Le medicine antiche e tradizionali

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  • mandragola11
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    Post totali: 286

    Questo tuo post è un concentrato di spunti molto interessanti e utili, Nicolò Parisotto! Grazie!

    catulla2008
    Partecipante
    Post totali: 174

    Ricordo come Le Lunazioni (tra le tante ricchezze della nostra tradizione) riportassero quanto segue “Serapide insegnò che non esistono che tre infermità: 1°: L’eccesso di vita; 2°: La mancanza, o difetto di vita; 3°: La deviazione della vita. E soggiunse che tre rimedi esistevano per i tre mali: 1°: eccesso di vita: la luna calante; 2°: difetto di vita: la luna crescente; 3° deviamento di vita: i giorni senza luna (i giorni cioè in cui la luna non è visibile nelle ore notturne, fino alla V ora di notte). Disse di più che in luna calante giovano le pietre; nella crescente le erbe; nei giorni senza luna le acque. Ma che bisognava più che alla luna guardare alla stella mattutina, perché questa dà il calante alla luna crescente e il crescente alla calante, e che perciò l’arte è preclusa a chi non abbia appresa l’astronomia…”
    Chi avesse piacere di rileggere/leggere il grande lavoro a suo tempo fatto dai collaboratori a questo sito sotto la magistrale supervisione del nostro ADMIN, può trovare tante perle in

    dopo naturalmente non essersi perso

    g_b
    Partecipante
    Post totali: 44

    Leggendo su questo thread, riguardo alle segnature e a quell’universo di corrispondenze tra forme anatomiche e virtù o proprietà degli elementi, mi sono ricordato di un testo di grande importanza che ogni tanto torno a studiare.
    L’autore, Alfred Kallir, ufficiale di artiglieria Austriaco, lavorava come decifratore di enigmi nel controspionaggio Britannico durante la seconda guerra mondiale, quando iniziò ad interessarsi all’alfabeto, alle sue origini grafiche, le radici di ogni lettera, la forza impressa dalla continuità storica nei caratteri grafici. Da qui in poi iniziò una studio enorme e grandioso che lo portò alla pubblicazione di un vero ed imperdibile capolavoro: ” Segno e disegno: psicogenesi dell’alfabeto”. Lo consiglio a tutti perchè grandi sono le vicinanze con la nostra tradizione, captate dall’intelletto in azione di questa intelligenza sopraffina.

    “E mentre gli altri animali, proni, tengono lo sguardo rivolto verso terra, all’uomo diede un aspetto eretto, gli impose di mirare il cielo e di levare i volti in alto a guardare le stelle.” Ovidio, Metamorfosi

    Buon inizio settimana a tutti!

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 445

    Interessante segnalazione, g_b. Non conoscevo questo autore, ma lo cercherò. Mi ha fatto ricordare di avere un libro, che non ho ancora letto, scritto da un umanista salentino Benedetto Di Falco sull’origine degli alfabeti e dei numeri, uscito nel 1541. Lo comprai perché nella descrizione breve del trattato si citavano riferimenti alla numerologia pitagorica,alla filosofia neo-platonica, alla mitologia greco-romana e all’astrologia.

    m_rosa
    Moderatore
    Post totali: 275

    Grazie g_b della segnalazione, è molto interessante la storia della scrittura, anche perché chi deteneva la conoscenza della scrittura, era sempre in qualche modo vicino alla casta sacerdotale, così gli scribi in Egitto, così le scuole di scrittura, collegate al culto della Dea Retia, in Veneto. Qui, in particolare sono state rinvenute delle tavolette alfabetiche, usate anche come ex voto, che riportano sia un’iscrizione dedicata alla Dea, sia esercizi di scrittura. Siccome i dedicatari di tali ex voto erano prevalentemente donne, ciò fa supporre agli archeologi, la presenza di Sacerdotesse o comunque di donne, nel santuario, legate alla funzione della scrittura. Cercherò il libro che hai consigliato. Un saluto a tutte/i

    mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 286

    Anche a me pare una segnalazione interessante. Il libro è esaurito, la casa editrice non esiste più e la libreria che ha i fondi di magazzino non ce l’ha. L’ho trovato in una biblioteca universitaria e conto di prendermelo in prestito. Mi hai incuriosito caro g_b!

    Nicolò Parisotto
    Partecipante
    Post totali: 9

    M_Rosa non ho mai sentito nominare questa Dea Retia e mi incuriosisce parecchio visto che la comunanza geografica! Grazie per la segnalazione!

    g_b
    Partecipante
    Post totali: 44

    Il libro del De Falco ancora si trova, spero di leggerlo presto, grazie per le segnalazioni care tanaquilla9 e m_rosa.
    Sulla Dea Retia si trovano, ho visto, dei testi molto interessanti, anche cataloghi di musei.Este ed i suoi paesaggi fanno da cornice a questo culto Italico che non conoscevo. I libri sono prevalentemente in tedesco e in inglese. Mi chiedevo se in questo forum esiste un approfondimento della mitologia greco-romana, un pò più specifico per singoli miti. Per ora ad esempio sempre grazie ad Ovidio, sono sul focus della caduta di Fetonte, che ha ispirato tanti capolavori dell’arte. Ci trovo tantissime analogie col percorso iniziatico, quando in giovanissima età si percepiscono le spinte evolutive da un lato e i desideri e la fascinazione dall’altro, poi a seconda delle scelte si può bruciare restando parte vivente della natura, che comunque attraverso il nostro passaggio ridisegna la materia, fiumi, quercie e persino la via lattea può nascere da un “fallimento”. Così, è una suggestione un pò da approfondire.

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 445

    Caro g_b non so se hai già letto i brani estrapolati dagli scritti del Kremmerz: “La mitologia pagana greco-romana in alcune interpretazioni del Kremmerz” che si trova in La Parola al Maestro. L’interpretazione del corpus mitologico greco-romano che ci offre il Maestro è di “scienza dell’anima” e dell’iniziazione alla integrazione dei poteri dell’organismo umano, oltre che di simboli della più vicina antichità. Nel corso dei lavori che si tennero anni fa al Centro Elissa di Montemonaco, ricordo che si è parlato della loro natura scientifica e concreta.

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 445

    … e di alcuni elementi tradizionali del corpus mitologico se ne parla anche nei Quaderni delle Accademie, come ad esempio in quello della Porfiriana.

    m_rosa
    Moderatore
    Post totali: 275

    Per g_b: nel corso dei lavori accademiali (al momento interrotti causa Covid) analizzando la “storia” (è un eufemismo, in realtà non si tratta affatto di una analisi storica nel senso comune del termine) della nostra penisola nel periodo arcaico, nei territori del nord-est, abbiamo scoperto l’esistenza dei resti di un tempio dedicato alla Dea Reitia, legata al culto della fertilità, della salute e delle guarigioni e, come dicevo nel post, di una possibile scuola femminile di scrittura. Scusami se sono un po’ scarna ma non voglio toglierti il piacere della scoperta nel momento in cui, passato il pericolo di questa pandemia, potremo ritornare a incontrarci e lavorare insieme. A presto, dunque!

    g_b
    Partecipante
    Post totali: 44

    Ho riletto dopo un annetto circa il testo de “La mitologia pagana greco-romana in alcune interpretazioni del Kremmerz”, difficile aggiungere qualcosa, davvero immenso il Maestro. Si può solo ringraziare per l’Opera. grazie a tutte/i per queste info utilissime. a presto!

    Nicolò Parisotto
    Partecipante
    Post totali: 9

    Per quanto riguarda la Dea Reitia ho trovato un testo ben fatto che ne parla nel capitolo a pagina 106. Vi linko il pdf: https://iris.unive.it/retrieve/handle/10278/3679958/83857/Venetkens%201.pdf

    Visto g_b scriveva che non trovava testi in italiano, questo sembra buono. Effettivamente ci sono somiglianze con le altre divinità femminili del mondo romano ed egizio, mi informerò meglio su altri aspetti che mi mancano e poi magari porto qualcosa di scritto, un saluto!

    m_rosa
    Moderatore
    Post totali: 275

    Ok Nicolò, chiedi solo al tuo referente come regolarti per l’invio dei lavori, che, evidentemente, non vanno nell’area pubblica del Sito
    Buona giornata a tutte/i

    g_b
    Partecipante
    Post totali: 44

    Grazie Nicolò Parisotto per il pdf. Mi colpisce in particolare che per la Dea Retia vi erano santuari non monumentali, ma semplici, dagli interni lignei e spesso le cerimonie avvenivano all’aperto. Sempre lontani dai centri cittadini, invece ben collocati in luoghi strategici nei passaggi chiave della geomorfologia del luogo.
    Capisco adesso, anche dal nome, Pora, (dalla radice del latino paro-pario/partorisco, o del greco poros/ passaggio) e dall’epiteto Reitia, (dalla radice *rekt-/raddrizzare o *rei-/ scorrere) l’importanza di questo culto femminile a questo punto logicamente legato anche alla scrittura. Tutto torna…

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