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  • m_rosa
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    Chiarore splendore falò luce….che luna, ragazzi, questa sera!

    m_rosa
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    in risposta a: Il Carnevale #14520

    Qualche giorno fa parlando con dei colleghi mi trovavo ad esprimere il seguente concetto, cioè che noi ci portiamo sulle spalle i secoli e i millenni di storia che ci hanno preceduti attraverso la trasmissione genetica del nostro DNA (oltre alle influenze più marcatamente visibili), però, allo stesso modo, in una corrente di reciprocità, possiamo modificare la sua influenza cambiando noi stessi per diventare artefici della nostra vita. In questa ottica la maschera assume una “funzione diversa”, quella, forse, a cui alludeva Anima critica riferendosi anche a Diogenon. Nell’ottica di questo lavorio di liberarci dai condizionamenti atavici o contingenti che siano, la maschera diventa un mezzo per esteriorizzare, quindi rendete concreto un aspetto della nostra personalità sul quale vogliamo lavorare , per liberarcene, perché del tutto posticcio o per recuperarlo . E in questa ottica mi viene da guardare con occhi diversi a quella famosa esperienza che avevamo vissuto a Montemonaco in cui ognuno portava una maschera…
    E’ pazzesco ogni volta scoprire come le vite di noi miriamici, siano un continuo dipanarsi di un lungo filo…
    Non voglio togliere nulla ai non miriamici, penso, infatti,che tutta l’umanità sia sulla stessa barca, ma per noi è come se la vita fosse un susseguirsi di esperienze tutte finalizzate a una maggiore presa di coscienza del nostro essere e della realtà che ci circonda.
    Grazie alla Vita evviva il Carnevale !!!

    m_rosa
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    in risposta a: Il Carnevale #14492

    Non dimentichiamoci neppure che il carnevale è una festa legata alla luna, infatti è festeggiata sei settimane prima della Pasqua, che a sua volta cade sempre nella prima domenica dopo la luna piena di primavera e dunque, entrambe rientrano nelle feste mobili del nostro calendario, a differenza di quelle fisse che cadono sempre nello stesso giorno.
    Ecco di seguito un’altra interpretazione del Carnevale, non mia. L’Autore fa derivare il Carnevale dai Saturnali romani dei quali dice “per scherzo, gli schiavi diventavano padroni ed i padroni schiavi, sono tra i primi documenti in cui si può scorgere una traccia di quel desiderio di inversione del mondo che, in fondo, è alla base del Carnevale (Centini M.,1989

    m_rosa
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    in risposta a: Il Carnevale #14465

    Mentre mi arrovellavo il cervello pensando a cosa dire sul carnevale che ancora non fosse stato detto 🤨, mi sono imbattuta in una notizia curiosa. A Chianale, un paese della Valvaraita ai piedi del Monviso,in provincia di Cuneo al confine con la Francia, lungo l’antico Chemin Royal ovvero la Strada del Sale che collegava Italia e Francia, da qualche anno è stata riesumata una festa carnevalesca che coinvolge tutto il paese e il cui protagonista è il lupo, si tratta appunto della Festa del Lupo. E’ prescelto, o si offre spontaneamente un giovane celibe del paese che viene mascherato da lupo da altrettanti giovani, tanto da rendersi irriconoscibile, il viso viene dipinto per meta rosso e per metà bianco, gli occhi coperti da una maschera, addosso una pelle di pecora (nei tempi antichi appositamente conciata per l’occasione), in vita una alta cintura di cuoio alla quale è agganciata una grossa e spessa catena la cui estremità è tenuta ben salda dagli aiutanti. Ben salda si, perché il Lupo comincia sempre più a scalmanarsi, complice il vino che gli viene offerto nel pellegrinaggio della compagnia di casa in casa (piccolo inciso: oltre al vino vengono offerte le uova, un dono altamente simbolico, visto ciò che il Lupo andrà a fare) e, soprattutto alla vista di qualche bella fanciulla, tenta in tutti i modi di afferrarla e simula di volerla possedere, mentre la malcapitata fugge tra le urla e gli strepiti di tutto il paese che segue la combriccola cantando suonando ballando e, sembra, divertendosi un mondo.
    Le chiavi di lettura mi sembrano molte, soprattutto tenendo presente il ciclo agricolo/stagionale, che vede i mesi di febbraio marzo come la cuspide in cui l’inverno se ne sta andando e la rinascita primaverile arriva. La Valvaraita probabilmente,come dice l’autrice del lavoro da cui ho tratto queste notizie, essendo una valle chiusa e abbastanza isolata, ha mantenuto vive tradizioni molto antiche che altro non erano che rituali propiziatori utilizzati per connettersi e ingraziarsi la Natura, che altrove, complice il “progresso” sono scomparsi.

    m_rosa
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    in risposta a: Eventi e Segnalazioni #14428

    Segnalo una mostra che ha tutta l’aria di essere molto interessante, anche, eventualmente, per le nostre ricerche, dal titolo “Le Civiltà e il Mediterraneo” dal 14 febbraio al 16 giugno, al Palazzo di Città e al Museo archeologico di Cagliari. Si tratta dell’esposizione di oltre 550 reperti archeologici, provenienti da musei sia italiani che stranieri, che cercano di dimostrare la tesi che il Mediterraneo del secondo millennio avanti Cristo fosse il baricentro di un mondo interconnesso dove una serie di traffici collegava la Spagna al Mar Nero, la Siria al Nord Africa, e dove svolgevano un ruolo fondamentale le isole, come Creta, Cipro e in particolare la Sardegna che fungeva da crocevia. Certo la tesi non è nuova, l’interesse sembra risiedere nella ricchezza dei reperti e nell’evidenziazione di una via di collegamento caucasica, in cui erano convogliate le merci che, via fiume, scendevano dal nord Europa. Per chi può, buona visita!

    m_rosa
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    Anche Castaneda, nella sua saga di Don Juan ( non ricordo in quale libro), racconta che le falene che volteggiano intorno a qualcuno, indicano che si tratta di una persona “illuminata”
    Buona notte a tutti/e

    m_rosa
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    Caro Kohan Peter mi scuso se non sono riuscita a spiegarmi bene, lungi da me l’idea di fare un potpourri o un miscuglio informe di sapori (come certa nouvelle cousine che, tra l’altro, detesto!) quello che volevo esprimere è qualcosa che vivo quotidianamente sulla mia pelle, è uno stato di essere che, nell’ambito della gerarchia naturale della Miriam, simbolizzatata nel Suo organigramma, “permette un circuito di scambio energetico di forza riequilibrante” che va a innescare il risanamento di ognuno in una integrazione in se’ e di se’ ai meccanismi naturali al fine di stimolare la realizzazione di quelle “potenzialità da manifestare e mettere al servizio della finalità terapeutica”. Vorrei provare a declinare questi concetti in esempi di vita pratica, ma ora sono troppo stanca…buonanotte amici
    Ps il virgolettato è preso dai corsi on line del sito

    m_rosa
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    Un po’ per temperamento, un po’ perché sono cresciuta nella Miriam, devo dire che mi sento abbastanza refrattaria alle dicotomie nette e alle divisioni essendo, la mia finalità, quella di vivere sempre più coscientemente l’essere parte di un Tutto. Mi riconosco invece, pienamente, nell’Organigramma della Miriam che, come ci ricorda Diogenonn, ben rappresenta il flusso di energia che, dal Centro alla periferia e dalla periferia al Centro si espande in una corrente continua che trasforma inesorabilmente, come l’onda che corrode la roccia, il livello di coscienza luce e salute di chi vi si aggancia e che porta, gradualmente, a prendere coscienza di quella Verità Una, presente a tutti i livelli e in tutte le forme.

    m_rosa
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    Grazie dell’augurio, Ippogrifo, io credo che finché abbiamo i nostri Maestri a sorreggerci, il timone rimarrà saldo, dunque grazie! Vorrei condividere con tutti voi parte di una poesia di Fernando Pessoa:
    “… L’unica cosa artistica è la Terra tutta
    Che varia e sta sempre bene ed è sempre la stessa.
    Penso a questo, non come chi pensa, ma come chi non pensa,
    E guardo i fiori e sorrido…
    Non so se essi mi comprendono
    Ne’ se io comprendo loro,
    Ma so che la verità sta in loro e in me
    E nella nostra comune divinità
    Di lasciarci andare e vivere sulla Terra
    E farci portare in braccio dalle stagioni lieti
    E lasciare che il vento canti per addormentarci
    E non aver sogni nel nostro sonno.”

    m_rosa
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    Sono perfettamente d’accordo Buteo, tutto è Natura e ciò che emoziona, al di là delle sue mille forme, è la Vita, che vi palpita dentro. Mi rimane difficile disgiungere la Vita dall’Amore, mi sembra un po’ una contraddizione in termini, come può, mi chiedo, esistere l’una senza l’altra?
    Condivido, inoltre, il tuo sdegno verso la moda naturista di questi ultimi tempi, tutti ecologisti con le pattumiere piene di cibo sprecato! Non sono, invece, d’accordo sul discorso degli animali, non sono vegetariana e uso i fornelletti contro le zanzare…

    m_rosa
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    Oggi mentre spiegavo la differenza tra emozioni e sentimenti mi sono ritrovata a pensare che, per quanto mi riguarda, ma penso di poter dire “ci riguarda”, non tutte le emozioni seguono lo stesso iter. O meglio, per la sfera miriamica, e non solo per quella, le cose sono differenti. In genere l’emozione è qualcosa di transitorio che nasce, si sviluppa e si consuma in tempi circoscritti e abbastanza brevi. L’emozione che provoca la Miriam, invece, contraddice questo iter, continua a farci palpitare il cuore anche dopo anni e anni.
    Come nel video proposto da admir. E allora ho pensato che è la Vita che ci emoziona, è l’Amore che palpita in essa che fa “muovere” (emozione da ex motus ) qualcosa dentro di noi (il cuore batte un po’ più forte, il sangue circola più velocemente, un po’ di adrenalina in più…) e che ci rende più idonei e pronti a com-prendere, a com-penetrarci, in una parola ad Amare la Vita della quale facciamo parte.

    m_rosa
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    Bastasse un diploma a sancire un cambiamento…. Però, se con un pensiero positivo vogliamo bene niziare la giornata, possiamo constatare come la gente cominci a capire che per cambiare le cose bisogna iniziare a cambiare se stessi, è già un passo avanti! Buon inizio settimana a tutte/i

    m_rosa
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    La tua domanda, caro amico, sembra il giusto corollario agli ultimi due post. Si potrebbe dire che il fiore è il recipiedario perché accoglie l’azione delle api, però il post di seppiolina dimostra come non si tratta di uno stato d’attesa passivo ma, in qualche modo, il fiore si attiva perché le cose possano accadere. E così l’ape, nel suo attivo agire, si lascia, in qualche modo, guidare dal fiore…l’esperienza insegna Buona domenica

    m_rosa
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    in risposta a: Le Dee Regali #14111

    Mi associo totalmente alla manifestazione di stima di seppiolina, è vero, come diceva Eraclito, che non si può scendere due volte nello stesso fiume, perché
    tutto scorre e nulla è mai lo stesso, però la verità è che l’acqua di quel fiume viene tutta dalla medesima sorgente e dunque, nella sua intima essenza è sempre la stessa. È bello ritrovarsi in quelle acque!

    m_rosa
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    Hai proprio ragione seppiolina, le tue parole fanno riflettere. Essere recipiendari, nell’esperienza miriamica, così come in tutte le cose della vita, non vuol dire essere passivi. Anche per ricevere occorre attivarsi, anzi, e posso dirlo per esperienza, più ci si attiva più si riceve. Buona notte a tutti/e

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