UN THREAD SENZA TITOLO X UN “SOCIAL” SUI GENERIS

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  • Angelo
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    Post totali: 117

    Caro Nico, la discesa in noi stessi credo sia il viaggio più avventuroso che esite. Crediamo di conoscerci, perchè immaginiamo che noi stessi siamo che ciò vediamo. In realtà, inziato il viaggio, si scopre un mondo tutto nuovo, dove il confronto con noi stessi è quotidiano, e ci rivela parti di noi che non conoscevamo o che semplicemnte stavano nascoste per chè non le volevamo riconoscere. Più ci adentriamo, più ci accorgiamo di essere in un roveto, dove le spine ci pungono e fanno male. Ma se riusciamo a non aver paura, se guardiamo oltre il roveto, o la selva oscura, o il bosco intricato, vediamo che possiamo raggiungere una prima uscita, dove torna a risplendere la luce. Ma il cammino non si arresta, perchè le prove sono tante, e forse, non basta una vita a superarle tutte.
    Anche io so ben poco dello squalo della Groenlandia, ma certamente credo che Madre Natura gli abbia dato la possibilità di sopperire ad una carenzza fisiologica che lo costringe a vivere al buio.
    Ma anche noi, è solo nel nostro buio che troviamo la nostra Luce. E’ solo chiudendo gli occhi che vediamo veramente, che riuscimao ad intravedere quell’infinito che ci lega tutti in un abbraccio senza fine. Come quello che io mando a Tutti Voi.

    seppiolina74
    Partecipante
    Post totali: 216

    Il tuo abbraccio, Angelo, lo accetto volentieri, soprattutto perché quell’infinito di cui parli, che tutti ci lega, è l’ Amore senza limiti della Miriam. Essa è un ” Perché ” che tutto spiega, anche quando ci sembra che intorno a noi, e dentro di noi, sopraggiunga la stasi o il pigro rallentamento. Grazie ai diversi strumenti rituali e suggerimenti pratici, possiamo davvero aver fiducia che, al di là dell’individuale coscienza di sé, si pervenga gradualmente a capire meglio i meccanismi che ci animano e che, volenti o nolenti, arrivano a manifestarsi nella nostra vita. È più che confortante, direi vitale, sapere di essere su una Strada di Verità, la più trasparente, la più sincera, per noi che abbiamo scelto di percorrere un cammino iniziatico. Sembrerà banale dirlo, ma al mondo c’è davvero di tutto! Noi siamo, non per caso probabilmente, ” incappati” in quella buona, sana ( e bellaaaa!!): oissa! Approfittiamone…!

    m_rosa
    Partecipante
    Post totali: 469

    Oggi ho dedicato un po’ di tempo all’ascolto di un intervento del 2017 di Ugo Mattei professore di Diritto Civile presso l’ Università di Torino e di diritto Internazionale presso l’Università di San Francisco in California.
    Il Professore analizza da un’ottica altamente critica la realtà odierna (anche se l’intervista risale a quattro anni fa, le cose che dice sono oltremodo attuali) in cui è oramai “l’infosfera” ad aver surclassato la vecchia divisione tra sfera pubblica e privata e, dunque, il Diritto Giuridico che tutelava in qualche modo il privato da sopraffazioni e ingiustizie, ha perso di valore nei confronti di quelle che sono le regole della digitalizzazione. Al di la delle argomentazioni che il professore offre a supporto della sua tesi, la cosa che mi ha colpito e che è il motivo per cui ne sto scrivendo qui, è che egli individua come possibile soluzione, tra le altre che propone, quella di ricostruire dal basso una rete di solidarietà basata sull’amore.
    E’ quello che facciamo o dovremmo fare noi come miriamici. La politica non ci compete ma l’azione quotidiana basata sulla solidarietà umana, sul sentimento di fraternità e sull’amore appunto, è cosa nostra. E questo mi ha fatto pensare alle esortazioni del Maestro Imamiah a portare nuovi numeri alla Catena.

    tanaquilla9
    Partecipante
    Post totali: 677

    Ho letto anch’io questa intervista, cara m-rosa.
    L’analisi che fa il professore circa una realtà che ormai è cambiata a causa del predominio dell’infosfera, cioè la globalità dello spazio delle informazioni in una società dominata dalle tecnologie : un nuovo mondo iperconnesso cui non ci si può sottrarre, è severa.
    Aggiungo a quanto dici che concordo con l’esortazione ad un maggior senso critico come cosa fondamentale per navigare nel mondo di oggi. Ma perché una maggioranza (se non tutti) possano averlo è necessario studiare i problemi e avere una maggiore preparazione. Cosa non facile.
    A me pare che a questa accelerazione del progresso, per cui l’ufficio postale,le lettere scritte a mano sembrano primitive e 5 anni sono un lasso di tempo sufficiente all’evoluzione di una tecnologia che prima aveva bisogno almeno di 20/30 anni per progredire, non siamo stati preparati con sufficienza e non ne capiamo tutte le sfaccettature.
    Essere sempre connessi alla rete? e a una realtà virtuale? Mah… mi pare un abuso. Noi siamo sempre connessi alla Catena miriamica e a una strada verso il Bene, la Giustizia, la Solidarietà, la Fratellanza, la Luce basata sulla sperimentazione fisica, concreta, tangibile. Questo si che ci migliora e ci dà anche libertà.

    Angelo
    Partecipante
    Post totali: 117

    Cara m_rosa, anch’io penso spesso alla nostra possibilità di portare nuovi numeri alla Catena, che dovrebbe ampliarsi, ampliando così la potenzialità di espandere il nostro operato. Il vero problema, purtroppo, è la quasi totale incapacità della maggior parte delle persone di riuscire a pensare “fuori dagli schemi”. Il nostro risveglio è un lavoro durissimo, fatto di cadute e di ripartenze, ma grazie al nostro legame con il Centro, io sono sempre riuscito a ripartire, con nuove forze e nuove spinte di crescita. La globalizzazione ha spersonalizzato tutti quanti, rendendo le parte parte di un processo di appiattimento della propria individualità, tale da privarle di quel senso critico utile almeno a chiedersi il perchè di ciò che accade. Quanti riescono a fermarsi per guardare dentro di sè? Allo stesso modo, “l’altro” ha perso importanza, il concetto di Amore perde la sua valenza propria, tutto si è trasformato in una corsa verso l’unico obiettivo della soddisfazione personale. Quando io parlo della nostra Scuola, la maggior parte delle volte le persone manifestano una qualche curiosità, così, senza entrare in nessun dettaglio, li invito anche a visitare il nostro sito, per comprendere quali sono le nostre finalità. Dopo la curiosità e qualche domanda, l’interesse svanisce. Ci hanno venduto il concetto che la globalità è necessaria e che ci renderebbe tutti uguali: ci ha reso schiavi di quel pericoloso “senso comune” che guida le azioni di tutti. La nostra Forza, il nostro Amore, il nostro concetto di Bene lo portiamo dentro di noi e lo mostriamo agli altri, con le nostre azioni, le nostre parole. Se poi il “seme” cade in un terreno pronto ad accoglierlo, inzierà a germinare. Questa è la mia speranza in un mondo migliore. Ha ragione tanaquilla9: noi siamo liberi, perchè possiamo vedere con occhi diversi la realtà, adoperandoci per migliorarla.
    Vi abbraccio.

    Alef2006
    Partecipante
    Post totali: 180

    Lasciatemi passare questa battuta: secondo me è necessario progettare un a-social network per proteggere l’umanità dagli effetti dannosi dell’iper-connettività. Condivido quanto scritto da Tanaquilla: noi abbiamo il privilegio di vivere la Connessione alla Catena e questa è un’esperienza che non trova pari nel mondo profano. Vi abbraccio. Alef

    guglielmo tell
    Partecipante
    Post totali: 186

    ecco i progressi(?) scientifici o tecnologici delle religioni, anche se non sono proprio sicuro che erano quelli che noi auspicavamo. cari saluti a tutti

    m_rosa
    Partecipante
    Post totali: 469

    Il tuo posto, caro guglielmo tell, mi ha lasciato senza parole. Mi sembra che si stiano avverando le peggiori congetture di vecchie pellicole di fantascienza (vedi Matrix o 2001 Odissea nello spazio) ma ancora peggio. Qui è l’umanità che sceglie coscientemente di assoggettarsi al Robot!!!!
    Non mi dò pace, non riesco ad accettarlo! Se non avessi la Miriam che mi CONFERMA ogni giorno la possibilità di Bene Salute e Luce per ogni essere vivente non so come farei.

    alchemilla68
    Partecipante
    Post totali: 39

    …in fondo penso che il “punto” non sia tanto il mezzo ma chi gestisce le informazioni da elargire; in questo caso attraverso il robot; da sempre è la domanda che crea l’offerta penso; con tutto rispetto per chi ne usufruisce, dunque se ci sono utenti mi viene da pensare che la cosa li rispecchi

    Angelo
    Partecipante
    Post totali: 117

    Credo si stia ormai avverando la totale spersonalizzazione dell’Uomo. Tutto è lecito se non provoca danni (almeno visibili), e ognuno è libero di agire e credere secondo la propia “coscienza”. Essere liberi, come lo siamo noi, non ha prezzo, e comprendere che una visione della vita possa superare i canoni che la religione, in generale e non nel particolare, ci aveva posto, è un traguardo veramente importantissimo.
    Perdere di vista il rapporto con il proprio “Io” e con quanto allo stesso risulta collegato, è veramente una grandissima perdita.
    Oramani, credo che tutte le religioni abbiamo la necessità di un continuo adattamento alla realtà sociale, al solo scopo di non perdere adepti, in quanto si accorgono della costante perdita di fedeli. Se si esamina un dato, risulta ormai chiaro come nelle realtà in cui la tecnologia e l’istruzione hanno raggiunto un livello elevato, e laddove la religione viene facilmente sostituita, sopratutto nei piccoli, da elementi che consentono una maggiore soddisfazzione “dell’essere”, l’emorragia di fedeli è costante. Devono trovare un riparo al problema. E quale se non quello di adattarsi alle innovazioni tecnologiche? Scatta così la curiosità, scatta l’idea che la religione si adatti ai tempi, scatta l’idea che tutto si adegui.
    Siamo fortunati, se vogliamo dirla così. Sfuggiamo dalle costruzioni inutili ed imposte, lavoriamo per migliorare noi ed il mondo che ci circonda, piano piano , con opera continua, con l’aiuto fornito dal Delegato Generale e da tutti i Maestri.
    La nostra connessione è di ben altro tipo: non necessita di fibre, cavi ottici o computer. E’ un Centro Operante che emana energia sempre e dovunque.
    Vi abbraccio.

    m_rosa
    Partecipante
    Post totali: 469

    Hai ragione Angelo, la nostra connettività ha bisogno “soltanto” di un Io cosciente che con Volontà e Amore si colleghi a Quel Centro Operante! Non è facile ne’ semplice, forse per questo tanti scelgono di abdicare alla libertà della propria razionalità per rifugiarsi nel misticismo, anche se tecnologico.

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 531

    Mi scuso per la lungaggine, spero di essere comprensibile!
    Mi associo nel dire che la nostra connessione intelligente di miriamici collegati al Centro Universale della Catena Iniziatica di Miriam, è ben altro collegamento rispetto alle connessioni artificiali e strumentali a una società patriarcale che ha smarrito il senso della VIta, della sua veridicità e della sua bellezza! Per noi può essere arduo resistere e opporsi ogni giorno alla pesantezza del mondo, della cattiveria e dell’impurità, della maleducazione, degli oltraggi che trascinano in basso anche solo per sconforto.
    E’ dura risalire la corrente… come i “salmoni” che rimontano alla Sorgente… ma è IL Viaggio che va fatto per ritrovare le proprie Origini, punto! (il punto è la spinta x non fermarsi mentre tutto potrebbe cedere!) e se in questo viaggio ci aiuta anche qualche robot che male c’è? Che male c’è se usiamo i mezzi tecnologici più all’avanguardia per darci una mano nel quotidiano, mezzi che, come diceva alchemilla, se usati a fin di bene, il nostro bene, non possono che esserci utili? Certamente, nè ci facciamo soggiogare da questi mezzi, nè diventiamo dipendenti da loro, ma qui avrei qualche dubbio visto l’uso che facciamo di computer e cellulare, ad esempio!

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 531


    Ma torniamo alla razionalità di cui parla m_rosa, che non deve mai abiurare al misticismo.
    Allora è storia che l’umanità sia recidivamente proiettata sull’invenzione dell’intelligenza artificiale: tracce le ritroviamo presso gli Egizi dove statue in legno animate erano ritenute piene dell’anima del dio o dea che rappresentavano (https://changes.unipol.it/il-mito-delle-macchine), poi nei miti greci e latini, passando nel Medioevo per i Maestri Comacini, “cum machinis”, tradotto dal germanico in “costruttori”, fino a oggi con la 4 rivoluzione industriale dell’intelligenza artificiale; e chissà se per decidere il titolo del film fantascientifico Automata (un futuro tra umani e robot) si sono ispirati ad Automata, trattato di Erone d’Alessandria ingegnere che nel I a.C. (dat.incerta) ha progettato veri e propri automi e mezzi meccanici di svariati tipi!?
    Ci meravigliamo se la religione coopta l’intelligenza artificiale dei robot? Per me è perfettamente in linea col Deus ex machina, espressione latina dal greco “Mechanè”, ἀπὸ μηχανῆς θεός (“apò mēchanḗs theós”) che significa letteralmente “divinità (che scende) dalla macchina”, espressione mutuata dal teatro greco antico che viene puntualmente richiamata da circa 2000 anni per indicare che è il dio che scende dal cielo (dio Padre) a poterci risolvere un qualcosa per noi irrisolvibile. Chiaramente la religione ha cooptato tutto del paganesimo, anche il cielo che invece di essere dentro ognuno di noi è finito sulle nuvole dalle quali si affaccia Dio padre con la macchina (mezzo artificiale costruito alla bisogna …per risolvere le cose !!
    Più sudditanza patriarcale di questa che c’è? altro che paura dei robot!

    m_rosa
    Partecipante
    Post totali: 469

    Cara mandragola, una puntualizzazione, nn ho mai detto che la “razionalità non deve abiurare al misticismo”, il significato delle mie parole “tanti scelgono di abdicare alla libertà della propria razionalità per rifugiarsi nel misticismo” è esattamente il contrario. Un caro saluto a tutte/i

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 531

    Sì m_rosa, hai ragione, mi sono espressa male: ti avevo capita e volevo dire che la razionalità non deve mai abiurare (rinunciare a se stessa) per il misticismo, cioè a causa della visione mistica delle cose.
    Ricambio fraterni saluti.

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