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  • m_rosa
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    Tutti i giorni recitando il Credo ribadiamo che crediamo nella morte Principio di Vita Nova. Il nostro cammino evolutivo riproduce, in piccolo, ciò che avviene nel grande, ciò che nn serve più, come dice garrulo, che è diventato inutile, va abbandonato e restituito alla Terra che tutto sa trasformare. Così accade in noi, man mano che andiamo avanti nella nostra evoluzione dobbiamo lasciare andare ciò che è diventato vecchio, non più funzionale a quello che siamo diventati. Un po’ come il serpente che cambia pelle man mano che cresce. Questo processo, che in noi ha le caratteristiche dell’autofagia, perché tutto avviene nel nostro interno, va svolto con coscienza e cognizione quotidianamente, cosa che vedo impossibile senza l’aiuto di un Maestro che ci aiuti a discernere ciò che nn serve o che addirittura può risultare dannoso alla nostra Salute (intesa in senso lato), compito, questo, di cui non sempre siamo all’altezza (parlo per me). Ringrazio la Miriam e il Delegato Generale per gli aiuti ricevuti in tal senso, in tutti i miei anni di vita miriamica

    m_rosa
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    Cara Silvana, toglierei il condizionale, le parole dei Maestri attivano una intelligenza che ci porta alla comprensione e quindi all’esperienza, l’unico elemento ostativo è che, a volte, nn siamo abbastanza pronti per recepirle quelle parole, nn siamo abbastanza pronti in quel momento, ma il seme rimane e il processo trasmutatorio che si innesca va avanti, e prima o poi darà il suo frutto. Di questo sono profondamente convinta

    m_rosa
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    “La Dea che Creò l’Uomo: Dai miti sumeri un’ipotesi sorprendente (La Via dei Misteri Antichi)” di Susy Baldy. Ho letto questo libro tempo fa, l’autrice cerca di dimostrare, partendo da una disamina a tutto tondo dei miti e delle raffigurazioni della Grande Madre e passando dal parere di scienziati, che tali miti e raffigurazioni sono le storie, raccontate in modo che fossero comprensibili agli uomini del tempo, di eventi che si rifanno all’arrivo sulla terra di esseri più evoluti provenienti da altri mondi. E’ vero noi crediamo a ciò che possiamo verificare ma è pur vero che le parole dei Maestri ci instradano su questo cammino di comprensione e verifica

    m_rosa
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    Anch’io brindo con voi, cari fratelli e sorelle, alla Miriam Regina eterna ed eterna Rosa. È stato bello leggere il resoconto dell’Agape, un altro segno di tappa lungo il nostro cammino, grazie

    m_rosa
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    Grazie wiwa è beneaugurante ricevere questo fiore (anche se virtuale) in prossimità della nostra Agape, mi auguro ed auguro a tutti, che le sue caratteristiche ci rendano il più possibile idonei a ricevere quei semi di salute e luce che verranno donati a piene mani nel rito dell’Agape, a riceverli, a fecondarli e trasformarli in frutti
    A presto

    m_rosa
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    Anch’io, caro Lucullo, ogni volta che vedo qualcosa di bello penso alla nostra Fratellanza, mi viene però da domandarmi, vista l’esperienza di una vita, se quella funzione di donna/madre non sia necessariamente collegata alla procreazione ma, piuttosto, ad un atteggiamento più profondo del saper amare (senza contare che molte volte, perché le cose vadano bene, siamo madri anche dei nostri compagni), ma è solo un’idea…

    m_rosa
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    in risposta a: Le Dee Regali #33609

    Sant’Anna che in alcune immagini è vicino alla Madonna, potrebbe anche indicare una ascendenza femminile, una linea matrilineare che collega donne che hanno raggiunto un certo, particolare stato evolutivo.
    Particolarmente evocativa l’immagine di Sant’Anna in piedi, dietro a Maria che tiene il Bambino in braccio, con le mani poggiate sulle spalle della figlia (“Tabernacolo di Sant’Anna” che si trova a pochi metri dalla pieve di San Pietro a Figline)io l’ho vista solo in foto ma so che la rappresentazione di questa triade è usuale tanto da essere designata con il nome di Metterza, termine derivato dal volgare medievale che deriva da “mi è terza” riferendosi a sant’Anna che si mette per terza nella gerarchia della famiglia divina o, aggiungo io guardando l’immagine, per prima

    m_rosa
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    Il tuo post, cara catulla, ci rimanda dritto dritto agli intenti della nostra Ricerca. Coloro che pervengono alla condizione di “sanità”, che potremmo definire Iniziati, “si somigliano nel tempo e nello spazio” e aggiungerei che, proprio perché operano in luoghi diversi o\e in epoche diverse, lasciano, su questa terra, dei segnali di riconoscimento che chiunque sia sulla medesima lunghezza d’onda, ovvero sul medesimo cammino di luce, può individuare, comprendere, seguire. La ricerca di tali segni di tappa è quello che facciamo noi con i nostri lavori accademiali per ritrovarci e ritrovare quell’unico filo conduttore, di cui come dice il Kremmerz, non se ne conosce la curvatura, che ci ricongiunge all’Una

    m_rosa
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    Anche a me è piaciuto molto, caro Guglielmo Tell, il tuo post perché mi ha ho fatto riflettere su quella che è (o dovrebbe essere, perché spesso ci lasciamo sopraffare), la vita di noi Miriamici:
    esseri aperti e attenti alla natura che ci circonda e cercare di viverla nella sua essenzialità di ritmi ed elementi,
    viverla come piacere della scoperta, con entusiasmo e interesse vero verso gli altri. Imparare dai propri errori, purificare i sensi e la mente per liberarci dalle sovrastrutture e andare all’essenziale, come dici tu, seguire le stelle, che è lo stesso che dire seguire la via dell’Amore. Buona domenica a tutti

    m_rosa
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    Che bello mandragola questo discorso di G.Bruno e come richiama il nostro Credo Miriamico! La cosa che rattrista è che nonostante siano passati più di 500 anni mi sembra che ancora l’umanità nn l’abbia tanto capito…

    m_rosa
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    Potrebbe essere che l’assenza di scrittura della cultura nuragica ( cosa che però qualche studioso sta mettendo in dubbio) abbia indotto una consuetudine alla tradizione orale e dunque più circoscritta, più intima e diretta, che in qualche modo si è protratta nel tempo e che ha preservato conoscenze più arcaiche rispetto ad altre culture.

    m_rosa
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    Sicuramente le fonti/pozzi sacri erano terapeutici perché in tutti sono stati ritrovati ex voto; a su Tempiesu anche una statuina formata da da un uomo e una donna insieme, che indica, secondo le interpretazioni degli archeologi, una valenza legata alla fertilità
    Per quanto riguarda la dedicazione, non credo se ne sappia nulla essendo assente o meglio, finora non scoperta, alcuna forma di scrittura nuragica

    m_rosa
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    “l’immagine e’ frutto della fecondazione, da parte del raggio luminoso, che si potrebbe dire abbia la natura del fuoco, in una struttura cava, quindi uterina, e per di piu’ completamente riempita di liquido”
    Questa frase che estrapolo dal post di Guglielmo tell del 3 luglio, mi sembra possa riferirsi anche ad un luogo “magico” che ho visitato oggi. Si tratta di una fonte sacra denominata “Su tempiesu” in provincia di Nuoro e risalente all’età del bronzo, che si è conservata quasi intatta. I moderni archeoastronomi hanno verificato che sia il sole al solstizio d’estate sia la luna riescono a colpire attraverso l’apertura lo specchio d’acqua sorgiva che si trova al suo interno e allora, mi chiedo, forse in quel momento, così come avviene per l’occhio, si forma l’immagine della cosa desiderata e la di ottiene. Sul luogo sono stati rinvenuti diversi ex voto, statuine ed altri oggetti, a dimostrazione che fosse un luogo dove si chiedevano e si ottenevano grazie. Io in quel contesto ho visto la Miriam e l’ho ringraziata perché c’è sempre stata, c’è e ci sarà

    m_rosa
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    Simili emozioni, caro Alef, si provano a volte, speriamo sempre più spesso, con la Miriam, quando Ella vibra in noi e noi diventiamo tutt’uno con Lei e tutto il resto, così come lo percepiamo nella nostra quotidianità, nn esiste più, o meglio tutto si va a incastrare in un unico sentimento d’Amore che tutto comprende. Probabilmente non mi sono espressa bene ma è difficile dire cose per cui il nostro linguaggio profano nn è strutturato
    Ora ascolto il tuo brano

    m_rosa
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    in risposta a: Libere testimonianze #33431

    E’ vero dafne, uguali no, non può essere. Questa frase la ricorderemo ogni volta che ci sentiremo scoraggiati, ogni volta che ci sembrerà di non muoverci o di ricadere negli stessi errori, e allora ci concentreremo sui piccoli o grandi passi che abbiamo fatto da quando siamo entrati nella Miriam. Ho voluto parlare al plurale perché credo che, come è stato detto, condividiamo tutti il medesimo cammino

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