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in risposta a: L’Agape di Solleone 2017 #11132
…morso, che collega, che genera, che trasforma…come quello che congiunge i serpenti nel simbolo dell’Accademia Giuliana. Per chi fosse interessato all’argomento, consiglio la lettura del Quaderno dell’Accademia Giuliana, tra l’altro distribuito gratuitamente dalla S.P.H.C.I. Ricambio gli auguri.
in risposta a: L’Agape di Solleone 2017 #11119Un altro ciclo si è concluso, portandoci una cornucopia ricca di frutti che abbiamo “assaporato” sia in senso figurato che non, nell’Agape appena trascorsa. Tutti siamo tornati a casa ben nutriti, con quel senso di appagamento che si ha, appunto, dopo un buon pasto, ma, nel caso nostro, che non riguarda solo lo stomaco, ma tutto il nostro essere, una sorta di pacificazione dello spirito, uno stato di “grazia” che come ci ha spiegato il Maestro, è si, una pacificazione, ma attiva, che innesca un fermento interiore. Ed è proprio questo fermento interiore che non dobbiamo lasciar spegnere e che dobbiamo incanalare verso mete più pure, che ci deve spingere a lavorare indefessamente per il Bene, a restituire gratis, così come gratis abbiamo ricevuto. E dunque tornano due termini ricorrenti in questo plenilunio: grazia e gratis; sono due parole legate a doppio filo, non solo per la medesima etimologia ( gratiis=abl. pl. di gratia) ma anche per il senso profondo, gratis, infatti, vuol dire non pretendere niente in cambio e, lo stato di grazia, credo che lo si ottenga solo aprendosi a una dimensione d’amore più vasta, che superi i limiti del proprio io egocentrico e dunque senza pretendere nulla in cambio. Spero e credo con tutto il cuore che ognuno di noi possa fare un passo avanti nel cammino evolutivo.
in risposta a: In attesa dell’Agape #11063Nella Pragmatica Fondamentale l’Agape, la cui etimologia deriva dal greco e significa “amore”(fraterno, altruistico), è indicata come “festa annuale, con un pranzo rituale collettivo”. Secondo il Vocabolario Treccani della Lingua Italiana il termine agape si riferisce al banchetto sacro a cui partecipavano i primi cristiani di Gerusalemme “in stretta comunione tra loro e in grande allegrezza” un pasto, dunque, che commemorando l’eucarestia stringeva vincoli di fratellanza nell’intera comunità. Da questa piccola minimale ricerca si evincono alcuni elementi importanti: uno, la tipologia di Amore a cui ci si riferisce: è un tipo di sentimento che, in qualche modo, supera le altre due accezioni di amore dei greci, quella di Eros ( amore per il proprio partner) e Philos (amore di fraterna amicizia), due, che è concetto legato a sentimenti positivi di “festa” e “allegrezza” e tre che è legato a un pasto condiviso.
Dunque, se dicessimo che l’Agape è un atto gioioso di condivisione di Cibo che veicola Amore che lega sempre più profondamente tutti i partecipanti all’Idea di Bene rappresentata su questa terra dalla Grande Miriam, ci avvicineremmo al suo significato? E soprattutto ci aiuterebbe a viverlo in modo naturale come qualunque altro atto creativo che la Vita genera?in risposta a: IL SITO DI KREMMERZ.IT 2019 #11048Sono così favorevolmente colpita da questo video da essere rimasta senza parole
Mi sembra perfetta la sintonia ritmica tra immagini, suoni, parole e contenuti che attraverso la vista e l’udito arriva direttamente al cuore lasciandovi un senso di antica nostalgia….e il desiderio, concreto e pratico, di iniziare un cammino di maggiore penetrazione delle nostre cose. Graziein risposta a: IL SITO DI KREMMERZ.IT 2019 #10994Dopo qualche difficoltà iniziale nell’entrare (dovuta al fatto che non cancellavo le finestrelle di spiegazione che si aprono all’inizio, sigh!) ho potuto navigare nelle acque del nuovo sito e devo dire che il mare, pur nascondendo dei fondali abissali, permette di muoversi facilmente e in tutta tranquillità. Fuor da metafora trovo che i contenuti profondi espressi in queste pagine, siano presentati in modo molto diretto e semplice da esplorare, senza, per questo, togliere la libertà di fare qualche immersione a chi non si accontenta solo dello snorkley! Scusate, ci sono ricaduta!
Ringrazio la Direzione per, ancora una volta, essersi resa tramite attivo della Volontà del Maestro Kremmerz che, grazie ai Suoi Preposti, continua a seguirci sempre da molto vicinoin risposta a: Il Nunzio della Primavera #7510Mi scuso con Mirella , evidentemente non sono riuscita ad esprimermi correttamente, era proprio il contrario di ciò che hai capito, Mirella, che volevo dire.
Sicuramente le parole del Kremmerz danno la spiegazione razionale di ciò che avviene “Quando si riesce a penetrare in una dimensione a-spaziale e a-temporale la mente umana s’immedesima alla mente universale e ne ritrae una virtù divina”.
Le mie parole erano un tentativo per raccontare ciò che si prova assistendo e partecipando a quello che tu giustamente chiami, molto concretamente, “meccanismo”.
Io ho semplicemente voluto testimoniare ciò che ho visto: un Sacerdote che ospita un Dio; senza aggiungere né togliere nulla. Parole più giuste non ne ho trovate per esprimere l’Amore, il senso di Pace e di Integrità che ho provato di fronte a tale manifestazione della Legge Universale evocata dal Kremmerz. Saluti e Salutein risposta a: Il Nunzio della Primavera #7507Riflettevo su come tutte le cose nostre, tutto ciò che il Kremmerz dice, e dopo di lui tutto ciò che i Maestri hanno detto e dicono, non è da intendersi mai in senso mistico, astratto o “spirituale”, ma ogni singolo concetto ha il suo corrispettivo nella realtà concreta. Mi riferisco qui, in particolare, alle ultime righe del post della Direzione. Veramente, a tutt’oggi, a riprova del filo ininterrotto che ci lega alle nostre origini, il Kons parla attraverso Chi è pronto e puro abbastanza per ospitarlo e dà responsi salutari per gli ammalati che si rivolgono alla Fratellanza. Certo, forse ci si è modernizzati un poco, non ci sono più le statue del Dio che ospitano il Sacerdote, ma è rimasto intatto nella sua grandezza il Sacerdote che ospita il Dio.
Grazie maestro Iah-helin risposta a: Il Nunzio della Primavera #7495Grazie degli auguri, in questo periodo dell’anno ne abbiamo tutti particolarmente bisogno, la stanchezza si fa sentire e il desiderio di iniziare un Rito Rigenerativo come quello di Kons –Sin- Dar cresce di giorno in giorno.
Non solo perché ci resetta da tutte le storture che in un anno si sono, volenti o nolenti, accumulate, per cui ci riallinea, potentemente, a quei ritmi naturali di cui si parlava ieri commentando la parola al Maestro, non solo perché ciò ci porta ad uno stato di equilibrio sia interiore che fisico che ci da come risultato il farci stare bene, non solo perché in tutto il periodo del rito, e per diverso tempo dopo, ci si sente così carichi che ogni stanchezza scompare, non solo perché il nostro cervello sembra lavorare a velocità raddoppiata e tante cose che non si sono capite in un anno, in un giorno anzi in un secondo si com-prendono, ma anche perché è un momento in cui ci viene data un’opportunità immensa, quella di venire in contatto concretamente, fisicamente, con le Intelligenze Divine che questo Rito richiama.
Dunque accetto con tutto il cuore gli auguri della Direzione e li giro a tutti i Fratelli e le Sorelle che si accingono a iniziare le operazioni affinchè il Sole Bambino ci rigeneri tutti nel Bene e nella Luce e affinchè ciò che riceviamo lo ridoniamoForse i problemi del sonno potrebbero essere legati a un disequilibrio con i ritmi naturali. La sintonizzazione con i ritmi della Natura, che sono poi collegati a quelli Universali, è un processo graduale, perché si tratta di riarmonizzare il proprio principio vitale rendendolo sintonico al principio Vitale dell’Universo. La Rituaria della nostra Schola è tesa proprio a sintonizzarci, rimodellandoci, a tali Ritmi Universali. Su questo argomento ricordo ai Fratelli e Sorelle di riguardare il Capitolo 3° delle Dispense.
E’ proprio vero, oggi ciò che manca ai giovani è la progettualità. Ma d’altronde come si fa a fare progetti quando la dimensione del futuro è diventata un buco nero nel quale ci si perde?
Non si hanno certezze, sembra che tutti i problemi debbano cadere sulle spalle delle nuove generazioni, ed allora non è più solo una questione di trovare il tempo, quanto piuttosto di trovare la forza, l’energia, il coraggio per guardare oltre il buio, per intraprendere un cammino di speranza. Il mio augurio e il mio desiderio è che le parole del Kremmerz, diffuse anche tramite questo blog, possano aiutare i giovani a riappropriarsi del loro futuroChe anche il maschio abbia un proprio femminino che, per le scelte di dominanza che ha fatto nella storia, sia andato perduto, siamo d’accordo, che per ritrovarlo abbia un suo percorso che il Maestro Kremmerz ha indicato chiaramente, come per noi donne del resto, siamo d’accordo, ma credo che sia anche assolutamente necessario retrocedere da certe posizioni prevaricatorie e di potere per cambiare rotta. Ma d’altronde chi ha abbracciato la Via della Miriam, tutto questo l’ha messo già in conto!
Un benvenuto a Miranda che, finalmente, si è decisa a postare. Quello che dici è tutto vero, anche se a volte gli ostacoli sul cammino sono veramente ardui e, come dici tu, ti viene da dire “cavolo non posso farcela”! E invece poi ce la fai sempre, sia perché le Gerarchie non ti lasciano precipitare e sia perché nel frattempo hai acquisito le tre doti importantissime di cui parla il Maestro: disinteresse – certezza – indifferenza, cioè, almeno parzialmente, hai imparato a ridurre il tuo ego, non agendo più per il tuo personale tornaconto, ma solo per il Bene, la certezza che non si è soli ma si sta agendo in un consesso di esseri votati al Bene, e , infine, a non lasciarci scoraggiare da tutti coloro che “non capiscono nulla e criticano tutto” ma anzi a farci una bella risata!
Anche se in ritardo rispetto a quando si è verificato l’evento che intendo segnalarvi, in un’epoca, soprattutto dove le notizie valgono solo se date in tempo reale e nel momento in cui escono sono già superate, vorrei comunque evidenziare, riagganciandomi al tema della donna ultimamente emerso sul nostro sito, un ospite della terza serata del festival di Sanremo Antony and the Johnsons che oltre ad aver cantato una bellissima canzone, ha anche rilasciato un’interversta che mi ha colpito e di cui riporto un piccolo brano.
“La speranza per il futuro sta in un movimento che sta dentro noi stessi, dentro tutti noi e che ci porta verso il femminile. Penso che siano le donne che tengono le chiavi in mano per la sopravvivenza della nostra specie”.
Questa è solo una frase ma nell’intervista dice molto di più. A me è sembrato di sentire un alito di speranza. Se qualcuno la vuole ascoltare per poi commentarla la trova facilmente su internet .in risposta a: Per il miglior utilizzo del Blog di kremmerz.it #9030Per unicorno“La Medicina Dei è la panacea universale, un po’ ricetta universale per i farmacisti della fine dei secoli: fede nella Grande Intelligenza ignorata, manifestazione della potestà creativa di dio, magnetismo di amore a grande dose e grande umiltà. Mercurio, Ermete, Serapide, Kons, lo Spirito Santo o gli spiriti dei nostri antenati pronunziano il Verbum, il paziente lo accoglie e la resurrezione della carne mortificata s’inizia e il portento è visibile. Tutto il resto è accompagnamento orchestrale; dove il verbum è accolto non occorre opera terrestre, né piante, né minerali, né estratti glandolari, niente. E’ il dio, il Grande Dio che viene nella corrente di amore e sana.”
in risposta a: Comunicazioni flash #7918Se la semina è stata buona i frutti non mancheranno, e così è, è stato e sarà,
mentre per chi semina vento ci sarà solo tempesta. La legge di Natura è inesorabile, per fortuna! Saluti a tutti. -
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