Nato il primo germoglio sulla Luna

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    Articoli
  • wiwa70
    Partecipante
    Post totali: 165

    Ebbene sì, caro Peter, concordo sicuramente quando dici “non teoricamente ma esistenzialmente, nel sentirsi parte della Vita per formare un tutt’uno” a cui aggiungerei anche l avverbio di molto concretamente: una trasformazione vera, infatti, alias la morte del seme a sé stesso, affinché diventi germoglio, non può essere solo teorica ma necessariamente pratica, così come pratica è l opera di metamorfosi evolutiva della Materia che nella Schola si compie,con gli strumenti a disposizione,in modo graduale,visto che la Natura non fa salti…. Chissà se sarà questo che intendeva G.Kremmerz quando diceva” che per capire una cosa bisogna diventare quella cosa”? Un caro saluto e a presto

    Buteo
    Partecipante
    Post totali: 56

    Ringrazio Admin per il filmato e il messaggio contenuto.
    Mi sento di condividere buona parte dei pensieri di holvi49. Più difficile mi è intendere la relazione fra emozione e Amore. Perché ci emozioniamo sì alle immagini belle colorate e morbide della Natura. Ma, se la Natura riveste altre forme e colori, che succede? Non uccidiamo forse la cimice, colpevole di esser marrone e puzzolente, e… se la cimice fosse verde? fa lo stesso. Non schiacciamo la zanzara? Il cui nutrimento son quelle poche emazie della goccia di sangue che ci succhia, indubbiamente vive, ma in numero così esiguo da essere ininfluente alla nostra vita… Eppure, per quel ponfo e quel fastidioso prurito, merita inesorabilmente di morire. E le pulitissime formiche? E i ragni? Oddio, orrore! Serbatoi di chissà quali veleni… e poi, ricettacolo di sporcizia e polvere. Al proposito, proprio leggendo di streghe e masche, mi è ritornato agli occhi lo stereotipo della strega che vive in una casaccia con ragnatele, topi, pipistrelli.., amante d’immondizia e sudiciume? E perché non, invece, rispettosa della vita? Della vita in ogni sua espressione, al punto da non uccidere in modo gratuito neanche un ragno, una mosca, una formica.. E sì, insopportabili mosche che ci ronzano attorno.. e zag! una palettata, fine della storia! Eppure nei documentari o andandovi di persona vediamo bimbi africani indifferenti alle mosche sul loro viso.. E poi, l’avete vista anche voi la pubblicità della collezione di insetti esotici, bellissimi, coloratissimi venduti incapsulati nel plexiglass.. per il godimento dei nostri occhi e di mocciosi che presto li getteranno nell’immondizia? Quelli erano vivi.
    Ricordo bene le parole del Maestro qualche tempo fa quando ci disse: tutto è Natura… anche l’odore di stalla è Natura, sottintendendo, nello specifico, essere Natura anche ciò da cui si emana.

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 318

    Nel filmato ho trovato bellissimi anche i pipistrelli che di solito si evitano. Questo perché è la funzione di impollinatori e di trasmissori della Vita che commuove, cioè muove insieme – unisce, non solo il bel colore o il bell’aspetto. Capisco anche più efficacemente perché nei sigilli della Creta minoica molte farfalle e libellule volano attorno ad una Dea.

    m_rosa
    Moderatore
    Post totali: 159

    Sono perfettamente d’accordo Buteo, tutto è Natura e ciò che emoziona, al di là delle sue mille forme, è la Vita, che vi palpita dentro. Mi rimane difficile disgiungere la Vita dall’Amore, mi sembra un po’ una contraddizione in termini, come può, mi chiedo, esistere l’una senza l’altra?
    Condivido, inoltre, il tuo sdegno verso la moda naturista di questi ultimi tempi, tutti ecologisti con le pattumiere piene di cibo sprecato! Non sono, invece, d’accordo sul discorso degli animali, non sono vegetariana e uso i fornelletti contro le zanzare…

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 206

    Una cosa sul post di Wiwa voglio aggiungere: la massima del Maestro Kremmerz che affermava che per conoscere una determinata cosa, a qualunque Regno della Natura appartenga, bisogna diventar la cosa stessa, mi pare indicativa di una spersonalizzazione dall’io egocentrico a favore di un altro essere, forse perché solamente vivendo coscientemente questo processo cognitivo si può veramente diventare un tutt’uno con un altro, e comunque identificarsi nell’altro implica l’abbandono della componente egoistica avvitata su sé stessi. Anche qui, come sempre, credo proprio si tratti di processi graduali, un microgranulo per volta, giorno dopo giorno.
    Una buona serata a tutti i naviganti.

    Kohan Peter
    Partecipante
    Post totali: 21

    G.Kremmerz quando diceva” che per capire una cosa bisogna diventare quella cosa”

    In effetti, questo fa comprendere come… l’Essere non dipenda dal Fare e la pratica della Legge non sia sufficiente per fare Santi… Permette però di prendere coscienza delle cose – assumendole in sé – e cercarne il significato, non tanto realizzativo inteso in termini materialistici, quanto identificativo nella sua stessa essenza e nella gratuità di ciò che viene emanato incondizionatamente da sé.

    Quando osservo un fiore, riscopro una parte separata o emanata – apparentemente distaccata – di me, che ha preso forma e sostanza nella materia riscontrabile esternamente da me, percepibile a diversi livelli e piani dell’esistenza, quindi dell’essere.

    Credo però che, l’unità fra tutto “faccia” Uno solo, eppure… l’Uno “sia” superiore a tutto: nulla può infatti eguagliarlo o delimitarlo definitivamente.

    Quando arrivo ad usare i miei sensi attraverso le cose, concretizzo a partire da me stesso, la realtà unificata della vita e l’esistenza, che mi apre, ovvero risveglia il mio Io ad un piano più Alto di coscienza ed azione dell’essere.

    Mi viene da dire che, ciò che si concretizza, diventa anche reale, svanendo nella sua sostanza unitaria, come facente parte d’un Corpo solo… Ciò che si perde, lascia traccia nell’illusione apparente e separata di sé, esternamente, distaccatamente, incoscientemente…

    mercuriale2011
    Partecipante
    Post totali: 53

    Ringrazio anch’io la Direzione per l’emozionante e bellissimo video e tutti voi per le stimolanti riflessioni.
    Condivido il pensiero di M. Rosa e Tanaquilla che ciò che emoziona è LA VITA e il suo perpetrarsi
    Tutto è natura è vero, nel bello e nel brutto, allora mi viene da pensare che forse certe immagini, certi colori e forme nella loro armonica perfezione ci emozionano perché evocano il momento della generazione, della nascita della Vita in tutta la sua bellezza. Altre, come diceva Buteo invece, ci rimandano ad un altro aspetto della Vita, meno bello, perché più difficile da accettare, ma sempre necessario per la trasformazione della Materia, il suo disfacimento …..la Morte.
    E’ però attraverso questi processi che il bruco diventa farfalla rinascendo a nuova Vita!
    Un caro saluto ai naviganti

    ippogrifo11
    Moderatore
    Post totali: 80

    Finalmente sono riuscito a dedicarmi il ritaglio di tempo, come lo volevo e con le condizioni che volevo, per immergermi nel breve filmato postato dalla Direzione e farmi catturare dal miracolo della Vita. La Vita è nelle sue infinite trasformazioni; la Vita è cooperazione e armonia. La Vita è bellezza e spesso, anzi quasi sempre, la bellezza è semplicità. E la semplicità è diretta, immediata, e non ha bisogno di troppe parole per farsi comprendere. Un caro saluto ai naviganti tutti e che nell’attraversamento dell’oceano della vita resti ben salda la barra del timone.

    m_rosa
    Moderatore
    Post totali: 159

    Grazie dell’augurio, Ippogrifo, io credo che finché abbiamo i nostri Maestri a sorreggerci, il timone rimarrà saldo, dunque grazie! Vorrei condividere con tutti voi parte di una poesia di Fernando Pessoa:
    “… L’unica cosa artistica è la Terra tutta
    Che varia e sta sempre bene ed è sempre la stessa.
    Penso a questo, non come chi pensa, ma come chi non pensa,
    E guardo i fiori e sorrido…
    Non so se essi mi comprendono
    Ne’ se io comprendo loro,
    Ma so che la verità sta in loro e in me
    E nella nostra comune divinità
    Di lasciarci andare e vivere sulla Terra
    E farci portare in braccio dalle stagioni lieti
    E lasciare che il vento canti per addormentarci
    E non aver sogni nel nostro sonno.”

    ippogrifo11
    Moderatore
    Post totali: 80

    Poesia è arte della parola e dietro ogni espressione artistica vi è l’immediatezza del “sentire”, del quale l’artista cerca in qualche modo di farsi tramite. Grazie per i versi, m_rosa: anch’essi, come ogni altra cosa di bello che ci regala la Vita, possono esserci di conforto nel lavorio quotidiano e incessante di trasformazione del nostro essere. Ancora un caro saluto a tutti i naviganti del sito.

    Sal
    Partecipante
    Post totali: 6

    Come si fa a comprendere se per comprendere bisogna essere la cosa stessa? Ecco dunque che significa “amore”: quando ami TU diventi UNO con chi/che cosa ami, e senti e vedi e tocchi come se fossi l’oggetto del tuo amore e sei tu stesso reso oggetto di quell’amore. E così CONOSCI e così diventi quella cosa, quella persona, in un continuum che non riesce più a distinguere dove finisce ciò che chiamavi ‘io’ e ciò che prima del miracolo dell’amore era ‘altro’.
    Fra le caratteristiche degli esseri più evoluti e anche dell’ (UNICO!) “Essere integrato” che ho conosciuto ho proprio potuto notare questo assoluto e viscerale ‘amore’ per la Natura e la Vita (sarà per questo che si parla di esseri ‘integrati’?!?). Insomma, sembra che sia una sorta di estensione eccentrica della percezione della Vita, quella che normalmente si ferma ai ‘propri cari’ e non va oltre e che invece, a mano a mano che si procede nel cammino iniziatico, porta a sentirsi UNO con la propria specie umana, e poi con gli animali, le piante e – infine – con gli esseri viventi tutti e quali che siano: insomma, una sorta di ri-conoscenza che porta a una conoscenza nuova, quasi non vi fosse più bisogno di mediazione perché, come in fisica quantistica, sentire-ed-essere sono la stessa cosa.
    Insomma, alla fine si scopre che questa scienza è la scienza dell’Amore…E anche il Maestro Kremm-erz mi pare dicesse proprio così.

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 318

    Mirabilia

    Quante belle considerazioni.
    Guardo con meraviglia la bellezza di questo filmato.
    Sense of wonder. Visione che sospende la realtà.
    C’è tanto interesse e attrazione per i contenuti del video che ci si confonde nell’oggetto: ci si fa tutt’occhi per vedere e tutt’orecchi per sentire.
    La meraviglia s’impone, incanta, colpisce (ti viene addosso), e induce poi l’interrogazione, la riflessione, la ricerca.
    La meraviglia infrange il senso comune.

    Vedere i colibrì volteggiare a spirale, le api riempire lo spazio e le farfalle la terra; ammirare l’avidità dei pipistrelli che si immergono nel fiore quasi per intero…
    fa venire una certa invidia… Scherzi a parte la loro libera espressione è gioia, è totale, globale, integrale…

    Mercurius3
    Partecipante
    Post totali: 68

    Ho visionato solo ora il video e faccio fatica a respirare essendo rimasta estasiata per alcuni minuti….!
    Sono piccola, impreparata,inadeguata ad esprimere parole e concetti. E’ troppo grande, universale, divino e sacra la natura, posso solo inchinarmi ad essa. Posso solo esprimere un timido orgoglio per essere una briciola della sua essenza.
    Sul Tread “Ecce quam bonum…ieri volevo raccontare una tenera favola inerente a questo argomento, ma devo confessare che non ho più l’adeguatezza per farlo. Di fronte a squarci di universalità , parla il respiro.

    Kohan Peter
    Partecipante
    Post totali: 21

    Diventare l’oggetto del proprio amore… Perdere soggettività per acquisirne un’altra, propria dell’oggetto amato, riversandosi in esso. Eppure non è quel che avviene ad esempio nel filmato, dove il fiore attrae ma non diviene il colibrì; né viceversa…
    Unirsi non può significare “perdere la propria soggettività”, ma dovrebbe elevarla ad uno stato di coscienza superiore che preveda una fusione armonica degli oggetti naturali tra loro e con il soggetto divino che è in noi, capace di legarsi a tutto, elevandolo ad una sostanza d’Amore divina e in quanto tale Celeste: da cui e per cui Tutto.

    Sentire l’oggetto dell’Amore divino e in noi, significherà allora renderlo parte di noi… Io credo un noi che separato dall’Ente Unico divino, ha proiettato esternamente i molteplici aspetti del proprio stesso essere dis-integrato, quindi da reintegrare allo stato Originale.

    Sentire realmente un oggetto naturale esterno a sé, significa necessariamente anche poter comunicare con esso e ottenere nell’Amore autorità su di esso… Non intesa nel senso comune Caduto in cui viviamo come tra morti viventi, incapaci non solo di comprendere sostanzialmente tutto questo, ma di sentire realmente – più che emozionalmente e fantasticamente – lo Spirito di Vita presente in tutto quanto ci circonda e in cui siamo letteralmente immersi in anima e corpo.

    Mercurius3
    Partecipante
    Post totali: 68

    Sì, Kohan Peter, è giusto ciò che dici ma… io credo, comunque che ognuno di noi vi pervenga senza una modalità prescritta o raccontabile, proprio perche, immersi in anima e corpo con la natura; siamo unici nella composizione finale con le sfaccettature della stessa matrice ma differenti nelle componenti e nelle esternazioni. Bello quello che hai scritto, perchè lo dico a me per prima, quando capiremo che la matrice è la stessa, troveremo nell’Amore per l’altro, chiunque sia, noi stessi. E quando non lo troviamo perdiamo noi stessi.
    Ciò non significa amare passivamente, dando a questa sostanza il compito di elaboare una tantum, ma essere coscienti sempre che il dio profondo deve parlare, fare, dire, essere in vita.
    Da femmina dico che il fiore dà , senza prendere dal colibrì perchè…è Femmina!
    Buonagiornata a tutti, qui poco freddo e sole…i germogli lo ringraziano

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