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  • Alef2006
    Partecipante
    Post totali: 178

    Si è vero Mandragola: la guida del nostro amato Maestro IAH-HEL è imprescindibile e ciascuno di noi lo ha sicuramente sperimentato mille e più volte. Inoltre è rassicurante sentirsi in Miriam Tutti insieme, ciascuno lungo la propria traiettoria e comunque uniti e pronti a evolvere nel Bene.

    Grazie Tanaquilla per aver estrapolato le parole illuminanti del Maestro Kremmerz e per averle commentate.

    Vorrei essere più ottimista sul sistema educativo perché conosco tantissimi docenti che ci lavorano con interesse e professionalità: poi si sa che un albero che cade fa molto più rumore di una foresta che cresce e che tutto ciò che viene partorito dall’uomo è imperfetto e richiede puntellamenti e aggiornamenti costanti, incluso il sistema educativo. Una realizzazione imperfetta tuttavia non è necessariamente inutile: la realtà è complessa e probabilmente giudicare in modo sbrigativo il sistema educativo come se fosse un tutt’uno omogeneo può portare a conclusioni altrettanto imperfette. Lo stesso concetto secondo me si applica a qualsiasi realtà si voglia esaminare: lo scrivo come promemoria per me stesso innanzitutto.

    tanaquilla9
    Partecipante
    Post totali: 668

    Certamente non era mia intenzione, caro Alef, commentare le parole del M. Kremmerz. Semmai ricordarle.
    Noi siamo cresciuti e cresceremo accanto alle Idee universali traghettate dai Maestri Delegati della Miriam.
    Queste ci formano e ci formeranno.
    E dobbiamo imparare a calarle nella nostra vita di tutti i giorni, a tradurle nella nostra carne, sì da iniziare a muoverci con più equilibrio.

    Diogenonn–
    Partecipante
    Post totali: 71

    Mi stavo chiedendo se nell’attuale racconto delle origini di cui ho un lontanissimo ricordo scolastico abbiano aggiunto un pochino di sale di sapienza oltre alla solita cronologia dall’australipiteco/faber/neandertal/sapiens e inumazioni, palafitte, e incenerimenti vari x valutare il progredire dell’umanità delle cosidette “origini”. Ebbene se ancora si viaggia su quelle corde personalmente nn ne sentirei troppo la mancanza perché, come Qualcuno spesso ci ha ricordato, il Popolo di Miriam l’origine potrebbe averla dalle stelle…
    Prendiamolo almeno come auspicio…proprio controcorrente!
    Un abbraccio a tutte/i

    Angelo
    Partecipante
    Post totali: 112

    Ho imparato, in maniera ancora del tutto imperfetta, a non giudicare quello che osservo, vivo e sperimento ogni giorno. Non è facile, ma un costante pensiero che ci ricordi ogni giorno, le nostre stesse imperfezioni, ci aiuta a comprendere quelle che gli altri pongono in essere. Mi hanno detto: non siamo perfetti, ma perfettibili. Viviamo nella Miriam, con l’aiuto di Maestri che ci conducono per mano, non ci puniscono se sbagliamo, ci rispondono se chiediamo. Questa sarebbe la struttura che l’insegnamento dovrebbe avere, anche se la parola insegnamento, per se stessa, è errata come concetto della nosstra Scuola. Ma per noi, che seguiamo sentieri così diversi dalla massa, tutto appare molto più nitido, distinto, comprensibile.
    Avere acquisito, anche se in piccola parte, la capacità di destrutturarci, di guardare oltre, di non essere fissi nelle idee e nei pensieri, indirizzati al Bene e all’Amore che così tanto ci lega al resto del mondo, ci deve spingere, in maniera armonica, a cercare di cambiare, senza imporre mai nulla, il pensiero di chi ci circonda. Comprendo le parole di tanaquilla9, così come le osservazione di Alef2006, ma questo ci distingue nella nostra visione delle cose: un confronto sereno, libero da sovrastrutture (per quanto riusciamo realmente a farlo), che ci porta a non accettare più “imposizioni” per struttura mentale, ma bensì ad elaborarle ed a comprenderle con occhi diversi.

    wiwa70
    Partecipante
    Post totali: 301

    https://www.finestresullarte.info/archeologia/restauro-aperto-rilievo-templare-egizio-museo-archeologico-bologna?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=newsletter20210912

    Ciao a tutti! Ho ritrovato due news interessanti: nel primo link si parla della donazione da parte di un privato al museo archeologico della mia città di un’opera templare del Dio egizio Heh, Dio dell’Infinito, la cui iconografia è interessante per le due chiavi di Anch che porta in entrambe le mani e per la posizione a rana che assume, associata alla fertilità. Il secondo link, a proposito di rane,tratta di un disco precolombiano di pietra nera, di 6000 anni fa,in cui incredibilmente è rappresentato con estrema definizione ,in dettaglio, il ciclo di riproduzione umana, dal concepimento, alla morula fino alla nascita di due gemelli! Questi ultimi, mi hanno ricordato la simbologia della fondazione di Roma( chissà perché ci sono sempre dei gemelli!!)e poi i calendari lunisolari che troviamo anche nel territorio italico( lo stesso fegato di Piacenza, nella base posteriore non ha forse un sole e una luna che si toccano??)
    Un caro saluto a tutti

    tanaquilla9
    Partecipante
    Post totali: 668

    Nel ricordare che il M. Kremmerz si è espresso sul valore da attribuire alla mitologia soprattutto ne i Dialoghi sull’Ermetismo, e che in svariati punti delle sue opere tratta dell’italicità della Schola, ho letto un lavoro interessante su NUMA che sottolinea una originaria mitologia italica. Di questa poco si parla, preferendo di solito i temi legati ad una origine della civiltà romana da Enea e quindi dalla Grecia. Ne riporto alcuni punti dai quali emergono temi mitici di alta antichità.
    La sua origine sabina, confermata anche dall’analisi linguistica del nome Numa Pompilio, è un veicolo per dare risalto da un lato alla figura del re filosofo e legislatore e dall’altro alla consultazione indigena dell’oracolo incubatorio di Fauno. Inoltre il pitagorismo attribuito a Numa iniziato, elaborato per impulso tarantino intorno al IV sec. a.C.sottolinea il radicamento della dottrina iniziatica pitagorica in Sabina, famosa per i suoi costumi austeri.
    In Numa si cela il rapporto e la dipendenza fondamentale della tradizione romana dalla Sabina e dal pitagorismo. Il referente sabino è cioè garante della tradizione.
    Molti dei personaggi vicini a Numa sono italici: la ninfa Egeria, Fauno e Pico. Il mito racconta che Numa, su consiglio di Egeria, cattura Fauno e Pico, divinità indigene, perché siano tramiti della rivelazione di una pratica di espiazione dei fulmini inviati da Iuppiter Elicius. Il colloquio tra Iuppiter e Numa svela la fisionomia della concezione italica del rapporto tra uomo e divinità: è un modo giuridico basato su prudentia, religio e patto, espressione di due libere volontà. L’esito felice del patto fa sì che dal cielo cada l’ancile, lo scudo divino, quale pegno, che fu dei fratelli Salii, uno dei sacerdozi più antichi della romanità.
    Inoltre la pratica incubatoria di Fauno cui si sottopone Numa è sabina e italica non romana.
    La leggenda dice che per far fronte ad una grave carestia a Roma, Numa fa ricordo all’oracolo per incubazione di Fauno, posto nel lucus del dio Maenalius. Finite le prescrizioni rituali Numa si sdraia su pelli di animali sacrificati ed è visitato in sogno dal dio, che dalla sponda destra del giaciglio gli dice di sacrificare 2 vacche in una sola a Tellus. Numa non sa decifrare l’oracolo ed è Egeria che glielo spiega: va sacrificata una vacca gravida.
    La dea o ninfa appartiene al mondo italico e all’eterno femminino mediterraneo secondo cui solo da Lei provengono i rituali sacri più graditi agli dei. E’ difficile infatti trovare nel mondo greco o romano un caso analogo in cui è l’uomo-re ad essere ispirato da una dea.
    Tra i libri presenti in Biblioteca, che mi vengono in mente, in cui fra l’altro si tratta di alcuni di questi argomenti segnalo il Quaderno della Vergiliana, Tradizioni e Culti pagani di Primavera, Ritorno alla sorgente primordiale.

    g_b
    Partecipante
    Post totali: 92

    Cara Tanaquilla, l’argomento risveglia in me grandissimo interesse, ed è una traccia già in se, per seguire le vicende degli albori della nostra cultura. C’è questo rapporto non profano che ci mostra come le ninfe abbiano aiutato i re, nelle decisioni importanti per la collettività, di fatti per il bene comune. Senza questo “aiuto” probabilmente avremmo oggi un vuoto culturale enorme.
    D’altronde Numa Pompilio, dedicò diversi templi alla Dea Fortuna, quello che mi lascia sempre sgomento (anche guardando al periodo socratico di Atene) è il pudore, il pregiudizio verso queste donne/divinità. Incontri segreti e notturni, rigorosamente privati.
    La figura stessa di Tanaquilla per gli Etruschi, vorrei tanto approfondire…di fatti è Lei il tramite del travaso della cultura delle nostre origini in quella romana.

    Grazie per l’imput! Ho finito di leggere da pochissimo “Ritorno alla sorgente primordiale” e stavo iniziando Culti pagani di Primavera…che dire…

    m_rosa
    Partecipante
    Post totali: 450

    Sul tema del “Patto” è sul suo valore nella nostra Schola, ricordo il Quaderno della Giuliana

    Dafne
    Partecipante
    Post totali: 33

    Mi andrò a rileggere questi libri, perchè ogni tanto li rileggo. Tornando ai Sabini e agli Etruschi che stavano lì guarda caso, quando Enea viene in pratica torna a casa, cioè alle sue origini, lui sapeva bene dove doveva andare per quello che doveva fare. Prendiamo il ratto delle Sabine: perchè è stato fatto? Perchè volevano incrociarsi con la conoscenza, cioè mescolarsi con un dna più forte, diverso, il sabino sibillino.
    Ecco, mi fate riflettere sul fatto di come noi donne siamo sempre state troppo generose, cercando di dare la conoscenza…ma questo è giusto e lo riscontriamo nella Fratellanza tramite il nostro Maestro Iniziatore. Un abbraccio e un ringraziamento per il cammino che ci è stato indicato. Con rispetto e con enorme affetto, Dafne.

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