La legge del Do ut Des

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  • Orengo silvana
    Partecipante
    Post totali: 14

    Si c’è tanto da lavorare ,almeno per quanto mi riguarda.Vi ringrazio tutti

    catulla2008
    Partecipante
    Post totali: 233

    Ci è stato più volte portato dai Maestri l’esempio delle pile: essere massimamente recettori nei confronti di quel “DO” gerarchicamente inteso, magnete centrale – come appena ricordato da Mabdragola – porta al suo opposto e speculare “DES” che è la traduzione energetica di quanto ricevuto. Ergo, più si potenzia uno dei due aspetti più dovrebbe – teoricamente – potenziarsi anche l’altro, sino a giungere alla massima potenzialità sella pila (mica tutte sono uguali anche se tutte funzionano al medesimo modo).
    Così ci si prova: tanta applicazione terapeutica avvicina al Centro e viceversa.
    Quanto all’Amore ricordo che il Maestro Kremmerz nella nostra P.F. asseriva di non aver osato consacrarLo nel testo della regola fondamentale. Deve perciò trattarsi di Qualcosa di talmente alto da concepire (muove sole e stelle?) che tocca essere adepti per non snaturarne l’Idea.

    tanaquilla9
    Partecipante
    Post totali: 743

    … tant’è che solo il lavorio ermetico avvicina Amore che nella bella ed eterna favola è Ermes che porta all’Olimpo Psiche, dopo le prove ormai divina, per celebrare le sue nozze con Amore.
    Nelle antiche favole e mitologie come ci è stato sempre indicato c’è grande verità.
    Chiaramente ognuno vede in rapporto al suo stato di purificazione.

    Orengo silvana
    Partecipante
    Post totali: 14

    Vi ringrazio,lo ripeto,attraverso queste parole che avete creato avete espresso Amore e delicatezza .E Amore lo scrivo con la A maiuscola perché Amore è Amore in qualunque modo si riesca ad esprimerlo .Così posso scrivere Amore anche per me ,per l’Amore che so esprimere .anche se in piccola parte,anche se imperfetto , perché è frutto di uno sforzo di una volontà di Amare che mi spinge e anela al bene

    tanaquilla9
    Partecipante
    Post totali: 743

    a dire il vero, Silvana, anche io ti ringrazio di aver indicato questo tema, che come ben dici ci sprona, ci dirige, ci commuove, ci apre verso l’infinito, il bene, e ci libera dalle carceri anguste del personalismo e della razionalità

    admin Kremmerz
    Amministratore del forum
    Post totali: 1008

    Parole vere… stella polare del cuore e della mente !

    Angelo
    Partecipante
    Post totali: 153

    Hai ragione Mandragola nel dire che ci troviamo nell’irraggiamento del Magnete d’Amore che si irradia dal centro della Rosa, ma penso anche che l’Amore che dobbiamo trovare (e non è semplice) è quello pulito, spassionato, puro, che non vede interferenze esterne nell’essere donato (a tutti, in maniera neutra, senza scopo e/o finalità). La nostra ricerca è ricerca di Amore, e credo che sia importante (se sbaglio non lo sò) comprendere come sia proprio questo Amore l’elemento trasmutatorio del nostro Essere, in quanto ci consente di diventare l’Uno con il Tutto. Il mantenere il nostro Vaso a temperatura costante, senza modificazioni che innescano fenomeni che possono portare alla rovina del nostro lavoro, credo significhi avere quella Neutralità, così importante e così difficile da raggiungere, che ci consente di donare indistintamente a Tutti, con quell’irradiazione che non arriva dal nostro cervello, imbrigliato dalle sovrastrutture, e attraverso il quale le sensazioni le immagini, i pensieri, arrivano distorte dai nostri sensi, ma attraverso un nostro Centro costantemente unito al centro della Rosa, in costante equilibrio.
    Che gran Lavoro. E che grande Opera.
    Vi abbraccio Tutti.

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 623

    Caro Angelo, condivido il tuo e l’anelito di tutti, augurando a tutti noi di trovare/realizzare/conquistare l’Amore, con l'”A” maiuscola, che il cuore di ciascuno/a anela.
    Anche l’amarsi, l’amare sè stessi, nel senso ermetico della parola intendo, mi sembra una bella cosa per nulla scontata… e un buon punto di partenza per amare l’altro da noi… umani, animali, piante ……
    Fraternamente…❤️

    ippogrifo11
    Partecipante
    Post totali: 165

    Carissimi tutti, sto seguendo con sentita partecipazione i vostri interventi in questo thread il cui tema, il “do ut des”, è parte del nostro essere Miriamici. A esso avete ricondotto, giustamente, quello dell’Amore (anch’io voglio scriverlo con l’A maiuscola) e questo mi ha indotto a qualche riflessione che desidero condividere con tutti voi.
    È vero, Amore è donare e il donare è un dare, ma non può essere un dare indiscriminato, sia nel modo (a chi si dona), sia nella sostanza (cosa si dona). Sono convinto che il dare sia indissolubilmente legato alla legge di Giustizia: si dà quando è giusto dare e ciò che è giusto – e necessario – dare. Noi Miriamici, consapevoli della nostra condizione di ‘esseri in itinere’, dunque in evoluzione, siamo anche consapevoli di non poter avere della Giustizia se non una concezione approssimativa, perciò parziale, dipendentemente dal tratto di percorso compiuto. Ecco allora che il nostro ‘dare’, perché resti circiscritto nei limiti invalicabili della Giustizia e resti pertanto al riparo dal rischio di diventare prevaricazione, non può che ricondursi a un ‘restituire’, nelle sole forme ortodosse, quanto dalle Superiori Gerarchie si è ricevuto e si è stati in grado di effettivamente integrare nel nostro essere. Pensare di poter dare di più sarebbe un non senso: si può dare quello che non si ha? Forse sì, ma a condizione di contrarre debiti, che però andranno poi ripianati, magari con gli interessi.
    Un grande abbraccio a tutti e un grazie per avermi dato l’opportunità di mettere a fuoco un punto cruciale del nostro procedere insieme.

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 623

    Grazie, Ippogrifo11, per aver condiviso le tue riflessioni che almeno x me sono utilissime xchè, prima di tutto, richiamano alla Finalità della Schola, alla sperimentazione della Terapeutica Ermetica, la sola x me attraverso la quale restituire gradualmente a noi stessi il senso di tutto.

    tanaquilla9
    Partecipante
    Post totali: 743

    Secondo me che chi ama non pensa di donare. E’ l’Amore ad essere un dono, effusivo e incoercibile. Se si pensasse di donare ci si esaurirebbe prima o poi. Invece se tramiti di quell’AMORE CHE PROVIENE DAL CENTRO UNIVERSALE, esso non potrebbe appartenerci, perché ne saremmo solo un veicolo.
    A me pare di comprendere che il DO ut Des, per Chi ha realizzato uno stato di Amore, sia una legge irrinunciabile.
    Per noi altri questo stato è una meta nell’ambito della nostra Schola ermetica che integra evoluzione e terapeutica.

    m_rosa
    Partecipante
    Post totali: 538

    Anche io penso che nel momento in cui Amiamo con la A maiuscola, non possiamo scindere tale sentimento tra un soggetto- amante e un oggetto-amato, sono momenti magici appunto, che si verificano in determinate, particolari circostanze e credo che tutti noi figli di Miriam, possiamo dire di averne fatto esperienza almeno qualche volta nella nostra pratica terapeutica e non solo. Non mi ritrovo nel concetto di quantizzare l’amore e neppure nell’idea che ci sia un amore ingiusto, sarebbe una contraddizione in termini; credo che ognuno possieda in sé questa forza e il fatto di saperla e poterla esternare e viverla coscientemente, dipende dal nostro percorso evolutivo.

    admin Kremmerz
    Amministratore del forum
    Post totali: 1008

    “Si da quando è giusto e necessario dare” ovvero a fronte di una richiesta di aiuto. Immagino che Ippogrifo si riferisse a questa conditio sine qua non per procedere nell’aiuto terapeutico in modalità da nn correre il rischio di prevaricare.
    Poi il passaggio, come dice il Maestro Kremmerz, a una coscienza illuminata all’inizio da bagliori indistinti poi da lampi fugaci e infine da idee luminose è un work in progress che ognuno di noi vive in modo unico e personalissimo (e con le cicliche reiterate “nigredo”) ma con l’unica finalità che accomuna i nostri sforzi, quella di approssimarci sempre più alla Verità e alla Giustizia … operando infallantemente e propiziando così nei tempi opportuni stabiliti da Madre Natura la manifestazione in noi di Amore. Contestualmente e nell’attesa di quanto sopra, come diceva il Maestro Harahel, si inserisce la spina nella corrente che promana dal Centro, attivandoci con gli strumenti rituali … e quella si, anche se nn ne abbiamo piena coscienza, è una costante e continua “tintura” di Amore.

    m_rosa
    Partecipante
    Post totali: 538

    Pienamente d’accordo Diogenonn, mi piace la similitudine col mondo del web, infatti possiamo procedere col nostro personalissimo lavoro solo se c’è la corrente che attiva il computer!

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 623

    Interessanti riflessioni, Diogenonn che mi trovano in sintonia proprio ora che ricordavo l’esperienza del Tino/Serbatoio con la Del+ al Laboratorio Sperimentale, nella quale si è visto come il Numero attinga solamente l'”acqua”/corrente/fermento d’Amore, senza dare nulla al Serbatoio/Centro già predisposto dalla D+G+ Anello Nodale di aggancio (vedi disegni esplicativi in La Via della Rosa). Noi attingiamo per la nostra Salute e Ascenso e, in qualità di “tubo”/ Tramite, per lasciarla fluire all’esterno a chi ne possa aver bisogno, senza limitazioni spazio/temporali.

    Tornerei a Ippogrifo quando dice che “Pensare di poter dare di più sarebbe un non senso: si può dare quello che non si ha? Forse sì, ma a condizione di contrarre debiti, che però andranno poi ripianati, magari con gli interessi.”: che intendi x contrarre debiti che però andranno ripianati? Ti ringrazio se mi puoi chiarire.

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