LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS TRA DATI OGGETTIVI E OPINIONI SOGGETTIVE

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  • wiwa70
    Partecipante
    Post totali: 259

    Sull ‘imput del pensiero comune’ di cui parla Angelo, e sul concetto di obbligatorietà, mi sono ritrovata a riflettere anch’io come tanti, in quanto più di una volta in questa pandemia, ho sentito dire da qualcuno “fanno bene ad obbligarci, se non ci obbligano a fare qualcosa, nel rispetto delle regole, non lo facciamo”! Mi chiedevo se non sia proprio il leit motiv di questo momento storico di transizione che stiamo vivendo: nell’epoca acquariana della consapevolezza, infatti, l’elemento che dobbiamo sviluppare, non sarebbe proprio la presa di coscienza e responsabilità che porti ad un’autonomia di pensiero e di comportamento? Le stesse autorità governative, del resto, finora, si sono espresse nella direzione di non obbligare, anche per ragioni di salvaguardia delle libertà costituzionali. E’ vero, infatti, che siamo in un contesto pandemico che lo giustificherebbe ma è anche vero che oltre alla storia della medicina, dovremmo conoscere anche quella di noi stessi: il nostro DNA, malattie ereditarie, reazioni allergiche, patologie concomitanti(ad es. dicevano che in caso di diabete non sarebbe consigliato…sarà vero??)e la medicina, si sa, è una scienza sperimentale che cresce con noi e non ha certo tutte le risposte. Tornando ai vaccini, pare che ve ne siano di diversa natura, oltre che di diverse case farmaceutiche… ho sentito la presentazione scientifica al tg, di uno di essi, prodotto in Italia, che sarà pronto in estate, che sembrerebbe più durevole rispetto ad altri(efficacia di due anni) e che si basa sull’inoculazione del virus influenzale del gorilla(!!!), innocuo per l’uomo, che verrebbe reso inattivo e agirebbe direttamente sul DNA, per sviluppare la tanto attesa risposta immunitaria e poterci così immunizzare…insomma, ce n é abbastanza per confonderci ancor di più le idee e se ci fosse qualcuno che ci aiutasse a capire meglio, gliene sarei davvero grata! Buona serata a tutti

    guglielmo tell
    Partecipante
    Post totali: 160

    l’ultimo studio dell’Arpa piemontese, pubblicato 2 giorni fa, sulla rilevazione del covid 19.. buona domenica a tutti
    http://www.arpa.piemonte.it/news/sars-cov-2-nellaria-un-medoto-per-determinare-la-presenza-del-virus-nellaria

    Buteo
    Partecipante
    Post totali: 183

    Caro Angelo, non comprendendo bene cosa abbia detto l’infettivologa, cercherò di definire alcuni concetti in base a quanto scrivi.
    Per nessun vaccino è riportata efficacia del 100% = non è garantito che tutti i soggetti, vaccinati verso un qualsiasi agente infettivo, sviluppino una risposta immunitaria adeguata a evitare l’infezione, per motivi che non possiamo prevedere. Per entrambi i vaccini anti-Covid, attualmente in uso, si riporta un’efficacia di circa il 95%.
    Può essere che un vaccino non abbia effetto ‘sterilizzante’ = quando il virus dovesse contagiare il soggetto in precedenza vaccinato, questi, pur non sviluppando la malattia, potrebbe albergare il virus per un certo periodo nelle proprie mucose respiratorie, e quindi essere infettante? potrebbe realizzarsi lo status di portatore sano, come accade per molti agenti microbici e come è per gli asintomatici? Sono domande che la comunità scientifica si pone e alle quali avremo risposte.
    “il vaccino agisce sugli effetti collaterali del virus, al fine di evitare quegli aggravamenti…” = se, una volta contratta l’infezione, l’azione del vaccino, precedentemente somministrato, esitasse, anche per molti soggetti, in una malattia lieve, anziché in completa assenza di malattia, avremmo fatto bingo!!
    Distinguiamo:
    terapia = insieme di provvedimenti (farmacologici, strumentali ecc.) che si applicano a un soggetto malato, cioè che ha in corso una malattia;
    vaccino = un preparato, prodotto da una casa farmaceutica, che si somministra a un soggetto sano, in profilassi, cioè per prevenire una malattia (grave) causata da uno specifico agente microbico.

    Spero di aver dato una qualche risposta ai tuoi dubbi. Poi, come tu dici, l’esser miriamico, ci aiuta nella comprensione, aldilà della mia capacità espositiva…

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 400

    Su Covid/vaccino e Buteo vi riporto il pensiero di una Sorella marchigiana che non è pratica di computer.

    (Buteo) “Fin da tempi antichi abbiamo prova di come l’uomo ricerchi non solo la cura ma anche l’evitamento (prevenzione) della malattia. Dalle caste sacerdotali questa conoscenza si è tramandata con la cultura e usanze femminili ed è filtrata nel bagaglio di esperienze e manualità contadine”
    (Sorella) “concordo con Buteo, perché è un criterio antico molto legato alla terra, alla madre, l’assumere erbe e sostanze naturali per prevenire i mali con quella che è una vaccinazione naturale indotta. Vedi Mitridate che avendo paura di essere avvelenato, tutti i giorni per auto-vaccinarsi si prendeva un po’ di dose di veleno. Queste conoscenze che ancora oggi si tramandano, fanno parte anche del mio vissuto. Fraterni saluti a tutti!”

    Buteo
    Partecipante
    Post totali: 183

    Qui sul forum, e in generale fra la popolazione, il pensiero ricorrente è che i vaccini verso il SARS-CoV-2 siano stati prodotti troppo velocemente, a scapito di qualità e sicurezza e, confesso, avrei perso la scommessa, se l’avessi fatta: non avrei mai immaginato che si rendessero disponibili entro l’anno. Come medico ‘di campagna’, non sentivo in questi anni la necessità di rincorrere le innovazioni farmacologiche, bio-ingegneristiche ecc. se non per quel ‘minimo sindacale’ necessario al quotidiano, e ritenevo di avere ancora un bel po’ di tempo per occuparmi dei vaccini, prima della loro approvazione. In realtà, la ricerca sui vaccini a DNA e mRNA verso virus e tumori ha avuto inizio negli anni ’90 e…, in questo ultimo mese, mi si è aperto un mondo!…
    Allora, bypasserei le mie osservazioni, per proporre un articolo in cui, cosa meravigliosa, è un informatico a spiegare il funzionamento del vaccino BioNTech Pfizer, svelando una tecnologia, per me affascinante, che riesco a malapena, e non sempre, a comprendere, dove mi sembra emergano significati già noti alla scienza antica e tramandati in simboli e conoscenze che forse ora iniziano a svelarsi nella loro concretezza. L’articolo è molto impegnativo per me, mi affido quindi alla comprensione di Sorelle e Fratelli, magari anche esperti in informatica.
    https://berthub.eu/articles/posts/italian-reverse-engineering-source-code-of-the-biontech-pfizer-vaccine/?fbclid=IwAR2SpebfPMw7FITbvS45UlzJ2PJA2pf-_uNgu9Hr9sw0Rm_08WBJc-qtFtw&d=n

    Alef2006
    Partecipante
    Post totali: 121

    Cara Buteo, studierò l’interessantissimo articolo da te condiviso non appena possibile. Nel mentre per favore potresti spiegarci in qualche modo quanto siano rilevanti al fine dello studio sulla sicurezza del vaccino le numerose morti sospette che si sono verificate in Norvegia a pochi giorni dall’inoculazione? Ti abbraccio tanto. Alef

    Buteo
    Partecipante
    Post totali: 183

    Per “evento avverso dopo l’immunizzazione” s’intende un qualsiasi evento di natura medica che occorre dopo aver ricevuto una vaccinazione, ma che non necessariamente presenta una relazione causale con la somministrazione del vaccino. Osservando un fenomeno, per il semplice motivo che segue temporalmente un altro, si è portati infatti ad attribuire al primo la causa del secondo. Per verificare quindi la sussistenza di un nesso causale fra evento avverso e vaccino, è stato costruito e validato un algoritmo specifico dal Comitato Consultivo Globale per la Sicurezza dei Vaccini (GACVS) dell’OMS, in collaborazione altri Enti, e ogni segnalazione è esaminata sulla base degli indicatori riportati.
    In Norvegia, dal V-Day del 27 dicembre, sono stati vaccinati contro il Sars-CoV-2 oltre 25mila norvegesi, privilegiando pazienti anziani e fragili. L’Agenzia norvegese del farmaco (Norwegian Medicines Agency, NoMA) non esclude che reazioni avverse comuni ai vaccini a mRna, come febbre e nausea, possano avere contribuito all’esito fatale dei 23 decessi registrati nelle case di cura, dove muoiono circa 400 persone a settimana, e puntualizza l’opportunità che i pazienti molto fragili siano vaccinati solo dopo attenta valutazione medica individuale, perché “per coloro che hanno comunque un’aspettativa di vita residua molto breve, il beneficio del vaccino può essere marginale o irrilevante”.
    In Italia muoiono mensilmente circa 150 ogni 10.000 ultraottantenni: durante la campagna vaccinale verso gli anziani, dovremo aspettarci di continuare a osservare tra i vaccinati quel numero di morti, al netto delle inevitabili fluttuazioni statistiche, e non per questo potremo attribuirne la causa al vaccino.
    Per attribuire i morti, che osserveremo nella popolazione anziana in un certo arco di tempo dall’inizio delle vaccinazioni, alle vaccinazioni stesse, occorrerà avere la sicurezza che quei morti rappresentino un eccesso statistico significativo rispetto a quanto atteso e aspettare la dimostrazione del nesso di causalità.

    Macrobio
    Partecipante
    Post totali: 52

    Ho letto con attenzione il lungo articolo riportato da Buteo (che ringrazio per i suoi contributi) e ammetto che, pur se armato di tanta buona volontà, ad un certo punto mi sono perso. Credo però di aver colto, forse grazie ad una mezza infarinatura informatica, un aspetto che mi pare che sia alla base del meccanismo con cui opera il nuovo vaccino e cioè l’inviare alla nostra cellula un input tale da permettere di erigere una difesa contro l’aggressione del virus. Per fare questo vengono iniettate con il vaccino delle “stringhe” di informazioni con un linguaggio noto alla cellula che arriva ad accettare questo corpo estraneo non riconoscendolo come esterno e dannoso, insomma, un inganno a fin di bene. Ora la cosa assai interessante è proprio nella “stringa” di istruzioni che arrivano alla cellula, all’input che viene inviato quasi si trattasse di un programma antivirus di un computer e l’ho trovato vicino assai anche al meccanismo della nostra terapeutica (almeno per quello che il mio limitato stadio evolutivo mi ha portato a cogliere) sull’invio di un input che solleciti l’essere malato a reagire e a sanarsi.
    Forse con il supporto degli altri Fratelli medici si potrebbero cogliere ulteriori e forse più calzanti analogie con il nostro operare nella Terapeutica cui accennava Buteo e che anche a me pare di aver colto.
    Un fraterno abbraccio a tutti.

    tanaquilla9
    Partecipante
    Post totali: 549

    Mi allineo al pensiero di m-rosa e angelo (i cui post sono in Biblioteca on line) a proposito del vaccino. Anche perché credo che questo sia ancora in fase di studio. Allora come possiamo avere una certezza in un senso o in un altro? C’è chi inizia a dire che lo Pfizer abbia una efficacia che va dal 19 al 29%. Sarà vero? O si tratta di una delle tante fake news? Soprattutto io spero la società odierna ci lasci la libertà di scegliere…e di parlare, senza censura…e spero che la medicina non diventi una “impresa statale”, come ebbe a scrivere il Maestro Kremmerz.

    Alef2006
    Partecipante
    Post totali: 121

    Scusate ma ho postato il mio commento all’articolo di Buteo nel thread Biblioteca.

    Ciao Tanaquilla: efficacia dal 19% al 29%? Speriamo di no altrimenti le agenzie del farmaco di mezzo pianeta avrebbero preso un grande abbaglio. Dove avresti letto questi dati? Riesci a condividere un link?

    Condivido la preoccupazione per l’iniezione di informazione ma oggi mi sento ottimista e credo che questa tecnologia potrà portare alla sintesi di nuovi farmaci in grado di alleviare le sofferenze dei tanti malati che oggi sono affetti da mali incurabili con tecniche convenzionali. Chi ci dice infatti che l’iniezione di informazione non sia meno dannosa di un’iniezione convenzionale?

    Un grande abbraccio per Tutti

    Alef

    ondina
    Partecipante
    Post totali: 60

    Grazie Buteo per i tuoi contributi e grazie anche a Alef e Macrobio per le loro osservazioni per me molto utili. confesso di non aver neanche tentato la lettura dell’articolo perché non ho competenze in materia, ma ho trovato interessante il parallelo che fa Macrobio con i meccanismi terapeutici ermetici,la possibilità attraverso un input adeguato di modificare il dna. Personalmente il fatto che la scienza stia raggiungendo certi risultati mi da fiducia per un futuro migliore, certo l’importante resta sempre la finalità che si applica e se questa è il fattore economico piuttosto che la salute dell’umanità è un problema!
    In tal senso condivido la preoccupazione espressa da Tanaquilla e m-rosa.
    Buona giornata e un fraterno abbraccio a tutti 🖐🏻🌹

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 400

    Posto qui anche se parte della discussione è in biblioteca-online.
    Sui collegamenti tra vaccino e informatica, innescati da Buteo, con Ondina mi unisco a Macrobio:
    “Ora la cosa assai interessante è proprio nella “stringa” di istruzioni che arrivano alla cellula, all’input che viene inviato quasi si trattasse di un programma antivirus di un computer e l’ho trovato vicino assai anche al meccanismo della nostra terapeutica”
    e ad Alef (in biblioteca-online) che ringrazio tanto per la traduzione in linguaggio comprensibile:
    “E’ proprio qui la sconvolgente analogia con l’informatica:… In pratica è come se questo vaccino sussurrasse alle cellule per persuaderle a produrre le proteine necessarie ad attivare la risposta immunitaria per sconfiggere il Covid-19. Non ci stanno iniettando un farmaco: ci stanno iniettando informazione: è assolutamente sbalorditivo!”
    L’idea pratica d’informazioni/input mirate a interagire con la materia per un fine di salute, con estrema prudenza, mi sembra buona.

    kridom
    Partecipante
    Post totali: 133

    I dubbi che solleva m_rosa sugli effetti dei vaccini che utilizzano la tecnica mRNA (grazie Buteo per il link) mi hanno fatto pensare ad un altro farmaco, che non è un vaccino, e che fa “ingegneria genetica” vera e propria (cosa che non fa il vaccino a mRNA, che non modifica il nostro DNA….sulla base di quanto si legge sui mezzi d’informazione): il Zolgensma, che cura i bambini che hanno la SMA (atrofia muscolare spinale) mediante sostituzione del gene malato con un gene sano sintetizzato in laboratorio. Tralasciando il costo spropositato (una dose costerebbe 1,9 milioni di dollari), cosa dovrebbe fare nel caso un genitore che potrebbe salvare la vita della sua creatura?
    Ovviamente è un caso estremo, laddove la questione si può porre in modo più semplice e forse banale, cioè da un lato ci sono coloro che “meglio la strada vecchia che la nuova” e dall’altro ci sono coloro che “il nuovo è sempre meglio del vecchio”, mel mezzo ci stiamo tutti noi che ci facciamo domande e cerchiamo di capire che fare per prendere una decisione consapevole.

    Il fattore economico richiamato da Ondina muove tutta la società, sicuramente le imprese che hanno il profitto come scopo, e per questo ci sono una serie di organismi pubblici che godono di una certa autonomia e che devono sorvegliare e autorizzare, nel caso specifico abbiamo le varie agenzie del farmaco. Ovviamente i compromessi ci sono sempre, e dobbiamo sperare che il giornalismo riesca sempre a controllare e indagare sulle deviazioni, ancor prima della magistratura. Magari in un futuro remotissimo la società cambierà e non sarà più il profitto, il possesso, il potere a muovere le scelte degli uomini…ma ci sarà mai stata un’Età dell’Oro?

    Buteo
    Partecipante
    Post totali: 183

    Avevo lasciato presto alle spalle la questione ‘Doshi’, dopo un veloce chiarimento di idee. Ma, puntuale, il forum richiede un maggior approfondimento e mi sento in dovere di rispondere, essendo la materia non facile per i non addetti (fra i quali mi ricomprendo).
    Peter Doshi è colui dal quale i media hanno ripreso e diffuso la notizia sulla bassa efficacia dei vaccini Pfizer e Moderna. Era un giovane ricercatore della Johns Hopkins University di Baltimora, quando inizia a proporre una nuova politica editoriale, per portare alla luce studi clinici mai pubblicati o pubblicati in modo incompleto e distorto. Nel 2013, il BMJ (British Medical Journal) lo nomina Associate Editor, deputandolo al giornalismo d’inchiesta, una novità assoluta per l’editoria scientifica, a conferma di come il sistema della ricerca scientifica e biomedica sia passibile di corruzione.
    Il 26 nov. e il 4 genn., Doshi pubblica sul BMJ 2 editoriali (editoriali e non lavori, quindi osservazioni personali) che i media riprendono e diffondono, e che io non ho letto per esteso, perché analizzare i dati ed entrare nel merito delle contestazioni richiede una competenza specifica del settore). Questi i link:

    Molto in breve, dall’analisi preliminare dei dati, Doshi chiede spiegazioni e trasparenza sui criteri di esclusione, dallo studio sui vaccini a mRNA, di casi ‘sospetti Covid’, con sintomatologia respiratoria suggestiva e negativi al test molecolare, per i quali non si può con certezza escludere che lo fossero. Se si volesse comunque entrare nella questione in modo un po’ più semplice, rimanderei a quest’articolo, che riporta punto per punto le criticità sollevate da Doshi: http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=91652&fr=n&fbclid=IwAR1jyz2vbuyyJtvp5D7N-OPt61DAejVIbsU6zyo6R4cp3vDHb3x03cPIy9
    L’articolo, la cui lettura mi sento però di consigliare, è al link https://www.butac.it/doshi-vaccini-covid/, perché mi sembra che qui gli autori abbiano la volontà di far emergere, in modo ‘neutrale’, le problematiche di correttezza e trasparenza che minano gli studi nel settore della ricerca biomedica e farmaceutica, dove l’investimento in capitali e aspettative è notevole.
    I vaccini di Pfizer e Moderna hanno ricevuto un’approvazione ‘in emergenza’ e ‘condizionata’ dagli enti del farmaco, nella consapevolezza che, pur non essendo gli studi ancora completati, si siano raccolte sufficienti prove di efficacia e sicurezza. Nella situazione pandemica attuale, non sarebbe stato etico ritardarne l’offerta. Ricorderei che nella sola giornata del 20 gennaio nel Regno Unito, su una popolazione di circa 67milioni di abitanti, si sono registrati 1826 morti per Covid.

    tanaquilla9
    Partecipante
    Post totali: 549

    Ciao Alef. Dopo aver ascoltato i dubbi sull’efficacia dei vaccini da persone di ambienti sanitari, ho cercato sul web e ho trovato che il responsabile di tali interrogativi critici compresa la trasparenza degli studi che hanno portato alla loro autorizzazione, è P. Doshi del British Medical Journal. Egli dice, da quanto ho capito, che includendo negli studi sul vaccino alcuni casi di sospetto Covid, invece non presi in esame, l’efficacia del vaccino scenderebbe di molto. Non so se sia giusta o meno l’osservazione di Doshi, non so quanto la stampa ci abbia giocato, ma ciò che vedo è che la ricerca sui vaccini è in cammino. Per me è doverosa la prudenza nell’affrontare una questione non ancora definita, non ancora sperimentata a sufficienza. Vi sono ancora molte cose che non sappiamo.

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