Il Silenzio

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  • ippogrifo11
    Partecipante
    Post totali: 165

    Davvero bello che siano spesso le domande che si pongono gli altri a farti sostare e riflettere! La domanda di Gelsomino mi ha immediatamente posto di fronte a me stesso, facendomi chiedere: tu come avresti risposto se ti fossi fatta la stessa domanda?
    Allora mi sono fermato a riflettere… e la riflessione la voglio condividere con tutti voi.
    Il nostro è un percorso evolutivo che ci porta ad attraversare stadi successivi di consapevolezza, che comporta un sapere che non è più un sapere nozionistico ma esperienziale. Scienza, da ‘scio’ = ‘conosco’, va accostata a questo sapere il quale, essendo conseguente e intimamente connesso al percorso iniziatico, non può essere disgiunto dalla Legge che ne regola sviluppo e acquisizioni, ossia quella Legge di Giustizia che fa dire al Maestro Kremmerz “non desiderare quello che per giustizia non puoi avere”. Questa stessa Legge impedisce anche ogni prevaricazione e, quando inopportuna e non profferita secondo giustizia, la parola può divenire prevaricante. Da qui, secondo me, la connessione stretta tra Scienza e Silenzio, il cui punto d’unione mi pare appunto essere la Giustizia, alla quale, tra l’altro, è connessa anche la Forza come sorgente di ‘atti e fatti’ che per l’iniziato non possono che essere giusti.
    Un grazie davvero sentito a Gelsomino per il percorso chiarificatore, così credo, che ha indotto in me stesso, e a tutti un carissimo saluto.

    kridom
    Partecipante
    Post totali: 176

    Vedo tre possibili significati del silenzio. Il primo consiste nel silenzio inteso quasi come concentrazione (ad esempio mentre si esegue un rito, momento in cui dovremmo non farci distrarre da rumori esterni o da pensieri che vengono da dentro di noi). Il secondo è connesso al silenzio inteso come fase di incubazione di un’idea, in cui parlare di qualcosa che è ancora in via di formazione provocherebbe una perdita di energie che invece sarebbero necessarie per terminare positivamente la gestazione. Il terzo riguarda più propriamente il silenzio iniziatico connesso all’inopportunità/inutilità di comunicare un’eventuale intuizione che si è avuta oppure al divieto di comunicare le istruzioni orali che sono comunicate in via gerarchica. Vedrei il riferimento alla legge di Giustizia, citata nel post di ippogrifo11, a questo terzo tipo di silenzio. Con riferimento al silenzio inteso come incubazione di un’idea, mi domando fino a che punto io sia consapevole della sua attuazione dal momento che quando ho un’idea tendo a condividerla per meglio comprenderne le caratteristiche, che sono spesso inizialmente nebulose, cioè sento la necessità di condividerla perchè a livello consapevole non mi è ancora chiara del tutto. A voi capita di avere questo tipo di necessità?

    Accademia Giuliana
    Partecipante
    Post totali: 23

    Durante l’ultima riunione dell’Accademia Giuliana ci siamo trovati a riflettere sul silenzio e anche noi, come kridom, tra le varie valenze, ci siamo soffermati anche sul silenzio come incubazione di un pensiero. Abbiamo fatto un parallelo col seme messo a dimora nella terra che, se esposto prematuramente alla luce, brucia. Da lì si è evidenziato come ciò avvenga anche in noi, ad esempio dopo un colloquio con il Maestro o più semplicemente dopo una riunione accademiale quando, naturalmente, viene di non parlare e di rifuggire da ambienti rumorosi o distraenti. È come se gli input ricevuti abbiano bisogno di un tempo loro per prendere forma e sedimentare. E dopo viene il momento della condivisione che non necessariamente è sulle certezze perché, come ci ricordava ippogrifo “le domande che si pongono gli altri ci fanno riflettere”.

    mercuriale2011
    Partecipante
    Post totali: 161

    Caro Kridom capita anche a me di avere la necessità di condividere le idee per chiarimerle,fondamentale però è con chi ci si confronta! Ritengo a tale proposito che questo spazio del Blog sia il luogo adatto dove potersi liberamente e costruttivamente esprimere. Trovo sia molto efficace Il lavoro che ciascuno di noi fa per tentare di fare ordine nei nostri pensieri e fissarli scrivendoli all’interno di questo spazio.
    Inoltre partecipare alle discussioni è un modo di nutrire i nostri pensieri e la nostra tensione al Centro sentendoci sempre più collegati.
    Certamente tutto ciò darà i suoi frutti…
    Un fraterno abbraccio a tutti

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 422

    Il silenzio a cui fa riferimento Kridom, nella parte ove prende in considerazione una fase di incubazione di un’idea, la più delicata e sensibile nel processo di formazione, durante la quale, il parlare di qualcosa ancora in fase di sviluppo ne potrebbe seriamente compromettere diciamo così “la crescita” e contestualmente comprimere la normale modalità di esplicazione dell’idea stessa. Viene palesata una potenziale perdita di energie, necessarie al completamento della fase stessa, riportandoci ad un verità di fondo che è bene sempre tenere in debito conto. Mi riferisco al fatto che, che l’incubazione fa parte del processo creativo, in quanto, se il seme (idea in divenire) è messo a dimora, ha bisogno di buio. La parola, è questa che dà materia all’idea, e se è pronunciata anzitempo, toglie forza, brucia il seme se è sottoterra, in quanto per analogia, è paragonabile ad un’ondata di luce che invade un seme quando ancora deve rimanere nel buio. Allora ecco il rischio concreto di “fiasco” per non aver completato il periodo gestatorio.
    Un caro saluto a tutti.

    mara329
    Partecipante
    Post totali: 88

    So che forse quanto sto per scrivere non sembrerà attinente al thread su Il Sienzio. Tuttavia a me è capitato pochi giorni fa di ascoltare le percussioni di un tamburo giapponese a classidra. La mente si è svuotata di ogni pensiero, si è fatto silenzio riempito solo dal ritmo incalzante del tamburo, che mi è sembrato recepito parallelamente anche dal ventre. Credo che le percussioni dei tamburi siano catalizzanti e abbiano un che di ancestrale e mi è venuto poi in mente che forse simulano i primi suoni che abbiamo ascoltato nel ventre materno: il battito cardiaco. Già in passato avevo notato questo effetto, sia con le tammurriate campane dedicate alle Madonne nere, sia con le pizziche pugliesi, dedicate alle pratiche terapeutiche del tarantismo. Ma poichè queste due ultime sono accompagnate da danze risultano più dispersive. Si potrebbe obiettare che qualunque musica si ascolti crei silenzio mentale, ma non credo sia così.

    m_rosa
    Partecipante
    Post totali: 540

    A proposito del silenzio e del suono dei tamburi, mi sovviene quanto, tempo fa, mi aveva spiegato un fraterno amico che si occupava di suonoterapia utilizzando le campane tibetane.
    Innanzitutto la suonoterapia, a differenza della musicoterapia utilizza il suono per sé, senza la sovrastrutturazione armonica, melodica e ritmica della musica. Parte dal presupposto che il suono è un fenomeno fisico, in grado di attraversare gli oggetti che incontra e entrando in risonanza con essi e, siccome tutto ciò che esiste in natura è in uno stato di vibrazione, comprese le cellule e gli atomi del nostro corpo, il suono, o meglio, la vibrazione pura di queste campane, riuscirebbe a riequilibrare, anzi riarmonizzare, eventuali stati patologici che creano dissonanze e squilibri nelle vibrazioni interiori. Interessante notare come questa terapia si può attuare con vari strumenti tra cui i tamburi e la voce, e noi sul potere della voce ne sappiamo qualcosa!!!

    GELSOMINO
    Partecipante
    Post totali: 136

    Queste riflessioni mi fanno venire in mente il titolo di un libro: ” Frammenti di un insegnamento sconosciuto” , perché l’impressione è proprio quella che in giro per lo più ci siano frammenti di conoscenze in gran parte perdute. Di qui la oggettiva difficoltà di trovare una vera Via , per chi realmente la stia cercando, e la grande fortuna che hanno tutti quelli che approdano alla Schola Philosophica Hermetica Classica Italica Fr+Tm+ di Miriam. E’facile comprendere che differenza ci sia nell’affidarsi a chi ha scienza e coscienza di quel che fa e chi ripete cose sentite da altri o lette sui libri senza averne avuto personale esperienza.

    m_rosa
    Partecipante
    Post totali: 540

    Torno a scrivere su questo trhed, forse perché oggi, ancora più di ieri, il rumore è diventato più assordante, non lo sentite il rumore delle bombe e quello della sofferenza di tutti gli ammalati che il covid ha amplificato? Penso proprio di si…
    E questa mattina nelle prime ore del giorno, nel silenzio della mia stanza, mi sono chiesta come sopravvivere a tutto questo male, come agire con quella parte di me che si lascia sopraffare dalle avversità e mi sono detta “a che serve (farsi sopraffare) se i problemi globali sono enormi e rendono tutto brutto e vanno a incrementare il male su questa terra e tingono di nero pure noi, a che serve, a che serve lasciarsi prostrare?” Devo reagire, mi sono detta, devo far si che la parte “buona“ di me prenda il sopravvento, anzi no, non prenda il sopravvento ma stringa in un abbraccio d’amore anche la parte più negativa e la rassicuri perché quel bene, quella scintilla di Universale, di amore di richiamo dell’infinito che è sempre stata dentro di me e che ha trovato la strada per arrivare a se stessa attraverso la Miriam, è cresciuta è diventata una donna che sta percorrendo la via per arrivare alla comprensione a diventare uno nel tutto dove non c’è più bene e male ma tutto è uno.
    Vorrei concludere con una frase che ho letto e che più o meno diceva
    “Essere fedeli all’origine vuol dire essere originali, veramente originali, perché vuol dire essere se stessi unici e irripetibili.”

    Dafne
    Partecipante
    Post totali: 39

    E’ molto bello ed è proprio vero, m_rosa, concordo, ma non sono nello spirito adatto di dire qualcosa oggi, ci devo riflettere.
    Sono molto d’accordo però di annullare le cose negative con ciò che è l’amore e il bene è forse l’unica arma che abbiamo che in ognuno di noi esiste, non sempre si riesce a tirarla fuori, ma è l’unica arma come una spada lucente che indica la luce e la verità per noi miriamici. Naturalmente forse non siamo così capaci di comprenderla, ma ella esiste, va solo trovata, va solo tirata fuori, va solo cercata e voluta con determinazione, permetterle di venire fuori.

    wiwa70
    Partecipante
    Post totali: 344

    Cara mrosa, le tue domande sono anche le nostre, e penso quelle di molti di noi, mi chiedo se esiste un progetto di evoluzione vera dell Umanità tutta e se essa preveda che non possa passare dalla distruzione tout cour. Una volta ho sentito che per evolversi, nel meccanismo elicoidale, non può salire solo un punto ma tutto un piano dell esistenza…è questo quello che serve per procedere? E necessariamente bisogna passare da qui o esiste un modo diverso che possiamo scegliere di intraprendere consapevolmente che possa fare la differenza? Le domande sono ancora tante…anche perché di questi ultimi eventi non se ne vede ancora l uscita…ma a proposito della fedeltà a noi stessi, mi viene in soccorso la forza Interiore che è quella che ci ha condotto fin qui, alla Schola, ed è la fedeltà ad un patto/pax che abbiamo sottoscritto e che ci nutre ogni giorno nei pensieri, parole e azioni…questa coerenza che ci sforziamo di avere diventa forza originaria e ci apre ad una speranza e fiducia grande nella Miriam e nelle Gerarchie che sono presenti e accanto a noi e che rappresentano la nostra ‘originalissima ‘via d uscita…w la Miriam! Un carissimo saluto a tutti

    Angelo
    Partecipante
    Post totali: 153

    Il silenzio. A volte spaventa, perchè siamo troppo abituati ai rumori che ci colpiscono dall’esterno. Una piccola cosa però credo di averla compresa, grazie alla Schola. Nel silenzio, e solo nel silenzio siamo in grado di ascoltarci, acoltarci davvero. Udiamo quella parte di noi che nel rumore viene azzittita, messa da parte, esclusa. Nel silenzio la ritroviamo, ed impariamo piano piano ad ascolarla anche nel rumore. Ci parla, ci consiglia, ci aiuta, ci apre gli occhi. E’ una osservazione di noi stessi che è favolosa, perchè non è solo il “nostr modo di pensare”, è qualcosa di più, perche ogni giorno che passa, se ci chiudiamon nel silenzio e chiudiamo anche gli occhi, piano piano, oltre che a sentirla, impariamo a vederla.
    Nel silenzio udiamo noi stessi. e solo allora ci accorgiamo di parti di noi che non pensavamo che esistessero, e ci confrontiamo con loro, imparando a scoprire insegnamenti nuovi, che ci modificano sempre di più. Il silenzio è potere scrivevano gli antichi alchimisti. Nel silenzio si sente il proprio respiro, si sente il proprio cuore che batte. Nel silenzio si sente.
    Vi abbraccio.

    kridom
    Partecipante
    Post totali: 176

    Il silenzio presenta due diverse sfaccettature, la prima è quella che consiste nel non parlare a vanvera, in circostanze inappropriate, con le persone sbagliate del proprio percorso “spirituale” perchè si rischia di perdere quel poco che eventualmente si sia realizzato. La seconda riguarda lo stare di più con se stessi, facendosi distrarre meno dal rumore della vita esterna per provare ad entrare maggiormente in contatto con quella parte di noi che sente “il richiamo dell’infinito” come scrive m_rosa. In questo silenzio è effettivamente difficile non sentire anche la sofferenza che pervade il nostro pianeta, la nostra società senza che si riesca ancora a vedere uno spiraglio per la fine di un periodo drammatico che va avanti da oltre due anni. La Miriam ci ha sorretto in questo periodo più che mai e la luna nuova, la casta diva, si avvicina e saremo un pò più puliti.

    Lucis_fero
    Partecipante
    Post totali: 12

    Il silenzio, la pace e l’armonia sono l’espressione di una medesima realtà. Non si pensi che il silenzio sia vuoto e muto. No, il silenzio è vivo, vibrante e parla, ma noi lo udiamo solo quando le grancasse in noi smettono di battere ovvero quando si è riusciti a liberare il pensiero da tutto ciò che lo ostacola, tenedolo bene bene sotto controllo.
    Il pensiero ci permette di comprendere ma ci permette anche di agire, poiché è qualcosa di più di una semplice facoltà e il cui scopo è la conoscenza: il pensiero è la chiave di tutto, è la bacchetta magica, lo strumento dell’onnipotenza.
    Quando -penetrando profondamente in se stessi grazie alla contemplazione, alla preghiera e alla meditazione- tutte le forze caotiche si saranno finalmente calmate, un giorno si riuscirà a udire, a raggiungere la voce del silenzio, che è Dio, silenzio dal quale è uscito l’universo e nel quale un giorno ritornerà. 

    m_rosa
    Partecipante
    Post totali: 540

    Parlare del silenzio mi evoca sempre la canzone “ la voce del silenzio” della quale aggiungo link per chi voglia ascoltarla

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