3 ottobre 2011

La Magia o Scienza Assoluta si trova in conflitto… con la scienza profana quando il finito della ragione imperfetta vuol conoscere e giudicare l’infinito dell’invisibile (A,225)-­‐ Abbiamo in noi (come) caratteristica nell’ora presente la pseudoragionevolezza di trovare una ragione a tutte le cose che ci si presentano con un’aria di mistero. La medicina è la storia vivente di questo vizio del volgo studioso – ma anche le scienze strettamente fisiche si trovano nella stessa condizione pietosa. L’etere sul quale riposa tutto lo sperimentalismo della fisica moderna è una ipotesi necessaria per spiegare tutto ciò che non si spiega; il calore, l’elettricità, il magnetismo si definiscono per gli effetti; il mistero dei movimenti planetari che matematicamente e precisamente si calcola, si espone per ipotesi causali che passano per buone in mancanza di meglio – ma il mistero più complesso della vita di un organismo animale in cui si agita un pensiero o una unità pensante o anima, non è sondabile né dalla biologia sperimentale, né dalla chimica, né dagli apparecchi della vista, microscopi, raggi Rotgen e altri possibili. Il mistero è il limite della conoscenza…La verità è che noi non sappiamo propriamente che cosa sia la Luce neanche nei trattati più profondi di ottica. Le vibrazioni date come causa ci trasportano al problema del movimento o moto che è un principio della sacra cabala più che una conquista fisica di oggi…La fiamma della vita di un’unità organica non è stata sorpresa né sarà sorpresa da nessuna scienza umana perché è l’unica cosa divina che esiste comune in tutti i corpi organizzati viventi e pensanti…Questo mistero della vita è fuori la conoscenza scientifica attuale e niente lascia supporre che si è sulla via di raggiungerla… (C,II,235-­‐236) -­‐ Già vi dissi delle vostre scoperte su luci e irradiazioni invisibili: i raggi X, quelli ultravioletti, gli infrarossi; ma la stessa elettricità, di applicazione oggi tanto comune, per quanto noi discorriamo in questo istante alla luce di una lampada a filamenti, nella sua precisa natura non è visibile per noi che attraverso apparecchi, atti a darcene un’idea e una sensazione concreta. Le onde elettromagnetiche non si vedono; la trasmissione del suono, come riprova della esistenza di queste onde, non si manifesta che captata per ricettori: queste onde sono invisibili. Il profumo di un fiore (come tanti gas) è non comprensivo dagli organi della visione; e così gli infusori, i microbi, i batteri. I sensi umani non sono che limitati…(come si può più parlare della perfezione dei sensi) nella attuale evoluzione della fisica e della chimica, e dei mezzi meccanici sussidiari ai sensi per lo studio delle forze e della vita non visibile, non sensibile all’uomo, e controllabili solo in maniera indiretta, per i risultati speciali che arrivano ai sensi nostri nella loro possibilità ed imperfezione comune! Quella famosa luce nera annunziata nei libri magici (nigra lux) non presenta o ricorda tutti i raggi e le luci che ho enumerati innanzi? (D,219-­‐220)-­‐ Dopo tutto ciò che si è fatto nel campo puramente scientifico e nell’industriale con l’elettricità, noi non abbiamo una idea chiara della forza elettrica: ma constatiamo gli effetti, sappiamo certe condizioni della materia per sviluppare determinati effetti, ma in quanto a conoscere l’essenza di questa forma dell’anima della materia organica ed inorganica siamo lontani. Ogni trovata nuova è una meraviglia perché non si sa dove possano arrivare i risultati di questa forza. (MS,I,144 nota n.1) -­‐ La conclusione del Bowman dichiarante il “sesto senso” una vaga e indeterminata invenzione ed il suo ardente desiderio che “non si abbia più a udirne parlare” è anche la mia e la è stata sempre dal giorno che per la prima volta ne intesi a discorrere. Io sono di avviso nel proposito che i nostri sensi esteriori tanto utili nella nostra vita terrena, sono rudimentali e limitati; ma quando il corpo fisico muore essi si concentrano nell’interno… e diventano gli agenti del sorgente, etereo corpo spirituale… Nessun senso nuovo va dunque aggiunto; ma si riconosca l’uso più perfetto di quelli che abbiamo, i quali vengono ad essere adibiti in usi adatti a nuove condizioni e in orizzonti novelli. In quanto alla “4° dimensione dello spazio” dello Zollner, con tutto il rispetto dovuto al suo merito distinto ed ai servigi resi alla scienza, io non posso riconoscere né l’uso né la ragione scientifica di quella teoria. Possa essa cadere nel disuso e nell’oblio in cui gli errori degli uomini dotti ed anche eminenti sono pietosamente sepolti. (MS,I,168) -­‐ L’uomo interiore come spirito vivente è stato preda delle istituzioni religiose in tutti i tempi e sotto tutte le latitudini. E’ solamente da qualche secolo che la scienza ufficialmente riconosciuta liberamente investiga gli stati speciali di rapporto tra il pensiero umano e la materia, e le risultanze di questi studi sono ancora modeste di fronte al grandioso intreccio di poteri dormienti nel nostro organismo: ma prima di conoscere le leggi del risveglio passeranno ancora molti secoli…La storia moderna comincerà quando una chimica nuova analizzerà e svolgerà gli elementi animici che costituiscono l’individuo uomo, e segnerà la fine di una lunga notte in cui l’uomo ha ignorato se stesso. (SM,II,302)-­‐ Ciò che unirà un giorno la fede alla scienza laica, sarà la perfettamente nota concezione dell’Essere universale, in basso come in alto, nella materia e nello spirito, perché non esiste che uno spirito e una necessità … I mistici, innanzi alla concezione scientifica dell’unità dell’esistente, peccano della stessa colpa dei naturalisti puri e semplici: escludono la possibilità della concordanza tra i due principi della necessità e della libertà che rappresentano due polarizzazioni della stessa cosa…Basta rapidamente scorrere le pagine di una storia delle scienze chimiche e fisiche per restare a nostra volta stupiti della incertezza delle definizioni mutabili ad ogni cinquant’anni, da Berzelius a Curie. Si parla nelle scuole, alte e basse, di materia, come di cosa che a priori se ne conosca vita, esistenza, miracoli, virtù e aspetti diversi e ci si limita, nell’intesa comune, a comprendere in questo nome tutto ciò che ha volume o ponderabilità, e basta. Tutto il resto non conta, non è materia. Il calore, per esempio, l’elettricità…se sono energie indipendenti o frutto di stati di essere della materia, non hanno influenza sulla materia?…E il pensiero? Ma energia fisica che stia alla pari col pensiero umano, non esiste.(SM,II,105-­‐107) -­‐ Il metodo soggettivo di investigazione cosciente sul proprio Io, tanto da svilupparne la intensità e raccoglierne i frutti, rappresenta sempre e costantemente il metodo da preferirsi da coloro che desiderano ardentemente di sapere, di conoscere, di progredire, non per acquistar gradi accademici o per stampare libri curiosi, ma per il solo fine di avvicinarsi alla verità per la verità. Gli scienziati ufficiali, quelli che fanno il sereno ed il bel tempo, in tutte le cose della scienza profana, non possono seguire il metodo soggettivo perché, sventuratamente, essi lavorano per far sapere che essi sono dei grandi uomini. (A,514)-­‐ Dovete riflettere, e non dimenticare, che come è assurdo coi metodi ordinari dello sperimentalismo dei gabinetti universitari esaminare e controllare i fenomeni delle occulte forze umane, così è sciocco credere che il linguaggio umano contenga tutte le parole che possano esprimere, e quindi dare con esattezza, le sfumature e la colorazione del mondo interiore umano. Avete osservato quante parole nuove, mezze di origine greca e mezze ostrogote, si forano ogni giorno in medicina, in psicologia, in psichiatria? Ebbene ognuna di esse vuol indicare un fatto di osservazione oggettiva: il medico, il psichiatra, il neuropatologo osservano ed esaminano la manifestazione morbosa in un ammalato e non su di se stessi. (D, 86-­‐87) -­‐ La psicologia sperimentale oggi ha fatto dei progressi rapidi, ma conservando i nei della sua origine di filosofia dei fenomeni naturali coi metodi della esperienza di laboratorio, quando la materia da studiare è di origine tanto mutevole che le classifiche, i pareri, i ragionamenti non esplicano spesso neanche le condizioni transitorie morbose dei soggetti e delle cause dei disordini degli isterici e degli epilettoidi, e se ne conosce per quanto se ne può attribuire all’eredità e alle occasioni o pretesti fisici e morali. Escludendo quindi come enormemente imperfetto questo metodo obbiettivo, il quale non verrà mai a conclusioni certe sulla effettività e la realizzazione dei poteri integrativi dell’uomo, resta il metodo soggettivo di esperimentare fin dove possiamo arrivare integrando i nostri poteri animici per ottenere dei risultati certi in un campo inverosimile pel comune degli uomini. (C,II,136)-­‐ Quando la filosofia materialista ridusse la medicina alla determinazione dei patemi fisici come alterazioni delle materie organiche componenti l’organismo, si allontanò dalla verità per poi rientravi più scientificamente o meglio, come forma novella, con l’ipnotismo di Charcot, presentato ufficialmente, e oggi con lo studio delle forze psichiche…Quando si sarà ammessa la causa psichica verrà di conseguenza risoluto il problema della terapeutica con l’influenza psichica. (MS,I,136 nota n.1 e 137 nota 2) – L’ipnotismo che avrebbe dovuto determinare un punto di partenza per una grande tappa nuova nella storia della medicina, si è adattato a creare una psicoterapia empirica che si risolve nella forma diversa della suggestione – cosa, sia pur detto, che i medici più ignoranti da che mondo è mondo hanno sempre praticato senza avvedersi menomamente che facevano una manovra che la medicina moderna doveva consacrare con nomi pomposi. (C,II, 254) -­‐ Gli studi psicologici sono ora assai progrediti; quelli della psichiatria, teoricamente, fanno delle conquiste che sbalordiscono. Ma praticamente, in maniera sicura, non siamo neanche al principio di una scienza dello spirito umano e della relativa terapeutica…Nessun principio vero e realizzante una terapeutica degli spiriti infermi. La psicoanalisi è l’inizio della presa in considerazione scientifica di elementi dell’anima vivente che la scienza, ostinata avversaria di tutto ciò che non è fisico e fisicamente controllabile, non ha mai voluto accertare. Anzi direi un secondo passo, perché il primo passo fu fatto da Charcot e da Baraduc alla Sorbona e a Nancy. La vetusta scienza della biochimica della vita, come esponente di verità della creatura umana, è un castello fortificato in cui una scienza dell’uomo-­‐spirito vivente non può entrarvi senza lunga ed ostinata perseveranza. Questo perché prima della scuola sperimentale, dal divino Paracelso a noi, medici e medicastri abusarono di chiacchiere filosofiche campate in aria, e resta il ricordo incosciente di Aristotele e compagni come uno spaventapasseri dei saggi dottissimi delle università. Diremo quasi che questi propositi nuovi avanzati dai psicoanalisti stanno facendo le loro tappe per assurgere alla categoria delle possibilità accolte dalla scienza ufficiale, come ai giorni del magnetismo animale si passò all’ipnotismo che è sembrato più probante del primo, screditato fino dai tempi del Mesmer e del Du Potet.(D,59-­‐60) – I psicoanalisti alla maniera di Freud intendono guarire la nevrosi riportando per l’analisi l’uomo ragionevole alla memoria delle cause vere che l’hanno determinata, e confessarle. E’ una intuizione della terapeutica per ritorno, perché alla base di tutti i disordini nervosi e mentali vi è sempre un disquilibrio misterioso che, partendo dal cervello, s’irradia su tutto il sistema nervoso e arriva più sensibile alla zona genitale, per fermarsi ad alterare le forze alle quali siamo debitori della nostra esistenza terrena semplice e complessa. La Scuola Nostra, nella sua iniziazione, vi consiglia di ritornare alla origine senza scandalo di confessione, senza meravigliare nessuno, in voi stesso e per voi stesso.. (D,75-­‐76) – Di quanti psicanalisti ho letto le memorie, pare che nessuno abbia mai potuto vedere nei sogni qualche accenno a profezie, presagi, predizioni….I psicanalisti non vi hanno letto finora che un ricorso degli uomini ai ricordi prenatali, cioè alla vita intrauterina della gestazione. Per essi la prenatalità non va oltre la gestazione; la reincarnazione per essi è idea di popoli primitivi che non merita molta considerazione, l’uomo si riproduce come i cavoli: se ne mangia uno e ne spunta un altro. (D. 126-­‐127) – La formazione cranica e la sua deformazione nell’atto della espulsione fetale della nascita, determina tutto l’avvenire mentale di un uomo e pare che questa sia stata la prima idea ispirativa del Freud, nella sua concezione di un’analisi psichica posteriore un traumatismo originario verificatosi al momento del distacco del feto dall’utero materno… (D,192) -­‐ Per l’orientamento delle moderne ricerche lo studio della cabala contribuirebbe certo con un valore di grande efficacia a quel gruppo di dottrine in formazione che hanno per oggetto lo spirito dell’uomo e la materia e non trovano il punto equilibrante in cui i due valori si compensano e si fondono….Questo io scrivevo nel 1905; dopo 16 anni si accenna a una nuova rivoluzione dello scibile con le teorie nuovissime di Einstein a carattere matematico…ma a contenuto schiettamente cabalistico. La teoria della relatività nella determinazione di spazio e di tempo, la concezione antieuclidea, le negazioni delle verità assiomatiche accettate come assolute, lo sfacelo della dottrina Newtoniana e la concezione scientifica di una visione dell’esistente in natura a 4 dimensioni formano il cumulo di percezioni…cabalistiche. Ora la portata di queste teorie nuove sarà immessa sulle scienze biologiche, sulla discussione intorno ai fenomeni fisici e sui valori capovolti dei principi di base nei giudizi sulle esperienze scientifiche. L’intuizione prende un aspetto nuovo (che sia quella del Cardano, il medico milanese traduttore del Sinesius, che fece sorridere quando volle dimostrare, in base ai principi della Cabala, come l’intuizione dovesse riferirsi ai procedimenti logici per la ricerca della verità?) e la causalità un carattere di precedenza. (SM,II,305 e n.2) – Da quella prima magia di scuola (che dette uomini come Arnaldo da Villanova, Raimondo Lullo, Pico della Mirandola, Bacone, Berigardo di Pisa, Giovanni Battista Van-­‐Helmont, Alberto Magno, Olao, Avicenna, Tritemio, Paracelso…) scaturisce il grande fiume delle conoscenze moderne in ogni campo d’investigazione: la fisica, la chimica, la scienza delle forze psichiche e dei poteri fantomatici degli uomini, l’ipnotismo e la suggestione come strumenti terapeutici, e sorgeranno ancora: una esatta conoscenza delle potestà latenti nell’organismo umano, complemento alle scienze biologiche, e forse l’intuizione della ultima evoluzione della specie. (SM,II,223) – La scienza non ha ancora sondato l’origine misteriosa di molte condizioni speciali e insondabili dell’animo nostro, di molte deficienze e improvvise debolezze del nostro organismo, di indeterminati mutamenti del nostro pensiero….Avete conoscenza della pila di Volta, delle onde erziane, del telefono e del telegrafo senza fili, degli apparecchi di captazione o di emissione di messaggi aerei? L’organismo umano, cioè l’uomo nel suo complesso, perché non potrebbe essere un apparecchio naturale di tal genere, non sviluppato ancora, cioè non esercitato e non producente ad alta tensione quello che i precedenti meccanismi sensibilmente realizzano con effetti visibili a tutti? (D,99) -­‐ L’uomo cammina verso l’ultima sintesi umana. Tutte le scienze d’investigazione mirano alla conoscenza della legge unica, quindi del dio che è sintesi ultima. Alcune scienze analizzano la prima sintesi, l’uomo; altre la seconda sintesi, la legge della natura che obbedisce all’unica legge universale. La scienza che studia l’uomo, involontariamente, cerca la monade nella prima sintesi. L’astronomia il cui fondamento è la matematica, scienza assoluta delle quantità, è il primo tentacolo che l’uomo tende per comprendere la sintesi più grande. L’unità uomo è una nella mente umana – l’unità dio è una nella mente universale. La scienza positiva finché non troverà un metodo investigativo esatto matematicamente della mentalità umana non potrà assurgere alla conoscenza della mente universale o unità mentale della grande sintesi. La cellula sta all’atomo e questo sta alla monade iniziale di vita come alla sintesi uomo e come questa alla sintesi universale o Dio. Così la mente umana sta alla intelligenza o mentalità universale come il pensiero della prima monade sta alla mente dell’uomo: tutto. (SM,II,236)-­‐ Si gabellano come definitivi i primi risultati di una tappa investigativa sull’origine delle razze che hanno in tempi preistorici invasa l’Europa. Ariani, proavi lontanissimi di tanta razza bianca in occidente. Nome vero di un popolo o di gruppi vari di popoli? La risposta la daranno gli studi storici di posdomani. Noi ne sappiamo poco. Le investigazioni non sono fatte che per via filologica: sono i linguisti, gli etimologi che suppongono (badate, suppongono) un gruppo indo-­‐ariano o ariano-­‐iranico, e le razze che ne discenderebbero sono di una immensità sbalorditiva per numero ed estensione. I Greci, i Latini, i Germani, i Persiani, i Celti, gli Slavi, i Lituani, gli Albanesi verrebbero tutti di là. A questi filologi si oppongono gli antropologi che, nella formazione dei crani fossili, trovano elementi che smentiscono questa ipotesi. In Itala abbiamo esempio di un linguaggio restato misterioso malgrado gli studi sul sanscrito e sullo zend: l’Etrusco, che aspetta ancora il suo interprete. E se io vi dicessi una mia supposizione paradossale, che cioè i proavi dei nostri proavi potrebbero essere venuti dall’Occidente?…Di scientifico non vi è che una negazione: noi ignoriamo donde siamo venuti. (D.189-­‐190) -­‐ Non comprendo come sia sfuggito agli studiosi moderni armati di un sistema critico alla Frazer, che ricerca il primitivo nel mondo dei selvaggi, contemporanei alla civilizzazione nostra, il fatto molto appariscente che le mitologie classiche di tutti i popoli antichi contengono gli stessi elementi simbolici e immaginativi come zampillanti da una sorgente unica originale, e ignota storicamente a noi. Quale sia stata questa fonte arcaica da cui sono scaturite idee e ideazioni simboliche, noi ignoriamo completamente. Ricerche per comparazioni storiche si sono ben fatte, né credo varrebbero a risolvere l’enigma….A furia di progredire, e di perseguire fini e scopi dottrinari nuovi, il passato, l’immenso passato dell’umanità storica e preistorica, viene guardato con l’occhio ironico dell’anziano che non ha pietà dell’infanzia che si trastulla. Può essere un errore di analisi, mio e degli altri: io richiamo l’attenzione di tutti su questa possibilità; e se il passato dell’umanità non fosse infanzia, ma residuo storico di ricche civilizzazioni ignorate? (D.209-­‐ 216)– La scienza moderna è il frutto del libero esame – un libero esame per modo di dire che non ha scosso ancora la polvere della superstizione del secolo XVIII che tutto l’antico è un cumulo di ignoranti pratiche e di teorie bislacche. Un esame più libero, più ponderatamente imparziale ed impregiudicato è il nostro che procede anche senza la paura superstiziosa di investigare le superstizioni di altri tempi. Dove si fanno, in qual paese del mondo, studi della storia dell’antica medicina anteriore a Ippocrate, che siano immuni dal pregiudizio che tutti i tempi di Esculapio non erano che conventicole di imposture sacerdotali? Eppure non una voce si è levata, nella storia dell’oculistica, per esempio – a richiamare l’attenzione dei contemporanei nostri nell’uso sacerdotale di aver serpenti che leccavano la cornea dei malati e ridavano la vista. (C,I,168)-­‐ La microbiologia è una conchiusione non una direttiva che distrugge nessuna delle antiche concezioni dei medici che ebbero la potenzialità ermetica di intuire la verità senza dimostrarla. (C,II,253) -­‐ La fisica non studia ancora, nell’interezza delle sue conseguenze, la molteplicità delle associazioni delle forze cosmiche e delle loro interferenze: magnetismo ed elettricità combinati alle depressioni atmosferiche, alle correnti termogeniche, alla influenza delle vibrazioni della luce e…(non vi spaventate né ridete) alle correnti astrali create dal lavorio cerebrale della grande massa di uomini che popola la terra, nonché dai prodotti della chimica intossicante della industria pacifica, dell’industria di guerra, da tutte le infinite manifestazioni nervose delle turbe e del gregge umano. (D.128)

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