La Scienza Ermetica nelle Arti

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  • m_rosa
    Partecipante
    Post totali: 316

    Caro Nicolò quante cose tutte insieme, il mio consiglio (non richiesto!) è procedere un passo alla volta. L’Ermes, Ermete, Mercurio,Anubi, Esculapio…sono tutti Volti dello stesso Principio e la nostra Schola non a caso è Hermetica!
    Questo argomento, che è il nocciolo stesso del processo evolutivo, emerge in tutta l’Opera del Maestro, per esempio nelle prime pagine del secondo volume della Scienza dei Magi, dove si affronta anche il rapporto con le arti (pag.4-5)
    Comunque un metodo infallibile per Comprendere le Cose è, seguendo il nostro Metodo Ermetico, individuare in noi stessi ciò che vogliamo capire, cercarlo nel piccolo, nella concretezza delle esperienze quotidiane, per poi attraverso l’oggettivazione, chiedere conferme e lumi ai nostri Maestri. Riparliamone se vuoi. Buona domenica a tutte/tutti

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 342

    Il post di Nicolò è l’occasione per uno spunto di riflessione. In chiusura emerge la domanda: “Ma quando si realizza la trasmissione dell’Ermes?” Sicuramente, la prima certezza sta nel fatto che non può esistere spiegazione razionale che possa garantire l’accesso ad una qualsivoglia manifestazione dell’Hermes. Credo che questo “mediatore” tra due Realtà che presentano diciamo “prerogative diverse”, tenda a manifestarsi nelle giuste condizioni utili per entrarne in sintonia, magari per il tramite di persone fisiche che però, con Scienza, Coscienza e Pratiche Kremmerziane Ortodosse alla mano, altre volte, anche solamente rispettando nel contesto sociale una vera Etica da parte di chicchessia, hanno raggiunto quel quid di purificazione del mono corporale e mentale, oggi potremmo anche definirla purificazione “psicofisica” che permetta appunto ad Ermete di dire la sua, spesso a vantaggio più dell’intera umanità che della persona che ha operato da recettore. Così fu e sarà per le grandi scoperte in tutti i campi della Scienza ordinaria e non solo, e per tutte le realizzazioni molte volte scivolate nell’anonimato ma che hanno giovato grandemente all’umana causa, forse in determinati casi non nell’immediatezza ma in proiezione.
    Ancora una buona domenica a tutti i naviganti, con la speranza di non aver divagato troppo e la gioia per un raggio di sole che da queste parti, non si vedeva da una decina di giorni.

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 342

    Prendo spunto dal post di m_rosa, che esorta a rivedere la Scienza dei Magi sull’argomento. Tento di essere sintetico fin dove riesco, in quanto, da buon garrulo, sono di indole un po’ chiacchierina. Parto dal Volume terzo, ultime righe pagina 266 :”ERMES, questa è la luce che ritrae le immagini delle verità occulte, questo è il Trismegisto che ebbe sapienza infinita, questo è il Nebo che insegnò agli uomini la scrittura e la parola”. Passiamo ora al volume secondo, inizio pagina 5 :”Quindi Ermes, Anubi, Mercurio, Esculapio (come citati nel post di cui sopra), vollero indicare l’identica proprietà mentale che ci congiunge alla verità dei cieli antropomorfi divini delle religioni simboliche di una volta. Nel linguaggio greco Ermes è Mercurio e Tempio (dal greco Templum): la facoltà di interpretare si chiamava ermenìa ed ermeneus l’interprete; ermeneuo significa insegnare, ermoglifi: l’arte dello statuario, la scultura, cioè l’espressione plastica delle forme mentali. Ermeneutica è l’interpretazione dei libri sacri antichi. Quindi filosofia ermetica fu la filosofia sottile, capace d’interpretare e far manifestare l’Ermes, quindi scienza per eccellenza, penetrativa della parte più misteriosa del nostro campo mentale, ed ermetista si chiamò l’artista che metteva in campo e realizzava i predicati dell’ermetica come scienza sottile al punto da crederla divina. In fondo, Ermes è l’intelletto della forza divinizzante l’uomo. Il poeta nei momenti di estro (istros=furore) – il matematico che risolve problemi arditissimi – il fisico che trova una legge e la prova – un oratore che seduce un’assemblea – un musico che incanta i suoi uditori – sono manifestazioni dell’ermes, intelletto sottile delle più alte pulsazioni ipercerebrali. La filosofia ermetica è la scienza che ricerca questo dio inafferrabile e lo fissa”. Avevo tentato con il post di ieri di abbozzare l’argomento con parole mie, riportando invece testualmente le parole del Maestro Kremmerz contenute nella Scienza dei Magi, la cosa rende molto meglio l’idea appunto con parole “magistrali”. Chiudo sottolineando all’atto pratico, che nella frase sopramenzionata “la filosofia ermetica è la scienza che ricerca questo dio inafferrabile e lo fissa”, ieri a tal proposito ho scritto: Pratiche Kremmerziane Ortodosse alla mano (SPHCI- Fratellanza Terapeutica Magica di Miriam di Giuliano Kremmerz, come in apertura della Home Page di questo Sito).
    Con la speranza di non aver “peccato” anche oggi di loquacità, ma erano una serie di Massime che tenevo a menzionare per esteso e l’augurio a tutti i naviganti di una buona giornata, confermando la gioia per il bis concesso dal Sole anche oggi su Torino e aree limitrofe.
    Ancora un caro saluto

    Angelo
    Partecipante
    Post totali: 82

    Buongiorno a tutti, questa discussione è interessantissima. Credo, che per immagini “ermetiche”, come richiamate da Nicolò, si debbano intendere tutte quelle opere (d’arte) nelle quali l’autore abbia voluto trasmettere un messaggio o un’indicazione che non è quella che appare, ma che và studiata ed osservata ed interpretata attraverso un sistema di “lettura” ermetico (i libri di alchimia ne sono un esempio lampante laddove, attraverso indicazioni di un percorso sperimentale del tutto indicato come materialistico, si cela un mondo nascosto agli occhi dei molti, richimato per allegorie ed immagini). Lo stesso vale per quanto riguarda edifici architettonici, statue, quadri, ecc…
    Io sono un principiante in tutto questo, ed ancora oggi, dopo che per molti anni mi sono interessato all’argomento, ritengo che la strada della comprensione sia ancora molto lunga, da non potersi concludere nell’arco di una sola vita. Le parole di garrullo e m_rosa hanno un contenuto contenuto altissimo e i loro richiami agli scritti del Maestro sono fondamentali.
    Credo che ognuno di noi debba seguire un percorso finalizzando ai propri obiettivi, attendendo con pazienza gli eventi ed applicando con costanza gli insegnamenti, perche la piccola luce che ci ha condotto in questa Schola, possa diventare, piano piano, fiaccola di vita ed illuminare il nostro percorso.
    Ho intuito che la foga, l’esagerata voglia di arrivare, la grande passione che ci investe non appena ci avviciniamo a questo percorso, debba essere stemperata da una grande pazienza e da una grande voglia di non pensare di poter ottenere tutto senza fatica. Passo dopo passo, con umiltà, con senso della vera giustizia, animati da un forte sentimento di Amore, con l’aiuto dei Maestri tutti, sono convinto che le porte si apriranno piano piano, per darci finalmente la visione del vero senso delle cose. Non posso che ringraziare tutti coloro che ci guidano in questo percorso, che hanno la pazienza di indicarci un sentiero che solo noi, personalmente, possiamo percorrere senza costrizioni. La vita può veramente cambiare. Dobbiamo volerlo e non desiderarlo.
    Vi abbraccio tutti.

    g_b
    Partecipante
    Post totali: 55

    Buonasera a tutti, in effetti alcune domande non trovano risposta se non nella propria esperienza, certa, verificabile, libera da un certo vezzo di figurarci le cose che viviamo con le caratteristiche di come vorremmo viverle. Enfatizzandole. In questo per esempio io sono esperto (specie quando si tratta di flirt). Però ce ne sono alcune inconfondibili per autenticità, allora richiamandomi alla discussione partita da Nicolò vi dico cosa mi succede prima di entrare in studio e preparare un lavoro nuovo, che sia una pittura o una scultura. Qualsiasi cosa io stia facendo, e credetemi qualsiasi, sento chiaramente un cambio di umore, netto , come una chiamata e nel piu’inaspettato momento, divento serio e malinconico e a misura che cresce questa condizione, più forte si fa l’urgenza di entrare in studio. Questa sensazione può andare avanti per giorni, finchè non entro in studio. Il mio approccio tecnicamente è molto razionale, essendo fatto di passaggi di lavorazione estremamente difficili per me (che non ho doti innate nel disegno, ma che devo arrivarci con fatica), dove mi viene richiesta una concentrazione estrema, dalla mia stessa idea e questo è il paradosso. L’idea è esigentissima e non ammette deviazioni o scorciatoie, qualcosa di molto preciso deve essere restituito e non si scappa. E se io potessi, credetemi, cercherei vie di fuga più leggere e semplici per realizzarle e guadagnarmi da vivere. Ora questo processo, chiamiamolo così, a volte da risultati che non sempre sono chiari persino a me stesso, figuriamoci spiegarli agli altri, un vero supplizio ma la cosa è divertente anche adesso che ne scrivo. Però alcune di queste immagini anticipano delle cose che spesso comprendo dopo tempo e solo vivendo la vita ben immerso nel rapporto con gli altri e con il mondo. Quando questo rapporto, questo attivarsi come individuo nel vivere, si affievolisce… nessuna chiamata in studio e niente succede. Quindi anche di fronte ai periodi di magra economicamente parlando , non ho scampo! Perchè se vado a fare un altro lavoro per qualche soldino, sto nel mondo, aumentano le relazioni e gli scambi e con essi la necessità di dipingere e quindi le notti bianche !E dunque questo Ermes deve essere un pò dispettoso presumo io. Cari saluti a tutti

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