Regali #21630

    Molto bello e suggestivo l’inno ad Arinna, ma ancora più suggestivo è l’accostamento Dea-Sole, evocatore di una concezione ben più antica e quanto meno atipica, così a me pare, in un periodo fuori di diversi millenni dal neolitico e nel quale il ribaltamento prospettico che aveva portato alla identità Sole-Dio-Padre si era ormai consolidato nello straripamento della cultura patristica.
    Argomento, questo, cara Tanaquilla, degno di approfondimenti e di ulteriori riflessioni.`

    ippogrifo11
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    Come evento astronomico, l’equinozio di primavera è ormai alle spalle, mentre la primavera è in buona parte tutta davanti a noi. Nei nostri auguri, e in primis in quelli dei Maestri, è emerso con forza l’auspicio che sia una primavera di rigenerazione; ora dobbiamo fare in modo, tutti insieme, che l’auspicio acquisti sostanza e consistenza di realtà, a piccoli passi ma quotidianamente e con determinazione. Questo spazio, specialmente in forza delle limitazioni imposte dagli eventi, può darci una grande mano in questa direzione, rafforzando ancor più il senso di aggregazione e le opportunità degli scambi reciproci. Perciò, ritroviamoci qui con più intensa frequenza, ricordando che ciò che dentro di noi ci spinge ad affacciarci su questo spazio telematico e a comunicare è anche quello che trasmettiamo e che è percepito da chi entra in contatto con noi.
    Un caro saluto a tutti.

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    Quasi tutti, alle 23.40 sarebbe più sicuro. Purtroppo, longitudine e latitudine giocano il loro ruolo ma, in ogni caso, si sarebbe comunque tutti idealmente presenti. Mi unisco al fraterno abbraccio collettivo di Admin.

    ippogrifo11
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    Caro Alef, di questi tempi sono in tanti a cimentarsi in proiezioni, stime, previsioni, alle quali fanno seguito, con puntualità, controproiezioni, controstime e controprevisioni, sulla cui attendibilità non mi pronuncio non avendo né i mezzi né le competenze per farlo a qualche titolo. So però che i numeri che ci bombardano quotidianamente, a seconda della nostra inclinazione, vanno ad alimentare le paure o le illusioni speranzose, queste ultime esorcizzanti le prime. Purtroppo non ci è dato di conoscere la situazione di fatto e la sua reale entità, ma, se anche fosse, cambierebbe qualcosa? Per i più paure e speranze rimarrebbero tali, o magari si invertirebbero. Ma, di nuovo, cambierebbe qualcosa? Noi abbiamo imparato, o stiamo imparando, a essere pragmatici, ossia positivi e fattivi, con noi stessi e con gli altri, a cominciare da chi ci sta vicino e da quelli che vengono in nostro contatto. Pragmatismo, nel contesto che si è venuto a determinare, significa innanzi tutto osservanza rigorosa delle regole di buon senso che sono state indicate, quindi essere di esempio, agendo con la necessaria prudenza che è la prima forma di prevenzione. Quanto all’essere fattivi, utilizziamo con puntualità gli strumenti che ci vengono affidati per la finalità a loro pertinenti, senza misticismo, che sarebbe anch’esso un modo di esorcizzare paure profonde, ma con fiducia, ricordando giorno per giorno, ora per ora, chi siamo, dove siamo e perché vi siamo. Non possiamo fare nulla di più, ma anche nulla di meno, ricordando anche che il senso degli avvenimenti che attraversiamo lo costruiamo noi, ciascuno sulla base delle proprie e individuali peculiarità e del grado di consapevolezza col quale ci poniamo di fronte alle vicende della vita. Così come potremmo non farlo, demandando al caso, o al fato, la responsabilità di quel che accade. Epperò avremmo perso un’occasione per imparare qualcosa di nuovo. Ecco, sono convinto che essere miriamici significhi soprattutto questo: vivere per imparare e imparare per crescere”, per evolversi nella direzione del Bene. Sempre e comunque.
    Scusa, Alef, se sono andato ben oltre la portata del tuo post e di quella che verosimilmente voleva essere solo una informazione, ma ho sentito l’impulso a esternare delle considerazioni che rimuginavo da un po’ e che ho voluto condividere.
    Un caro saluto a tutti.

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    Ho colto l’esortazione di Tanaquilla9 e vi ho subito dato corso, andando a leggere il curriculum della S.P.H.C.I. in particolare per la parte riguardante gli ultimi anni. Non v’è che dire, attraverso l’Associazione che ne rappresenta la veste pubblica, la Schola ha dato corso a iniziative di ampio respiro, tutte tese a far conoscere, in assoluta trasparenza, la natura genuina e ortodossa del proprio operare. Sono poi interessanti anche i riferimenti alle attività più “interne”, quelle riservate agli iscritti, e alle agapi. Tutto contribuisce a corroborare l’impegno della Delegazione Generale a proiettare sempre più la Fratellanza di Miriam nel nuovo millennio, adattandone l’azione all’esigenza dei tempi e in armonia con essi, nel rispetto della Tradizione .
    Suggerisco a tutti di prendere visione di questo breve tratto di storia ancora vivido nei ricordi e nell’esperienza di tutti noi; in particolare, lo indico all’attenzione dei non iscritti: avranno modo di integrare la visione che si stanno formando della S.P.H.C.I. con elementi concreti di parte della vita associativa e dello spirito che la impregna.

    Un caro saluto a voi tutti.

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    Caro Gelsomino, a quanto vedo, un rimando ne richiama un altro…
    Ho apprezzato molto il tuo, che riporta la nostra attenzione su un punto davvero cruciale: l’importanza di un Organismo, come quello al quale apparteniamo, che è garanzia di certezza tanto nell’articolazione del percorso quanto nell’attuazione delle potenzialità e delle prerogative che vi sono connesse.
    Ma, tornando ai rimandi, devo constatare che il loro inanellarsi come minimo induce i frequentatori del sito a sostare su argomenti che il più delle volte restano relegati nei cantucci della memoria.
    Ancora grazie.

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    Rispondo alla domanda di tulipano per quello che so e per quello che consta alla mia esperienza diretta.
    Collegati al Centro si è sempre, fino a che si è Numeri attivi e praticanti, regolari e ortodossi; il “sentirsi” collegati, che può comprendere quelle sensazioni tra le quali quella a cui si riferisce tulipano, è piuttosto l’emergere, purtroppo il più delle volte temporaneo e fugace, di una consapevolezza che viene dal profondo. Lo sforzo, la tensione dell’iscritto dovrebbe appunto tendere a rendere questi momenti più frequenti e a dilatarli nella durata, cosa che diventa più facile quanto più si è attivi. E frequentare il sito, rispondendo con il proprio interesse, o con la propria partecipazione, agli stimoli che vengono dai tanti che vi apportano il loro contributo, è un ottimo modo – almeno a me così risulta – di essere attivi.
    Un saluto e l’augurio di buona cena ai naviganti. A proposito, sguardo ben fermo sulla Stella Polare!

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