NUOVE FRONTIERE DELLA SCIENZA

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  • Seppiolina74
    Post totali: 0

    Una postilla sulla capacità rigeneratrice della Natura. In un documentario scientifico passato in televisione poco tempo fa, parlavano di una salamandra capace di rigenerare le proprie cellule completamente,a scelta. Quindi non solo in caso di trauma il piccolo anfibio può far ricrescere la parte mancante, ma di fatto non muore mai, perché attua continuamente questo ” trucchetto” di auto cura su se stesso. Purtroppo ho scordato il nome scientifico della salamandra..ma in effetti gli scienziati la stanno ” ribaltando come un calzino”,poverina!, per capire…come fa!! ( e copiarne le capacità..)Perché non la lasciano in pace e cominciano ad osservare se stessi??? Ah ah! Un caro saluto a tutti!

    m_rosa
    Moderatore
    Post totali: 169

    E io ho sentito che per le protesi ossee si sta sperimentando il legno al posto del titanio o altro materiale sintetico, e con ottimi risultat, perché non viene rigettato perché in poco tempo si uniforma perfettamente all’arto che lo ospita. E’ proprio vero che in Natura c’è tutto quello che ci serve!

    seppiolina74
    Partecipante
    Post totali: 53

    Salve a tutti i naviganti! Vorrei condividere un servizio naturalistico che ho visto poco tempo fa in tv e che parlava del sonno degli animali. Mi ha colpito il fatto che si diceva,supportando con bellissime immagini, che ogni creatura vivente,pure in orari e momenti diversi, cade addormentato nell’arco delle 24 ore.E inoltre che in natura non è mica facile stare tranquilli mentre si riposa!Predatori,cuccioli da allattare e da difendere, piogge torrenziali,gelate, ecc..La fase dell’addormentamento è particolare perchè si assomiglia in tutte le specie viventi: riflessi rallentati,occhi pesanti,posizione il più possibile vicino alla terra.Ultima cosa che non sapevo: solo i mammiferi e gli uccelli sognano…Esiste,incredibile,un uccello migratore che non potendo fermarsi a dormire per necessità logistiche e temporali, dorme volando! Una parte del cervello è sveglia,l’altra dorme e …sogna!
    Anche noi “voliamo” dormendo? E in che modo? Un caro abbraccio a tutti voi!

    catulla2008
    Partecipante
    Post totali: 149

    Non so se sognino – anzi a quanto riporta Seppiolina pare di no – ma mi ha molto colpito sapere che le formiche SBADIGLIANO!
    Meravigliosa Natura.

    holvi49
    Partecipante
    Post totali: 76

    Si,è molto strano: in un mondo operoso per eccellenza come quello delle formiche, come si fa a trovare il tempo di annoiarsi?

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 334

    Carina questa, holvi. E buona domenica a tutti.

    seppiolina74
    Partecipante
    Post totali: 53

    Beh fatemelo dire….che carina dev’essere una formica che sbadiglia! Ah ah! Comunque la scienza ancora non ha capito bene il reale meccanismo e le motivazioni che muovono allo sbadiglio. Non si sbadiglia solo per stanchezza,ma anche per noia, fame,tensione…Mi ha ricordato un po’ il meccanismo delle fusa dei gatti che,com’è noto,tutti conoscono ma che ancora non si è compreso come nascono all’interno del corpo. Fusa x comunicare soddisfazione ma anche per alleviare dolore.Chissà !Buona serata a tutti voi!

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 230

    Verissimo che in Natura tutti gli animali hanno necessità del sonno. Il rifornimento delle energie spese è di carattere magnetico, ma a terra dormono solo le specie all’apice della catena alimentare in ogni determinato territorio in cui interagiscono famiglie e specie diverse. Le altre ricorrono ad indici di sicurezza studiati “ad arte”, ad esempio i fagiani passano tutta la loro attività di veglia a terra, ma poi dormono sugli alberi, per evitare tassi, volpi e felini vari. Sarebbe interessante comprendere fino a che punto possano essere complessi i sogni, sicuramente di pertinenza dei mammiferi più evoluti, tutti abbiamo notato i cani che durante il sonno “vagheggiano” nelle espressioni del muso, “parlano” nel sonno e così via, ma mi domando ragionando sulla scala zoografica da dove inizi l’elaborazione del vissuto nel sonno, e da quale area del cervello dipenda nelle specie da noi più lontane.
    Con questo dilemma, magari da approfondire se possibile, auguro una buona domenica a tutti i naviganti.

    mara329
    Partecipante
    Post totali: 61

    Un carissimo saluto a tutti. Oggi ho sentito di nuovi esperimenti sonori con le piante (genere musicale Plants Dub): pare si riesca a materializzare le melodie naturali prodotte dal mondo vegetale, rendendole contemporanee alle sonorità della musica a basse frequenze. Un apparecchio capta gli impulsi elettrici delle piante prodotti al passaggio della linfa, e traduce l’impulso in suono. Viceversa uno scienziato ha fatto esperimenti per dimostrare che le piante sono così piene di vita da riuscire a danzare a ritmo di musica. E l’esperimento ha dimostrato che, anche se i movimenti sono lentissimi, la malva analizzata ha reagito allo stimolo sonoro e si è mossa davvero seguendo il ritmo, in modo aggraziato ed armonioso. Si può affermare che il ritmo (e di conseguenza la musica) interagisce, regola e determina tutto ciò che vive?

    Buteo
    Partecipante
    Post totali: 60

    Non so se le piante ‘danzino’ a suon di musica, perlomeno così come la percepiamo noi con le nostre orecchie, ma di certo c’è un che di gentilezza in questa notizia. Forse le piante ‘danzano una musica’, un’armonia che i nostri sensi non colgono, ma concordo con l’idea che siano ‘così piene di vita’ e che la natura rigeneri se stessa. Nei giorni in cui questo era l’argomento nel blog, mi era capitato di vedere immagini girate con un drone sulla città di Chernobyl. Ed era lì evidente come alberi, erba e arbusti vadano riappropriandosi dei luoghi cementati e asfaltati, espandendosi sugli edifici abbandonati, in un continuum vitale, come già è stato detto, aldilà dei nostri atti irrispettosi e sconsiderati.

    Alef2006
    Partecipante
    Post totali: 25

    Stimolato dalle considerazioni di Mara, ho googlato un pò imbattendomi in questo interessante documento disponibile al link Energia, materia, informazione e linguaggio dal quale riporto i seguenti due stralci:

    1) “Il mondo materiale è in tutto o in parte costituito da informazione che è, in definitiva, il seme irriducibile dal quale emerge ogni cosa. L’emergere della vita, la nascita del linguaggio e l’accumularsi della cultura sono stati resi possibili dal fatto che la materia e l’energia hanno la capacità di elaborare l’informazione; questa capacità rende plausibile la teoria dell’evoluzione naturale che, basandosi su semplici leggi fisiche, spiega l’evoluzione di sistemi così complessi come gli esseri viventi”

    2) “La storia del mondo documenta un continuo scambio di informazione che è diffusa in tutto l’universo. Pochi attimi dopo il Big Bang l’informazione è presente come campi di forze (gravitazionali, elettromagnetiche e nucleari); con l’evoluzione essa è codificata in strutture cristalline e nel DNA. L’uomo ha, poi, contribuito alla sua produzione e alla sua diffusione imprimendola sulla pietra e sui papiri. Ora l’informazione si trova impressa non solo nella mente delle persone ma, anche nella memoria di un computer.”

    Cosa voglio dire: essendo la materia capace di elaborare l’informazione, essendo i vegetali costituiti da materia a differenti stadi di condensazione/attenuazione ed essendo la musica un vettore di informazione mi sembra logico che la sperimentazione abbia dato questo esito. L’esperimento in questo caso è l’ennesima prova che conferma il ruolo dell’informazione nell’evoluzione dell’Universo.

    Quindi quando si parla di società dell’informazione bisogna far riferimento non soltanto alle prerogative umane ma a quelle del Cosmo intero, che danza al ritmo di una Musica che solo in pochi sono in grado di udire. E’ bello constatare che la scienza ufficiale progredisca verso l’acquisizione di questa consapevolezza.

    Vi abbraccio

    Alef

    mandragola11
    Moderatore
    Post totali: 176

    Se ho capito bene, Alef, le piante non farebbero che ritrasmettere una comunicazione (vibrazione/ritmo/musica) intrinseca al loro dna, ricevuta ab origine e pertanto in virtù di questa riprodurla all’infinito. Le reazioni alla musica sarebbero un riverbero o una risonanza di questa informazione di base. Molto affascinante, mi pare che alla fine ci riporti a un senso ermetico dell’esistente e all’unità della Materia. Molto bello!

    Per Buteo: stimolata dalle tue riflessioni (e quelle di Mara329) ho trovato un articolo interessante di cui riporto uno stralcio, ma vale la pena leggerlo tutto.
    https://lifestyle.datamanager.it/2017/03/201703stefano-mancuso-anche-le-piante-un-cervello/
    “Le piante pensano, reagiscono, ricordano, risolvono problemi complessi e hanno elaborato strategie sorprendenti di adattamento. «Le piante hanno molto da insegnarci, sono simbolo della modernità» – spiega Stefano Mancuso direttore del LINV, il Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale dell’Università di Firenze. «Possiamo costruire un futuro completamente nuovo imparando dalle piante a progettare computer, robot e reti migliori». Mentre il genere umano muove ancora i primi passi in un mondo dove ogni cosa è connessa, le piante hanno sviluppato un’intelligenza di rete, distribuita e senza un centro di comando per interagire con l’ambiente che le circonda…Le piante hanno sviluppato tra i quindici e i venti sensi diversi, compresi i cinque simili ai nostri. «L’intelligenza è la capacità di risolvere problemi»…Così gli algoritmi di machine learning alla base delle future applicazioni robotiche e di intelligenza artificiale, invece di ispirarsi alle reti neurali, dovranno andare alla ricerca del segreto dell’intelligenza che si nasconde nelle radici delle piante. “

    mara329
    Partecipante
    Post totali: 61

    Davvero molto interessante. Ciò che mi ha colpita maggiormente è la modalità di attività e passività riscontrabile nelle piante nei confronti della musica, laddove mentre emettono attivamente informazione, cioè suoni codificabili, sono anche ricettive alla musica che “ascoltano” se così si può dire. Quindi ogni forma vivente (comprese quelle ritenute erroneamente inanimate) avrebbe la capacità non solo di elaborare ma anche di riprodurre l’informazione. Sono d’accordo con Buteo che c’è gentilezza in ciò. Una gentilezza che, stupendo, fa intenerire e sorridere.

    holvi49
    Partecipante
    Post totali: 76

    Non molti anni fa, quando ero giovane, mi chiedevo cosa significasse la struttura degli atomi (così come ci era stata insegnata); il perché del numero di elettroni “orbitanti intorno al nucleo” che costituiscono il tale o il tal altro elemento. E cosa mai potesse influenzare le reazioni chimiche laddove si parla di “affinità elettronica”, “ossido-riduzione” o riempimento o svuotamento di orbitali per completare “ottetti elettronici”. Ho sempre pensato che si trattasse di trasferimento di informazione: l’informazione modificava la struttura atomica manifestandosi con una quantità e disposizione differente dei componenti costitutivi degli atomi e di conseguenza, a livello un tantino superiore, le molecole e le appropriate combinazioni chimiche per rispondere alla “necessità” del nuovo ruolo da assumere della materia risultante. In fondo gli elementi si distinguono l’uno dall’altro non per qualità (le particelle sono sempre le stesse) ma per quantità e disposizione fisica, cioè, alla fine, per frequenze ( vibrazioni) cui rispondono morfologie particolari. Non credo di aver detto niente di trascendentale, stando a quanto riportato nel post di Alef2006. Quello, invece, che mi lascia un tantino perplesso, è il famoso Big Bang ( non tenuto molto in considerazione da più sostenitori delle scienze d’avanguardia- ricordiamo che il Big Bang è solo una teoria, non una certezza-) dal quale tutto sarebbe nato. Sempre non molti anni fa, elaborando delle “Considerazioni sull’evoluzione” dicevo che: “Forse non ha senso parlare del primo istante della vita dell’Universo, o, almeno, non trovo corretto considerare un istante zero in cui tutto fosse in una condizione tale da essere definita “non esistente”, poiché ciò implicherebbe la logica domanda: cosa c’era prima? E il solo provare ad immaginare un “nulla” provoca un senso di sgomento e angoscia, come se la mente, già limitata nella sua pur fantastica immaginazione, urtasse contro l’impossibile, come se il “niente” fosse contrario alla sua natura. Sembrerebbe che la Mente non possa andare oltre sé stessa.” Ma parliamo, ovviamente, della mente umana.
    E’ sperabile ed auspicabile che la scienza degli uomini possa sublimarsi nella Scienza Sacra che non conosce concetti opinabili. Su! Bisogna darsi una mossa, chè l’eternità è breve!
    Un abbraccio a tutti.

    Alef2006
    Partecipante
    Post totali: 25

    Senza pretesa di esser dalla parte della ragione, riporto alcune considerazioni personali in merito al Big Bang ispirate ad alcune letture:
    se vogliamo provare a rappresentare il Big Bang senza angoscia possiamo ricorrere all’analogia. Ciascuno di noi durante il giorno opera manifestando le proprie forze nella esplicazione della quotidianità mentre di notte svolgiamo un’opera tutta interiore tanto che osservati dall’esterno sembreremmo inattivi. In questi termini ciascuno di noi volge verso l’interno o l’esterno le proprie forze a seconda della fase che attraversa. Così l’Universo nella sua Unità potrebbe alternare periodo di lavoro latente durante i quali un osservatore non vedendo nulla potrebbe concludere che NULLA esista a periodi di manifestazione dinamica durante i quali pianeti, galassie e creato ruotano in accordo a Leggi Immutabili. Il Big-Bang potrebbe quindi rappresentare la transizione tra due fasi. L’Unità-Universo esisteva prima ed esiste dopo ma potrebbe aver cambiato la direzione nella manifestazione delle sue forze a causa di un Supremo Impulso Volitivo.

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