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  • m_rosa
    Partecipante
    Post totali: 469

    Lessi quel libro tantissimi anni fa, non ricordo praticamente nulla, per cui non posso essere costruttiva in questa conversazione, comunque un pensiero mi è rimasto e riguarda il tempo inteso come dimensione, nello specifico l’esistenza di un tempo circolare che ingloba la visione finita del tempo lineare

    tanaquilla9
    Partecipante
    Post totali: 677

    “Era una ricca biblioteca, composta con un eclettismo notevole e ove dominavano le opere di Filosofia e di Ermetismo…”. Questa frase è in una delle pagine iniziali del “Ventre di cristallo” e mi ha fatto sorridere perché ha richiamato alla mente la nostra Biblioteca di Kremmerz.it che – come ci ha informati Admin- si arricchirà ulteriormente.
    Il romanzo è ambientato agli inizi del 1900 e inizialmente riporta gli esperimenti scientifici di partenogenesi, che all’epoca furono eseguiti. Interessante il fatto che piccoli batraci furono portati alla vita “figli di un uovo e di una puntura”. Ricordo che di questo argomento trattammo anche al Centro Elissa di Montemonaco.
    Continuo a leggere… ma una osservazione la riporto: sin dalle prime pagine i protagonisti, studiosi e scienziati, dimostrano avere tutta la calma e il tempo per occuparsi dei loro studi appassionanti. Senza voler esagerare, nessuno vieta che anche noi, seppure in tempi di pandemia e di diecimila informazioni al secondo, possiamo concentrarci sui nostri studi e pratiche, setacciando dal di fuori solo le notizie utili e muovendoci nel mondo , ognuno per le sue competenze, con prudenza ma senza paura, certi che il collegamento al Centro e gli strumenti rituali della Schola ci aiuteranno.

    wiwa70
    Partecipante
    Post totali: 310

    https://www.finestresullarte.info/archeologia/francia-archeologo-38enne-decifra-scrittura-elamita
    Ciao a tutti! Molto interessante i vostri post sul tema della Rosa, a cui volevo aggiungere anche,che le rose vengono utilizzate in agricoltura,dai viticoltori come indicatori per eventuali malattie delle vigne,piantate a tal scopo all’inizio di ogni filare.Sono tornata a leggere,sulla Via della Rosa, le parole del Maestro IAH- HEL sulla Matriarchia, un principio che attraverso le parole del nostro amato Maestro si rinnovano ogni volta, in modo fluido e pregnante nonostante il tema sia così impegnativo. A proposito di scrittura arcaica, prerogativa delle caste sacerdotali femminili di cui parlava tanaquilla,riporto qui un articolo che mi ha molto incuriosito, sulla news che è stata decifrata la scrittura elamita lineare, del III millennio a C, sorella della scrittura mesopotamica e non derivante da lingue semitiche o indoeuropee,in cui ci sono simboli che corrispondono a fonemi e sillabe tra cui il simbolo di Venere rovesciato( citato nella Via della Rosa come l antimonio/antimonaco alchemico,pag.120), una stella/sole,un’ascia bipenne ecc. Mi sono chiesta a quale suono fonetico possano corrispondere e se nel nostro territorio italico, in cui segni e simboli preistorici sono stati ritrovati inscritti su sassi ,possano coincidere con linguaggi e scritture arcaiche non ancora conosciute? Un caro saluto a tutti e buona serata

    Angelo
    Partecipante
    Post totali: 117

    Sul profondo significato della “Rosa”, grazie alla biblioteca messaci a disposizione dalla nostra Scholaed ai nostri Maestri, si trova il testo “Tetralogia Ermenutica sul Grande Arcano della Natura”, che esamina in maniera eccellente l’Opera del sommo Poeta, Dante.
    Non dimentihiamo come la “Rosa” viene proprio descritta anche da Dante nella Divina Commedia, testo che meriterebbe di essere studiato e ristudiato in maniera profonda.
    A partire dal canto II del Paradiso il Sommo Poeta Dante espone un principio, che poi sarà ancora ripreso, secondo cui nella creazione c’è piena identità fra l’Uno e il molteplice: Dio diffondendo la sua “virtù” o “valor” attraverso il sistema dei cieli di cui gli angeli sono i motori, diventa molteplice, ma è sempre l’Uno, l’unica fonte di pura energia cosmica trasmessa nell’universo.
    Nel canto XXIX, quando si avvicina l’ingresso all’Empireo, Beatrice, continuando ad istruire il poeta, riprende la concezione teologica secondo cui la visione intellettuale di Dio, la “prima luce”, concessa alle creature dalla Grazia illuminante, è la vera fonte dell’amore che a sua volta determina la beatitudine in ciascuno dei beati.
    Una volta “tornato” a Colui che l’ha creato, il poeta ritrova ora la condizione innocente di un “bambino” (e sul punto ci sarebbe molto da sire) che, ormai libero dalla superbia e dall’arroganza legate ad un falso sapere, è in grado di assistere al sublime trionfo del “verace regno” : il fiume di luce si trasforma in lago e i fiori assumono la forma circolare di un’unica grande rosa.
    Ora, finalmente, il pellegrino, sostenuto dalla Grazia, vede quelle figure – che prima gli erano apparse nascoste dietro una maschera, “larve” – come persone vere, festose e felici.
    Un abbraccio a Tutti Voi.

    tanaquilla9
    Partecipante
    Post totali: 677

    Ciao wiwa. Circa il tuo interrogativo su una scrittura arcaica italica abbiamo il contributo dell’ archeologo Mario Russo al Convegno Cento anni di Pragmatica Fondamentale del 2010: “Gli Italici nella penisola Sorrentina alla luce dei documenti epigrafici”. Russo tratta di una proto scrittura in territorio nucerino e di una unità linguistica dal centro alla Calabria. Il periodo è quello storico. Le sue asserzioni si basano sugli studi di altri noti archeologi. Il suo lavoro non risponde a pieno alla tua domanda ma è una base certa da cui partire.

    Alef2006
    Partecipante
    Post totali: 180

    Cari Fratelli, sto leggendo il I fascicolo de “La Fenice”. Mi ha compito molto questa frase:
    “Il Cristo figliuol di Maria è lo spirito miracoloso detto divino che risiede in noi ma che non si manifesta se la Maria, cioè l’anima umana perfetta, vergine e monda dalle sozzure, non lo concepisce”.

    Mi ha colpito perché spiega con una in modo semplice e lineare un concetto fondamentale che solitamente viene annacquato e reso incomprensibile dalla Chiesa Cattolica.

    Cercherò di capire anche il ruolo di Giuseppe (ricordo che il Maestro Kremmerz ne parla nell’Avviamento).

    Un abbraccio

    Alef

    mercuriale2011
    Partecipante
    Post totali: 153

    Ieri alla radio ho sentito la notizia che a partire dal 28 gennaio sono iniziate una serie di conversazioni su remoto sul tema della Scuola Medica Salernitana in occasione della sua candidatura a patrimonio immateriale dell’umanità. Proverò a seguirle, magari ci sarà qualche aggiornamento e novità sugli ultimi studi…
    https://www.salernotoday.it/social/scuola-medica-patrimonio-unesco-iniziative-26-gennaio-2021.html
    A presto e buonanotte a tutti i naviganti!

    m_rosa
    Partecipante
    Post totali: 469

    Per wiwa, altre notizie sulla scrittura nella parte riservata.

    m_rosa
    Partecipante
    Post totali: 469

    anche io ho ripreso in mano l’Eredità Isiaca e Osiridea, rileggendo, questa volta, la parte relativa all’astrologia. Non posso non constatare ancora una volta la chiarezza e completezza, pur nella sua sinteticità, dell’excursus storico sullo sviluppo di questa Scienza/Arte, con l’approfondimento di alcuni significati, come Iatromatematica e Astrologia Giudiziaria, per dirne due, che sono più volte emersi nei nostri lavori accademiali. La chiarezza, dicevo, con cui si capisce il legame tra Scienza e Arte, una scienza che si sviluppa di pari passo con lo sviluppo delle facoltà più occulte dell’essere umano e dove la donna segue un cammino tutto suo, perché ella non ha bisogno “di scrutare gli astri per divinare, le basta porsi in un determinato stato vibratorio” in quanto ha già in sé il “verbo oracolare”
    (per chi volesse rinfrescarsi la memoria mi riferisco al primo cap. del volume, “Astrologia e pratiche divinatorie nell’astrologia kremmerziana”)

    tanaquilla9
    Partecipante
    Post totali: 677

    Grazie x la notizia mercuriale. Queste sono le iniziative che contribuiscono a dare un po’ di serenità e a stimolare l’interesse in questi tempi.

    m_rosa
    Partecipante
    Post totali: 469

    Forse sono noiosa a parlare ancora del Silenzio… Come vi ho detto, sto rileggendo l’Eredita Isiaca ed Osiridea e, anche qui, a pag 34, viene trattato questo argomento in riferimento alla capacità trasmutatoria del pensiero e si capisce come il silenzio sia riferito alla interruzione di informazioni (inutili e fuorvianti, confusionarie e piene di astio, rabbia, antagonismo che ci bombardano quotidianamente, aggiungo io) necessaria ad accogliere “nuove Idee (…) atte a rinnovare l’entità pensante” Detta così, per chi non ci conosce, potrebbe apparire una forma di misticismo, ma chi pratica la strada del Kremmerz, sa che ogni obiettivo e ogni lavoro è concreto, fatto con e nella propria carne.Ora continuo a leggere, buona domenica pomeriggio

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 384

    Caro Alef, il riferimento che fai al ruolo di Giuseppe si trova nell’Avviamento alla Scienza dei Magi, in calce alla pagina 152, così sta scritto: “Ripeto quello che ho accennato precedentemente.. Il Cristo nasce da una Vergine e da Giuseppe, cioè l’accumulatore, perché Giuseppe in ebraico significa accumulatore. Riducete questo simbolo a quanto io sto dicendo, e capirete il perché del bisogno di un sensibile quando il maestro manca”. Tanto nella forma iconografica quanto nella sostanza, la “Maria” pare il punto di arrivo del compimento di tutto un cammino. La Vergine è da intendersi come stato di Purità assoluta, quindi tappa finale di un percorso progressivo (lunghissimo credo) per arrivare a concepire il Nume, rappresentato plasticamente dall’Enfant Prodige. Ritorno brevemente su quanto compare nel Volume 1° della Scienza dei Magi, pagina 314: “Questo simbolismo della Pura Concezione è anteriore di centinaia di secoli al cristianesimo. L’Iside Velata egizia e le divinità muliebri o lunari delle monarchie assiro-babilonesi ne fanno testimonianza”. Più sotto a piè di pagina: ”(1) Mi son diffuso sul simbolismo della Maria e della Concezione cristiana per far bene intendere a coloro che si chiamano spiriti forti che nella teosofia altissima la Maria e Concezione non sono che stati di luce mentale, lo stesso della Rosa mistica dei Rosacroce”. E qui riemerge forte l’idea dei molti petali ancora impuri in quanto più a contatto con le influenze dell’ambiente esterno, intorno al bocciolo, la parte più pura di tutto questo splendido e simbolico fiore.
    Ancora una buona domenica

    catulla2008
    Partecipante
    Post totali: 220

    Nel primo fascicolo di IBIS “Dalle Favole e i Simboli” Eliphas Levi scrive che “un pessimo carattere è un’abitudine di ingiustizia”, quella stessa che poche righe prima aveva asserito fosse l’unico “male reale”.
    Semplice nella sua evidenza, questa osservazione ha tante pieghe quanta è la verità in essa contenuta. E mi sono detta che se guardiamo i figli troveremo in loro traccia delle nostre stesse intemperanze, a nostra volta mutuate dagli avi, come un’onda sporca che trascina detriti.
    Ed è pur vero che il massimo che possiamo fare è lavorare su noi stessi, col sentimento che tale fatica comunque non cambierà nessun altro: non i figli. Non i nostri avi.
    Ci si adopera per “l’ambiente in cui si permane”.
    Per quel raggio di Luce potente e profonda che entra quando ci spogliamo di una crosticina viziosa rendendoci quali “gocce di rugiada che riflette tutte le glorie di un bel giorno”.
    La gioia di esistere, sentirsi ardere alla Vita, farsi eco del respiro della Terra Madre…: anche solo un momento così vale tutto il dolore passato. Fugace, fragile, impalpabile istante di speranza è comunque uno spazio che non si può condividere, ma… possiamo riversarne l’efflato qui, in questo spazio fraterno e solidale dove la Salute e il Bene sono mete comuni e la tensione al Centro la bussola di tutti.
    Buona Domenica a Tutti!

    Alef2006
    Partecipante
    Post totali: 180

    Grazie Garrulo per il tuo post puntuale, generoso e preciso: cercherò di farne tesoro. Ti abbraccio. Alef

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 531

    Carissimi tutti, seguendo un post in altro thread di m_rosa che citava il “nosce te ipsum”, ripreso da Kremmerz anche nei Dialoghi, ho trovato in https://www.grecoantico.it/home/antropologia/conosci-te-stesso/ che il “«Conosci te stesso» era scritto a caratteri cubitali sul frontone del tempio di Apollo a Delfi (insieme con l’invito alla moderazione, espresso nel motto: μηδὲν ἄγαν, «nulla di eccessivo»): in questo modo l’oracolo di Apollo – con l’efficacia mediatica che avevano a quel tempo i santuari – rivolgeva all’uomo di allora (e di sempre…) l’invito a indagare dentro di sé, per scoprire che l’essenza della nostra vita è dentro, non al di fuori di noi.”
    Per alcuni l’ideatrice dei motti pare sia stata la Pythia, come preparazione per coloro che volevano accostarsi all’Oracolo.
    Socrate ne parla poi nel Protagora riportando i due motti “Conosci te stesso (γνώθι σαυτόν) e Nulla di troppo (μηδὲν ἄγαν).”
    Mi incuriosisce l’invito alla moderazione (alla misura) associato al conoscere se stessi … che ricorda tanto il motto dei Templari nostrani “mensurata o misurata durant”.
    Qualcuno ne sa qualcosa, o ha qualche idea e mi può aiutare?
    Grazie …

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