Lucis_fero

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  • Lucis_fero
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    in risposta a: Il Silenzio #33176

    Il silenzio, la pace e l’armonia sono l’espressione di una medesima realtà. Non si pensi che il silenzio sia vuoto e muto. No, il silenzio è vivo, vibrante e parla, ma noi lo udiamo solo quando le grancasse in noi smettono di battere ovvero quando si è riusciti a liberare il pensiero da tutto ciò che lo ostacola, tenedolo bene bene sotto controllo.
    Il pensiero ci permette di comprendere ma ci permette anche di agire, poiché è qualcosa di più di una semplice facoltà e il cui scopo è la conoscenza: il pensiero è la chiave di tutto, è la bacchetta magica, lo strumento dell’onnipotenza.
    Quando -penetrando profondamente in se stessi grazie alla contemplazione, alla preghiera e alla meditazione- tutte le forze caotiche si saranno finalmente calmate, un giorno si riuscirà a udire, a raggiungere la voce del silenzio, che è Dio, silenzio dal quale è uscito l’universo e nel quale un giorno ritornerà. 

    Lucis_fero
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    Post totali: 12

    VORREI ALLEGARE per chi interessato, il libro in formato epub “Gastrophysics: The New Science of Eating”, ma non mi riescoo a capire se si possa fare.
    Diversamente attendo istruzioni, grazie.

    dalla quarta di copertina
    TRADOTTO dall’inglese con GOOGLE:

    Charles Spence, “Gastrofisica: la nuova scienza del mangiare”
    ISBN: 0735223467 | 2017 | EPUB | 336 pagine | 15 MB

    La scienza dietro un buon pasto: tutti i suoni, i panorami e i gusti che ci piace mangiare.

    Perché consumiamo il 35 percento in più di cibo quando mangiamo con un’altra persona? Come spieghiamo il fatto che alla gente piace bere un caffè forte? E perché il ketchup verde non funziona?

    La risposta è la gastrofisica, la nuova area della scienza sensoriale sperimentata dal professore di Oxford Charles Spence. Ora sta uscendo dalla sua bocca per sollevare il coperchio dall’intera esperienza: come il gusto, l’aroma e il gusto generale del cibo sono influenzati da tutti i nostri sensi, così come dal nostro umore e dalle nostre aspettative.

    I piaceri del cibo sono per lo più nella mente, non nella bocca. Che cosa ti fa sentire a tuo agio, stimolante e, soprattutto, memorabile. Spence rivela in un dettaglio divertente l’importanza degli elementi “fuori dal piatto” di un pasto: il peso delle posate, il colore del piatto, la musica di sottofondo e molto altro. Sia che stiamo cenando da soli o ad una cena, abbiamo un’idea di quello che stiamo facendo e qual è la differenza.

    Questo è accessibile alla scienza al suo meglio, affascinante per chiunque sia in possesso di un appetito. Affascinato dalle scoperte sulla nostra vita sensoriale quotidiana, un nuovo sguardo sul tuo viso.

    In lingua originale:
    Charles Spence, “Gastrophysics: The New Science of Eating”
    ISBN: 0735223467 | 2017 | EPUB | 336 pages | 15 MB

    The science behind a good meal: all the sounds, sights, and tastes that make us like what we’re eating—and want to eat more.

    Why do we consume 35 percent more food when eating with one other person, and 75 percent more when dining with three? How do we explain the fact that people who like strong coffee drink more of it under bright lighting? And why does green ketchup just not work?

    The answer is gastrophysics, the new area of sensory science pioneered by Oxford professor Charles Spence. Now he’s stepping out of his lab to lift the lid on the entire eating experience—how the taste, the aroma, and our overall enjoyment of food are influenced by all of our senses, as well as by our mood and expectations.

    The pleasures of food lie mostly in the mind, not in the mouth. Get that straight and you can start to understand what really makes food enjoyable, stimulating, and, most important, memorable. Spence reveals in amusing detail the importance of all the “off the plate” elements of a meal: the weight of cutlery, the color of the plate, the background music, and much more. Whether we’re dining alone or at a dinner party, on a plane or in front of the TV, he reveals how to understand what we’re tasting and influence what others experience.

    This is accessible science at its best, fascinating to anyone in possession of an appetite. Crammed with discoveries about our everyday sensory lives, Gastrophysics is a book guaranteed to make you look at your plate in a whole new way.

    Lucis_fero
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    Primavera.
    Ogni anno, quando torna la primavera e il calore e la luce aumentano, tutti i semi nascosti nel terreno cominciano a germogliare e a crescere. È il momento di pensare a tutti i semi che sono in noi: anch’essi sono pronti a germogliare e a crescere sotto la luce e il calore del sole, il sole spirituale di cui l’astro che vediamo sorgere ogni mattina all’orizzonte è solo un lontano riflesso. Imparando a concentrarci su quest’ultimo, ci leghiamo al sole spirituale, che vivificherà i semi deposti in noi dal Creatore.
    Ogni mattina, presentandoci consapevolmente davanti al sole, diventiamo i coltivatori della nostra stessa terra. I piccoli germogli – le qualità e le virtù del nostro Padre celeste – hanno bisogno di essere innaffiati. Il sole invia la sua luce e il suo calore, ma non può innaffiare le piante. Siamo noi a doverle irrorare con un’acqua che è in noi: il nostro amore e la nostra riconoscenza. Ogni progresso che facciamo in questo lavoro si inscrive in noi, e ne sentiremo i benefici durante tutta la nostra vita e anche oltre, nelle nostre future esistenze

    Lucis_fero
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    Con il sole che entra nel segno della Bilancia inizia la stagione dell’autunno, epoca dei frutti maturi che vengono raccolti per essere mangiati nonché selezionati i semi che vengono conservati per essere seminati più in là affinché il ciclo ricominci. Tale processo non avviene solo in natura ma analogicamente interessa anche l’uomo: «separerai il denso dal sottile con grande industria» ovvero separerai lo spirituale dal materiale perché l’iniziato, partecipando al lavoro della natura, lascia morire la natura oscura, la materia oscura che è in lui, per poter liberare la vera vita e, come il frutto si separa dall’albero e il nocciolo o il seme si separano dal frutto, così un giorno l’anima si separerà dal corpo.
    Il corpo è l’involucro dell’anima e l’anima è il seme che sarà piantato in alto, in Cielo.
    Il giorno in cui il frutto dell’uomo sarà maturo, non dovrà ricadere in terra come il seme di una pianta, ma spiccare il volo verso Cielo.

    Lucis_fero
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    Nelle chiese ortodosse, il mattino di Pasqua, ogni fedele tiene in mano una candela. Il pope inizia accendendo un cero; a quel cero, l’officiante più vicino, che lo assiste, accende il proprio; poi, l’uno dopo l’altro, ogni fedele accende la propria candela alla fiamma della persona che ha accanto. Così, di cero in cero, si direbbe che il fuoco sia in cammino… fino al momento in cui la chiesa è piena di una moltitudine di fiammelle.
    In una Scuola iniziatica, una volta accesi dal fuoco divino, non si smetta di alimentarne la fiamma affinché anche altri spiriti e altre anime possano venire ad accendersi a quel fuoco.

    Lucis_fero
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    E’ da un po’ di tempo che non sento più circolare tra noi Miriamici una frase pregna di significato che il Maestro Harael era solito pronunciare in situazioni particolari che, come in questo caso, credo possa essere opportunamente affiancata e pronunciata in tutta la sua esaustività ai versi declamati dal M.Iah Hel ricordati nel precedente post dalla sorella Marypru, ovvero:
    « qui c’è tutto »

    Lucis_fero
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    Siamo al primo del nuovo anno, con un futuro ed uno scenario tutto da modellare e predisporre e per tale momento mi sorge una domanda: cos’è l’“avvenire”?
    Parto dal considerare che cosa non è il vero avvenire per esseri umani che per loro consiste nel valutare quei trenta, quaranta o cinquant’anni che ancora devono trascorrere sulla terra consumando questa vita mettendo del denaro in banca, comprando azioni, facendo assicurazioni sulla vita ecc.. Molti credono così di lavorare per l’avvenire.
    Ma l’avvenire è talmente vicino che presto diventerà il presente, e altrettanto rapidamente quel presente diverrà il passato.
    Alla fine essi non fanno che lavorare nel vuoto, per il vento.
    Tutti gli avvenimenti che si svolgeranno nell’attuale esistenza appartengono ancora al presente e l’avvenire che si deve pensare di creare è l’infinito, è l’eternità’.
    Con l’ourobos ci si attiva a creare questo avvenire che non può essere realizzato sul piano fisico se prima non è stato realizzato nel pensiero. Una volta realizzato nel pensiero scenderà nel cuore, nei sentimenti, e allora potrà finalmente esprimersi attraverso le azioni. Tale infatti è il processo della realizzazione nella materia: pensiero – sentimento – azione.
    Auguri a tutti di ogni bene per questo anno nascente.

    Lucis_fero
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    a tanaquilla9

    Che di discepoli è pieno il mondo, ma quelli che compiono e sanno compiere un determinato lavoro io li chiamo “i veri discepoli”

    … ed ancora:
    Che cosa festeggiamo a Natale? L’unione dell’anima e dello spirito. L’anima e lo spirito si uniscono per mettere al mondo un germe che in noi è il punto di partenza di una nuova coscienza. Questa coscienza si manifesta come una luce interiore che scaccia le tenebre… come un calore intenso. Questa coscienza si accompagna a un afflusso di energie pure che ci incitano a lavorare per la venuta del Regno di Dio. In questo lavoro noi scopriamo la gioia straordinaria di sentirci in collegamento con tutto l’universo, con tutte le anime evolute, e di far parte di quell’immensità.
    Presso i cristiani questo stato è chiamato “nascita del Cristo”.

    Lucis_fero
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    a tranquilla9.
    Appunto per quel che tu giustamente affermi che non non potrebbe esistere una nature superiore, per così dire, rappresentata con profumi, fiori e frutta, se quindi non ci fosse “quella terra nera”.
    Detto in altre parole nelle iniziazioni egizie, quando il discepolo superava certe prove, gli si diceva. “Osiris è un dio nero” e questo perché? Perché è dalle tenebre che nasce la luce, senza tenebre non viene fuori nulla; ovvero nel vivente (uomo e donna) la terra (Malkut – la decima sefirah nella Cabala) si è allontanata dal Cielo ma ora si deve ristabilire il legame perduto.
    Quindi iI vero discepolo per ristabilire tale legame perduto, con un lavoro da operarsi ogni giorno, si mette in comunicazione con il Cielo affinché passino le correnti, affinché la circolazione avvenga e questo perché un giorno egli possa ritrovare il suo volto divino. Il discepolo dovrà operare con una lavoro che consiste nell’unirsi ai mondi al di sopra di lui, dentro di lui (lui stesso è la terra,la materia compatta, condensata, operando a guisa di una serpente che si morde la coda), ma è qui che compare la difficoltà, ovvero si è formato in lui un ostacolo, quello chiamato nella scienza iniziatica Il Guardiano della Soglia che è nella nella nona sefirah, Jesod (il mondo della luna), che nelle forme più orribili e terrificanti minaccia e spaventa il postulante che, se non possiede dote sufficiente si saggezza e di audacia e se non ha il cuore puro, viene respinto.

    Lucis_fero
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    « Per quale ragione la Natività, la nascita del Cristo, viene festeggiata all’inizio dell’inverno? La risposta è nel libro della Natura. Ogni vita ha inizio da una semente, un seme nascosto nell’oscurità della terra o nelle viscere di una donna. E l’inverno è la stagione in cui, nei semi che sono stati messi in terra, avviene un lungo lavoro di germinazione, che in primavera porterà allo schiudersi di una moltitudine di nuove esistenze. Un identico lavoro avviene nella psiche di ogni essere: in quella terra nera che è la sua natura inferiore, inizia a germogliare il seme del Sé divino, il Cristo.
    È questo avvenimento che i cristiani celebrano la notte di Natale… Sì, proprio di notte, a mezzanotte, nel momento di maggiore oscurità, ha luogo una nascita. Ecco perché, nonostante il freddo e l’oscurità, Natale è anche la festa della luce. »

    Lucis_fero
    Partecipante
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    in risposta a: Il Silenzio #11742

    Nel trattare il “silenzio”, la parola Yogi era riferita (forse impropriamente) all’operatore spirituale in generale, di qualunque derivazione, perché quella del silenzio è una chiave di accesso uguale per tutte le spiritualità.
    Detto questo desideravo postare questo pensiero:
    «La spiritualità (qualunque essa sia) è una necessità vitale, e si dovrà prenderà coscienza di tale necessità: l’essere umano ha un bisogno essenziale di trovare l’alimento per la sua anima e il suo spirito e di nutrirsene tutti i giorni».

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