Emozioni lungo il cammino … ermeticamente inteso …

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  • Alef2006
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    Post totali: 149

    Grazie Ondina per il tuo brano che non conoscevo: è un sacco bello. Per la gioia dei miei vicini lo aggiungerò al mio repertorio da musicante da strapazzo: chissà magari un giorno lo canteremo insieme. Adesso ascolterò anche gli altri brani degli stessi artisti in cerca di ulteriore ispirazione.

    Bellissimi anche i brani postati da Mandragola e Kridom: grazie.

    tanaquilla9
    Partecipante
    Post totali: 610

    Mi sono riconosciuta in ciò che avete espresso attraverso le canzoni scelte. Come si vede che il nostro cammino…ermeticamente inteso è unico e che il nostro sentire pure.
    Ho diverse idee tra canzoni e brani di prosa che mi hanno dato grandi emozioni.
    Ma al momento vorrei inserire “O’ Sole mio” cantata da Luciano Pavarotti, perché nella Fratellanza mi fu detto detto che il Maestro Kremmerz amava questa canzone,e la sua bella Napoli. Mi ricorda poi un Fratello che non è più con noi. Sapete che fu cantata nello spazio da Jurji Gagarin nel 1961?
    Di quale sole parla? per noi è il Sole i cui raggi splendono in ognuno di noi.
    Mi ha sempre fatto sentire la possibilità dell’esistenza di qualcosa di positivo e realizzativo che vince ogni difficoltà.

    m_rosa
    Partecipante
    Post totali: 399

    Vorrei condividere con voi una canzone che mi ricorda una visita che facemmo, in occasione di un’Agape, a Castel del Monte, bellissimo ricordo, un luogo magico

    Alef2006
    Partecipante
    Post totali: 149

    Forse sto esagerando con tutti questi post ma i brani dedicati al Sole sono da sempre i miei preferiti.

    Questa volta condivido un grande classico “Sunny” interpretato dalla voce dolcissima ed espressiva di Cyrille Aimee

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 452

    Cara Tanaquilla ❤️ grazie che ti sei ricordata, brava! Speriamo di tornare presto a cantarlo ‘O Sole mio’ come abbiamo fatto tante volte, dedicandolo al Maestro Kremmerz…
    Grazie anche a voi cari Alef, Kridom, Ondina, m_rosa e tutti perchè è un bel filo di ricordi emozionali nel nostro cammino insieme quello che si sta snodando…
    Questa ha accompagnato molti dei miei viaggi per raggiungervi ovunque eravate…

    Marypru
    Partecipante
    Post totali: 11

    Bello questo spazio Tanaquilla. La musica parla al cuore, supera gli ostacoli della lingua, i confini delle nazioni e delle razze, la musica ci connette con tutto l’esistente è aggregante; ci sono canzoni, musiche che evocano emozioni, sensazioni collegate ad esperienze al proprio vissuto, a me manca molto ballare, il movimento collegato alla musica e ai suoi ritmi ha un potere terapeutico. Un caro saluto

    Alef2006
    Partecipante
    Post totali: 149

    Le canzoni che mettono il Sole al Centro ti invitano sempre a cercare i suoi raggi splendenti per affrancarti dalle difficoltà della vita.

    “On The Sunny Side Of The Street” è un altro dei brani dedicati al Sole che più amo e che ha il potere di migliorare il mio umore anche nelle giornate più grigie: mi fa piacere condividere con Voi Tutti questa interpretazione meravigliosa di Esperanza Spalding:

    kridom
    Partecipante
    Post totali: 153

    La canzone di Paolo Conte e quella di Mina non le avevo mai sentite.

    Condivido, dal Flauto Magico di Mozart, il canto dei 3 fanciulli, il cui inizio mi ricorda la parte finale dell’inno al Sole del M. Kremmerz:

    Presto ad annunciare il giorno
    Il sole splenderà sulla via dorata,
    Presto la superstizione scomparirà,
    Presto l’uomo saggio vincerà! –
    Oh cara quiete, scendi quaggiù,
    Torna di nuovo nei cuori degli uomini
    Allora la terra sarà un regno dei cieli,
    Ed i mortali uguali agli dèi.

    ondina
    Partecipante
    Post totali: 67

    Che bello ascoltare le vostre canzoni Fratelli, mi provoca un turbinio di emozioni, dal pianto alla voglia di cantare e ballare con tutti voi ….e poi i ricordi dei momenti meravigliosi passati insieme al Delegato sui Sibillini!
    Grazie per questo spazio che per me è diventato un rifugio accogliente dove avverto forte quel legame sottile che ci lega vi abbraccio 🖐🏻❤️

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 452

    … ricordo che questa l’abbiamo ascoltata assieme col Maestro sui Sibillini, forse anche nel parco…

    …Amore, nel mio giardino vorrei fiorisse la tua rosa
    perchè l’ anima mia si perda dove il corpo rinasce e riposa,
    quella rosa di primavera sempre rorida di rugiada,
    misteriosa come la sera, balenante come una spada
    balenante come una spada, balenante come una spada,
    balenante come una spada….

    ondina
    Partecipante
    Post totali: 67

    Sempre dedicata alla Miriam ❤️https://youtu.be/laC4PfFeX8c

    m_rosa
    Partecipante
    Post totali: 399

    Sarebbe bello avere tutti i brani che postiamo in una play list (si dice così?) per poterli riascoltare anche quando non siamo sul sito. Non so a voi, ma a me piacciono tantissimo tutti!

    Diogenonn–
    Partecipante
    Post totali: 59

    Era il 1996 un anno veramente cruciale della mia vita e nella canzone di Guccini “la colomba e il fiore” vidi riflesso il mio cammino, da quel momento fino all’infinito … quando un poeta riesce a andare oltre il comune sentire e descrive la fisicità di un Femminile nel quale un uomo aspira a “perdersi” per rinascere consacrato al Suo Servizio. Ricordo che nell’ascoltarne le parole l’emozione fu grande … e ancor oggi, nel riascoltarla, mi si apre il cuore. Grazie per averla postata.

    Alef2006
    Partecipante
    Post totali: 149

    In questo brano meraviglioso “Con una Rosa” si parla di Rose e di Amore:

    Riporto lo stralcio finale del testo:


    Come la porpora che infiamma il mattino
    Come la lama che scalda il tuo cuscino
    Come la spina che al cuore si avvicina
    Rossa così è la rosa che porto a te
    Lacrime di cristallo l’hanno bagnata
    Lacrime e vino versate nel cammino
    Goccia su goccia, perdute nella pioggia
    Goccia su goccia le hanno asciugato il cuor
    Portami allora portami il più bel fiore
    Quello che duri più dell’amor per sé
    Il fiore che da solo non specchia il rovo
    Perfetto dal suo cuore
    Perfetto dal dolore
    Prefetto dal dono che fa di sè

    tanaquilla9
    Partecipante
    Post totali: 610

    Mentre leggevo ad alta voce questo libricino su Demetra, molti anni fa, all’improvviso mi sentii afferrare da un vortice e strinsi la mano di chi mi ascoltava, per rimanere lucida.
    E’ Kore, la figlia, che racconta il suo destino, che non può essere scisso da quello della Dea madre.
    Lo leggemmo poi tutti insieme al Centro Elissa di Montemonaco. Ricordate?
    E’ un testo ispirato che tutt’ora continua a commuovermi.
    E chi non lo sarebbe, se è in gioco il ricongiungersi con la Madre?
    Se una nostalgia infinita prende il posto di ogni altra istanza?
    Riporto dal libro solo qualche rigo, e se vi interessa è di Tiziana Villani ed. Mimesis.

    “Perdona Demetra, se nel freddo di questi territori umidi e argentati, porto con me il tuo ricordo. Mi ha catturata la promessa di un’antica stagione che a lungo ho sentito pulsare tra le tue dita…
    Altrove, nascosti al tuo sguardo, gli dei domandavano la costruzione dei templi…Quei luoghi fin dall’inizio ti furono estranei… Nei disegni che andavano tracciando tu apparivi come necessaria comparsa…
    Iniziavo ad appartenere alla tua carne, già modificavo la tua ombra quando attraversavi i territori ora desertici e ora lussureggianti. Sorridevi, nella convinzione che nulla sarebbe mutato ma, nel contempo, si rafforzavano i basamenti dei templi…I templi aperti accolsero le leggi e per ognuno di essi venne stabilito un culto. Tu continuavi a mantenerti in disparte, modellavi il mio corpo seguendo le linee delle tue sembianze. Indifferente a quanto accadeva ti dedicavi a plasmare la mia immagine che avrebbe dovuto celebrarti…
    I nuovi eventi contenevano una minaccia che non volevi considerare, la mia iniziazione ti teneva lontana da essi, volutamente cieca. Ti specchiavi nel mio volto … Riscoprivi nel mio corpo il divenire del tuo e aspettavi che io tornassi ad esso.
    Ampie pianure incolte iniziarono ad accogliere i sussurri di chi affermava che in nostro onore venivano compiuti sacrifici. L’ira ti trasfigurò, per la prima volta intuii le infinite possibilità della paura, quegli onori ti erano estranei, in nessun modo sarebbero occorsi per legittimare la tua presenza. Il tuo volto simile a quello della terribile Gorgone si rivolse agli dei, una risata oscena ti deformò le labbra, pronunciasti invocazioni tremende contri gli universi, assassini del caos…
    La mia ombra cercò consolazione nella tua. In un’atmosfera tesa tornammo alla palude… Gli dei ci volevano separate. Ma come era possibile, dal momento che le nostre immagini erano state da sempre indissolubili? “Demetra”; pronunciai il tuo nome più volte, chiamai a raccolta i cani affinché proteggessero il nostro abbraccio…
    Quando le mura vennero rafforzate, quando i crateri furono colmati di vino e di farina d’orzo, giungesti a patti con gli dei presso lo Stige. La separazione che avevi promesso, che mi avrebbe unita a uno sposo di cui nessuno pronunciava il nome, tu pensavi che sarebbe durata solo una notte. Per lungo tempo non seppi nulla di quel patto, di tanto in tanto mi sorprendeva il tuo sguardo turbato…La continuità perfetta che mi avevi mostrato poteva essere frantumata… Il tuo sapere si disperdeva tra i voli degli uccelli che gli indovini interpretavano solo per frammenti…
    Prevalendo, il nuovo ordine tentò di cancellare la memoria dei tuoi riti; i mercanti assomigliavano sempre più agli dei chiusi nei recinti dei templi…
    Tinsi di nero il tuo peplo e raggiunsi le figlie di Oceano…Mentre mi allontanavo, l’eco della tua voce si disperdeva tra i campi. Per la prima volta ero io a separarmi da te… disegnai lentamente i contorni del mio corpo diviso dal tuo, tremavo per quella scoperta… Proprio mentre ti stavo pensando fui distratta da un fiore… ad un tratto mi trovai di fronte a una sagoma che si era composta come dal nulla, il suo aspetto era tremendo…Il dio dal volto oscuro non dimostrò alcuna comprensione, mi costrinse a seguirlo…Quando ritrovai la voce urlai il tuo nome Demetra…Ben presto compresi che tu sapevi. Quel dio che mi terrorizzava ti era fratello, padrone delle ombre…
    Ti ricordavo senza nostalgia, attraverso i territori separati dell’Erebo e rivedevo la lunga stagione che ci aveva viste unite…
    La nostra separazione ti tormentava… la distanza che divideva le nostre ombre ti costringeva ad una estenuante ricerca…il mio destino ti venne svelato…
    Spargesti la sterilità ovunque, alberi neri dominavano tra i campi. Assomigliavi a una mendicante, la tua figura nera ispirava terrore, solo chi ti era nell’intimo non abbassava lo sguardo al tuo passaggio…
    Il mio esilio era il tuo esilio, la mia solitudine rispecchiava la tua e sarei rimasta sterile nei territori della ricchezza sino a che il tuo ventre non fosse tornato a palpitare…
    A causa della penombra che mi avvolgeva, percepivo a stento l’eco del tuo dolore …
    Ti fu concesso il mio ritorno e ti furono donate come buon auspicio nuove vesti chiare. La terra tremò di piacere al tuo passaggio…Le Erinni abbandonarono il loro nascondiglio, ti raggiunsero per strappare dal tuo volto il velo di vendetta che Nemesi vi aveva posto…Seppi che ti avrei ritrovata…”.

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