I Luoghi del Sacro, della Magia e della Tradizione ermetica

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  • tanaquilla9
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    Post totali: 752

    Deve essere stato suggestivo il cammino per arrivare alla fonte e poi trovarsi di fronte ad essa. Non so in Sardegna, ma in tutta l’Italia antica le acque sorgive erano sacre alle ninfe che in origine erano deità della Natura da sempre esistite e locali. Ogni fonte aveva la sua Ninfa. Lo sai m-rosa se questo luogo che hai visitato si suppone fosse dedicato a qualche deità? e se quell’acqua fosse anche terapeutica? dati gli ex-voto.

    m_rosa
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    Post totali: 547

    Sicuramente le fonti/pozzi sacri erano terapeutici perché in tutti sono stati ritrovati ex voto; a su Tempiesu anche una statuina formata da da un uomo e una donna insieme, che indica, secondo le interpretazioni degli archeologi, una valenza legata alla fertilità
    Per quanto riguarda la dedicazione, non credo se ne sappia nulla essendo assente o meglio, finora non scoperta, alcuna forma di scrittura nuragica

    Dafne
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    Post totali: 42

    Dal mio punto di vista la fonte potrebbe essere stata dedicato alla Madre, la Magna Mater.

    mandragola11
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    Post totali: 633

    …la dea Madre sarda, Orgia, viene collegata al culto delle acque…

    tanaquilla9
    Partecipante
    Post totali: 752

    L’articolo linkato da Mandragola, oltre che suggestivo, mi ha fatto venire in mente delle domande. Perché alcune terre come la Sardegna sono ancora così pregne dei loro originari culti e, anche ai più sordi, fanno avvertire l’eco di un mondo arcaico legato ai misteri di un Femminile cosmico ben accolto nel mediterraneo?
    Eppure la Sardegna è stata una terra ambita e contesa da varie popolazioni che l’hanno dominata, e tuttavia ha conservato alcuni input originari.
    Dell’articolo mi ha colpito questa breve frase: donne capaci di … “isolarsi dalla società ignorandone i suoi dettami”, perché mi ha ricordato in qualche modo cosa dice il M. Kremmerz della donna: “…Maga per naturale sensibilità la donna è una contraddizione per sola discordanza coi precetti comuni della vita ordinaria. Circe guarda istintivamente le piccole miserie della realtà e non può reprimere gli scatti della sua sensibilità che sono nei limiti della natura universale, la quale è una realtà anche essa non convenzionale né legiferata per costituzione…” (Dialoghi,84).

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 633

    Alla tua interessante domanda, Tanaquilla, mi verrebbe di rispondere che forse, essendosi mantenuta fino ad oggi in Sardegna una società di tipo agro-pastorale, matrilineare e matrifocale, dove l’uomo in continua transumanza non si è mai occupato dell’impianto sociale e familiare di cui invece si è occupata la donna, si è potuto tramandare di madre in figlia il culto e il rispetto del ‘Femminile’ in quanto donna/dea…a 360°… senza troppe intromissioni o stravolgimenti.

    p.s. Quando anni fa, che stavamo mettendo a fuoco gli input della Del+Gen+ sulle tradizioni mediterranee, ebbi modo di parlare con un’amica sarda nota avvocatessa sul ruolo della donna nella società nuorese di oggi, lei mi rispose che era la donna la regista della società sarda e non l’uomo, lei che si occupava della gestione patrimoniale e dei figli e che per la sua esperienza, perfino in tribunale la testimonianza di una donna valeva di più…
    x dire la persistenza: nel 2020, dopo 70 anni, la Regione Sarda a statuto speciale ha fatto la Riforma agro-pastorale.

    Dafne
    Partecipante
    Post totali: 42

    Sono d’accordo con voi che in Sardegna si sono mantenute tradizioni molto arcaiche e il ruolo della donna è predominante. Anche ultimamente ne ho parlato con persone che vanno in vacanza in Sardegna, nelle zone non turistiche come la Barbagia e lì è la donna che ha questo ruolo molto importante nella loro cultura e nel loro modo di vivere.

    Con affetto al mio Maestro e un caro saluto a tutti i Fratelli.

    mercuriale2011
    Partecipante
    Post totali: 164

    Anche io concordo con voi su quanto dite del popolo Sardo. Sono stata cresciuta da una tata sarda, una delle cose che mi ha sempre colpita è l’orgoglio delle loro tradizioni popolari, la volontà negli anziani di custodirle e tramandarle oralmente alle nuove generazioni. Una civiltà agropastorale dalla quale traspaiono evidenti tracce di civiltà arcaiche.
    Proprio in questi giorni ho letto la notizia che è stata inaugurata al Museo Archeologico di Napoli una mostra sulla Sardegna Megalitica, vi riporto la sintesi dell’articolo.
    “Grazie al Ministero della Cultura italiano e alla direzione del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, il gigante di pietra, mai prestato finora, si fa portavoce di un messaggio di continuità tra le antichissime culture mediterranee.
    Intorno a lui si fanno spazio le sepolture delle “domus de janas”, di epoca neolitica ed eneolitica, le iconiche riproduzioni statuarie delle “dee madri”, le cosiddette “tombe di giganti”, invitando a un percorso affascinate allestito nel Salone della Meridiana del MANN fino al prossimo 11 settembre e che vede Napoli unica tappa italiana.
    Tra i duecento reperti esposti, in prestito dai Musei Archeologici Nazionali di Cagliari, Nuoro e Sassari, figurano bronzetti nuragici raffiguranti donne, uomini, guerrieri e animali, modelli di navi, monili, spade votive, mentre ricostruzioni e approfondimenti grafici e multimediali contestualizzano lo straordinario patrimonio megalitico dell’isola.”
    Sembra interessante cercherò di andare
    Un caro fraterno abbraccio a tutti i naviganti

    seppiolina74
    Partecipante
    Post totali: 248

    Leggendo i vostri interessanti post sulla Sardegna matrilineare, mi è sorta spontanea l’associazione di idee tra il femminile, appunto, e il fatto che come tutte le isole, è circondata completamente dall’acqua del mare. Quindi elemento femmineo che, come si è citato spesso durante le riunioni accademiali, ha una “memoria”, cioè conserva, trattiene, custodisce. Sarà questa influenza arcaica e magica che predispone a far emergere i legami al femminile? Che li rende più forti e solidali? Un buon lunedì a tutti voi!

    tanaquilla9
    Partecipante
    Post totali: 752

    Grazie mercuriale per la notizia. Penso di andare anch’io a visitare la mostra “Sardegna isola megalitica: dai menhir ai nuraghi”. Ho letto che alla Sardegna è riconosciuto ormai dagli studiosi internazionali un ruolo di primo piano in età preistorica e protostorica: centro nevralgico che, dai contatti stabiliti sulle rotte del Mare Nostrum, si protendeva verso l’Europa continentale e verso i mercati orientali. La mostra parte dal periodo finale del Neolitico e per l’Età del Rame, approfondisce il santuario di Monte d’Accoddi, altare monumentale unico nel panorama del Mediterraneo che presenta analogie con le ziqqurath del Vicino Oriente; poi attraverso l’età del ferro arriva all’epoca della conquista romana fino al medioevo.In accordo con quanto stavamo dicendo la mostra fa intuire come “Nessuna regione d’Italia ha forse mantenuto un legame storico e paesaggistico così forte con il passato come la Sardegna che custodisce i segreti di una storia antichissima”.

    m_rosa
    Partecipante
    Post totali: 547

    Potrebbe essere che l’assenza di scrittura della cultura nuragica ( cosa che però qualche studioso sta mettendo in dubbio) abbia indotto una consuetudine alla tradizione orale e dunque più circoscritta, più intima e diretta, che in qualche modo si è protratta nel tempo e che ha preservato conoscenze più arcaiche rispetto ad altre culture.

    mercuriale2011
    Partecipante
    Post totali: 164

    Quanto dici m-rosa a proposito della tradizione orale mi ha fatto riflettere che la tradizione femminile è prevalentemente orale!

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 633

    Il santuario nuragico di Monte d’Accoddi citato da Tanaquilla…
    https://it.wikipedia.org/wiki/Civilt%C3%A0_nuragica#/media/File:Sassari_-_Complesso_prenuragico_di_Monte_d’Accoddi_(27).JPG
    Anche qui, come a Kainua etrusca in Alto Reno e a Sarnano sui Sibillini nella Sabina Appenninica, c’è l’Uovo cosmico…

    catulla2008
    Partecipante
    Post totali: 237

    https://www.raiplay.it/video/2022/06/Atlante-la-vera-storia-dellIsola—Sapiens-un-solo-pianeta—Puntata-del-25062022-5bd78164-4519-4727-b030-0ed73587a251.html
    Ho visto al 25 giugno questa puntata di “Sapiens” in cui appunto si ipotizzava un’origine della Sardegna talmente arcaica da accostarla alla mitica Atlantide

    Francesco D’Amato
    Partecipante
    Post totali: 2

    Ho letto con interesse i vostri racconti. Mi capita qualche volta di trovarmi in luoghi che sento saturi di energia ed in cui mi astraggo rapito. Vivo momenti in cui mi sembra di lasciare la realtà per perdermi ad ascoltare l’eco delle vite che si svolsero li e non ho voglia di tornare alla realtà per saturarmi di questa energia ivi intrappolata e vorrei restare li ore. Vi racconterò brevemente di un luogo per me magico. Si tratta del tempio di Antas, in Sardegna dapprima tempio punico (Vsec a.c) poi romano. Si trova sulle colline tra Iglesias e Flumini. Poi bisogna lasciare la strada ed addentrarsi. Credo che ognuno provi un impatto diverso; io vi ho descritto sommariamente le mie reazioni- Non mi inoltro sulla storia del luogo che potrete trovare in internet ma solo su questa spinta che ho provato quando ci andai negli anni in cui le miniere del sulcis erano ancora operative. Un abbraccio

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