Il Silenzio

Home Page Forum Il Forum della Schola Il Silenzio

Stai vedendo 8 articoli - dal 31 a 38 (di 38 totali)
  • Autore
    Articoli
  • ippogrifo11
    Moderatore
    Post totali: 83

    Davvero bello che siano spesso le domande che si pongono gli altri a farti sostare e riflettere! La domanda di Gelsomino mi ha immediatamente posto di fronte a me stesso, facendomi chiedere: tu come avresti risposto se ti fossi fatta la stessa domanda?
    Allora mi sono fermato a riflettere… e la riflessione la voglio condividere con tutti voi.
    Il nostro è un percorso evolutivo che ci porta ad attraversare stadi successivi di consapevolezza, che comporta un sapere che non è più un sapere nozionistico ma esperienziale. Scienza, da ‘scio’ = ‘conosco’, va accostata a questo sapere il quale, essendo conseguente e intimamente connesso al percorso iniziatico, non può essere disgiunto dalla Legge che ne regola sviluppo e acquisizioni, ossia quella Legge di Giustizia che fa dire al Maestro Kremmerz “non desiderare quello che per giustizia non puoi avere”. Questa stessa Legge impedisce anche ogni prevaricazione e, quando inopportuna e non profferita secondo giustizia, la parola può divenire prevaricante. Da qui, secondo me, la connessione stretta tra Scienza e Silenzio, il cui punto d’unione mi pare appunto essere la Giustizia, alla quale, tra l’altro, è connessa anche la Forza come sorgente di ‘atti e fatti’ che per l’iniziato non possono che essere giusti.
    Un grazie davvero sentito a Gelsomino per il percorso chiarificatore, così credo, che ha indotto in me stesso, e a tutti un carissimo saluto.

    kridom
    Partecipante
    Post totali: 25

    Vedo tre possibili significati del silenzio. Il primo consiste nel silenzio inteso quasi come concentrazione (ad esempio mentre si esegue un rito, momento in cui dovremmo non farci distrarre da rumori esterni o da pensieri che vengono da dentro di noi). Il secondo è connesso al silenzio inteso come fase di incubazione di un’idea, in cui parlare di qualcosa che è ancora in via di formazione provocherebbe una perdita di energie che invece sarebbero necessarie per terminare positivamente la gestazione. Il terzo riguarda più propriamente il silenzio iniziatico connesso all’inopportunità/inutilità di comunicare un’eventuale intuizione che si è avuta oppure al divieto di comunicare le istruzioni orali che sono comunicate in via gerarchica. Vedrei il riferimento alla legge di Giustizia, citata nel post di ippogrifo11, a questo terzo tipo di silenzio. Con riferimento al silenzio inteso come incubazione di un’idea, mi domando fino a che punto io sia consapevole della sua attuazione dal momento che quando ho un’idea tendo a condividerla per meglio comprenderne le caratteristiche, che sono spesso inizialmente nebulose, cioè sento la necessità di condividerla perchè a livello consapevole non mi è ancora chiara del tutto. A voi capita di avere questo tipo di necessità?

    Accademia Giuliana
    Partecipante
    Post totali: 23

    Durante l’ultima riunione dell’Accademia Giuliana ci siamo trovati a riflettere sul silenzio e anche noi, come kridom, tra le varie valenze, ci siamo soffermati anche sul silenzio come incubazione di un pensiero. Abbiamo fatto un parallelo col seme messo a dimora nella terra che, se esposto prematuramente alla luce, brucia. Da lì si è evidenziato come ciò avvenga anche in noi, ad esempio dopo un colloquio con il Maestro o più semplicemente dopo una riunione accademiale quando, naturalmente, viene di non parlare e di rifuggire da ambienti rumorosi o distraenti. È come se gli input ricevuti abbiano bisogno di un tempo loro per prendere forma e sedimentare. E dopo viene il momento della condivisione che non necessariamente è sulle certezze perché, come ci ricordava ippogrifo “le domande che si pongono gli altri ci fanno riflettere”.

    mercuriale2011
    Partecipante
    Post totali: 55

    Caro Kridom capita anche a me di avere la necessità di condividere le idee per chiarimerle,fondamentale però è con chi ci si confronta! Ritengo a tale proposito che questo spazio del Blog sia il luogo adatto dove potersi liberamente e costruttivamente esprimere. Trovo sia molto efficace Il lavoro che ciascuno di noi fa per tentare di fare ordine nei nostri pensieri e fissarli scrivendoli all’interno di questo spazio.
    Inoltre partecipare alle discussioni è un modo di nutrire i nostri pensieri e la nostra tensione al Centro sentendoci sempre più collegati.
    Certamente tutto ciò darà i suoi frutti…
    Un fraterno abbraccio a tutti

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 220

    Il silenzio a cui fa riferimento Kridom, nella parte ove prende in considerazione una fase di incubazione di un’idea, la più delicata e sensibile nel processo di formazione, durante la quale, il parlare di qualcosa ancora in fase di sviluppo ne potrebbe seriamente compromettere diciamo così “la crescita” e contestualmente comprimere la normale modalità di esplicazione dell’idea stessa. Viene palesata una potenziale perdita di energie, necessarie al completamento della fase stessa, riportandoci ad un verità di fondo che è bene sempre tenere in debito conto. Mi riferisco al fatto che, che l’incubazione fa parte del processo creativo, in quanto, se il seme (idea in divenire) è messo a dimora, ha bisogno di buio. La parola, è questa che dà materia all’idea, e se è pronunciata anzitempo, toglie forza, brucia il seme se è sottoterra, in quanto per analogia, è paragonabile ad un’ondata di luce che invade un seme quando ancora deve rimanere nel buio. Allora ecco il rischio concreto di “fiasco” per non aver completato il periodo gestatorio.
    Un caro saluto a tutti.

    mara329
    Partecipante
    Post totali: 60

    So che forse quanto sto per scrivere non sembrerà attinente al thread su Il Sienzio. Tuttavia a me è capitato pochi giorni fa di ascoltare le percussioni di un tamburo giapponese a classidra. La mente si è svuotata di ogni pensiero, si è fatto silenzio riempito solo dal ritmo incalzante del tamburo, che mi è sembrato recepito parallelamente anche dal ventre. Credo che le percussioni dei tamburi siano catalizzanti e abbiano un che di ancestrale e mi è venuto poi in mente che forse simulano i primi suoni che abbiamo ascoltato nel ventre materno: il battito cardiaco. Già in passato avevo notato questo effetto, sia con le tammurriate campane dedicate alle Madonne nere, sia con le pizziche pugliesi, dedicate alle pratiche terapeutiche del tarantismo. Ma poichè queste due ultime sono accompagnate da danze risultano più dispersive. Si potrebbe obiettare che qualunque musica si ascolti crei silenzio mentale, ma non credo sia così.

    m_rosa
    Moderatore
    Post totali: 168

    A proposito del silenzio e del suono dei tamburi, mi sovviene quanto, tempo fa, mi aveva spiegato un fraterno amico che si occupava di suonoterapia utilizzando le campane tibetane.
    Innanzitutto la suonoterapia, a differenza della musicoterapia utilizza il suono per sé, senza la sovrastrutturazione armonica, melodica e ritmica della musica. Parte dal presupposto che il suono è un fenomeno fisico, in grado di attraversare gli oggetti che incontra e entrando in risonanza con essi e, siccome tutto ciò che esiste in natura è in uno stato di vibrazione, comprese le cellule e gli atomi del nostro corpo, il suono, o meglio, la vibrazione pura di queste campane, riuscirebbe a riequilibrare, anzi riarmonizzare, eventuali stati patologici che creano dissonanze e squilibri nelle vibrazioni interiori. Interessante notare come questa terapia si può attuare con vari strumenti tra cui i tamburi e la voce, e noi sul potere della voce ne sappiamo qualcosa!!!

    GELSOMINO
    Partecipante
    Post totali: 82

    Queste riflessioni mi fanno venire in mente il titolo di un libro: ” Frammenti di un insegnamento sconosciuto” , perché l’impressione è proprio quella che in giro per lo più ci siano frammenti di conoscenze in gran parte perdute. Di qui la oggettiva difficoltà di trovare una vera Via , per chi realmente la stia cercando, e la grande fortuna che hanno tutti quelli che approdano alla Schola Philosophica Hermetica Classica Italica Fr+Tm+ di Miriam. E’facile comprendere che differenza ci sia nell’affidarsi a chi ha scienza e coscienza di quel che fa e chi ripete cose sentite da altri o lette sui libri senza averne avuto personale esperienza.

Stai vedendo 8 articoli - dal 31 a 38 (di 38 totali)
Rispondi a: Il Silenzio
Le tue informazioni:




Iscriviti alla Nostra Newsletter

Normativa Privacy