Taggato: Cambiamento Climatico, Draghi, Drammi Sanitari, Finanza, Gender, Pandemie, Scienza, Speranza, Transizione Ecologica
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E non dimentichiamo, caro Alef, quando sono i poteri costituiti che affossano le intuizioni e le conoscenze dell’umanita’, un esempio per tutti, Ipazia che ha scoperto il sistema eliocentrico più di mille anni prima di Galileo. Come, d’altronde, i principi della Magia, ancora oggi osteggiati se non derisi dalla scienza ufficiale.
Un caro saluto a tuttiConcordo con m_rosa. Più che un ciclico dimenticare, io penso che vi siamo momenti in cui le istituzioni costituite abbiano interesse a che vengano affossate idee e scoperte che potrebbero portare alla luce un’infinità di bugie raccontate al solo scopo di portarci all’interno di quel pensiero “comune” che disumanizza, ci rende piatti, incapaci di comprendere e facili prede della corrente “comune”.
Se noi siamo qui, è perchè c’è ancora chi ha fiducia in pratiche e operazioni che hanno la loro valenza nella notte dei tempi, e per nosra grande “fortuna” abbiamo incontrato (forse di nuovo) quella Catena che ci lega e ci nutre.
Se l’uomo ritrovasse la capacità di riaprire gli occhi, quale miracolo.
Noi viviamo il nostro “miracolo” tutti i giorni, non con fede, ma con profonda conviznione della sua forza e vitalità.
Vi abbraccio.https://www.nationalgeographic.it/come-si-formano-le-pepite-d-oro
Ciao a tutti! Ho trovato interessante questa nuova scoperta scientifica in cui i movimenti sismici della Terra assieme all elettricità, in un determinato suolo,costituito dall elemento del quarzo ,possano generare il metallo aurifero….come a dire che ciò che è considerato catastrofico dall Uomo come un terremoto, d altro canto, nel Pianeta Terra,è in grado di creare il più nobile dei metalli! Una buona giornata a tuttiChe bello interagire con tutti Voi in questo Spazio di Libertà. Penso che nella realtà coesistano due fattori: l’oblio naturale del pensiero umano e la forza delle idee fatte di sopprimere quelle nuove e potenzialmente rivoluzionarie. Penso questo perché cosi come noi dimentichiamo il passato ad ogni rinascita anche l’umanità può ciclicamente dimenticare le scoperte formulate dalla stessa umanità in incarnazioni precedenti. Considerate che questo effetto io lo sperimento personalmente: i ricercatori profani più giovani talvolta credono di aver scoperto qualcosa che in realtà era già stato scoperto 50 anni prima solo perché la montagna di carta prodotta negli ultimi 50 anni ha una mole tale da non poter essere consultata integralmente in una singola incarnazione. Figuriamoci per scoperte di 1000 anni fa… Allo stesso tempo sperimento che le idee “distruttive” spesso impiegano molto tempo ad emergere perché devono vincere la forza delle idee fatte: ma presto o tardi (e in alcuni casi molto tardi come nei casi da Voi citati) emergono comunque. Vi abbraccio.
Sempre sullo stesso tema, un’altra scoperta che usualmente si attribuisce ai contemporanei e che invece ha circa mille anni di età: l’acciaio inossidabile. Vi abbraccio.
https://www-passioneastronomia-it.cdn.ampproject.org/v/s/www.passioneastronomia.it/emc2-ecco-perche-la-velocita-della-luce-e-al-quadrato/?amp=&_gsa=1&_js_v=a9&usqp=mq331AQGsAEggAID#amp_tf=Da%20%251%24s&aoh=17177548193761&csi=0&referrer=https%3A%2F%2Fwww.google.com&share=https%3A%2F%2Fwww.passioneastronomia.it%2Femc2-ecco-perche-la-velocita-della-luce-e-al-quadrato%2F
Sì Alef, concordo che è molto bello continuare ad avere un ambito di libertà e confronto in questo spazio online che ci viene messo a disposizione con cura e dedizione! Volevo condividere questo articolo sulla famigerata formula di Einstein che ho riletto alla luce della “nostra” visione come Fratellanza, in cui si mette in evidenza come magari anche una piccola massa possa sprigionare esponenzialmente una enorme quantità d energia….la quale se indirizzata e convogliata in senso terapeutico a beneficio di tutti,potrebbe fare davvero la differenza? Una Buona Domenica a tuttiA proposito di scoperte, da una ricercatrice della Normale di Pisa, è stata individuata una inedita preghiera bizantina non liturgica,rivolta all Angelo custode, ad autore sconosciuto del Sud Italia, molto bella! Fa cenno alla bellezza e perfettibilità del cammino umano ma anche al cuore “appesantito” degli uomini, non abbastanza forti da reggere al male. Quest ultima affermazione più che all Angelo custode, ha richiamato l’ immagine di Michele Arcangelo che, con la bilancia, pesa le anime nel post mortem per salvarle e le potrà portare con sé solo se il cuore del defunto sarà ritenuto leggero come una piuma.
Segnalo ai frequentatori del sito un articolo che mi è capitato sotto gli occhi ieri sera, mentre spulciavo fra le tante notizie proposte dalla logica insondabile dell’algoritmo che ti accoglie e ti accompagna non appena ti connetti all’universo del web. L’articolo è introdotto con le parole seguenti: “Un picco nell’attività cerebrale verso la fine della vita potrebbe essere la prova che l’anima (o la coscienza) sta abbandonando il corpo” e fa riferimento a uno studio citato dal prof. Stuart Hameroff, anestesista docente all’Università dell’Arizona, sul New York Post. Per inciso, il prof. Hameroff ha lavorato in stretta collaborazione col fisico e matematico britannico Roger Penrose, docente di matematica presso il Mathematical Institute della Oxford University, a una possibile rappresentazione quantistica della coscienza e delle strutture cerebrali che ne formano il substrato materiale, visione per altro fortemente avversata da molti scienziati contemporanei.
Ebbene, nello studio citato da Hameroff si afferma che è stato monitorato il cervello di un paziente clinicamente morto con i sensori di un elettroencefalogramma, che hanno catturato una scarica di energia dopo la morte. Nell’articolo è detto testualmente. “Tutto era scomparso, poi quando non c’era più pressione sanguigna né frequenza cardiaca è stata registrata questa scarica”. Hameroff ha affermato che l’ondata di attività così registrata si configura come attività chiamata “sincronia gamma”, ossia un tipo di schema di onde cerebrali collegato al pensiero cosciente, alla consapevolezza e alla percezione. Rilevata dall’EEG, questa scarica può durare dai 30 ai 90 secondi (un tempo, a mio avviso, davvero rilevante trattandosi di un organismo caratterizzato dalla totale assenza di segni vitali). Sempre Hameroff riporta che gli scettici hanno sostenuto che, se non si tratta di un’illusione, potrebbe trattarsi dell’ultimo “sussulto” dei neuroni prima della morte (se non che – è ancora una mia riflessione – parrebbe che la morte fosse già avvenuta, per quanto, quando si parla di morte è preferibile parlare di un processo piuttosto che di un evento).
Personalmente, oltre alle osservazioni già esposte, non faccio altri commenti e resto in attesa che studi ulteriori, sperabilmente obiettivi e non condizionati da pregiudizi o da orientamenti individuali, possano offrirci una rappresentazione più attendibile di una fenomenologia che, se reale, si presenta quanto meno intrigante.
Un saluto a tutti i frequentatori del sito.Carissimo @ippogrifo11,
è straordinario notare come le intuizioni della Sapienza Ermetica trovino risonanza in alcune frontiere della scienza Moderna.
Ma, per noi iscritti, la cosa non certo stupisce.
Secondo l’articolo da te citato, la coscienza individuale non è prodotta dal cervello come una semplice fenomeno biochimico, ma è piuttosto un principio autonomo, che utilizza il cervello per manifestarsi nella dimensione materiale. L’organo celebrale agisce come un ricetrasmettitore o un filtro: quando è sintonizzato (come in stato di veglia), permette alla coscienza di esprimersi come mente attiva; ma la sorgente ultima di tale coscienza risiede “oltre” il piano fisico, in quello che l’ermetismo chiama spirito o luce astrale.
il fisico matematico Roger Penrose e l’anestesista Stuart Hameroff hanno proposto la “teoria Orch OR (orchestrate Objective Reduction) secondo cui la mente umana è radicata in processi quantistici profondi, collegati alla struttura fine dello spazio-tempo. In parole povere sostengono che fenomeni quantistici coerenti nel cervello potrebbero collegare la nostra attività mentale a livelli fondamentali della realtà fisica – talmente fondamentali da travalicare i limiti del corpo biologico stesso ( https://galileocommission.org/the-quantum-soul-a-scientific-hypothesis-hameroff-chopra-2012/#:~:text=entirely%20on%20classical%20physics%20cannot,various%20scalar%20planes%20in%20spacetime ).
In questa ottica, la coscienza potrebbe esistere indipendentemente dal substrato materiale: il cervello sarebbe dunque in canale, non la fonte ultima, della mente. Queste scoperte trovano eco nelle proprietà “non-locali” della fisica quantistica: il principio di entanglement ( intreccio ) suggerisce che tutto è connesso oltre lo spazio e il tempo ordinari, un principio che gli antichi avevano simboleggiato nella tavola di Smeraldo (“come in alto così in basso”). Si potrebbe azzardare la prospettiva, affascinante ma noi non sconosciuta, secondo la quale la coscienza umana appare come un fenomeno ponte tra due mondi.Forse materia e mente sono due volti della stessa medaglia cosmica, intrecciati in modoo che solo adesso iniziamo timidamente a intravedere.
Con umiltà e meraviglia, continuiamo sul nostro cammino, per illuminare questo grande mistero.
Un abbraccio alla Delegazione Generale, ai Maestri e gli iscritti tutti.Quest’articolo forse non riguarda una nuova frontiera della scienza ma mi ha colpito perche’ mi ha fatto riflettere su quante cose diamo per scontate, come l’idea di cosa sia effettivamente un raffreddore. Partendo dalla domanda sul perché influenze e raffreddori siano stagionali, c’è un confronto con modelli alternativi a quelli ufficiali ed anche dei possibili suggerimenti terapeutici prevalentemente di tipo naturista.
Abbracci a tuttiBuonasera a tutti! Un po di tempo fa, mi sono imbattuta in un articolo neuroscientifico ( fonte: Berridge KC, Robinson TE, Incentive salience and dopamine ,Review,2016, Motivation and Emotion; ) in cui si parla della dopamina e di come essa non sia solo fonte di piacere, bensì è un segnale che spinge alla ricerca di un obbiettivo. Ovverosia, quando si compie un’azione, il cervello rilascia dopamina e ciò comporta il voler continuare in ciò che si sta facendo. Gli studi dimostrano che la dopamina modula QUANTO siamo disposti a mettere in campo. Più il sistema dopaminergico funziona bene, più si scelgono compiti con sforzo maggiore quando il risultato “vale”. Quindi, la sintesi è che non è la motivazione che precede l’azione, ma è l’azione che accende la motivazione.
Questo studio mi ha fatto pensare alle tante volte in cui, ognuno di noi, come Numeri della Catena in Miriam, siamo stati invitati ad attivarci e a partire dal “fare”, piuttosto che dal “pensare” con fare teorico. Inoltre, credo che tutti coloro tra noi che abbiano trovato quella “motivazione giusta”, quella cioè che abbia portato a buttarsi più o meno a capofitto in un percorso attivo di ricerca interiore, abbiano sperimentato come sia vero e che più ci si rendeva tramiti nell’agire concretamente, più si aveva – o si ritrovava – la voglia di proseguire. Oggi la Scienza conferma essere un meccanismo fisiologico e diretto, che porta dunque a poter addirittura “dosare” la quantità di dopamina utilizzata. Insomma, più ci attiviamo con la pratica terapeutica e con ogni strumento messo a disposizione dalla Schola, più saremo indotti ad essere attivi e a praticare.
Riflettendo su questo, vi abbraccio fraternamente!Buongiorno a tutti i Fratelli ed ai Maestri! Mi sono imbattuta in un nuovo articolo che riporta notizie scientifiche, ovvero di ricerca in ambito scientifico. Questa volta si parla di capacità neuroplastiche del cervello. Uno studio dell’Università di Cleveland ha dimostrato che, immaginando con intensità l’atto di sollevare pesi ogni giorno, si può ottenere un aumento della forza muscolare fino al 13 %. Questo è appunto dovuto, come scritto sopra, alla neuroplasticità del cervello: il cervello, cioè, invia segnali più efficaci ai muscoli, migliorando il reclutamento delle fibre e la coordinazione neuromuscolare. Ciò vuol dire che la mente è capace di allenare il corpo, ancora prima del movimento fisico. Non va a sostituire l’allenamento reale, ma lo potenzia. Quindi, si dice, che la forza nasce prima nella testa, poi nei muscoli. Da qui, si è voluto mettere in luce l’importanza dell’immaginazione e di conseguenza, del suo potere plastico. Gli studiosi quindi concludono che un obbiettivo visualizzato con chiarezza, è già sulla buona strada per essere realizzato. Questo concetto comune del “volere è potere” e del fatto che un atto nasce sempre da un’idea mentale, non mi sembra nuova in generale, ma trovo interessante il fatto che sia stato dimostrato scientificamente, quindi con dati alla mano, il peso specifico che ha il cervello di trasformare e rendere reale un pensiero. Il concetto non mi è sembrato nuovo anche laddove penso all’importanza della visualizzazione in alcune pratiche terapeutiche nell’ambito della Schola. Sarebbe interessante sapere se in ambito medico siano stati compiuti altri studi a riguardo. Io non mi addentro oltre…Un caro saluto a voi tutti!
(Fonte:Ranganathan VK et al.,From mental power to muscle power: gaining strenght by using the mind, Neuropsychologia, 2004;
Lebon F. et al., Motor imagenery training and strenght, Frontiers in Psychology, 2011)Buongiorno a tutti. Questo video nella prima parte non dice nulla di fondamentalmente nuovo ma spiega in modo abbastanza semplice e chiaro i concetti base della fisica quantistica e di come questi possano potenzialmente cambiare l’approccio etico-sociale delle persone, ove opportunamente divulgati. Nella seconda parte si parla di applicazioni mediche o anche legate alle applicazioni tecnologiche della società dell’informazione, ma per le mie limitate conoscenze mi sembrano ancora fantascientifiche e suggerisco dunque di prenderle con il beneficio dell’inventario. Abbracci a tutti
Carissimo x e Carissimo Ippogrifo, vi rimsando a https://www.fondazioneleonardo.com/stories/sogni-dimensioni-parallele-nuova-ipotesi-quantistica-coscienza dove si sotiene che “L’ipotesi di Leong, però, non si basa su composti chimici ma su alcuni concetti della fisica quantistica. In particolare, su quello dei molti mondi, secondo il quale ogni decisione o evento crea una nuova realtà generando, così, una serie infinita di universi paralleli. Leong ipotizza che il sonno riduca l’influenza dei nostri sensi e della nostra mente razionale, dando così alla coscienza la libertà di aggirare i consueti confini del tempo e dello spazio per esplorare questi universi alternativi. “A livello macroscopico – spiega – assumiamo che gli oggetti abbiano proprietà fisse come la posizione o la velocità. Ma gli esperimenti quantistici sfidano questa ipotesi”. Il riferimento è a uno tra i più misteriosi fenomeni quantistici, quello dell’entanglement. Due particelle microscopiche, anche se separate da enormi distanze, possono interagire tra loro in modo tale che un cambiamento che si verifica su una, appare nello stesso istante anche nell’altra.”
Si evidenzia anche che “Le ricerche su questa affascinante materia sono andate avanti e ad agosto di quest’anno sono stati annunciati i risultati di uno studio (condotto su topi da laboratorio al Wellesley College in Massachusetts) che sembrerebbero supportare la teoria OrchOR. I risultati, infatti, hanno convinto gli scienziati che i microtubuli presenti nel cervello dei roditori potrebbero essere i responsabili dell’esperienza della coscienza, attraverso attività non basate sulla fisica classica ma su fenomeni di tipo quantistico. Secondo gli autori lo stesso tipo di attività si verificherebbe, probabilmente, nel cervello umano. Dunque, il discorso è più che mai aperto e per ora l’origine e la natura della coscienza e dei sogni restano ancora un grande mistero sul quale ci sarà molto da indagare. Nel frattempo, a noi resta sempre la possibilità (è il caso di dire) di sognare ad occhi aperti che questo mistero possa essere risolto definitivamente quanto prima.”.
Credo che si possano allineare in maniera coerente tutte le nuove scoperte con tutto ciò che la Tradizione aveva già precedentemente individuato in modo corretto e sistemico, ma che solo in pochi sono riusciti a “tradurre” correttamente. Abbiamo tra le mani il più grande “Tesoro” che un un essere umano possa mai scoprire nel corso della sua vita. L’importante è raccoglierlo.
Buon Novilunio a tutti: Maestri, Fratelli e Sorelle. Un abbraccio fraterno.Il problema di “dove” sia situata la coscienza affascina le masse e intriga i ricercatori della scienza. Dalle letture fatte (e solo da quelle non avendo formazione scuentifica) mi sono sorte alcune considerazioni che propongo a chi – invece – la formazione scientifica ce l’ha.
1) cosa chiamiamo ‘coscienza’? Il dizionario parla di ‘valutazione del proprio agire”, ma sappiamo che la posseggono anche degli animali ( es. vedasi cani o gatti) mentre di contro è impossibile all’intelligenza artificiale ‘dare un valore’ che non sia stato precedentemente programmato come discriminante
2) la coscienza è quindi connaturata e insita nella materia vivente? Ad esempio una pianta si può dire che ‘valuta’ il proprio agire? O solo reagisce agli stimoli senza strategie? (Ma allora il fiore che trova come bucare il cemento?)
3) quando si forma la coscienza in noi? Un neonato ad esempio ha coscienza? Si dice che addirittura i bambini ancora non abbiano capacità di astrazione (ma sanno distinguere bene e male? oppure ricalcano meramente input culturali e famigliari?)
Il Maestro così si esprimeva4) noi adulti fino a che punto possiamo dirci coscienti sia nei confronti di noi stessi che degli altri? E che differenze constatiamo noi miriamici rispetto a quando miriamici non eravamo?
5) infine, questa ricerca del ‘dove’ è la coscienza che risponde alla necessità di oggettivare per osservare, può dirsi coscienza? Ed è solo nel cervello?
Ai posteri – forse! – l’ardua sentenza. -
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