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  • admin Kremmerz
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    in risposta a: Eventi e Segnalazioni #6585

    SICURAMENTE INTERESSANTE LO STUDIO DEI RICERCATORI AMERICANI , MA NON PENSO CHE SIA IN SINTONIA CON LE LEGGI DI NATURA LA RICERCA DELL’ETERNA GOIVINEZZA, NE’ CHE QUESTA POSSA ESSERE ASSIMILATA ALLO STATO DI BUONA SALUTE ( QUANTI GIOVANI SONO MALATI ). D’ALTRONDE SE CI GUARDIAMO INTORNO ,OSSERVIAMO CHE OGNI FORMA DI VITA HA UN SUO CICLO E NULLA SI PRESENTA ETERNAMENTE GIOVANE , MA TUTTO SI RINNOVA PASSANDO ATTRAVERSO LA MORTE.
    Original author: GELSOMINO

    admin Kremmerz
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    in risposta a: Comunicazioni flash #7922

    MI SEMBREREBBE STRANO IL CONTRARIO !
    SEPPUR VERO CHE , QUANDO CI SI GUARDA ATTORNO,OGNUNO E’ SCORAGGIATO PER COME VEDE ANDARE IL MONDO , A RIGOR DI LOGICA, NON E’ POSSIBILE CHE TUTTI ABBIANO RINUNCIATO AD USARE LA PROPRIA CAPACITA’ CRITICA E A PUNTARE UN POCO I PIEDI PER TERRA, PER RIAPPROPRIARSI UN MINIMO DELLA PROPRIA VITA, E DI UN TEMPO DA DEDICARE A QUALCOSA CHE DIA ALIMENTO IDONEO ALLE NECESSITA’ DI QUELLA PARTE PIU’ SOTTILE DEL NOSTRO ESSERE, CHE NON TROVA SPAZIO, NE’ RICONOSCIMENTO IN QUESTA SOCIETA’ CHE VA SEMPRE PIU’ ALLA MALORA.
    PERSONALMENTE RITENGO CHE CHIUNQUE VISITI O INTERAGISCA CON QUESTO SITO , A PRESCINDERE DALL’ONESTA’ O MENO DELLE SUE INTENZIONI , NON POTRA’ CHE AVERNE BENEFICIO. PERCHE’ QUI GLI ONESTI TROVANO LA TESTIMONIANZA CHE QUALCOSA DI DIVERSO ESISTE E NON E’ UNA CHIMERA ; I DISONESTI , LO SPECCHIO DEI LORO PROBLEMI , PRIMO PASSO PER POTERLI RISOLVERE.
    Original author: GELSOMINO

    admin Kremmerz
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    in risposta a: S.P.H.C.I. #8355

    Il richiamo di Sannitica al “do ut des”, quale condizione atta a scongiurare il rischio di rioccultamento della Tradizione e delle Gerarchie che la custodiscono, viene quanto mai opportuno. L’attivazione individuale, lo slancio fattivo verso l’Opera, in qualunque forma esso intenda esplicarsi, beninteso nel rispetto irrinunciabile delle esigenze e degli obiettivi generali della Schola gerarchicamente trasmessi, rappresentano il modo più efficace per non segnare il passo in un ristagno passivo che alla lunga rischia di ridurre anche la pratica individuale a un esercizio di mera abitudine. Ricordo che diversi anni addietro, quando ancora la Delegazione Generale di P.V. Rosar non aveva concesso l’autorizzazione alla riapertura delle Accademie, nel corso di una delle indimenticabili esperienze collettive condotte sotto la guida del Maestro Jah-Hel, espressi il mio rammarico perché il particolare “stato di grazia” che accomunava in diversa misura tutti i partecipanti a quei momenti di “vita miriamica” si sarebbe poi affievolito, fino a diventare solo un ricordo, una volta che fossimo stati riassorbiti dalle quotidiane contingenze della vita ordinaria. Mi fu risposto che il segreto per non perdere quella condizione, anzi per alimentarla e tenerla viva, stava tutto nel restare quanto più possibile agganciati idealmente e fattivamente al Centro. Col tempo ho capito, almeno così credo, il senso profondo di quelle parole. In realtà, ho cominciato a capire a mano a mano che il mio impegno verso la Schola è andato facendosi concreto, offrendo disponibilità per qualunque esigenza e nella forma che poteva essere ritenuta utile all’obiettivo generale. Ecco, così facendo, mi sono sentito sempre più collegato – oggi si direbbe connesso – al Centro e via via il “lievito” da Esso proveniente ha preso a diventare vivo, palpitante, fino a trasformarsi in vero e proprio stato fermentativo. “Cercare il contatto per stare in contatto”, ravvivando la tensione verso il Centro della Rosa sempre e comunque, questo vorrei dire ai Fratelli. Come? Vi sono tanti modi, ad esempio partecipando ai lavori della propria Accademia rendendosi disponibili anche per le cose più semplici, perchè non vi è gerarchia di contributi che origini poi gerarchia di meriti. Lavorando per tutti si lavora innanzi tutto per sè stessi. E poi, come fa osservare Sannitica, questo sito è una opportunità in più che viene fornita ai Miriamici, a tutti i Miriamici di ogni ordine e grado. Certamente esso non è nato per andare ad aggiungersi ai tanti che proliferano in rete, ma è nato per noi tutti, a beneficio nostro ma anche a beneficio di quelli che vogliono seguirci con sincerità e trasparenza di intenti. E questo i Miriamici non possono né devono dimenticarlo.
    Original author: ippogrifo11

    admin Kremmerz
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    in risposta a: Comunicazioni flash #7917

    Condivido la soddisfazione degli amici del blog per l’ottimo risultato conseguito

    admin Kremmerz
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    in risposta a: Comunicazioni flash #7914

    “La Fratellanza Ermetica […] tende a formare di ogni suo numero un uomo integrale, cioè un individuo completo nella famiglia umana, prototipi di cittadini della Città Civile Umana, dominatori delle passioni bestiali, correttori della asprezza nei conflitti delle idee umane”. Così all’Art. 57 della Pragmatica Fondamentale che, in tal modo, detta l’orientamento etico cui i Miriamici si uniformano per scelta libera e consapevole. Anche per questo la Schola non potrà mai concepire di scendere nell’arena delle polemiche senza costrutto e ancor meno nel pantano melmoso ove si agitano, convulsamente e inutilmente, provocatori infantili di discutibile maturità, tanto civica quanto psichica.
    Original author: ippogrifo11

    admin Kremmerz
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    in risposta a: S.P.H.C.I. #8351

    RIFLETTEVO SU QUANTO SIA STATA E SIA ARDUA LA VIA DEI MAESTRI DELLA SCHOLA , CHE BEN LUNGI DALL’ESSERE OSANNATI O RICONOSCIUTI DAL GRANDE PUBBLICO , SONO STATI , A PARTIRE DAL KREMMERZ , SEMPRE ATTACCATI , INFAMATI ED OFFESI NELLA LORO PERSONA UMANA.
    SONO SICURAMENTE DEGLI ESSERI SUPERIORI PER NON ESSERE MINIMAMENTE TOCCATI DA TUTTO QUESTO.
    MI CHIEDO : IN NOME DI COSA QUESTI ESSERI SOPPORTANO QUESTO FARDELLO ?
    DI UN PATTO SANCITO ?
    DELL’AMORE E DELLA CARITA’ VERSO I FRATELLI MENO EVOLUTI ?
    MA C’E’ UN LIMITE A QUEST’AMORE E A QUESTA CARITA’ ?
    A PIU’ DI UN SECOLO DALLA RESTAURAZIONE DELLA FRATELLANZA DI MIRIAM GLI ATTACCHI CONTINUANO .
    I TEMPI FORSE NON SI SONO MATURATI ?
    IO PENSO CHE GLI ESSERI EVOLUTI NON HANNO BISOGNO DI NOI ; AL CONTRARIO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO.
    MI CHIEDO SE NON CI SIA IL RISCHIO CONCRETO CHE QUESTA TRADIZIONE TIRI I REMI IN BARCA E SI OCCULTI, DOVE RITENESSE CHE NON C’E’ MATERIALE UMANO SU CUI OPERARE.
    E SE COSI’ FOSSE, COSA SI POTREBBE FARE PER SCONGIURARE IL PERICOLO ?
    Original author: GELSOMINO

    admin Kremmerz
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    Anch’io sono d’accordo con la nuova impostazione del sito. Trovo anzi che con questa formula è come se si avesse la continua possibilità di oggettivare le proprie idee ed è una ulteriore e concreta opportunità di vivere il contatto con la Direzione.
    Tra l’altro ciò comporta da parte di questa un enorme lavoro, del quale sono profondamente grata!
    Original author: mercuriale2012

    admin Kremmerz
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    Condivido l’impostazione data dalla direzione circa le nuove modalita’ di contatto, finalizzata ad una corretta comunicazione e promuovendo pertanto sempre piu’ un rapporto di leale collaborazione fra i protagonisti; non per ultimo scongiurando interventi indesiderati e in qualche caso potenzialmente offensivi.
    Buon lavoro…

    admin Kremmerz
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    in risposta a: S.P.H.C.I. #8345

    Forse non a caso Mirya reca proprio al braccio lo scarabeo con l’occhio della Sacerdotessa di Menfi. L’occhio sacro significava il terzo occhio, o sole occulto, al centro del cervello in diretta corrispondenza con la glandola pineale, l’epifisi, a forma appunto di mandorla, fotosensibile per eccellenza e aggancio nei rapporti tra l’individuo e l’ambiente.
    Lo scarabeo è per vocazione naturale fotosensibile e foto amante al punto di stare con lo sguardo al cielo stellato, se non vede perde il contatto come è stato dimostrato dall’esperimento riportato da Catulla: bendato smarrisce la rotta.
    Osservandone il comportamento mi pare il trionfo di un “fare” instancabile: lavora la materia più greve e rigettata, gli escrementi, fra l’altro prodotti da altri; protegge in ogni modo questo suo “tesoro” dai predatori e dagli stessi scarabei; quindi lavorandolo ad arte si crea il contenitore funzionale a covare e nutrire le uova.
    Quella piccola sfera rotolata lungo le direttrici celesti riflesse sul suolo, è la sua Terra, sintetico microcosmo, di generazione e rigenerazione.
    Come le farfalle subisce le metamorfosi dallo stadio di verme alla pupa, ma quando ha infine messo le ali per volare libero in cielo, ecco che torna al suolo nel fimo e nel limo terrestre per compiere la sua opera naturale, il suo canto d’amore alla vita!
    Non vorrei sembrare romantica, ma a me pare bellissimo!
    Original author: fulva11

    admin Kremmerz
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    in risposta a: S.P.H.C.I. #8343

    Davanti agli occhi, l’immagine di due bambini, al mare, che giocano sulla sabbia. Una dei due passa la mano: e la scritta e l’immagine tracciate si dissolvono. Poi, una nuova idea e, con la punta delle dita, l’immediatezza di una forma e la suggestione di un altro concetto. E poi via di nuovo, con la mano che cancella tutto.
    Ecco, mi sono detta, questa è la nostra quotidianità e così è, comunemente, spesa l’esistenza.
    A un certo punto della mia, ho incontrato la Schola e, piano piano, dopo aver cancellato dalla sabbia un po’ di cose, mi sono resa conto che quello che scriviamo viene impresso nelle nostre cellule e non sulla rena di un lido qualsiasi. L’onda del mare porta via le impressioni buttate a caso, ma in noi rimangono; e qualcuna, ripetuta più volte, passa il confine della memoria temporanea per scivolare in quella permanente legata alla matrice dell’essere.
    Che incessantemente ci crea.
    Kremmerz sosteneva che “ogni abitudine è una schiavitù”: infatti ogni abitudine ha la potestà di forgiare, come ben sanno coloro che usano pubblicità, spot, e ripetuti consigli per gli acquisti atti a penetrare le menti e condizionarci in misura direttamente proporzionale all’insistenza con cui vengono proposti e alla forza con cui il messaggio è costruito: modulato sulla cultura che si propone di penetrare, il seme suggestivo giocoforza asserve il ricevente alla volontà di industriali e commercianti. Codesta nuova religione (etimologicamente leggibile come RES = cosa LIGAMEN = legame) è quella che, per dirla con i termini usati dal Maestro “attualmente ci rende servi dei corollari di filosofie parolaie”.
    Ma, come dimostra pure la folta letteratura sull’argomento da parte di sociologi-psicologi-giornalisti, fino alle ultime istruzioni sul come-si-deve-vivere propinate dalla divetta o lo sportivo del momento, ognuno davvero PUO’ rifare sé stesso secondo una nuova matrice.
    Ecco dunque la Schola e la Sua Tradizione.
    Come alla bottega di un valente artigiano, di un sapiente scultore, di un mastro panificatore, si impara a modellare la materia del proprio corpo perché sia in equilibrio fisio-psichico, ricettacolo delle forze propizie alla specie umana – di cui siamo elementi – e allo sviluppo armonico della Natura di cui siamo espressione.
    “Il problema che si propone il magismo e l’enigma che l’alchimia risolve è un secreto riformatore e trasformatore di tutta una civiltà e protesa civiltà storica”.
    È una nuova epoca quella che stiamo vivendo all’alba del XXI secolo lungo una curvatura infinita.
    Original author: Segezia

    admin Kremmerz
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    Non vorrei risultare eccessivamente lusinghiero nei confronti della SPHCI, ma devo riferire di aver consultato nell’area riservata a ” comunicazioni quesiti e risposte” le tante domande formulate dai rispettabili ospiti del sito in parola, e le rispettive risposte fornite da chi di dovere che trovo, puntuali, precise, magistrali a dir poco, insomma una Miniera di preziose infomazioni a disposizione di Tutti.
    Da un umile navigatore del presente sito, invio la mia Stima che da sempre nutro per questa pregiatissima Compagine……..

    admin Kremmerz
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    in risposta a: Kremmerz #8285

    Condividendo il pensiero di Sannittica, desidero formulare una breve considerazione sulle discipline orientali alle quali sovente si attribuisce di detenere il primato sulle tecniche di respirazione, come se quest’ ultime fossero unicamente patrimonio delle suddette.
    Mi limito ad osservare dalla mia esperienza personale, che il processo di respirazione di un organismo umano può modificarsi, rendendolo ” profondo” o mediante la volonta’ o attraverso certi automatismi generati non solo da eventuali tecniche provenienti dalle suindicate discipline, ma anche dalla pratica costante della preghiera, sopratutto quando la recitazione viene ritualizzata.
    La ritmica di questo processo puo’ per l’appunto cambiare producendo nell’operatore, previo una sincera e serena sperimentazione, nuovi profili di ” coscienza”.
    Quanto sopra per sfatare alcuni luoghi comuni.
    Original author: Alfiero70

    admin Kremmerz
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    “Eoni, potenze, intelligenze di catena, arrivano a chi ne chiede l’aiuto” :
    qualcuno conosce una frase più materna, più rassicurante, fatta di certezze senza promesse (provare per credere!), più amorevolmente scientifica (arrivano…non potrebbero arrivare), offerta a chi crede, a chi vuol intendere, a beneficio non di pochi ma pro salute populi?
    I discorsi per capire, testimoniare, spiegare sono sempre aperti da quando il Maestro Kremmerz cominciò ad elargire e tutt’oggi sono attuali le dimostrazioni di laboratorio chimico e scientifico che comprovano ciò che detto da un secolo.
    ” O il dio scende a voi, o voi assurgete a lui…”. Per esperienza personale devo dire che forse ci siamo incontrati a mezza strada… e il miracolo della sanità è giunto puntuale. Non so se d’allora si è affinato il mio rudimentale sesto senso, certo è che è impossibile non testimoniare la vibrazione della guarigione, anche grazie alle Intelligenze Guidate visibili.
    Un saluto a tutti i frequentatori del Blog
    Original author: Mercurius3

    admin Kremmerz
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    Sto facendo un tentativo per intervenire, approfitto per salutare tutti i gentili frequentatori del sito
    Original author: Alfiero70

    admin Kremmerz
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    Interessante questa lunazione, sopratutto nel secondo ciclo che prevede per diversi rimedi l’uso dell’ incenso e della carruba, tuttavia di facile reperibilita.
    Un saluto caro

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