LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS TRA DATI OGGETTIVI E OPINIONI SOGGETTIVE

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  • garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 316

    Grazie Tanaquilla per l’indicazione, il Maestro Kremmerz parlava di questo Sant’Espedito “perché il suo nome vuol dire sollecito,…..” a proposito delle differenze tra la Fede sanatrice e la Medicina ermetica. Grazie, perché un ripasso ogni tanto anche all’interno dei Dialoghi non guasta proprio.
    Ancora una buona festa a tutti

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 316

    Proseguo con il post di ieri a proposito di Fede sanatrice e Medicina Ermetica. Siamo all’incirca alla metà del Quinto Dialogo, in questo colloquio mentale tra il Maestro Kremmerz, accompagnato dal curato di una Parrocchia di provincia al cospetto della Statua in legno di Sant’Espedito, alla domanda del Maestro formulata a quanto comprendo con il pensiero “O fratello sant’Espedito, sei tu il taumaturgo che tanti adorano?” arrivò, sempre a quanto comprendo, via etere, la replica del Santo “ Io non mi offendo, noi santi facciamo il meglio che possiamo, sono i malati che devono fare il resto”. Ancora il Maestro precisa in questo Dialogo: “ La fede, nel valore suo più intenso, dà fenomeni ed è forza nel senso che determina in noi le trasformazioni, i mutamenti, le variazioni”. La medicina ermetica “è un campo di esplorazione delle forze integrate dell’uomo che ama con una visione intensiva, come Psiche il suo sposo nelle tenebre di un castello…..”. Qui il Maestro allude alla favola allegorica presa a prestito dal Mito e raccontata da Apuleio nell’Opera “Le Metamorfosi”, forse da intendere per metamorfosi la trasformazione progressiva di se stessi man mano che ci si addentra “nel campo di esplorazione delle forze integrate dell’uomo”.
    Con l’augurio a tutti di una buona serata

    Alef2006
    Partecipante
    Post totali: 72

    In molti post su questo ed altri thread si è parlato della fase di transizione che stiamo vivendo, transizione connessa ad importanti configurazioni astrologiche (che io non comprendo assolutamente) ed alla transizione nell’Acquario. Da ciò che posso intuire, alla transizione sono necessariamente collegati fenomeni eccezionali che attuano la trasformazione fenomenica già in essere nel modo delle Cause: tra questi fenomeni probabilmente ritroviamo questa pandemia. Adesso però non voglio parlare di pandemia soltanto ma vorrei focalizzare l’attenzione sui fenomeni che stiamo osservando. Se ci pensiamo un secondo, a cavallo tra i due millenni nasce Internet e la sua potenza esplode al principio del nuovo millennio consentendoci di interagire a distanza. Oggi, a causa della pandemia, tutti abbiamo scoperto che l’interazione a distanza ha un potenziale molto elevato (fermo restando che vorremmo tornare ad abbracciarci). Ecco che forse, guardando a questi fenomeni potremmo ipotizzare che la nuova Era nascente enfatizzerà le tele-interazioni e quindi porterà in auge la Teleurgia? Vi abbraccio tanto. Alef

    ippogrifo11
    Moderatore
    Post totali: 131

    Caro Alef2006, il termine Teleurgia ha un duplice significato, a seconda che venga considerato nella accezione profana, ossia operazioni chirurgiche effettuate a distanza, oppure in quella della Scienza Ermetica (tra l’altro, l’argomento della teleurgia è ampiamente trattato proprio in questo sito).
    A me pare che con le interazioni a distanza rese possibili dalla odierna tecnologia sia solo la prima accezione ad avere qualcosa in comune e francamente, non vedendo alcun punto di contatto tra l’accezione profana e quella iniziatica, mi riesce anche difficile immaginare come la svolta telematica e la sua diffusione a livello planetario possano lasciar presagire qualcosa di analogo per una delle più alte applicazioni della Scienza Ermetica. Certo, nulla è impossibile, ma quello che non è impossibile è forse per questo anche probabile? Perché la Teleurgia possa essere portata in auge, come tu ti chiedi e pare che auspichi, bisognerebbe che buona parte dell’umanità procedesse a una profonda revisione dei valori che oggi considera essenziali. E, se pure avvenisse, mi restano forti dubbi che questo sarebbe sufficiente di per sé per permettere l’avvento di un qualcosa di così grandioso per l’umana famiglia.
    Un caro saluto a te e ai naviganti tutti.

    Angelo
    Partecipante
    Post totali: 44

    Credo che ippogrifo11 centri in maniera ineccepibile il punto. Sarebbe magnifico se l’intera umanità fosse in grado di recepire3 il concetto ermetico di Teleurgia. Ma anche se fosse recepito, quanti sarebbero nella possibilità di raggiungere i presupposti fondamentali che ne concretizzano il suo utilizzo? Vi è una profonda differenza tra il concetto ordinario di Teleurgia e il suo concetto prettamente Ermetico.
    E’ la mia speranza che l’intera umanità possa evolvere ad un punto tale da concepire, in sè, la Teleurgia Ermetica, ma dovrebbe in primo luogo smantellare e destrutturare tutte le sue preconcette posizioni e divenre integrata nell’Uno. E’ bellissimo sperarlo ma, al momento, sarebbe attuabile? Pensiamo al duro percorso che ognuno di noi affronta per solo tentare di raggiungere questo obiettivo. L’umanità dovrebbe dapprima imparare ad ascoltare, cosa che ha dimenticato. Ascoltare vuol dire capire ed apprendere. Per ora, io credo, l’umanità è solo in grado di parlare, ma è una voce particolarmente vuota.
    In ogno caso, confidiamo nel nostro percoroso e nel Bene che ne deriva. Per tutti.
    Vi abbraccio.

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 316

    I post di Angelo e Alef mi esortano ad un commento. Resto ai bordi sul concetto in ambito Ermetico di Teleurgia, è un campo di assai difficile approccio, la cui conoscenza nella cerchia sociale imporrebbe in primis, di rivedere e correggere i valori su cui poggiano gli attuali sistemi societari e di comunicazione a tutte le latitudini del pianeta. Oltre cento anni fa, nella Porta Ermetica, inizio Capitolo VI, il Maestro Kremmerz scriveva:” L’iniziatura ad una scienza reintegrativa, non è a confondersi con le teosofie e le religioni che vogliono mutare l’uomo in angelo che suona il liuto innanzi al trono divino; ma più modestamente aspira a che la bestia intelligente uomo si sviluppi fino alla purezza dei suoi poteri, sovrano del suo destino e libero e giusto padrone delle forze latenti e note che la natura gli ha dato”. In altri scritti sull’argomento, pone poi la domanda più o meno in questi termini: ma quanti vi arrivano vivi a realizzare tale condizione?? Vero, per fortuna nulla è impossibile, ma mi pare che tale condizione potenziale per realizzarsi “su larga scala” nel sistema sociale, sia di là a venire.
    Un caro abbraccio a tutti i naviganti

    Mercurius3
    Partecipante
    Post totali: 121

    Centrato l’intervento di Ippogrifo. Esprimo la mia riflessione. La teleurgia ermetica, sappiamo che necessita, come dice il Kremmerz, dell’allenamento alla dinamica, della equidistanza,dell’armonizzazione al richiedente, della “spedizione” per ricevimento.
    Tutto cio’, piu’ che immaginare una pandemia “istruttiva” per l’umanità che possa entrare in questa dinamica sacra, penso sia piu’ un input a chi è preposto perchè potenzi in modo cosciente, volenteroso e consapevole, cio’ che deve fare, al fine che il popolo di Miriam ne possa godere, ampliandosi, in una sperata Terra di Bene e Salute integrata.
    Non so se sbaglio, è solo una mia riflessione

    Mercurius3
    Partecipante
    Post totali: 121

    A tutti buongiorno
    Una riflessione. Sentivo stamattina un giornalista parlare felicemente del numero calato dei malati e del numero calato dei morti.
    Indubbiamente sul piano statistico la cosa è ben augurante. Ma francamente sentire serenità sul numero dei morti mi lascia un po’ sgomenta. Non vorrei che si sia nel frattempo anche abbassata la percezione della morte delle persone che, sono esseri che ci hanno lasciato.
    Anni fa, nel leggere del femminicidio si restava a bocca aperta, oggi la meraviglia è calata, per il numero eccessivo degli eventi, che restano da percepire, invece e sempre, come terribili atti di violenza.
    Oggi mi auguro che, pur trattandosi di pandemia, l’umanità non si faccia prendere dalla serenità del giornalista che ne parlava col sorriso sulle labbra per “l’ottima notizia” .
    Ed inoltre…l’attenzione al contagio non va allentata . Si torna a vivere , ma con la consapevolezza, parola che noi Miriamici abbiamo imparato nel nostro percorso
    La paura, come dicono gli psicologi, è positiva perché ci mette sulla prudenza facendoci arrivare il segnale dell’attenzione. Diversamente dal panico che crea disordine nei comportamenti ed eccessi inutili.
    Anche nella mia città, la mobilità forse è piu’ massiccia di quanto serva effettivamente, ma nel complesso , c’è rispetto per le disposizioni sanitarie e mi auguro che questo adeguarsi alla necessità, corrisponda ad una maggiore maturità nei confronti della vita stessa
    Ed ancora grazie per le preziose informazioni di Buteo, al di sopra di tutti i bombordamenti, da scremare
    La speranza ora è che i Governanti vengano presi da una sana voglia di ricostruzione , sarà difficile a causa delle solite speculazioni d’interesse, ma la speranza è l’ultima a morire. Ed io non vivendo di speranze, ma di un forte credere negli Uomini (quelli con la U maiuscola nei secoli non sono mai mancati), sono sicura che il Bene realizzerà. Come sempre…
    Un grande sentito abbraccio ai naviganti

    Lucilio_
    Partecipante
    Post totali: 23

    Io spero che questa pandemia lasci qualcosa di buono all’umanità.
    Ho paura che tutta questa solidarietà mostrata in questi tempi difficili, svanisca non appena il pericolo verrà esorcizzato.
    Forse sono io che ho poca fiducia negli esseri umani… menomale che non tutti la pensano come me!
    Un saluto a TUTTI.

    Cingallegra
    Partecipante
    Post totali: 17

    Di quest’ultimo tema trattato, mi ha colpito la frase di Ippogrifo: “Perché la Teleurgia possa essere portata in auge,.., bisognerebbe che buona parte dell’umanità procedesse a una profonda revisione dei valori che oggi considera essenziali”. Quali valori l’umanità ritiene essenziali? E quali, meno essenziali?
    Ammetto, che come tutti, mi sia lasciata andare a pensieri e riflessioni personali su come viviamo; parlo anche di abitudini alimentari, di sonno, di ritmi; i post di Buteo sono così interessanti che mi è quasi impossibile non rimanere con lo sguardo fisso sul monitor ad interrogarmi sugli approcci che abbiamo nei confronti della nostra salute e su quella degli altri. Qualche sera fa, dopo un ultimo sguardo al sito, e con la mia immancabile tisana (ormai unica fonte per combattere la cellulite…..), sono andata sul balcone; tutto taceva. Un silenzio degno di una scena di un film. E mi sono chiesta cosa mi aspettasse là fuori. Qual è il mondo che mi aspetta? Mi piacerà questo nuovo mondo?
    Oggi, qui, c’è l’allerta gialla per via del vento forte; metto giù la pianta dell’origano e penso che sarebbe bellissimo se i valori che l’umanità riterrà essenziali si ispirassero a quella famosa frase di Leonardo da Vinci: “Verrà un giorno nel quale gli uomini giudicheranno dell’uccisione di un animale, nello stesso modo che essi giudicano oggi quella di un uomo”.

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 415

    Bella domanda cara Cingallegra, sulla quale occorre riflettere.
    E, giustamente, tu, dal balcone di casa tua, cioè da un luogo ove si può osservare il mondo, e il movimento della vita, ti chiedi come sarà il poi.
    Probabilmente come nel mondo cambierà qualcosa, in noi, nel nostro mondo interiore, accadrà lo stesso.
    Vedremo. La certezza è la nostra fortuna di essere miriamici.

    kridom
    Partecipante
    Post totali: 82

    Cara Cingallegra, penso che – per certi versi – sia ancora troppo presto per porsi queste domande, nel senso che la pandemia non è ancora terminata e fino a quando non termina non potremo riprendere la nostra quotidianità. Sento parlare di fase 2 e di come distribuire i lettini in spiaggia ma la trovo una cosa così strana: 1. abbiamo ancora 200 morti al giorno, 2. ci sono aree nel Paese (ad es. Milano, il bresciano, forse alcune zone del Piemonte) dove ci sono ancora molti nuovi contagi, eppure stiamo tutti pensando a quando saremo liberi di muoverci per riprendere la nostra vita di un tempo. Tra l’altro, ogni tanto spunta qualche nuovo focolaio anche nei paesi in cui sembrava che il Covid19 fosse sotto controllo (Corea del Sud, Singapore, Cina), inoltre nei paesi caldi il virus pare che si diffonda comunque (si veda il Brasile, il Qatar, l’Arabia Saudita), quindi preferisco mettermi l’anima in pace ed accettare che per i prossimi mesi dovrò continuare questa nuova modalità di vivere. Non so se il mondo cambierà nè come cambiera (cioè se in meglio o in peggio), ma per fortuna siamo miriamici e abbiamo più strumenti per cambiare in meglio. Buona notte a tutti i naviganti

    tulipano
    Partecipante
    Post totali: 52

    Il post di Mercurius3 mi ha fatto venire in mente che, giorni fa, per l’appunto pensavo ai tanti episodi di femminicidio che ci sono. Il mio pensiero è andato a tutte quelle donne che, in questo periodo di restrizione forzata, in un modo o nell’altro hanno dovuto subire, mettendo a dura prova il loro spirito di sopportazione, le violenze psicologiche e fisiche dal loro compagno carnefice. E’ sento ancora di più l’importanza e la fortuna di essere miriamici come giustamente dice Tanaquilla!

    Angelo
    Post totali: 0

    Penso che il TOCILIZUMAB è solo un rattoppo alla condizione creata dalle circostanze che non devono più essere considerate ininfluenti da tutti gli enti preposti alla salvaguardia ponendosi con proposte di cambiamento senza imporsi sui corsi vitali di ogni esistenza. Credo che gli Esseri Umani siano capaci di considerare ciò che è giusto e va fatto per il prossimo atto… senza alcun patto di nessuna sorte con qualsiasi corte.Buon Proseguimento

    Buteo
    Partecipante
    Post totali: 136

    Mi spiace dallo sguardo interiore e dalla pace del post di Cingallegra, rievocare il peso che la Covid-19 ha calato in noi, parlando ancora di terapia.
    Guglielmo tell ci aveva anticipato i dati incoraggianti che iniziavano a emergere in Lombardia dalla sperimentazione del plasma iperimmune nella cura della malattia. Lo studio, iniziato il 17 marzo al Policlinico San Matteo di Pavia e condotto su 46 pazienti fra Pavia e Mantova, compreso un paziente a Novara, si è concluso l’8 maggio.
    Nel contempo la gravità della patologia aveva giustificato che altri centri iniziassero il trattamento sui pazienti, prima ancora della validazione scientifica. Per avere un’idea della tecnologia che sta alla base della metodica, giro il link a un articoletto del 6 aprile:
    https://www.ildenaro.it/coronavirus-biopharma-prima-del-previsto-una-terapia-efficace-al-95-coinvolto-lo-stabilimento-napoletano/
    I risultati dello studio lombardo, in pubblicazione in questi giorni, sono stati presentati dagli esperti della scuola pavese, nella conferenza stampa dell’11 maggio di Regione Lombardia, di cui giro il link, perché mi sembra che il razionale sia esposto in modo semplice (occorre un po’ di pazienza iniziale perché la registrazione non parte subito):
    https://www.facebook.com/Regione.Lombardia.official/videos/233453754628280/
    Pur essendo la trasfusione di plasma una metodica consolidata, l’utilizzo in una nuova patologia deve essere validato da studi che ne confermino l’efficacia, la sicurezza e, non meno importante, stabiliscano tempistica e posologia, cioè quando (non troppo presto, perché ancora possibile una guarigione spontanea; non troppo tardi, perché l’organismo sarebbe ormai deteriorato) e in quali e quante dosi sia somministrata.
    Non mi dilungo su possibili rischi connessi alla trasfusione di emoderivati, accenno solo agli incidenti occorsi in passato per trasmissione, ad es., dei virus dell’AIDS o dell’epatite, perché non si può escludere in assoluto una pur remota possibilità di veicolazione di agenti infettanti, nonostante le donazioni di sangue in Italia seguano rigidi protocolli e garantiscano il massimo livello di sicurezza.
    Che trasfusione di plasma e somministrazione di farmaci e vaccino siano fra loro compatibili, si evince rivedendo, anche solo scolasticamente, il significato di “immunizzazione”. Quando un virus o un batterio penetra nell’organismo è riconosciuto come ‘estraneo’ dalle cellule di difesa (globuli bianchi), che si attivano per eliminarlo. Il primo intervento utilizza i proiettili già in dotazione (anticorpi aspecifici), che le cellule sono in grado di produrre perché diretti verso porzioni del virus (o batterio) condivise con altri agenti infettanti, coi quali il nostro sistema è già venuto in contatto. Dopo la ‘prima bordata’, le cellule processano l’estraneo: individuano porzioni vitali contro le quali virano la produzione bellica, costruendo proiettili direzionati (anticorpi specifici). Il processo richiede giorni e nel frattempo il virus o batterio può aver provocato danni a cascata, potenzialmente non recuperabili. Se invece l’organismo è riuscito a ‘tamponare’ l’attacco, la produzione di anticorpi specifici inferisce il colpo di grazia, l’organismo guarisce e raggiunge la cosiddetta “immunizzazione naturale”, cioè la capacità di tornare a produrre anticorpi specifici ogni qualvolta venga in contatto con quel virus, impedendo lo sviluppo della malattia.
    Il plasma del paziente appena guarito contiene una gran quantità di anticorpi specifici che andranno poi scemando nel tempo, quando l’organismo non avrà più la necessità di produrli. Il plasma, o “plasma iperimmune” deve perciò essere raccolto nelle fasi di convalescenza e trasfuso nel soggetto malato che ancora non produca i propri anticorpi o li produca in quantità insufficiente a contrastare la progressione della malattia. In questo modo si conferisce un’ “immunizzazione passiva”, che è temporanea e andrà esaurendosi nei giorni, per il normale decadimento degli anticorpi stessi.
    La somministrazione un vaccino conferisce invece un’ “immunizzazione attiva”, perché veicola nell’organismo una frazione innocua del virus o batterio o una sua forma attenuata, incapace di dare malattia, ma in grado di indurre il sistema immunitario a predisporre la tecnologia di difesa, pronta a colpire proprio quel virus o batterio con i proiettili mirati (anticorpi specifici), non appena cerchi di invadere l’organismo. Induce nelle cellule difensive lo stesso meccanismo d’immunizzazione naturale, che si attiva in seguito all’infezione spontanea.
    Un detto attribuito a Confucio recita: “Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno; insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita.” Ecco, la somministrazione di plasma iperimmune (immunizzazione passiva) è il pesce che mi salva dal morire oggi di fame (mi guarisce dalla malattia verso cui sono indifeso). La somministrazione del vaccino (immunizzazione attiva) è l’insegnare a pescare, che mi nutrirà per tutta la vita (istruisce le mie difese immunitarie, allertandole a intervenire ogni qualvolta incapperò in quel virus o quel batterio). L’una cosa non esclude l’altra: nella situazione attuale, se disponessimo del vaccino, l’ideale sarebbe la co-somministrazione di plasma iperimmune e vaccino in chi è colpito dalla malattia.

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