Il cibo filtrato dai 5 sensi e… sublimato dal sesto senso

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  • garrulo1
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    Post totali: 316

    Riparto dallo zafferano, per approdare ……….. al bergamotto. L’abbinamento ha una sua radice, più emotiva che etimologica. Parlando tempo fa di alimentazione più in generale con il Medico di Base, che conosco da molti anni e con il quale esiste un ottimo rapporto, ad un mio accenno alle proprietà del bergamotto, lo definì nell’immediatezza: “lo zafferano degli agrumi”. Molte ricerche in campo scientifico, pare abbiano dimostrato come i flavonoidi presenti in tale frutto abbiano un’azione simile a quella delle statine di sintesi, con riflesso sul contenimento dei livelli di colesterolo cattivo. Personalmente, ne bevo mezzo bicchiere tutte le mattine. Il colesterolo è un po’diminuito, le statine le ho ridotte, non eliminate (d’accordo ovviamente con il medico di base). Inoltre, grazie ad un polifenolo contenuto nel succo, svolge anche azione ipoglicemizzante, ma su questo aspetto non ho riscontri sul piano personale, avendo la glicemia da sempre nella norma. Ricordiamo poi ancora proprietà antiossidanti (oggi….. anti-age), grazie alla sinergia di un elevato contenuto in Vitamina C e Vitamine del gruppo B. Ahimè, però, molta Vitamina C, altrettanto acido citrico e stimolo dell’appetito, io sono un gruppo zero, per sua natura già vorace ab initio…… (pazienza). E’sempre consigliato comunque, prima di un utilizzo regolare, due parole con il proprio medico. Inoltre, da questo agrume (la cui coltivazione è circoscritta quasi esclusivamente in Calabria nel tratto di costa da Villa San Giovanni fino all’area di Siderno), si ricava anche un olio essenziale che, preso nelle giuste dosi, ma non so quali siano, pare abbia proprietà toniche per l’umore, rilassanti e antidepressive.
    Per intanto, con un pizzico di sincero buonumore, auguro a tutti i naviganti un’ottima giornata.

    anima critica
    Partecipante
    Post totali: 29

    Caro garrulo, mi ha sorpreso la ,
    “mozzarella amche cruda da gustare”. Ma come, mi sono detto, la mozzarella si mangia prevalentemente cruda! Poi mi sono ricordato di un tuo post nel quale parlavi di un amico che aveva piantato un albero di banane nei dintorni di Torino… e allora ho capito! Quella specie di polistirolo espanso, che alle tue latitudini passa per essere mozzarella, forse può essere mangiato solo cotto! Ma la mozzarella, quella vera, è tutta un’altra cosa!
    Una buona serata a te e a tutti i naviganti.

    holvi49
    Partecipante
    Post totali: 88

    Faccio un caro augurio a garrulo1 di passare qualche volta da Napoli e gustare una grandiosa mozzarella di Aversa: allora sì che ogni ritrosia per i formaggi verrà fugata! “…ti fai dare mezzo chilo di mozzarella di Aversa, assicurati che sia buona: prendi queste due dita(indice e pollice) , premi la mozzarella: se cola il latte la prendi, se no, desisti”. Film Miseria e Nobiltà.

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 316

    Caro Anima Critica, vero assai che la mozzarella doc, va gustata così com’è, magari appena dopo foggiata dai mastri caseari con vena artistica. Però, fino ad alcuni anni fa, riuscivo a gradirla sulla pizza, mi spingevo a gusti più “tonici” ordinando la margherita rinforzata con mozzarella di bufala, ma più in la non riuscivo proprio ad andare. Sono poi arrivato, dopo non pochi sforzi, a gradirla appunto anche cruda, non mi fermo più di certo dinanzi ad una strizzatina di anticipazione ad una mozzarella di Aversa che, solo se gocciola, come abilmente consigliatomi da Holvi, può essere gustata fino in fondo. Qua a Torino, compro una mozzarella pugliese fresca, “tecnicamente” la chiamano nodino ……. va bene sia per la pizza che appunto da assaporare cruda.
    Vista l’ora e le premesse, auguro a tutti i naviganti un buon pranzo, foriero di un’ottima giornata.

    g_b
    Partecipante
    Post totali: 38

    Buon pomeriggio a tutti voi, questo thread alla fine mi ha ispirato fino al midollo! e vorrei condividere (lungi da qualsiasi forma narcisistica o di auto celebrazione), come è maturata “visivamente” la discussione alla quale tutti abbiamo partecipato.
    In un quadro ( sono un pittore ) e in un testo, allego entrambi nel corpo di questo messaggio.
    Vi ringrazio tutti, consideratevi in parte autori di questo lavoro.

    PSICOSOMA, 2019. olio su tela 240 x 160 cm

    “..credo che ogni cosa abbia bisogno di un tempo, ne è incontrovertibile prova il modo in cui operano le leggi della natura.
    Da quando inizio un dipinto a quando finisco, passa una quota di tempo che non è possibile comprimere.
    Lo fa il mondo, nelle sue corse quotidiane che producono aspetti sempre parcellizzati della vita.
    Io rivendico, attraverso la mia pittura, un tempo diverso: quello del mediterraneo profondo e antico.
    Psicosoma è infatti, un lavoro che parla delle conseguenze dell’aver depredato la vita dal suo tempo naturale, questi effetti, oggi comprovati definitivamente dalla scienza ufficiale, si manifestano nelle disfunzioni del nostro organismo fisico in reazione all’impossibilità psichica di reggere una realtà disarmonica alle profonde necessità umane.
    In un campo visivo astratto, avvengono scambi metabolici ideali tra cervello e stomaco.” GB

    psicosoma, 2019. GB

    holvi49
    Partecipante
    Post totali: 88

    Molto suggestiva questa rappresentazione, a mio avviso, di fusione tra encefalo e stomaco : vi vedo un riverberarsi di attività in continuo interscambio dove all’elaborazione dell’uno fa seguito la risposta dell’altro in un ciclo di ascesa e discesa.

    lilia
    Partecipante
    Post totali: 5

    un fraterno saluto buone feste a tutti lilia

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 316

    Leggo solo ora con attenzione il post di G_B. Incontrovertibili le affermazioni del Tuo scritto. Psicosoma sintetizza nel bellissimo dipinto, quanto il secolo scorso e sopratutto quello attuale ci impongono: bioritmi sempre più frenetici e purtroppo sempre più distanti dai Ritmi di Natura. Conseguenza sotto gli occhi di tutti, messa a fuoco per bene dalla Scienza, aumento esponenziale dei disturbi psicosomatici appunto, testimoniando il fatto che, con grandi numeri all’interno del tessuto sociale, molte persone scaricano sul fisico una qualche forma di disagio a livello psichico. Penso che in primis, ci sia la difficoltà di mantenere un giusto e dinamico equilibrio tra gli input della quotidianità e le esigenze profonde dell’essere, che, se troppo compresse da bisogni e/o aspettative artificiali, occludono le vere esigenze diciamo così dello spirito, il quale che piaccia o nò, sotto sotto, ce la mette tutta per far sentire le sue istanze. In tempi assai meno frenetici, ma comunque già forieri di grandi cambiamenti per l’umanità tutta, il Maestro Kremmerz, a proposito del continuo interscambio tra encefalo e fisico, così scriveva, se ben ricordo, che il “morale agisce sul fisico, che a sua volta reagisce sul morale”, e ben si comprende che, se l’azione prende una piega al negativo, prima o poi, purtroppo, qualcosa succede.
    Ancora una buona domenica

    g_b
    Partecipante
    Post totali: 38

    Vi ringrazio di cuore per i vostri commenti, per i complimenti e in special modo per gli spunti sui quali riflettere.
    Vi seguo con attenzione quotidianamente e vi auguro delle felici festività, nel segno della luce che tutto rinnova e illumina.
    A presto, Giuseppe

    Angelo
    Partecipante
    Post totali: 44

    Ho letto le Vostre osservazioni su questo tread che mi hanno fatto molto riflettere. senza voler entrare nello specifico della discussione, in quanto non credo di averne spiccate capacità, sul punto credo sia anche di aiuto ricordare un esempio che da millenni è praticato da milioni di fedeli: il rito dell’Eucarestia. Con l’atto di “mangiare” l’Ostia consacrata, il fedele partecipa ad un pranzo che non è assolutamente riconducibile al valore del nutrimento materiale, ma bensì solo e soltanto a quello spirituale. Non mi volgio richiamare ad un dogma di tipo religioso (in quanto la fede è personale e viene vissuta da ognno di noi in modo diverso), ma è del tutto chiaro che la storia ci insegna che il nutrimento può e deve anche essere portato su di un livello superiore a quello dei cinque sensi. Se si ripensa all’Eucarestia, introducendo nel corpo un pezzetto di pane, viene immediatamente sublimata l’idea del contatto con il Cristo, rendendo l’atto un atto di magia per il credente.
    Da qui, si può anche partire per un viaggio a ritroso nel tempo, dove si trovano numerosi precedenti in cui l’atto del “mangiare”, corrisponde esattamente a voler stabilire un “contatto” con elementi superiori, divini o no.
    Io mi attengo ad una dieta leggera, soprattutto vegetale, evito il glutine (anche se non sono ciliaco) e la carne. Ma le poche volte che torno ad assaggiare piatti della mia infanzia, il c.d. sesto senso mi pervade, perchè in quel momento il cibo diventa anche un nutrimento dell’anima, risvegliando ricordi così piacevoli e a volte persi nella memoria, da rendere quell’atto unico.
    Vi abbraccio e Vi saluto.

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