Le medicine antiche e tradizionali

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  • m_rosa
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    Post totali: 289

    L’editrice Manni ha ripubblicato quest’anno “La sinfonia del corpo, trattato medioevale sulla salute e il benessere delle donne“ della celebre Trotula de’ Ruggiero che esercitò la professione medica presso la Scuola Salernitana nell’ XI secolo.
    Mi sembra che nel nostro forum, si sia già parlato di questo trattato dedicato alle patologie ostetriche e ginecologiche che, prima di Trotula e anche dopo, furono trascurate dai medici uomini. Il principio sul quale si basa il pensiero di Trotula è quello che vede la malattia come la rottura dell’equilibrio fisico e la Natura, grazie ai suoi farmaci, come Colei che rimette in moto la delicata macchina del corpo femminile.
    Il curatore del volume, inoltre, inquadra l’opera all’interno di una storia più ampia che prende avvio da Merit Ptah medico donna nell’Egitto del III millennio a.C. per giungere alla legge del 2018 sull’applicazione e diffusione della medicina di genere

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 472

    C’è da chiedersi come mai nella Salerno medievale e longobarda le donne praticassero e insegnassero medicina.
    Leggo che fino al XV secolo esisteva il termine Medica, cioè il sostantivo medico era declinato anche al femminile.
    Interessante l’argomento, cara M-Rosa

    m_rosa
    Moderatore
    Post totali: 289

    Forse il Medioevo non era solo quel periodo oscuro che ci hanno sempre raccontato. Forse l’andare avanti con i secoli non significa necessariamente progredire, o meglio, quello che viene definito progresso tecnologico/scientifico non coincide sempre con un progresso in senso “evolutivo” dell’Umanità e oggi, che ci crediamo tanto “avanti”, ci ritroviamo alla mercè di un piccolissimo virus!
    Non voglio essere negativa, la mia è solo una considerazione generale un po’ amara, in verità, però, se rivolgiamo lo sguardo all’interno di noi, Sorelle e Fratelli in Miriam, scopriamo, a ben guardare, che c’è sempre un sorriso dato da quell’afflato d’amore che sentiamo per ogni essere di questa umanità sofferente e per la Grande Miriam.
    Grazie

    Seppiolina74
    Ospite
    Post totali: 112

    Veramente interessante quanto postato da M Rosa sui trattati medici scritti da donne per le donne. Nel corso delle tante ricerche,ci siamo imbattuti spesso in queste figure di medichesse, altamente considerate dai colleghi del loro tempo, autrici di importanti trattati di medicina e cosmesi e sempre legate a rimedi naturali.
    Ricordo che mi colpì il nome di una medichessa, Sibilla, venuta in Italia per unirsi ai medici della Scuola Salernitana ( purtroppo non ricordo i dettagli), particolarmente edotta nelle cure chirurgiche. Auguro a tutti voi un dolce sonno ristoratore!

    guglielmo tell
    Partecipante
    Post totali: 140
    m_rosa
    Moderatore
    Post totali: 289

    A proposito del rapporto tra l’intestino e cervello di cui parla l’articolo postato da Guglielmo tell, sembra che oggi sia accertato scientificamente che la flora batterica, i milioni di microrganismi presenti nell’intestino, definiti “microbiota intestinale, diverso per ogni individuo, regoli intelligentemente le funzionalità intestinali E queste influiscono sulla stabilità emotiva…che a sua volta è in grado di condizionare l’equilibrio del microbiota. A me sembra che questa corrispondenza sia molto evidente nelle donne, meno negli uomini, qualcuno può aiutarmi a capire il perché?

    guglielmo tell
    Partecipante
    Post totali: 140

    Non so la ragione della differenza tra uomini e donne, ma mi viene da pensare: uomo de panza, uomo de sostanza. Chissà se c’entra.. comunque faccio presente che oltre ai microorganismi, l’addome e’ fisicamente la sede del baricentro, per cui tutti i lottatori, pugili o artisti marziali che dir si voglia han sempre dato attenzione ad esso in vario modo,e forse una persona ben piazzata fisicamente, centrata, potrebbe essere anche in maggiore equilibrio psicologico. Abbracci a tutti

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 309

    caro guglielmo tell, con l'”uomo de panza uomo di sostanza”, ti sei superato entrando nel mito… ahahah!! Beh, non so la sostanza della panza dell’uomo, ma di sicuro quella della donna è “banalmente” di dare la vita …fra l’altro sempre banalmente “flora batterica” non è “floro” quindi è femminile… no? Battute a parte, mi pare che te, guglielmo tell, metta soprattutto in evidenza l’aspetto marziale che nell’uomo, è ricerca di un equilibrio di forze e quindi di assetto in se, nel suo muoversi o mantenersi in equilibrio nel quotidiano. Mi sbaglio?

    Guglielmo Tell
    Ospite
    Post totali: 112

    non so se sia solo aspetto marziale.. e’ qualcosa di cui ho diretta esperienza avendo praticato un po’ le arti marziali, e dunque avendo avuto occasione di confrontarmi con varie persone nel settore. In quest’ambito l’equilibrio fisico e’ fondamentale per non esser buttato a terra ma anche quando si sferra un colpo, l’effetto cambia completamente se lo fai da una posizione di equilibrio o meno. Per quanto riguarda l’equilibrio emozionale, poi ovviamente mantenere il sangue freddo e’ fondamentale per non farsi trascinare in situazioni pericolose, o per non farsi gestire dalla rabbia se si e’ obbligati a combattere (il detto di Okinawa: quando sale la rabbia abbassa I pugni, quando alzi I pugni abbassa la rabbia). detto questo, per quel poco che ne so di medicina orientale, dalla frequenza delle arti marziali orientali, il cosiddetto centro addominale era fondamentale in ambito salutistico ancor prima che marziale, nondimeno, soprattutto a livello di leggenda, grandi maestri di arti marziali cinesi erano prima di tutto medici (mi e’ capitato di incontrare qualcuno che oltre a insegnare uno stile di arte marziale era anche massaggiatore professionale shiatsu o tuina). abbracci

    Nicolò Parisotto
    Partecipante
    Post totali: 11

    Tornando alla domanda di M_Rosa mi viene in mente molto semplicemente che la maggior parte delle donne sono più sensibili degli uomini quindi forse sono più delicate nella flora batterica. Per me è proprio un discorso di sensibilità differenti

    seppiolina74
    Partecipante
    Post totali: 121

    Secondo la mia esperienza, noi donne siamo in generale più in sintonia con quanto avviene nel nostro ventre;basta pensare che,poco più che bambine, facciamo i conti con l’appuntamento mensile del ciclo attorno al quale,è ovvio, gira tutto il ritmo delle giornate e settimane: momenti di debolezza, di instabilità emotiva, ma anche di grande euforia e…di sollievo da malanni!( ho spesso sperimentato che l’arrivo del ciclo porti via con sé piccoli disturbi come mal di testa o sintomi influenzali).
    Per quanto riguarda la centralità di cui parlava Guglielmo Tell e di quanto sia importante avere l’addome forte, mi viene in mente che, laddove si parla di massa grassa in eccesso, i medici guardano con preoccupazione proprio al girovita, considerando il grasso viscerale più pericoloso per la salute in quanto più connesso con il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 329

    Leggo ora il bellissimo post di Guglielmo Tell su Santa Ildegarda di Bingen, la “Sibilla del Reno”, che nella sua semplicità, lucidità, spontaneità, aveva contatti con personaggi illustri dell’epoca, da Bernardo di Chiaravalle al Papa, fino al Barbarossa. Credo una vera Terapeuta nel senso classico del termine. Mi colpiscono non poco le sue affermazioni, preconizzanti all’epoca le scoperte della Scienza degli ultimi decenni, circa la strettissima correlazione tra la mente o se vogliamo tra sistema nervoso centrale e intestino. Molti ricercatori hanno definito l’intestino “secondo cervello”. Difatti, proprio l’intestino è la sede del 70% del complesso esercito costituente il sistema immunitario dell’essere umano, il cd. microbiota, cioè l’insieme delle pattuglie costituenti i vari ceppi di batteri caratterizzanti la flora batterica “buona” quando è in equilibrio, concorrono pesantemente a garantire lo stato di salute delle persone. I problemi cominciano quando questo benedetto equilibrio, di cui parla anche a suo tempo la Santa, per le ragioni più diverse comincia ad alterarsi, allora ecco sopraggiungere la predisposizione allo sviluppo di diversi stati di pathos. E qui si torna sempre sulle stesse indicazioni, semplici da trascrivere, difficili da attuare. In primis l’alimentazione, il “siamo quel che mangiamo” e tutte le enormi attenzioni che da Ippocrate in poi, quindi da oltre 2.500 anni di consigli medici, secondo i quali l’alimentazione è sicuramente la prima medicina per l’essere, specialmente a livello preventivo generale. Poi l’equilibrio emotivo, facile a dirsi ma una volta più complicato da attuarsi, i tempi moderni, come oltre cento anni fa già Charlie Chaplin anticipava, ci mettono, nostro malgrado, dentro tutta una serie di “ingranaggi” tutt’altro che salutari, per cui oggi è appurato che lo stress iperattiva la secrezione dell’ormone del cortisolo con tutte le collateralità tipiche dell’iperattivazione. E poi va aggiunto lo stress da inquinamento dell’ambiente, a volte difficile da percepire ma che lavora senza soluzione di continuità. Questa estrema sintesi, mi pare sia la risultante di un progressivo allontanamento dell’essere umano dal contatto e dai Ritmi di Natura, e questo è un fenomeno che mi pare di cominciare ad osservare pesantemente anche in alcune specie animali, sicuramente capiterà di parlarne. Quello che voglio dire in chiusura, è che al netto di quanto citato, personalmente, essendo un soggetto in soldoni direi emotivo, ma un po’ più nel dettaglio incline a risposte ansiogene eccessive al cospetto di determinate situazioni (non tutte per fortuna), ebbene, fin da ragazzo ho realizzato che esisteva una corsia preferenziale tra un’emozione di paura ed un coinvolgimento in qualche modo dell’intestino, passando poi a qualche deficit immunitario, ritengo anche questi in correlazione diretta, per cui è risultato opportuno conoscere meglio il loop per acquisire gli opportuni strumenti di contrasto, anche se la tendenza, l’inclinazione, è rimasta. Altre volte, ho realizzato nell’immediatezza, una diretta correlazione tra emozioni di rabbia e dolore/bruciore all’epigastrio, ma questo è sempre stato un disturbo più lieve e controllabile, sono meno portato a sviluppare stati di collera, e molto di più, come ho detto, per quelli di apprensione.
    Questa breve personale trattazione, è partita leggendo le intuizioni di questa Terapeuta dell’età di mezzo, che evidentemente di oscurantismo non si trattava affatto, specialmente quando qualche Sibilla Vera si esprimeva in un qualunque rivolo dello Scibile Umano.
    Un caro saluto ed una buona domenica a tutti i naviganti.

    guglielmo tell
    Ospite
    Post totali: 112

    a proposito di intestino, pensavo alla sua forma di serpente avvolto su se stesso.. e mi chiedevo se sia questo il serpente Ladone che protegge le mele d’oro del giardino delle esperidi… saluti a tutti

    wiwa70
    Partecipante
    Post totali: 237

    Molto interessante questo argomento sulle medicine antiche e tradizionali. Tra le letture varie di questo momento, mi ha appassionata moltissimo quella sulla “teoria della signatura”, dal latino ‘firma’, così come riporta la Treccani, un’antica forma di conoscenza che studia ‘il segno’ ovvero l’aspetto con cui ogni elemento naturale di origine animale, vegetale o minerale si presenta, svelando per analogia la sua funzione terapeutica delle parti del corpo umano più simili ad esso.Tale teoria era basata sulla corripsondenza macro/microcosmo, ravvisando un rapporto di simpatia/affinità tra l’Uomo e la Natura. Lo studio applicato soprattutto alle piante medicinali, si estendeva ai nessi tra sagome, colori, odori, caratteri, esiti patologici, tempi di manifestazione, temi astrali, temperamenti umorali, tutte qualità ritenute riconducibili ad un comune archetipo. Fin dagli Egizi, si concepiva il cosmo come un organismo vivente, le cui parti(astrali, animali, vegetali e minerali) erano connesse da fenomeni di ‘simpatia universale’ . In seguito, il termine greco ‘farmacon’ (rimedio) è stato associato all’egiziano ‘phrt nt hk’ e kmt (nero)da cui alchimia in arabo. Nel ‘De Materia Medica’ di Dioscoride, i farmaci vengono collegati alla storia della creazione cosmica, per cui i profumi discendono dall’età dell’Oro e i minerali da quella del Ferro; i primi associati al caldo, vengono prescritti per il trattamento dell’umidità in eccesso, come ad es. nei disturbi ginecologici; i secondi associati al freddo, per contrastare gli eccessi di calore, ad es. tutti gli stati infiammatori. In epoca romana, Plinio il Vecchio ne parlerà nella sua Naturalis Historia e nella tarda antichità questi concetti verranno rinverditi dalla tradizione alchemica del neoplatonismo ed ermetismo. La figura dominante sarà quella di Paracelso, che sviluppò la ‘iatrochimica’, sostenendo che “tutto ciò che la Natura dà alla luce, si forma secondo l’essenza della virtù inerente ad essa”. L’esteriore quindi coincide con una funzione interiore e il potere delle piante risiede in un ‘essenza vitale che egli chiama Archeo/Arcano, intesa come quintessenza(detta così in quanto si ottiene da una distillazione/sublimazione, ripetuta 5 volte). La guarigione per Paracelso, avviene per effetto di un’azione simile al morbo(similia similis curantur) e la differenza tra veleno e rimedio, sta unicamente nel dosaggio e preparazione, precorrendo così la omeopatia di Hahnemann.
    Gli studi di Della Porta, si direzionarono in modo più mirato verso la fisiognomica delle piante messe in parallelo con le caratteristiche del corpo umano, le cui fenomenologie sono ‘chiavi o firme’ delle loro proprietà medicamentose e tenendo presenti in particolare la loro localizzazione geografica: in una determinata regione laddove si verifica una specifica malattia, ospiterà la crescita di piante più idonee a debellarla. Solo alcuni esempi di signature: l’erba saetta (sagittaria sagittifolia) per le sue foglie a freccia, applicate alle ferite d’arco; le foglie di Hepatica Nobilis, la cui parte rossastra evoca il fegato, usate a lungo nelle epatiti; la pimpinella il cui nome deriva dal rosso dei suoi fiori ,la cui alta concentrazione di tannini nelle radici, erano usate per le sue proprietà emostatiche; le piante del lattice, aumenterebbero il latte delle donne;l’euphrasia per i disturbi agli occhi; la polmonaria nelle affezioni polmonari; dentaria per il mal di denti; celidonia per l’ittero,a causa del colore del suo lattice; l’erba trinità per i problemi di fegato; “la stregona dei boschi”per le sue qualità antisettiche; la viperina azzurra per i morsi di serpente; l’asplenio per curare la milza; il ranuncolo favagello, la cui radice rossa era usata per le malattie del sangue, vene ecc. Questo valeva anche per le pietre: l’ematite ad es.era ritenuta in grado di fermare le emorragie, semplicemente nominandola, per via della forza ispiratrice della sua matrice etimologica! Le varie terminologie usate fino al XVII sec. (zoccolo di Venere, barba di Giove,, erbe del diavolo, dente di leone ecc.) saranno poi sostituite da una nomenclatura molto meno suggestiva, finchè non ci sarà l’esigenza di creare una classificazione ufficiale anche per l’arrivo di erbe e piante da nuovi continenti. A leggerla così, la storia della medicina corrisponde certamente al percorso fatto dall’Umanità, e le cognizioni mediche di allora, che oggi considereremmo quasi”ingenue”,sicuramente si sono evolute, ma ci sono degli aspetti archetipali ,a mio parere, sempre validi come la ricerca eterna dell’Uomo nel rapportarsi a qualcosa di VERO ossia la Natura, che gli corrisponda veramente, cercando di capire maggiormente sé stesso, attraverso il Nosce te ipsum. Un caro saluto a tutti

    Nicolò Parisotto
    Partecipante
    Post totali: 11

    Si Wiva l’argomento della signatura è molto bello e credo anche basiliare per chiavi di letture analogiche. Ritengo che la signatura sia estremamente collegata alla forma dell’oggetto/soggetto in questione e la forma diventa quasi “l’utero” che contiene il contenente. Mi pare di ricordare che Kremmerz diceva che se prendiamo un bicchiere di vetro e lo facciamo fondere non diventa più ne un contenitore ne un bicchiere ma solamente materiale amorfo ed inespresso, quindi la forma ha valore interconnesso all’essenza e questo vale per soggetti ed oggetti.

    Scrivi giustamente che la signatura si manifesta nel mondo naturale attraverso minerali, vegetali ed animali, ma aggiungerei che la signatura comprende anche i mondi celesti. Agrippa nella sua Filosofia Occulta scrive moltissimo al riguardo e da anche proprio delle figure di caratteri, se pensiamo che tutti raffiguriamo il sole con un cerchio e la luna con un mezzocerchio o con le corna per l’Ariete e il Toro, diamo per scontato questa teoria dove spesso non si riescono a capirne le cause. Anche i caratteri che si trovano nei rituali credo rientrino nella teoria delle signatura, quindi l’argomento è veramente vasto!

    Portando degli esempi più pratici leggevo l’altro giorno che le noci, la cui forma ricorda la corteccia celebrale, sono ricchissime di acido linoleico e alfa-linoleico e di minerali come fosforo, potassio e magnesio, utili nella prevenzione del declino cognitivo. Oppure le carote tagliate, assomigliano ad un occhio e queste contengono grandi quantità di beta-carotene, precursore della vitamina A, fondamentale per la salute dell’occhio e utile nella prevenzione della degenerazione maculare dovuta all’invecchiamento. Leggevo anche che L’avocado ha la forma di un utero e, se tagliato trasversalmente, ricorda un ventre materno durante la gravidanza, mentre il grosso seme assomiglierebbe a un feto (pensate che per far crescere il frutto di avocado servono esattamente nove mesi!). L’avocado è ricco di vitamine del gruppo B, tra cui riboflavina, niacina, biotina e acido folico: è infatti consigliato alle donne in gravidanza e sembra addirittura utile nella prevenzione del cancro al collo dell’utero.

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