LA PIETRA ANGOLARE MIRIAMICA – Alle stampe il I Volume della Trilogia

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  • garrulo1
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    Proseguendo nella rilettura della Pietra Angolare, voglio soffermarmi su di un altro particolare che credo degno di nota, cosa tra l’altro già letta sia nella Scienza dei Magi che nei Dialoghi. Mi riferisco nello specifico all’attenzione che il Maestro Kremmerz nutriva nei confronti della nascente psicanalisi e sulle tesi di Freud. Questo a dimostrazione, come sempre, della massima apertura e considerazione verso tutto l’apparato scientifico contemporaneo, ed in particolare nei confronti delle novelle Scienze Umanistiche. Il Maestro pone comunque in rilievo la differenza di livello esplorativo circa l’inconscio umano, che nel caso della psicanalisi partendo dagli atti mancati e/o accidentali rivela un primo approccio nella direzione della penetrazione di un fondo inesplorato, per affidare poi al transfer terapeutico, all’analisi dei sogni ed alla possibilità di regressione sotto l’impulso ipnotico il prosieguo della ricerca, mentre nell’Ermetismo Magico si punta dritti al contatto con l’io occulto o essere storico, seguendo però un percorso di avvicinamento progressivo, che per forza di cose deve pian piano riportare a quella condizione di equilibrio foriera di salute fisica e luce psichica, in quanto, sostiene il Maestro, alla base di tutti i disordini nervosi vi è sempre uno squilibrio misterioso che si irradia lungo tutto il sistema nervoso centrale partendo proprio dal cervello. In questo caso, mi pare che il cervello venga inteso sia come organo fisico e parimenti come presidente di tutta una serie di funzioni, vera e propria centralina di comando, ed il disquilibrio anzicitato, in proiezione può intaccare organi e/o funzioni. D’altronde Freud, al cospetto della corrente scientifica che gli era contemporanea, era decisamente sbilanciato verso la considerazione dell’essere umano con un proprio potenziale psichico per certi versi inespresso quindi latente, con un arsenale pregresso da riscoprire in qualche modo, mentre il valore psichico umano per la Scienza Positivista dell’epoca, era tutto contenuto nella produzione di energia biochimica più o meno raffinata. Fa riflettere anche stavolta il fatto che, presentare un Corpus di Scienze Ermetiche in un contesto quale quello sopramenzionato, fu una missione davvero titanica.
    Un caro saluto a tutti ed al prox post.

    ippogrifo11
    Partecipante
    Post totali: 165

    Dice Garrulo che “…nell’Ermetismo Magico si punta dritti al contatto con l’io occulto o essere storico, seguendo però un percorso di avvicinamento progressivo…”
    Mi par di capire, secondo questa affermazione, che sia l’individuo cosciente a entrare in contatto con l’individuo storico, sebbene con un “percorso di avvicinamento progressivo”. In proposito mi sorge un dubbio che vorrei qui manifestare nei termini seguenti: e se fosse l’esatto contrario? Ossia se invece di un avvicinamento progressivo si trattasse di una progressiva spoliazione delle proprie sovrastrutture così da permettere all’individuo storico di manifestarsi attraverso quello attuale?
    Ovviamente si tratta di un dubbio e nel campo delle opinioni nulla induce a privilegiare una o un’altra delle tante possibili.

    admin Kremmerz
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    Post totali: 1008

    rispetto all’ultimo post di garrulo, anche a me viene una domanda: ma siamo sicuri che l’Io occulto Kremmerziano corrisponda all’inconscio freudiano? Personalmente non ne sono così convinta. Rispetto poi al dubbio di ippogrifo mi sembra che le due cose si muovano all’unisono: mentre mettiamo in atto il “percorso di avvicinamento progressivo” che consiste anche in “una progressiva spoliazione delle proprie sovrastrutture”, l’individuo storico, pian piano, si manifesta.
    Original author: m_rosa

    admin Kremmerz
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    “…pare traboccare un’energia sottile e particolarissima che andrà a rarefarsi nell’etere per essere reiteratamente inspirata ed espirata – in un vortice spiraliforme – a scandire – in un ritmo sempre più incalzante – il via libera alla missione affidata a J.M.Kremm-Erz”.
    Le parole sono di matrice magistrale, tratte da “LA PIETRA ANGOLARE MIRIAMICA” e sembrano bonariamente ammiccare a quanto scoperto alcuni giorni fa. Infatti, in un articolo apparso per le notizie del mese della Royal Astronomical Society, un gruppo internazionale di astronomi che stavano osservando i resti della collisione di ben quattro galassie all’interno del grande ammasso Abell 3827 ha scoperto che la materia oscura (leggi “etere”…) potrebbe interagire con altra materia oscura in un modo diverso dall’attrazione gravitazionale. Diceva J.M. Kremm-Erz in tempi ancora distanti da Higgs, dal suo bosone e dal Campo Zero che “L’ETERE è unica e sola materia cosmica, Una. (…)Il movimento dell’etere genera luce e forma”.
    Per parte sua, Richard Massey, primo firmatario del suddetto articolo scientifico, annota: “Eravamo abituati a pensare che la materia oscura stesse lì tranquilla, badando solo a se stessa, fatta eccezione per l’attrazione gravitazionale. Ma se venisse rallentata durante la collisione, potrebbe essere la prima prova di una diversa fisica dell’universo nascosto intorno a noi.”
    La scienza, dunque, cammina. E cammina verso la conoscenza.
    La Tradizione Ermetica, intanto, posa immutabile: come solo la Verità…
    Original author: Shedyet

    admin Kremmerz
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    Post totali: 1008

    Unica e sola materia… Fa venire in mente il CREDO: “L’UN(A?) che tutto in sé contiene: moto, forma, forza, intelligenza, bene, amore e morte”.
    Original author: fler95

    garrulo1
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    D’accordissimo con m_rosa ed anche con l’ultimo post di ippogrifo: l’inconscio psicanalitico al massimo si avvicina cautamente al postulato ermetico dell’io storico. D’accordissimo anche sul fatto che, solo con una progressiva destrutturazione soggettiva si possa tentare un primo approccio con l’io occulto. Questo percorso graduale di spoliazione, mi pare passi sistematicamente attraverso un corrispondente processo di sublimazione della materia organica nel suo complesso, da quella più spessa a quella più sottile, processo comprensivo di più stadi intermedi, per cui si può presupporre, che ad ogni “step”, l’essere umano abbia sperimentato un cambiamento di stato della materia stessa. Tento di spiegarmi meglio: credo che in ballo vi sia il percorso progressivo di rigenerazione della persona operata da sé medesima, quasi di autoricreazione, dopodichè, la struttura organica complessiva (bio-psico-fisica) non è più la stessa di prima, e tale rigenerazione penso abbia comportato la liberazione dell’anima storica dai blocchi rappresentati da pregiudizi, sovrastrutture, impurità varie, pertanto verrebbero letteralmente a “mutare” anche le modalità di espressione dello Spirito, in quanto quest’ultimo viene a disporre, quale veicolo di contatto con l’ambiente circostante, proprio della materia sublimata nel suo complesso.
    Un caro saluto a tutti

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 421

    Continuando nella rilettura, ho colto, sicuramente in modo assai incompleto, data, com’è ovvio, l’estrema difficoltà dell’argomento, però un minimo mi torna, un collegamento tra l’Egitto antico e le vicende del popolo di Israele. Infatti, proprio l’Egitto antico, possedeva una lingua originale che nello stesso tempo era filosofica, allegorica e magica e tale linguaggio era il cd. Ebraico antico, a sua volta mutuato dal Chinese antico sotto l’aspetto letterale cioè per quanto attinente alla forma letterale, la cui dolcezza doveva appagare l’occhio, e parimenti anche dal Sanscrito per tutto quanto correlato all’armonia della pronuncia, questo al fine di appagare anche l’udito. Si apprende di conseguenza che il cd. BERESCHIT EGIZIANO, era una vera e propria chiave di accesso alle Idee Madri e quindi alle potenze astrali che si annidavano dietro le singole forme letterali. Se ho compreso bene, proprio dal Bereschit deriverebbe il Sepher Jesirah cd. Libro Cabalistico della Creazione, nel quale è racchiusa tutta la Scienza Sacra del suo tempo, quindi filosofia, cosmogonia, teosofia ed infine magia. La cosa che però più mi ha attivato l’attenzione in questo capitolo del libro, è l’estrema semplicità con la quale vengono descritte le finalità della Cabbala, tese alla decodificazione del significato originale celato dietro ogni lettera ebraica, in quanto, senza avere per le mani tale chiave di lettura, risulta praticamente impossibile addentrarsi nello studio e nella pratica della Forza Universale nelle sue innumerevoli manifestazioni.
    Un caro saluto a tutti.

    admin Kremmerz
    Amministratore del forum
    Post totali: 1008

    Ci sono letture che si fanno d’un fiato, altre che vanno centellinate, questa è una lettura che si può respirare a seconda del ritmo impresso al passo e della tensione alla meta…
    La meta.
    Più cammini e più si allontana, come l’orizzonte.
    Eppure più cammini meno ti importa di raggiungerla, perché apprezzi la bellezza del camminare, un po’ come narrava Guglielmo Tell nel suo viaggio a Compostela.
    La meta…
    Certo, fare un passetto significa sapere di non avere faticato invano, ma la meta è un po’ come le medagliette degli innamorati di una volta: più di ieri meno di domani.
    Sarà possibile volare? sarà possibile incontrare chi ami e chi hai amato e COSA ami e COSA hai amato e accorgersi che il tempo, forse, dopotutto, come nell’entanglement, è solo un’illusione dimensionale?
    Chi si nasconde al fondo di noi, quando molliamo la facciata e le difese ed emerge la piega dell’anima, tenace come quella di un pantalone?
    La meta…
    L’unica certezza, l’unica GRANDE certezza è… la MIRIAM.
    Regina Eterna.
    Ed eterna ROSA.
    Original author: Laura

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 421

    E’ proprio la meta il primo fattore da comprendere, per quanto sia possibile comprenderlo, perché, se esiste una meta, esiste sicuramente una via per tentare di raggiungerla. Vero è che, come dice il proverbio, “tutte le vie portano a Roma”, ma, sulla via della Città Eterna, ci si può incamminare imboccando l’autostrada, la cui circolazione di natura prettamente “omogenea”, presenta potenzialmente meno pericoli e meno distrazioni rispetto a strade urbane, interne, a volte sterrate oppure in cattivo stato di manutenzione, che obbligano ad intraprendere percorsi più lunghi, arzigogolati, comunque più pericolosi vista la natura più “eterogenea” di tali percorsi, quindi nel complesso maggiormente o decisamente dispersivi, a meno che, ad un certo punto, non ci si accorga che è bene utilizzare la prima diramazione disponibile per immettersi nell’autostrada sopra menzionata. Questo breve preambolo, mi è utile per agganciarmi al Capitolo del Libro che tratta del Grande Ordine Egiziano: per quanto ne ho compreso, un Organismo Iniziatico Strutturato, mi viene da definirlo “Universalmente Condiviso”, quale Eterna Garanzia di accesso alla Conoscenza quale Via Evolutiva, a custodia e tutela del Patrimonio Iniziatico attraverso le Ere, permettendo in questo modo la Perfezione (partendo però da un meccanismo di perfettibilità) delle Virtù Umane, proprio per mezzo della Scienza Pontificale Egizia, per sparire solamente se un giorno infelice, all’Uomo dovesse piacere “di ignorare d’onde viene e dove va”. Da qui, si comprende senza ombra di dubbio, l’importanza fondamentale e strutturale della Pragmatica, della protezione e contemporaneamente del controllo rigido dell’Ordine anzicitato a suggello e garanzia dell’intero impianto iniziatico, al punto di concepire la Schola come emanazione dell’Ordine stesso, e contestualmente quale idoneo contenitore adatto a recepire per esteso il travaso della Tradizione Ermetica.
    Un caro saluto a tutti.

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 421

    Man mano che la rilettura scorre, si fissano un pochino di più concetti che in prima battuta non dico fossero sfuggiti, ma non avevano richiesto un particolare input di attenzione specifica. Quindi ancore due parole sul Grande Ordine Egiziano. Manifestatosi detentore della Sacra Scienza Pontificale Egizia, a sostegno e quindi supporto della medicina convenzionale e della terapeutica più in generale, pertanto la terapeutica “ieratica/rituale” diventa modalità di pratica pro-salute-populi, quindi finalizzata al bene ed alla salute nel contesto sociale, e parallelamente strumento fondamentale all’evoluzione del singolo praticante, quindi da intendersi quale idonea leva di azione per stimolare il potenziale umano nella direzione della Perfezione delle Virtù Umane. Però, per stimolarla negli altri, occorre che qualcuno la possieda, o meglio ancora l’abbia realizzata tale Perfezione, altrimenti non se ne fa nulla. Credo che questa caratteristica fosse e sia propria della Casta Sacerdotale e quindi dei “ Pontefici Egizi”, Uomini e Donne che, per l’altissimo grado evolutivo conquistato, sono in grado di possedere la Scienza della Vita conoscendone le Leggi che vi presiedono, di praticarla e di “trasfonderla” negli altri, quindi etimologicamente Ponti tra il flusso della Vita stessa e quegli esseri nei quali, il fermento motivazionale ed evolutivo, li spinge inesorabilmente a domandare l’approccio a questa Scienza Sacra.
    Un caro saluto a tutti.

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 421

    Ho ripreso il prosieguo della rilettura, anche se per la verità, in questo periodo procede un po’ a rilento. Siamo alla riattivazione della SPHCI del 15 agosto 1906, ed a tale proposito compare la Circolare del Segretario Generale di allora, Fratello Virginio Bernard, e contestualmente compare anche la pubblicazione della Porta Ermetica, con annessa prefazione contenente la Dedica a Maria, improntata sulla disamina del Caracter Adeptorum e della Cavea Sibyllarum. Questo è stato uno stimolo a rileggere tale Dedica, e mentre per il Caracter Adeptorum l’implicazione di Natura Ermetica resta per me velata, mi ha colpito l’iconografia della Cavea, in quanto tale antro è circondato da un fregio ovale che mi sembra identico all’immagine dell’Uroboro, e dentro tale perimetro, le Sibille, agiscono sull’elemento Terra con fatica, senza la qual fatica, credo, il loro “Pectus” non può far manifestare il Numen. Forse è l’ennesimo monito che ci indica che le fatiche evolutive iniziano proprio dall’Almo Suolo, quindi dal piano terra ed è su tale piano che bisogna concentrare il lavorio iniziatico.
    Un caro saluto a tutti.

    garrulo1
    Partecipante
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    Nel prosieguo della rilettura, una riflessione sul Quadro/Vessillo con la Magistrale Effige del Maestro Kremmerz, eseguito nel 1910 dal Preside dell’Accademia Porfiriana di Taranto, Ing. Giuseppe De Cal. Proprio tale Opera costituiva il fisico strumento di contatto in quel momento storico tra J.M. Kremm-Erz che via via, visto il particolare momento assolutamente non favorevole, tra l’altro propedeutico al Primo Conflitto Mondiale e poi all’avvento del Fascismo con tutti i problemi che ha comportato, si avviava ad un lavorio sistematico ma “dietro le quinte”, e Domenico Lombardi, manifestatosi progressivamente come Segretario Generale della SPHCI, Segretario del Consiglio Magistrale dell’Ordine, Delegato Generale (Insostituibile) e Maestro dell’Ordine. Pertanto tale Vessillo, come compare anche nella Pietra Angolare del 1989, rappresenta uno degli strumenti originali di contatto a garanzia della trasmissione Ortodossa (a sua volta passato nelle mani ortodosse dei Maestri Harahel e M.A. Iah-Hel), unitamente al Timbro metallico a secco, raffigurante la Corona Iniziatica quale suggello garante di tutta la documentazione proveniente dalla Delegazione Generale, oltre alle Istruzioni Rituali ed altri molteplici strumenti opportunamente menzionati e perfettamente documentati nella Pietra Angolare.
    Un caro saluto a tutti.

    garrulo1
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    Eccomi nuovamente all’Introduzione Storico Filosofica sulla Fratellanza di Miriam, del Maestro Jesboama. Come al solito, qualcosa di nuovo viene messo a fuoco, mentre parecchio, purtroppo, sfugge ad un sistematico aggancio di consapevolezza soggettiva. Ovviamente, è bene volgere l’attenzione a quella piccolissima porzione di bicchiere con contenuto, anziché alla stragrande parte di bicchiere del quale il contenuto ancora non si vede, o meglio, ancora non è circoscrivibile nell’esperienza soggettiva. In tale manoscritto, ad un certo punto (Foto 11/15), compare una descrizione estremamente sintetica di cosa si debba intendere per MAGIA: “è la conoscenza scientifica di tutte le leggi sussidiarie della legge unica, tanto nel mondo delle forze conosciute o note, quanto nel campo delle forze ignorate od occulte”. Infatti, nel prosieguo dell’Introduzione, ad un certo punto compare un’altra Perla, tanto luminosa per quanto sintetica (Foto 11/23) : “Or bene tutti i simboli e geroglifici degli antichi sapienti non ci dicono che questo: Eà ha due facce, una visibile, che rappresenta la sua manifestazione nel mondo dei sensi fisici, cioè la Natura dei moderni filosofi materialisti; e l’altra invisibile, che rappresenta lo spirito della natura, cioè l’Intelligenza che è legge di ogni manifestazione della natura”. Quindi viene spontaneo pensare che il corpo umano funziona con tutta la sua macrocomplessità di funzioni attive, solamente perché a monte, vi è un’anima che disciplina e regola tutti i processi e le relative mansioni. Questo Principio ovviamente vale per tutti gli esseri che popolano i Regni della Natura Visibile, per ognuno armonizzato al relativo stato di sviluppo. Immancabilmente, alla Pagina 471, Foto 11/26, arriva diretta la spiegazione Magistrale, riferita in particolare al Fattore Umano: “Dovunque tu volgi uno sguardo, tu trovi un dolore. Chi soffre? E’ la materia. Lo spirito umano, che è divino non sente il dolore che in ragione della sua involuzione nella materia. Se subisce la materia, egli spasima come la materia; se la domina egli la sana: eccovi il principio fondamentale della medicina occulta, sacra o jeratica”.
    Un caro saluto a tutti.

    admin Kremmerz
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    io mi chiedo potrebbe essere preso il dolore fisico ( come segnale di avviso che qualcosa non vada bene non sul piano fisico ma per la nostra evoluzione ed allora venga richiamato dal nostro io profondo uno stato di malessere tale da dover per forza mettere mano ) del quale non siamo , o siamo in grado coscientemente di interpretare più o meno in base al nostro stato evolutivo, ed inoltre mi domando ma siamo sicuri di dominare la materia o l’Idea risanatrice che agisce e domina il sintomo andando poi a modificare la materia . e quindi sanarla ?
    Original author: luigi

    admin Kremmerz
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    La Pietra Angolare Miriamica, come è nel metodo ermetico e nella adattabilità della Tradizione, risveglia sempre un ‘modo’ di guardare (all’Umanità, alla Natura, ecc.) che si conferma prezioso anche in un’epoca come la nostra: tecnicamente avanzata ma opprimente per ridondanza di stimoli; infatti, nel volume vengono sollecitate attenzione e curiosità attiva quali utensili di lavoro, e l’esempio di Kremmerz, Maestro dei Maestri, e Jesboama e, ovviamente, della Delegazione attuale (e attualizzante!), spingono e propiziano a guardarci intorno e dentro con altri occhi. Il libro, che ha fatto irruzione nel panorama editoriale di nicchia (esoterica) e per contro si colloca entro una visione plurisecolare del divenire umano, a pag. 143 e per penna del Maestro Jesboama esplicita una concezione della scienza ermetica in chiave scientifica che potremmo definire ‘senza tempo’:

    La scienza occulta può essere considerata anche al giorno d’oggi sotto un triplice aspetto scientifico, cioè: – o come dottrina tradizionale, che fornisce al filosofo ed allo storico degli elementi di studio completamente nuovi (…); – o come metodo analogico che è un nuovo utensile di lavoro offerto a tutti gli studiosi contemporanei e che maneggiato a dovere può dare splendidi ed insperati risultati; – od infine come arte pratica tale da riprodurre i prodigi operati da alcuni uomini i cui nomi sono scritti a lettere d’oro nella storia.

    Luciano Galleani visse a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, dunque sono tanti gli anni che separano i suoi scritti dalla nostra contemporaneità. Non c’era stata la rivoluzione tecnologica, né le due guerre mondiali e la società occidentale era senza dubbio molto meno alfabetizzata di oggi. Nondimeno, Kremmerz stesso riferisce ‘fermento’ per le nuove discipline, mentre pare che al 2015 l’attenzione abbia diritto di esistere solo per la cronaca – nera o rosa – e/o per la chiacchiera politica.
    Alla televisione, nei notiziari radiofonici, sui giornali si è fugacemente sentito parlare di Plutone e della sonda che lo esplora: eppure, sembra che al suo interno vi sia un oceano e depositi di ghiaccio di azoto simili ai ghiacciai della Terra. Né l’informazione si è occupata per più di qualche ora di Kepler 452b, pianeta nell’area abitabile di un sistema stellare analogo al nostro ma ‘più anziano’ e distante 1.400 anni luce (le foto sono commoventi e, per certi aspetti, sconvolgenti di un ordine costituito sull’egocentrismo tutto terrestre degli umani).
    Non ha neanche avuto l’onore dell’informazione fuori rete uno studio pubblicato sulla rivista “Advanced Materials” proveniente dall’Università di Nottingham, cittadina del Regno Unito famosa per lo sceriffo che avversava Robin Hood ma per nulla celebre per l’importante novità di oggi: grazie a un nuovo tipo di cultura si potranno produrre a miliardi cellule staminali embrionali umane pluripotenti, così che la medicina rigenerativa farà un balzo e sarò possibile riparare tessuti danneggiati da traumi o malattie.
    Nessun dibattito sulle implicazioni di queste scoperte, nessuna tavola rotonda sulla concreta possibilità di altri mondi né su quella che il corpo contenga in sé la possibilità di ricostituirsi in salute.
    Pazienza… !!! La Pietra su cui poggia il nostro divenire ci dà Qualcosa che non ha prezzo e – anche – il diritto/dovere di trasmetterLo. Come scrisse (e scrive!) la Delegazione Generale:
    “…credo a questa missione pitagorica italica come il segno di un rinascimento filosofico, scientifico e artistico, impossibile nelle mani che ancora stringono la ferula scolastica del Medio Evo”.
    Original author: lino

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