Nato il primo germoglio sulla Luna

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  • wiwa70
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    Post totali: 167

    È sempre bello parlare di Amore,un argomento che non passerà mai di moda e sicuramente di grande attualità! È quella forza di coesione e aggregazione che “muove il Sole e l altre Stelle”? O che attira un impollinatore al suo fiore,o che ci fa battere il cuore e ci fa sentire “le farfalle nello stomaco” di fronte alla persona amata? È uno stato vibratorio che eleva dalla nostra realtà egoica, senza perdere ma sublimando Se stessi? Personalmente, al mio livello molto umano, ho smesso di mangiare, e mi sembrava di camminare sollevata da terra.. era forse la manifestazione esteriore di una verità che lavorava dentro?Cosa vuol dire sublimare: perdere o portare su un altro piano il nostro stato di Essere? Da qui nascerebbero ancora altre domande: l Uno,seppur molteplice, perde la sua unicità, nel momento che si manifesta in uno specifico aspetto contingente della realtà? E infine per ri-conoscere l altro da Sé, si deve poter avere un quid in comune o matrice che permetta il suddetto riconoscimento? Ma senza complicarsi troppo la Vita che invece è molto più semplice delle nostre elucubrazioni mentali e tornando all’ Amore, forse la risposta l hanno sondata nella storia meglio i poeti e la possiamo ritrovare anche nella bella poesia di Pessoa postata da m rosa,che ti grazio, quando dice:”non so se essi mi comprendono, né se io comprendo loro, ma so che la verità sta in loro e in me”. Un caro saluto a tutti

    seppiolina74
    Partecipante
    Post totali: 52

    Le immagini riescono sempre ad essere più incisive,più evocative di un pensiero e si fissano nella mente producendo una serie infinita di idee e riflessioni…Nel video postato dalla Delegazione ( e che sentitamente ringrazio), una immagine su tutte mi ha toccata e cioè la trasformazione del bruco in farfalla!Una cosa che non sapevo, è che in tale lenta e inesorabile ( sofferta? Chissà…)mutazione,il bozzolo è di colore scuro,direi quasi nero, il che mi ha richiamato il concetto già su citato del ” morire a se stesso” e della necrosi come preludio di morte e quindi di rinascita, nonché all’importanza del silenzio e del buio nel processo generativo vivente.Quanto era diverso da ciò che poi è diventato!Sapeva di poter rinascere splendida farfalla? Io credo di no,così come ognuno di noi “dimentica” opportunamente le proprie Virtù più profonde per poterle riscoprire solo al termine di un lungo e tortuoso cammino. Ma i nostri amati Maestri, però, non ci hanno mai mentito : non è facile,certo, ma è possibile! Se è previsto in Natura,lo è anche per noi che ne siamo parte.Un caro saluto a tutti !

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 216

    Dagli ultimi post, la considerazione che mi viene spontanea a proposito del percorso di conoscenza dell’altro, o meglio di un altro essere, che ha una chiave di accesso proprio nella componente di amore che ognuno, in ragione al proprio livello evolutivo, riesce diciamo a metterci. Amore è quanto riesco a sentirmi un tutt’uno con l’altro/a, a non giudicare secondo il parametro egocentrico, a sentire veramente di volere il bene dell’altro essere. Come ha già citato Sal, il Maestro Kremmerz nei suoi scritti a tal proposito tante e tante citazioni ha fatto, e la Pragmatica Fondamentale chiude proprio l’ultimo comma facendo menzione della “Verità nell’Amore, che è la Scienza della Luce”.
    Un caro saluto ed una buona domenica a tutti.

    Mercurius3
    Partecipante
    Post totali: 78

    Buonagiornata. Le riflessioni di Seppiolina74 mi hanno fatto venire in mente una favoletta, che non vale solo per i bimbi. Ve la racconto
    “Un piccolo bruco camminava verso una grande montagna. Lungo la strada incontrò la coccinella che gli chiese: Dove vai? Il bruco disse: ieri ho fatto un sogno nel quale mi trovavo sulla cima della montagna e da li potevo vedere tutta la valle; oggi voglio realizzare il sogno.
    La coccinella sorpresa gli disse: devi essere pazzo, tu sei solo un piccolo bruco, è un’impresa impossibile!
    Lungo la strada il bruco incontrò un coniglio: Dove vai con tanto sforzo? Stessa risposta del bruco…Ho fatto un sogno…voglio raggiungere la cima della montagna.
    Il coniglio si sbellicò dalle risate. La stessa cosa avvenne con la rana, la talpa, il topo.
    Il bruco continuò a camminare, finchè stremato nelle sue forze di fermò a riposare sotto un albero. Ma durante la notte morì. Tutti gli animali si avvicinarono a vedere l’animale più pazzo del mondo, morto per aver inseguito un sogno.
    Ma…all’improvviso quel bocciolo grigiastro si ruppe. Comparvero due antenne e due bellissime ali dai colori stupendi. Era una farfalla!
    Gli animali restarono senza parole, meravigliati da questa creatura che in un attimo prese il volo e raggiunse la cima della montagna”

    Sono felice di aver intrapreso un percorso che, nonostante gli sforzi del cammino, mi da la speranza, unita alla certezza, di diventare farfalla!

    ondina
    Partecipante
    Post totali: 38

    Grazie Mercurius per la favola e le tue parole che condivido in pieno… chissà quanto ci vorrà per diventare Farfalle….ma come ci testimoniano i Maestri prima o poi accadrà. La cosa bella è la consapevolezza di essere sulla strada giusta!!!!!

    Kohan Peter
    Partecipante
    Post totali: 21

    Pensavo in risonanza ai diversi commenti, come “le parole” aiutino a riflettere e “la visione” delle realtà ed evoluzioni naturali esterne suggellino il Mistero che si cela dietro l’apparenza fisica, tanto tangibile questa quanto – come sempre accade – sia così impellente la necessità della persona umana sensibile di connettersi da fuori allo Spirito di Vita, più che – apparenza ed emozionalità a parte – internamente.

    È prodotta dall’esterno, mi chiedo, la visione che appare ai nostri occhi, o viene invece dall’interno?

    Nel primo caso, non c’è alcun bisogno di comprendere il significato d’una data visione, bella o brutta, esterna, ma si può solo decidere d’accoglierla così come appare alla nostra soggettività personale oppure no.
    Nel secondo caso, occorre comprendere e quindi tradurre dall’interno la verità, solo apparente e limitata, esplicativa, esterna.

    La Natura non costituisce o comprime esternamente in sé la Divinità, mentre questa si trova invece seminata internamente, a mio personale e modesto, ma sincero dire e meditare, nel Cuore di ognuno (“matrice” se vista – l’Unità – solo esternamente, quindi funzionalmente e associata al Fare; “sostanza” se concepita internamente, quindi essenzialmente e associata all’Essere).

    La Parola è Energia spirituale e comunicativa, parte da dentro e viene dall’Alto, non dipende dal Basso… Ma esattamente il contrario.
    L’Origine determina la realtà esterna ad Essa (non il contrario), sigillandola internamente (in noi) e manifestandone i diversi significati parabolici apparenti esternamente… Un esterno che incanta e può così facilmente illudere, persino, posso dire, rallentando pesantemente il Cammino intrapreso, invece di favorirlo, se si rimane avvinghiati dal fascino esteriore che ne promana, pensando come da tal sentimento emozionale si potesse (si parla spesso di fatica e la si esorcizza nei fatti in ogni modo) assurgere alle vette più interne attese del bene da acquisire evolutivamente ed essenzialmente…

    Con ciò non intendo smontare il sentimento derivante da un modello di vita manifesto esterno, attraverso l’incanto della Natura, ma comprendo che occorre inevitabilmente elevarlo ad una essenza vitale che può realmente svelarsi promanando solo da dentro di noi, da cui tutto in verità dipende anche estremamente.

    La sintesi perfetta non é dunque data dalla manifestazione naturale esterna, ma dallo Spirito di Vita in cui e attraverso cui siamo immersi (volendo precisare il concetto del mio precedente messaggio) in anima e corpo, alla stregua di tutte le manifestazioni puramente esterne (a differenza invece di noi) naturali.

    Un bruco può produrre, ad esempio, una farfalla oppure una falena… Può giungere a compimento di vita, come anche morire e deperirsi prima o essere divorato da altri animali, senza raggiungere l’evoluzione tanto – e non illusivamente – sperata ed ambita autenticamente.

    Forse la Verità interna a noi stessi, personalmente, non dipende neanche dalla nostra capacità e intensità di manifestare il fascino mirabiliante esterno, ma piuttosto dall’estrapolarlo significativamente ed essenzialmente da dentro di noi, svelandolo o rivelandolo al mondo: umano e naturale medesimo; portandolo a compimento.

    Kohan Peter
    Partecipante
    Post totali: 21

    *Estremamente: ovvero “internamente” (refuso).

    wiwa70
    Partecipante
    Post totali: 167

    Significativa la fiaba di Mercurius che suona anche come un bellissimo auspicio per la primavera che si sta preparando… grazie! Credo che le fiabe rappresentino un linguaggio primordiale per parlare alla parte fanciulla o non sovrastrutturata di noi. Mi sono ricordata che anche in “Alice nel paese delle meraviglie” tra i vari compagni di viaggio della protagonista,c è un bruco che l’accompagnerà fino alla fine; e nel momento in cui, la ragazza sta per affrontare il suo drago, lui le annuncia che sta per morire. Superata la prova, Alice riconoscerà in una splendida farfallina il suo vecchio amico. Non so se è importante o in quale misura ,utile ,ricordare ciò che è stato… sicuramente so che soltanto im-magi-nare di veder spuntare quelle bellissime ali, è un’emozione insuperabile, tale da cancellare ogni fatica e vicissitudine di sorta. Un caro saluto a tutti

    seppiolina74
    Partecipante
    Post totali: 52

    Che bello ascoltare le favole…Sono così semplici e chiare! Anch’esse sono ricche di immagini, di archetipi, sono come uno specchio in cui riflettersi e riconoscersi. Grazie Mercurius! Credo davvero che ognuno di noi possegga in nuce ali bellissime e forti, utili per agganciare la “corrente” di vento giusta… e volare in alto.

    Diogenonn–
    Moderatore
    Post totali: 57

    È vero alcune fiabe sono belle e coglierne l’analogia può essere utile ma riconosco a Kohan Peter un sincero anelito a distinguere, vivendolo, ciò che è frutto di un’emozione stimolata dall’esterno, dall’interiorizzazione di una verità vissuta nel profondo.
    Ecco che allora alle sue due opzioni sulle quali è giusto meditare:

    “È prodotta dall’esterno, mi chiedo, la visione che appare ai nostri occhi, o viene invece dall’interno?
    Nel primo caso, non c’è alcun bisogno di comprendere il significato d’una data visione, bella o brutta, esterna, ma si può solo decidere d’accoglierla così come appare alla nostra soggettività personale oppure no.
    Nel secondo caso, occorre comprendere e quindi tradurre dall’interno la verità, solo apparente e limitata, esplicativa, esterna.”

    ne aggiungerei un’altra:
    la verità traspare allorquando la coscienza coincide con essa e, partendo dall’interno all’esterno o se si preferisce dall'”alto” al “basso”, realizza sul piano del concreto, consentendo anche a chi non la possiede di beneficiarne degli effetti… come graficamente rappresentato dall’organigramma della Schola e sostanzialmente vissuto da ogni numero operante, secondo il proprio livello evolutivo di coscienza.

    m_rosa
    Moderatore
    Post totali: 163

    Un po’ per temperamento, un po’ perché sono cresciuta nella Miriam, devo dire che mi sento abbastanza refrattaria alle dicotomie nette e alle divisioni essendo, la mia finalità, quella di vivere sempre più coscientemente l’essere parte di un Tutto. Mi riconosco invece, pienamente, nell’Organigramma della Miriam che, come ci ricorda Diogenonn, ben rappresenta il flusso di energia che, dal Centro alla periferia e dalla periferia al Centro si espande in una corrente continua che trasforma inesorabilmente, come l’onda che corrode la roccia, il livello di coscienza luce e salute di chi vi si aggancia e che porta, gradualmente, a prendere coscienza di quella Verità Una, presente a tutti i livelli e in tutte le forme.

    mandragola11
    Moderatore
    Post totali: 171

    Da miriamica, trovo che la favoletta di mercurius3, molto carina, sia anche saggia nel raccontarci di un ingrediente fondamentale per superare limiti e resistenze che ci vengono non solo da dentro (dubbi e stati d’animo) ma anche da fuori (l’opinione degli altri che vogliono dissuadere):
    la tensione, la resistenza, la costanza nella scelta del percorso intrapreso che spinge a tendere verso l’alto, vincendo anche la forza di gravità, come naturalmente fa la materia quando dopo tanta fatica e tanto fare (ortodosso) si sublima e … mette le ali.

    Kohan Peter
    Partecipante
    Post totali: 21

    Se di “dicotomia” si tratta, dipende solo da noi… Se l’Esterno dipendesse realmente da se stesso o l’interno dipendesse dall’esterno (biunivocamente), allora, a mio sentire e comprendere, si tratterebbe realmente d’una evidente “dicotomia” (come dire: il caos dipende dall’ordine o viceversa?).
    Il flusso che descrivi m_rosa (immagino in sintesi dei commenti precedenti), denota un Centro variabile, dove l’interno stesso sembra dover dipendere dal miscuglio esterno indiscriminatamente.

    Se così fosse anche in natura, non ci sarebbe ordine e armonia se non quella determinata in modo selvatico e paradossalmente libero; una Libertà, quindi, non da meritare e correttamente da conquistare…
    Non vi si dovrebbe leggere allorché – dall’esterno – un processo corretto da ricavare e decifrare, valutandone pro e contro, da un altro scorretto e malevolo da rigettare, ma tutto sarebbe da prendere semplicemente come si presenta e appare esternamente (autonomo ed indiscriminato in sé).

    Quando lei cucina, signora m_rosa, spero non segua lo stesso metodo e principio; volendo fare una battuta, esplicativa, per sdrammatizzare… 🙂
    Altrimenti sinceramente non ne afferro, in tutta modestia, il nesso.

    Se non si deve leggere l’esterno dall’interno di sé, non si potrebbe decifrare, a mio modesto e sincero avviso, l’esterno da se stesso, senza rischiare di mischiare tutto e produrre solo il caos finale (nessuna elevazione può venire da ciò che si trova e resta – simbolicamente, oltre che realmente – a terra).

    Mercurius3
    Partecipante
    Post totali: 78

    Buonasera.
    Credo che la coccinella, il coniglio, la rana, la talpa e il topo, rappresentino, in effetti, tutte quelle esterne presenze che, con consigli fatalistici, quando in buona fede, o con ironiche deviazioni, quando in malafede, mettano alla prova la consapevolezza del miriamico.
    Nulla, nessuno può demolire o appesantire il percorso intrapreso per la meta, benchè non semplice, passando attraverso la trasmutazione della materia per giungere alla realizzazione del “sogno”
    Che la spinta venga da dentro. con una ermetica conoscenza o che lo stimolo giunga da fuori per essere elaborato all’interno, credo non sia importante quando il risultato sia il “divenire”.
    Molto bella la terza ipotesi di Diogenonn che mi ha fatto riflettere a lungo e in cui mi sono subito ritrovata nella lettura del post, pensando al meccanismo di espansione energetica, proveniente dal Centro, con un fluido di Amore e di Salute che inesorabilmente, poi realizza.
    Buona serata, in un giorno molto particolare.

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 325

    E’ vero che gli ostacoli non sono solo interiori ma provengono anche dall’esterno, come scrive mandragola, specie da parte di chi vuole tirarti in basso. Cioè, proprio come nella favola raccontata da Mercurius, da chi non crede e soprattutto non vuole migliorare, aprire i propri serrami, risolvendo i problemi e mal tollera che altri possano farlo. Perciò la farfalla si chiude in un bozzolo e compie la sua metamorfosi isolata dall’esterno. E noi miriamici impariamo, mano a mano, a non farci condizionare e a saperci isolare laddove occorra.
    E’ poi verissimo, come scrive diogenonn, che l’organigramma della Schola mostri come la verità si realizzi sul piano del concreto dal centro (Alto, interno) verso l’esterno, consentendo a tutti di beneficiarne, cioè di migliorare tangibilmente.

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