LA PIETRA ANGOLARE MIRIAMICA – Alle stampe il I Volume della Trilogia

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  • admin Kremmerz
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    Post totali: 1008

    Caro/a F.M.Corelli, sentendomi chiamare in causa per aver stimolato il tuo pensiero devo nondimeno confessare di avere capito poco del mobile tentativo di seguire il Filo d’Arianna, ma immagino che Tu come me sia entusiasta del libro e che questo abbia voluto esprimere di là appunto da ogni presunto spot. In effetti non saremo mai abbastanza grati a Chi ci aiuta a muoverci verso la consapevolezza; e se pure nel percorso capitano a volte periodi bui e confusi, dove si mescolano il carico della nostra umanità e la Vita che lo evidenzia, toccati dalla Miriam generosa, possiamo attingere quanto ci serve a equilibrarci e recare testimonianza sempre più fervida e nitida alla grandiosa Sua Bellezza.
    Original author: fler95

    ippogrifo11
    Partecipante
    Post totali: 165

    Come tanti, sto leggendo La Pietra Angolare Miriamica.
    A di là della veste tipografica, che definire pregevole mi pare riduttivo; al di là dei contenuti storico-filologici di una ricostruzione rigorosa e mai di parte; al di là di una ricchezza documentale quanto mai preziosa e cruciale nel suo operare da sostegno indiscutibile e inoppugnabile al dispiegarsi delle vicende e alla lettura delle medesime; al di là di tutto questo, che pure rappresenterebbe un enorme valore intrinseco di ogni pubblicazione che volesse porsi come testimonianza, oltre che come resoconto, di fatti non sempre di agevole decodificazione; al di là di tutto questo, dicevo, un aspetto, forse non subito evidente, ha catturato la mia attenzione e tutt’ora la tiene agganciata via via che scorrono le pagine: la predisposizione – posso dire interiore? – del curatore; l’atteggiamento, neutrale ma intenso, verso la narrazione; la dedizione e l’impersonalità nel rappresentare e farsi interprete di un Disegno atto a “custodire e tramandare” un patrimonio inestimabile; il rispetto, profondo, e la gratitudine verso atti e fatti concepiti da un Consesso avulso da ogni condizionamento profano e attuati da un Maestro disinteressato e devoto all’Opera a Lui delegata.
    Ecco, gratitudine e rispetto.
    La stessa gratitudine e lo stesso rispetto che deve accomunare tutti noi fruitori di un’opera che è ormai parte integrante di quel patrimonio anzidetto e che essa stessa intende “custodire e tramandare”. Più facile, la gratitudine, a palesarsi – ed esaurirsi – nelle dichiarazioni pur sincere e spontanee; più difficile, il rispetto, a concretizzarsi nella forma e nella sostanza di comportamenti individuali che andrebbero sempre ricondotti a quello ortodosso, proprio dei Numeri di una catena orante agganciata a quella Gerarchia che fa capo allo stesso Consesso per conto del quale agiva il Maestro J. M. Kremm-Erz e che oggi si esprime attraverso la Delegazione Generale rappresentata dal Maestro M. A. Iah-Hel. L’auspicio è che la lettura di questa opera unica informi via via anche la nostra di sostanza, così che il rispetto, quando pure si manifesta, oltre che formale, divenga rappresentativo di sostanza coagulata e consapevole di sé.

    mens.libera
    Partecipante
    Post totali: 17

    La lettura del libro – che ritengo semplicemente riduttivo definire tale – mi ha trasmesso immediatamente il senso della continuità dell’Opera del Maestro J.M.Krememerz, l’armonico legame esistente con tutti i millenari insegnamenti provenienti dall’antichità più remota della Verità Unica. In una parola la Tradizione Ortodossa Ininterrotta. La rigorosa ricostruzione scientifica, l’autorevolezza della esposizione, sempre impersonale e stilisticamente attenta a non romanzare mai la realtà e le vicende, forniscono un solidissimo sostegno alla coerenza dell’esposizione, finalizzata unicamente a ricostituire la Verità e la grandiosità della Schola fino ad oggi. Ogni studioso della materia trattata o semplicemente chi desidera avvicinarsi, scevro da pregiudizi o da riserve mentali troverà ampi spazi di chiarimento e approfondimento, basati su rarissimi documenti e fonti introvabili. Quest’opera consentirà di ampliare in ognuno gli spazi di riflessione su come procedere nel proprio cammino evolutivo, che in ogni epoca appare autonomo dalla società e dalle relative correnti di pensiero dominante. Non mi soffermo sulla prestigiosa veste grafica e sulla qualità del volume, molto rara di questi tempi. Un profondo ringraziamento al Maestro M.A.Iah-Hel per quanto ha voluto donare e per l’enorme e qualificato impegno profuso per la realizzazione della pubblicazione.

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 421

    Ho iniziato anch’io la lettura del Primo Volume della Pietra Angolare. Ogni occasione è buona per ribadire l’importanza fondamentale della dimostrazione documentale a supporto dell’Ortodossia, ed in tale Opera le prove documentali sono enormi. In questo momento sto leggendo i manoscritti del Maestro Jesboama, ed ho appreso solo ora, che per una serie di combinazioni, tale archivio venne rinvenuto in Pisa solamente nel 1994, e per fortuna, dopo oltre 70 anni, tali documenti sono stati trovati ancora in ottimo stato di conservazione. Dai primi scritti riportati sul libro, si evincono appunti registrati dal Maestro circa la Sua quotidianità di allora, le Sue impressioni anche su fatti di cronaca ordinaria visti da un Uomo che era anche Prefetto del Regno, le difficoltà nell’espletare missioni di servizio anche in località ostili ai rappresentanti dello Stato tra l’altro a quel tempo di recente istituzione.
    Quello che però traspare dagli appunti olografi di cui sopra, è l’enorme, immensa etica racchiusa in ogni pensiero ed in ogni azione relativa anche a fatti della quotidianità, posti però in essere da un Uomo che sarebbe diventato poi Maestro nella Compagine Miriamica Ortodossa, pertanto punto di riferimento fondamentale nelle funzioni Iniziatiche.
    Infatti, ogni volta che per cause di forza maggiore debbo interrompere la lettura, sono un pochino triste, forte però della programmazione già a me nota per la prosecuzione della lettura stessa, anche perchè quando sarà disponibile il secondo volume, vorrò già aver sufficientemente metabolizzato il primo.
    Un caro saluto a tutti, con impegno di prossimi post man mano che la lettura procede.

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 421

    Nel prosieguo della lettura della Pietra Angolare, sempre all’interno dell’Archivio del Maestro Jesboama, colpisce e non poco la sintesi sulle radici della conoscenza, che sapevo fossero ancorate alla Terra d’Egitto, ma non conoscevo affatto dell’esistenza di una Lingua Sacra dei Misteri, l’Ebraico Antico, disconosciuta nei tempi, perfettamente maneggiata da Mosè in qualità di Sacerdote Osirideo, altro particolare quest’ultimo esplicitato in modo chiarissimo, il quale Mosè sintetizzò la conoscenza del Bereschit Egiziano nel Suo Sepher Jesirah o Libro della Creazione, onnicomprensivo di Scienza Filosofica, Teosofica, Cosmogonica e Magica, con triplice livello di linguaggio a seconda del “bacino di utenza”, differenziato tra il popolo nel suo complesso, gli Iniziati in fase di formazione ed i Maestri detentori e parimenti custodi dell’Arte.
    Sui rapporti matematici che presiedono alle leggi cosmiche, dopo averli letti più volte è bene ricominciare, perchè a me personalmente risultano di assai difficile metabolizzazione, pur essendo descritti e direi sviscerati con estrema semplicità.
    Buon proseguimento di lettura a tutti.
    Un saluto e buona domenica

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 421

    Nel post precedente, si è parlato dei 3 livelli di comunicazione in relazione al “bacino di utenza”! Nel prosieguo della lettura, viene chiaramente descritta l’origine della Scienza Sacra nella Grande Università Templare Egizia, frequentata tra l’altro, in tempi diversi, dai vari Pitagora, Platone, Aristotele (forse), ed altri Scienziati e Filosofi dell’Occidente più o meno antico, per quanto conosciuto. Questa “Regia Schola”, con nome mistico di Ermete Trismegisto, da intendersi quale Centro Scientifico che deteneva le chiavi di accesso ai 3 livelli di Conoscenza, o meglio di “Ordini Scientifici” da trasferire poi ai differenti bacini di utenza, relativamente: 1) alle dinamiche che presiedono ai fatti tangibili (di pertinenza del Corpo Sociale nella sua generalità), 2) alle Leggi a tali fatti sovraordinate e 3) ai Principi che governano il Cosmo, tali ultimi di competenza degli Iniziati nei vari gradi del percorso di Integrazione.
    Anche l’Arte Alchemica viene storicamente circoscritta con la finalità di permettere il fluire della Scienza Occulta attraverso l’Occidente nel periodo medievale, anche se, come menzionato in precedenza era parte integrante dei “Corsi Universitari” della Antichissima “Regia Schola” Templare Egizia. Proprio in ragione a ciò, gli Alchimisti, in primis quali Filosofi Ermetici, potevano essere contestualmente medici, oppure astronomi, filosofi, chimici, matematici e così via.
    Un saluto a tutti ed un appuntamento al prossimo post.

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 421

    Continuando la lettura del Volume Primo della Pietra Angolare, sono arrivato all’introduzione Storico Filosofica alla Fratellanza Taumaturgico Magica di Miriam del Maestro Jesboama, presente dalla pagina 447 in poi, e colpisce non poco l’attenzione l’estrema sintesi con la quale viene circoscritto il “problema analitico” della maggior parte delle Religioni, insito nella domanda tripartita: 1) da dove vengo; 2) chi sono; 3) dove vado. Ad un certo punto di tale introduzione, corrispondente alla Foto 11/7 dell’Archivio del Trust, viene riportato espressamente: l’angelo (quello simbolicamente decaduto) è “la mentalità libera che decade imprigionandosi in un corpo fisico e creando nel suo cammino un’anima”, da intendersi quest’ultima quale collante tra la mentalità libera (pensiero) ed il corpo materiale (involucro). Risulta pertanto di più facile comprensione la descrizione che ne deriva del Triangolo, simbolo che accomuna l’iconografia Cattolica con quella Massonica.
    Vero è che anche nell’Avviamento alla Scienza dei Magi, tale concetto viene descritto dal Maestro Kremmerz questa volta con modalità etimologica/filologica, partendo dal presupposto che l’Ens latino è l’Ente o Macrocosmo, e la Mens latina (Meus + Ens) è la infinitesima particella dell’Ente, inequivocabilmente individuata e quindi incarnata e definita nell’Uomo o Microcosmo. Di conseguenza, la progressione espansiva dell’intelligenza nell’essere umano, è uno sforzo o tensione costante della Mente individuale per tentare la fusione Virtuale con l’Ente Universale da cui trae origine.
    Sotto l’aspetto causale, mi sono posto una domanda: perchè tale mentalità libera ad un certo punto deve per forza di cose decadere? Non poteva rimanere mente libera e spaziare a piacimento nel Cosmo senza dover iniziare un tortuoso cammino, tra l’altro pieno di insidie devianti, per poi tornare alla libertà originale? Provo ad azzardare una risposta: forse, essendo l’Universo un continuum di mentalità creatrice e materia che va progressivamente modificandosi sotto l’impulso della prima, allora anche per quanto riguarda l’uomo, per partecipare pienamente alla Vita Universa ed aspirare alla Coscienza Universa, deve realizzarla mediante l’integrazione dei 2 fattori di cui sopra, in quanto il meccanismo sarebbe lo stesso che si esplica in tutto il Cosmo per qualsiasi tipologia di Creazione, un Impulso Mentale (Volontà Creatrice) agente su un fattore passivo recettivo, Naturalmente sensibile a modificazioni progressive sotto l’azione del primo fattore, e pertanto l’essere umano risponderebbe alle stesse identiche leggi, quindi il lungo e faticoso cammino è una dovuta adattazione ad un meccanismo che da potenziale dovrà (faticosamente) trasmutarsi in reale.
    Un saluto a tutti ed un appuntamento al prossimo post.

    wiwa70
    Partecipante
    Post totali: 344

    Ho concluso la lettura della Pietra Angolare I vol. che mi è stata compagna in queste ultime settimane e già mi manca…non vedo l’ora che arrivi il secondo volume! L’ultima parte mi ha molto sorpresa, neanche fosse la prima volta, come la Storia della Fratellanza avesse una Vita e Volontà proprie al di là delle persone, anche protagoniste, che l hanno attraversata e sostenuta, ad es.si dice che persino il Maestro Kremmerz avesse desiderato per la Fratellanza di Miriam qualcosa che si dimostrò una semplice speranza “quel TM avrebbe potuto in avvenire essere inteso per Templaria, invece che per Terapeutico Magica”! Allora sorgono tante domande: la finalità terapeutica per quanto nobile, era comunque stata pensata dalle Gerarchie, come transitorio “necessario” strumento evolutivo, visto la chiara involuzione della specie umana in quel momento storico preciso?? Ma il fine ultimo, secondo il Kremmerz, allora poteva essere quello di formare, come si dice in seguito, “una società pitagorica di estensione illimitata, nella quale ogni numero, relativamente al suo sviluppo, potesse giovare in ogni esplicazione della vita sociale, ai più bisognevoli di aiuto e di consiglio e formare una larga compagine salda di uomini che alla direzione dei destini umani, razze, nazioni, famiglie, s’imponessero in nome di due fattori eterni: LA RETTITUDINE NELLA GIUSTIZIA,L’ALTRUISMO PER SENTIMENTO DI SOLIDARIETA’”?? E’ questa la matrice comune quindi che la Fratellanza di Miriam ha con i nostri fratelli Massoni, i quali, infatti, sono ammessi fin nei primi gradi dei circoli esterni? Inoltre mi ha molto colpito l’UMILTA’ con cui il Maestro si rimette alla Volontà più profonda della Fratellanza di Miriam e del PROGETTO PRO SALUTE POPULI nell’ortodossia più severa e si tocca con mano la sua condizione Umana, Egli non ha avuto paura di “infangarsi le ali”, laddove mi sono sempre fatta l’immagine di un Dio che si “sporca” vestendo i panni dell’Uomo, ora vedo un UOMO che si vuole integrare con DIO, dal Basso della sua Umanità, e non dall’Alto dei Cieli!
    Questo mi ha fatto sentire più UMANA, parte di quell’HUMUS prezioso da cui ogni trasformazione e rigenerazione può partire!Attraverso la lettura ho potuto “interloquire” con i Maestri di Miriam dei nostri tempi recenti e questo è stato meraviglioso, la mia parte “bambina” ha fatto le capriole tutto il tempo, e ha viaggiato sollevata da terra e dalle miserie umane, almeno per un istante….GRAZIE DAVVERO DI CUORE AI NOSTRI AMATI E PREZIOSI MAESTRI DI MIRIAM e alla loro OPERA ORTODOSSA CONTINUA ed ININTERROTTA!
    Un caro saluto a tutti i fratelli e sorelle

    tanaquilla9
    Partecipante
    Post totali: 743

    E, si, caro garrulo, tutto è nella materia una che tutto ha in sé. La legge nel macro come nel micro è la medesima. Da qui il concetto di materialismo sacro del Kremmerz. Bisogna che noi, la nostra materia risuoni all’unisono con quella cosmica e per questo c’è la Schola con le sue pratiche. Tutto va realizzato nel concreto e non nel mentale che da solo non servirebbe.

    ippogrifo11
    Partecipante
    Post totali: 165

    Mi collego alle considerazioni di Garrulo e alla sintesi lapidaria di Sannitica per tentare un contributo ulteriore.
    La consapevolezza intelligente della materia vivente individuata può essere vista come manifestazione, ossia come epifenomeno, della stessa materia vivente, nel senso che da essa emerge. Sotto questo punto di vista, mi parrebbe una sorta di tautologia pensare di poterne direzionare il processo evolutivo, pur attraverso le “modificazioni progressive sotto l’azione del primo fattore” cui fa riferimento Garrulo. Tento di spiegarmi meglio.
    Il grado di consapevolezza dell’essere, per come esso si manifesta, è direttamente correlato alle caratteristiche evolutive intrinseche alla materia individuata. Allora, come potrebbe essere possibile, in queste condizioni e per conseguenza di un mero processo mentale, che è esso stesso prodotto dalla materia vivente che gli fa da sostegno, conferire una direttrice di sviluppo ulteriore? E poi, secondo quale direzione, dati i limiti stessi connessi con quel particolare stato individuato della materia vivente? Sarebbe un po’ come voler venire fuori da un pozzo tirandosi su per i capelli (nell’ipotesi che questi siano sufficienti e sufficientemente robusti per consentire un’operazione di tal genere). Ecco allora che interviene la Schola con i suoi strumenti rituali e ortodossi e, con essa, il lievito promanante dal Centro cui si è magicamente collegati. Infatti, è quel lievito che è in grado di produrre il fermento nuovo in grado di attivare e nutrire il processo evolutivo ulteriore; in grado quindi di introdurre nella materia vivente individuata quel “quid” trasmutativo senza il quale la materia resterebbe esattamente com’è. Del resto, come diceva il Maestro J.M. Kremm-Erz, il segreto della pratica è praticare; la quale pratica, per altro, non può pensarsi avulsa da un meccanismo di garanzia che ne assicuri efficacia e soprattutto allineamento rispetto alla finalità cui aspira il praticante. Ed ecco che di nuovo interviene la Schola, garante e custode “per Patto” dell’ortodossia di pratiche e metodi.

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 421

    D’accordissimo, Wiva, sul fatto che la Terapeutica non sia il fine, ma il mezzo, lo strumento su cui si appoggia il percorso evolutivo soggettivo, collettivo ed oggettivo che da potenziale deve progressivamente essere trasformato in reale. Però, tale finalità Magistralmente “pensata” dalle Gerarchie, se ci pensiamo bene è la più nobile e parimenti più sicura modalità di attivazione, in quanto nel dogma “pro salute populi”, è sigillato l’abbattimento di qualunque ipotesi egocentrica a favore proprio di quell’altruismo per sentimento di solidarietà al quale hai fatto riferimento. E questo credo risponda come al solito ad un criterio scientifico, nel senso che più ci si allena a tamponare le motivazioni egocentriche e di riflesso più si tenta la proiezione nella direzione Universa o più terra a terra solidale, da sperimentare anzitutto con tutte le persone con le quali, nella quotidianità andiamo ad interagire.
    Un caro saluto a tutti.

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 421

    Ho iniziato la rilettura della Pietra Angolare. Voglio fissare bene alcuni contenuti ed i passaggi chiave che hanno caratterizzato oltre un secolo di storia ininterrotta e ortodossa della Schola. Dai primi capitoli ho colto un riferimento, latente da circa 20 anni, cioè dal momento in cui avevo letto per la prima volta La Scienza dei Magi. Infatti, a suo tempo, mi ero domandato, ma senza troppe esigenze di risposta, il perchè il Maestro Kremmerz, si fosse molto soffermato nella descrizione dello spiritismo, del paranormale e dei fenomeni medianici nelle loro varie sfaccettature. Si comprende perfettamente nella Pietra Angolare, che all’alba del secolo XX, tali “discipline” si stavano affermando all’attenzione dell’intero sistema sociale, con proseliti in tutti i ceti, in quanto di più o meno semplice comprensione collettiva, vista la platealità dei fenomeni e senza particolari esigenze di penetrazione causale circa le modalità radicali alla base dei fenomeni stessi. Quindi era d’obbligo una estesa trattazione, che però il Maestro affronta in termini scientifici. Non riesco a non immaginare, in un quadro collettivo quale quello descritto, a cui va aggiunto il contraltare dell’affermazione del Positivismo Scientifico con nuove scoperte a ritmo incessante, le enormi difficoltà di approccio di un’Opera di propaganda di Magia, presentata al grande pubblico quale Corpus di Scienze Occulte, quindi Scienza Sintetica, o meglio ancora etimologicamente, Occulta Scienza dei Magi, con l’annessa costrizione dichiarata dallo stesso Maestro Kremmerz: “accolta freddamente da un pubblico che condanna senza ponderazione ogni novità lontana dall’ordine delle cose conosciute”. La mia personale riflessione, allo stato attuale è questa: un destino in embrione non può che esplicare il suo mandato biologico, se organi e funzioni concorrono al fine che li accomuna: coagulare la vita. L’Ortodossia ininterrotta è stata ed è il fluido vitale che attivando funzioni ed organi ne ha rese possibili 1) l’affermazione in un periodo di tempo così difficile quale quello descritto e 2) l’espansione progressiva specialmente negli ultimi decenni, ora perfettamente documentata e verificabile da chiunque ne nutra un sano interesse.
    Un saluto a tutti, al prox post.

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 421

    Continuando la rilettura della Pietra Angolare, mi è venuto spontaneo soffermarmi sulla questione dell’esoterismo occidentale e del suo “vizio radicato”, ampiamente trattato nei Capitoli I e II della prima parte del Volume. Il vizio in questione è relativo all’aspettativa sovradimensionata sia soggettiva che culturalmente accettata, che tendeva e tende a proiettare la dimensione magica in piena favola, senza alcuna considerazione scientifica circa i limiti sigillati dalle Leggi di Natura. Fondamentale in questa ottica, è la legge di progressività nella manifestazione dei fenomeni e nella penetrazione degli elementi causali che vi presiedono, utile a spazzare ogni iperaspettativa di conquista di fantomatici “superpoteri deliranti”, che, come menzionato al paragrafo 6, questo vizio era diffuso “ieri come oggi”. Proprio partendo da questo presupposto alterato, è possibile che si siano registrate, tra fine ottocento ed i primi del novecento, istanze di ingresso nella Schola provenienti con ogni probabilità anche da una frangia di soggetti “delusi” da logge massoniche o martiniste, o da seguaci di dottrine teosofiche e/o orientaleggianti. La rivisitazione di questo fenomeno, mi ha fatto tornare in mente il fatto che proprio su questo “vizio radicato” si basava la prefazione della Porta Ermetica, in quanto tutta quest’opera magistrale rimbalza tra le delusioni dei 3 amici riunitisi a Villa Speranza in San Remo (Caio Buddi, Mevio Mefisto e Sempronio Cristiano), e le fondamenta inossidabili che il Maestro Kremmerz (che mi pare che nell’opera così si qualifichi “ … propagatore di magia in fine del secolo XIX – coraggio di apostolo in ritardo… ed in Italia dove nessun uomo crede negli apostolati ideali”), pone alla Magia Isiaca ed Osiridea, intesa, forse così chiaramente per la prima volta nel corso dei secoli, quale Scienza Sacra e chiave di lettura progressiva dei fenomeni naturali sotto l’aspetto causale.
    Un saluto a tutti, al prox post.

    ippogrifo11
    Partecipante
    Post totali: 165

    In relazione a quanto espresso da Garrulo, ripropongo la citazione tratta dagli scritti del Maestro J.M. Kremm-Erz e riportata a pag. 351 della Pietra Angolare Miriamica:

    «L’arte di evocare gli spiriti e i dèmoni dovrebbe per tutti consistere nell’asservire angeli, spiriti e diavoli alle passioni umane e fare dell’uomo volgare una specie di padrone e donno di tutti i folletti e spiritelli dell’invisibile, per esser servito a mensa lauta senza indigestione, per colmare di oro forzieri profondi come caverne, e per godere le fanciulle più ritrose e le donne più oneste senza incespicare nel codice penale.
    In altri termini il pubblico grosso vorrebbe che gli dei, gli angeli, i dèmoni profanassero la loro natura divina, e godessero nello scendere ad imporchirsi nello stagno melmoso della umanità curiosa, per mettersi al servizio, come valletti in marsina, di poveri scemi che della propria vanagloria molto presumono e l’uomo mettono pari e pari con gli dei! »

    E, ove ancora permanesse qualche fraintendimento, sempre il Maestro J.M. Kremm-Erz precisa:

    «Il progresso, nell’evoluzione fatale, incessante, immensa di tutto ciò che è materia e spirito, trasforma e avvicina l’umanità (questi miliardi di insetti pensanti e filosofanti) alla potestà della forza creatrice di tutte le cose».

    «Motivo per cui – chiosa subito dopo il Maestro M.A. Iah-Hel – il percorso ermetico, da sempre, poggia inesorabilmente sulla universale Legge di evoluzione degli esseri, Legge della cui esplicazione la Scienza Sacra detiene le chiavi operative e della cui inviolabilità il Grande Ordine Egiziano, per quanto se ne sa, è ferreo custode.
    Legge che, essendo rigidamente progressiva, non ammette salti e soprattutto nulla concede alle velleità prevaricatrici di aspiranti maghi, di finti sacerdoti variamente paludati di orpelli e di tutti quegli illusi sedicenti “iniziati” ».

    Cos’altro aggiungere?

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 421

    Una cosa solamente che mi viene subito in mente leggendo il post di Ippogrifo: la Legge in questione è Legge di Giustizia Cosmica, inattaccabile (non intaccabile) da qualsiasi idea di prevaricazione che invece risponde esclusivamente ad aspettative parziali snaturanti, purtroppo insite nell’essere umano se non ne diventa consapevole e conseguentemente non ne prende le opportune distanze.
    Un saluto a tutti

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