IL RITO DI ARIETE di Giuliano Kremmerz

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IL RITO DI ARIETE di Giuliano Kremmerz

12 marzo 2007

Io devo  tracciare un programma di  prima iniziazione magica ai pochi   di  buona  volontà che vorranno penetrare nella tenebrosa   e calunniata via della magia e, senza  alcun sottinteso, io offro a chi vuole  tra essi il mezzo di entrarvi con tutti gli onori delle armi, con un rito di operazione molto semplice, compiuto il quale quelli che avranno  fatto sinceramente un progresso troveranno   la via di raggrupparsi  e riconosceranno  un Maestro che li guiderà nella iniziazione alta di tutti i secreti dello spirito  umano  e dell’invisibile. Per ora ecco la prescrizione quale io la darei ad un allievo mio in particolare. Ognuno che abbia appena appena della sensibilità psichica può tentarla: e quelli che hanno forte  e potente la volontà,   in maniera che non comincino e poi spezzino   il rito,  e che vogliono pervenire a qualunque    costo,  compiano la pratica tal quale io  la do. (SM,I,219) – Desidero che chi vuol ricominciare le pratiche iniziate a Novembre,  si riservi  di ricominciarle col 21 o 22 Marzo. In Magia tutto è analogico: per analogia hanno le rose virtù  di Venere  e la camicia del centauro quella di bruciare le carni di Ercole: astronomicamente il nuovo anno comincia  – il Sole  si trova in Ariete – il vello d’oro delle fatiche giasoniche,   è meno le corna,   l’agnello di Dio….Dall’equinozio      di autunno  all’equinozio di primavera, cioè dalle costellazioni di Sagittario ad Ariete, il regno della materia è uscito  dalle tenebre, il calore dal freddo, la terra che era desolata per  l’assenza del suo bene (il sole,  la coscienza, la scienza), L’Alma Mater  diventa la Mater Dolorosa. Nel Capricorno il moto ascendente del Sole sulla  sua ellittica, fa celebrare la festa  del Natale della Luce: il sole, la luce ritorna: risorge  in cielo (cioè in alto) nell’Ariete, cioè in marzo dopo il 20 – epoca in cui dal concilio di Nicea del 325 fu stabilita la ricorrenza della Pasqua cristiana, la quale deve seguire  la luna piena di Marzo…computo astrologicamente non esatto… L’Azione del  Caprone  o  Ariete  astronomico   è  antico  della  più  remota  antichità…Ora  dal Sagittario, cioè dall’assenza del sole sulla  terra, il discepolo   inizia il suo ciclo di preparazione: si assonna nell’inverno profondo aspettando                 la luce e ricomincia in Primavera.     Le sue invocazioni per l’avvento della luce si mutano in preghiera alla LUCE TRIONFANTE.

RITO : Do il rito completo per chi lo può eseguire   completo – chi no, vi si approssimi  il meglio che può – chi, infine, chiaramente intuisce che le forme   rituali nascondono  una  applicazione pratica nei limiti delle idee oneste,  giuste  e sante, la tenti…3 giorni  di preparazione e di purificazione: non toccare cibo qualsiasi di provenienza animale – quindi esclusa la carne, le uova, il burro, i pesci, il formaggio.   Lavande o bagni  o abluzioni la sera e la mattina – purificazione con suffumigi di sandalo  e di belzuino: in mancanza incenso  e foglie di mortelle.   Nelle orazioni la veste del discepolo   è la bianca di lino.  Il  cordone  o la fascia alla cintola è bianca. La bacchetta è di rosa. Chi può impugni la spada con l’elsa crociata. (Il più potente di tutti gli strumenti è la verga  o bacchetta. La quale è propria  del mago e non è la sola di nocciolo dei cercatori di sorgenti, ma viceversa  è uno  strumento    di  proiezione e di  concentrazione di  fluido…la  verga   del mago rappresenta    tutta una sintesi  di operazioni magiche per se stessa, quindi  è grande  strumento   di realizzazione. (SM,I,255).Mentre  io ho prescritto    nel rituale di Novembre  l’assoluta   separazione del  discepolo    dalla mensa  domestica,  in  questo  rito  di  Ariete  la sola  separazione  dal  letto coniugale è necessaria    – ciò che significa pei celibi la castità. (la castità noi non l’intendiamo che nella maniera più austera.   Purità  di intenzione, di parole e di atti.)  Il discepolo   che va a mensa deve prendere   il posto di onore  e prima di cominciare il pasto  lavarsi (seduto  a mensa)  le dita nell’acqua; indi tracciare col pollice sulla  tavola, dopo spezzato il pane,  il segno della benedizione ai fanciulli della luce:

Dopo i primi tre giorni di purificazione, tutto il resto dei due settenari in cui le invocazioni durano, non si devono evitare nel pranzo  che solo le carni animali (carni macellate, pesci, uccellame) e si può mangiare tutto ciò che proviene    da animali vivi: latte, burro, uova,  formaggio.       Quindi  un qualsiasi   completo  sistema  di  nutrizione  vegetale che,  a  parte  il rito,   io  consiglio  a  tutti e specialmente a chi studia  e pratica la magia. Il profumo  classico      di Ariete è il Sandalo  – ma il pianeta dominante essendo Marte,  i profumi  di Marte  sono ottimi. (Il profumo deve essere acceso nelle ore di preghiera e nel luogo della preghiera, però chi per suo laboratorio non ha una stanza fuori  la casa in cui abita insieme a persone  di sua famiglia, si trova costretto di adoperare due suffumicazioni, una  per  la casa ed una  per  sé. Alcune  persone  che devono  operare di sera  in camere adoperate di giorno  ad altro uso e frequentate da persone  profane, adoperino              lo zolfo come purificante delle esalazioni estranee, e poi nelle operazioni il profumo  di rito.  Il discepolo usi nelle sue vesti  la più grande   sobrietà.   Il concetto della mondizia nella persona è analogico alla nettezza dello spirito, come il camice bianco alla purità dell’ascesa). Spiegato così il Rito di Ariete, più facile diventa la pratica a chi vuol seguirla,   specie nelle condizioni incomode in cui la moderna civiltà costringe           gli uomini e le donne di buona volontà.   (SM,I,384-387)–…La vostra preghiera sia detta dopo la lavanda. Pregate a bassa voce e pronunziate le parole con la bocca e non con la mente….Pregando      rivolgetevi sempre  ad oriente – e con  le finestre         aperte nelle ore  mattutine, verso l’alba. …Non riflettete né filosofate    sulla  poca bellezza calligrafica dei segni  e del loro significato; tracciandoli, cercate di condensarvi  su tutta la vostra  attenzione per la realizzazione della volontà divina da cui emanano – indi chiedete, ponendovi nel mezzo della stanza in piedi, ciò che voi desiderate di sapere  della scienza della verità occulta nel mondo spirituale…La preghiera è un atto di concreta fluidificazione della volontà.        Formulare     l’idea e desiderarne        la realizzazione è una preghiera.  Siccome i miei lettori non hanno bisogno di libri di devozione,   sono avvisati che devono ben concretare le loro idee per l’ascesa   spirituale, e non tarderanno          ad avere degli effetti, perché le idee così concrete, ripetute nella operazione che io ho data, passano attraverso                  l’aura astrale della terra e sono raccolte da un coppiere ai piedi del trono del Sole. (SM,I,220 a 236) – I segni da tracciarsi sono di seguito indicati e da disporsi nel modo indicato.

L’operatore deve suffumicare il luogo: indi tracciare nei siti indicati e rispondenti ai punti cardinali i quattro segni con carbone,   poi il quinto  innanzi al posto in cui si òra, e dopo tracciato il segno porvisuilrecipientedelfuocoealtroprofumo.

Indi in piedi con la verga  in direzione del carbone o con la spada in direzione del segno invocare la Forza che fa ritornare il sole in Ariete e che ridona la vita alle creature morte alla luce e che il genio   di  luce, disperso nel cammino dell’inferno della materia, riappaia. Qui lascio libero il discepolo               di seguire   qualunque   forma  di scongiuro  più  sembri  adatta. I cristiani di qualunque chiesa e gli ebrei adoperino   i salmi dividici. Per le operazioni di Ariete il salmo  43 (Deus, auribus nostris audivimus,  ecc. fino al 21° vers. incluso; finisce con le parole et si expandimus manus nostras ad deum alienum.), indi il 41 (Quemadmodum    desiderat cervus ad fontes aquarum,   etc.), indi  l’invocazione  allo  Spirito   Santo  dei  rituali  cattolici  (L’Angelus   recitato  dai  cattolici  è egualmente  buono).  Altri discepoli  che  vogliono  seguire una  formula  più  esclusivamente imprecatoria magica scongiurino  le più vicine invisibili potestà spirituali di permettere il contatto con il proprio  genio,  cioè con l’intelligenza divina più consona  allo stato  attuale di purificazione proprio.  (Io non riproduco   qui  nessuna formola imprecatoria presa  dai rituali classici per  le operazioni, perché non desidero  circoscrivere l’azione intellettuale del discepolo   oltre i limiti della grafica  dei  nostri  geroglifici  magici.  Però  chi  vuol  avere  un  concetto  delle  imprecazioni  e scongiuri magici, ecco un esempio di scongiuro classico   preso dall’Eptameron di Pietro  d’Abano, il cui sistema è angelico come tutti i rituali medioevali. E’ quello della domenica. Scongiuro di Michael: Conjuro et confirmo   super vos Angeli  fortes Dei, et sancti in nomine Adonay Eye, Eye, Eye, qui est ille qui fuit est et erit, Eye, Abraye, et in nomine Saday, Cados, Cados, alte sedentis super Cherubin   et per  nomen   magnum ipsius Dei  fortis  et potentis super omnes  ciclos Eye Saraye,  plasmatoris saeculorum   qui creavit mundum,  coelum, terram, mare, et omnia quae in eis sunt in primo  Die et sigillavi eo sancto nomine suo Phaa:  et per nomina saeculorum  angelorum qui  dominantur in  quarto exercitu et serviunt   coram potentissimo Salamia, angelo Magno et Honorato;  et per nomen  stellae quae est SOL et per signum et per immensum nomen  Dei vivi,  et per  nomina  omnia  praedicta,  conjuro  te  MICHAEL angele  magne,  qui  es  praepositus    diei Dominicae et per nomen  Adonay, Dei Israel,  qui creavit mundum  et quod in eo est, quod pro me labores et adimpleas omnem meam petitionem; juxta meum velle et votum meum, etc. etc.).

In un modo  o nell’altro il discepolo   traccia a questo  punto  con la estremità della spada  o della verghetta il pentacolo di Salomone   con la punta  ad oriente, nello spazio tra il fuoco e i suoi piedi e i caratteri di seguito  indicati (i segni si traccino da destra  a sinistra);   indi a voce alta si chiami sette volte Michael, l’angelo grande  del settenario, e si domanda la luce per l’ascesa   spirituale rapida e l’intervento di un messaggero divino.

COMMENTI AL RITO

Rito da eseguire   dal 21 marzo fino al 27 marzo e poi dall’11 aprile fino al 18….Chi fa coscienziosamente quanto  nei due riti è prescritto    (sagittario e ariete), più spiccatamente in questo secondo, esaltando la sua mentalità nella purezza massima di un ideale divino,  troverà la via per penetrare fuori di quella tale zona ubriacante in cui gli uomini sono immersi e entrerà in contatto del Maestro;   chi no, ritenti. (SM,I,387-388)- …con  certezza conoscerete me o chi per  me, il luogo dove vederci e dove (c’è) una scuola che non sia né una accademia vana,  né una setta…i degni  senza  conoscersi,  ancora animati dallo stesso spirito  di bene,  si troveranno   fratelli, tutti per uno e uno per tutti. Però devo avvisare   gli imprudenti e i presuntuosi che se non lavoreranno    col solo fine di bene avranno  per risultato il loro male. (SM,I,221)–Questo rito di magia operante che cosa racchiuda non dirò, conquistarne il valore o intuirlo è opera  del discepolo   che comincia. Le ore da preferirsi   sono le precedenti l’alba, verso le quattro del mattino o poco dopo – Si studi bene la situazione dei cieli: a quell’ora Mercurio  è assente,  così Venere  e Marte; Giove ha varcato il meridiano e il solo Saturno si avvicina ed è debole: il Sole sfolgorante ritorna.

Che fenomeni bisogna aspettarsi? Di grazia che cosa attendete voi a quell’ora in cui tutta la coorte planetaria è passata   e il Saturno  nefasto   è in  opposizione                           neutralizzato dall’ora di  trionfo   di Ariete? Voi aspettate l’avvento del Sole  : avvento materiale di fronte  al giorno  in cui operate, avvento psichico relativamente all’operazione di magia. Sono sicuro che la gente grossa avrebbe maggior desiderio  di  fenomeni materiali che non di  fenomeni di  luce psichica, ma la Magia sapiente  considera  appunto che  i  fenomeni  materiali non  sono  che  piccolissima  parte  della fenomenologia mentale e preferisce                  questa a quelli…La Magia con le sue operazioni ed io col mio rito iniziatico non aspettiamo che un sol fenomeno,   un grande  fenomeno…che il Sole spunti, che all’oriente della psiche addormentata del discepolo   si affacci il grande  dio della luce mentale e che il giorno sia fatto nell’animo di chi la invoca. Parlo simbolicamente? Non è colpa degli uomini il simbolismo,      ma della povertà delle umane favelle. Il  simbolo   che pare un fuor d’opera   è il capodopera   invece della intuizione magica. Certe parole la favella comune non le possiede, perché il comune degli uomini non ha l’idea cui si riferisce; a misura  che l’umanità cammina allo stato novello della psiche umana, rispondono nuove  parole; quando  le parole mancano si ricorre alla similitudine e certe percezioni nuove  dello stato   del proprio  animo i poeti adombrano  nelle finzioni ritratte dalla vita della natura visibile…Quando si comprenderà che le parole generano   le idee, come una inversione generante la causa  dall’effetto, si saprà  anche quanto  siano  ignoranti coloro che negano  alle parole in magia la proprietà di generare miracoli…Il Sole!  Che  cosa  è questo Sole che la magia aspetta? Forse il ragionamento secondo le regole dei filosofi  alla moda? Forse il libero esame di cui fanno  pompa  tutti i repubblicani della scienza sperimentale? No. Questo Sole non è definibile a priori ad un uomo che non lo ha mai visto….Io ne parlo, gli antichi iniziati non ne volevano   neanche sentir  parlare tanto chiaramente, perché le idee sante sono come le donne,  si sciupano   e si prostituiscono parlandone a lungo.  In Magia, appena conosciuti i rudimenti teorici, bisogna  operare,  cioè tentare una qualunque  via di realizzazione, diversamente se si parla e non si opera,   non si diventa che un cacosofo,   un ubriacato di vuote  parole, un compassionevole           saltimbanco della lingua e così si propagano  scismi  e menzogne che non hanno fondamento, né capo né coda e traggono  nell’errore tutti gli uomini leggieri che seguono coloro che più gridano.  Prima  di spacciar sentenze si rifletta che l’uomo  quando diventa atto a ragionare col senso comune già è deviato dal retto sentiero  della natura e delle verità con  una  lunga suggestione  di metodi investigatori e pieni di errori  e di incertezze…Cristo amava tanto i bambini perché l’anima loro non ancora era venuta in contatto dello spirito  di errore  che la società umana suda  e respira,    alterando le rimembranze delle nostre  origini  spirituali….Le  anime semplici arrivano prima delle deviate, i fanciulli conservano   ancora intatta l’irradiazione spirituale e i troppo abituati alla malizia la perdono. …se nella vostra vita vi imbatterete in un uomo veramente superiore  allo spirito  del secolo,  l’animo suo di bambino gli traspirerà perfino  dalle vestimenta perché il fango non lo ha macchiato e la malizia non lo ha tentato. Più un uomo brama sentirsi  di quelli che non si lasciano trascinare e più le tenebre lo accecano. Gli scienziati dicono  che queste anime di  bambini sono  più  facilmente suggestionabili: si  disingannino, sulla   suggestione la scienza medica non ha detta ancora la sua parola definitiva e non sa dove codesti studi meneranno le future  generazioni. Tra la suggestione   e l’invocazione della luce ci corre  un abisso:  ma per invocare il Cristo,  il Budda,  il sole dell’anima, bisogna  desiderare   e chiedere con l’animo della prima fanciullezza, ancora olezzante della semplicità spirituale dell’altro mondo…Un fenomeno solo  dovete  chiedere  ed  aspettarvi  dalla  nostra   dottrina,  la  reintegrazione  del  vostro  IO INTELLIGENTE,         che lo spirito  vostro si rischiari o trovi  la Luce e, nella Luce, il Maestro….Il discepolo           di  Magia deve considerarsi        sulla   terra come un atomo della Unità-Universo   e uno insieme  a  questa  unità:  Morgante    e  Margutte,            l’infinitesimo  piccolo,  l’infinito  che  nessuno abbraccia. Chi opera,  partendo   da questo concetto unitario, deve ricordarsi  che il suo movimento deve avere la sua azione su tutto il restante di questo corpo senza  limite (Universo) – quindi  egli può attirare e respingere,           aspirare    e respirare, trattenere e scagliare il quid  creatore che anima i mondi  come il pollice della mano può toccare tutte le altre dita. Chi può rendersi  atto a tanto è il possessoredi tutte le chiavi dei miracoli fisici e intellettuali. Come mettersi sul retto sentiero           per ottenere le chiavi desiderate, la magia vi da i riti per illuminarvi. Coi riti da me dati io vi dico: eseguite, tentate e sperate. Quando avrete fatto tutto esattamente, scrupolosamente,  tacitamente e non sarete riusciti ad aver completa la luce e penetrare oltre la corrente delle anime nella zona dei puri, non dite: ho fatto e praticato invano  – perché se avrete fatto fedelmente ed in tempo utile, la mano amica che avete invocato comincerà latente, senza  che voi ve ne diate conto  a dissipare  le vostre  tenebre e invisibile, insensibile il lavorio di reintegrazione nella LUCE BEATRICE  non sarà interrotto fino al giorno del trionfo  completo dell’intelletto di Verità in voi. Un anno solare, da marzo a marzo, segna  un giro completo nelle apparenze cicliche della natura. Tutto ritorna e tutto finisce; la legge fatale dell’eternità nella ellittica solare  è una  dipintura dovuta   all’artefice dell’universo.    A Novembre  (sagittario) e in Ariete (Marzo-Aprile)   ricominciate: se io sarò in terra o fuori la terra quando voi sarete pronti  mi troverete sempre  e parleremo il linguaggio delle idee e della verità incomunicabili con la parola umana.

Si badi che il quinto  segno dei cinque dell’operazione che comincia il 21 Marzo, è il segno di un animale dello zodiaco e una croce; l’animale potrebbe non trovarsi  nel cielo e la croce essere  il quarto colore dei tarocchi e può darsi che, dove il fuoco bruci l’incenso   e le mortelle, l’olocausto della materia viva possa essere indovinato e compiuto e un grande secreto rivelato.

Ave, o discepolo,    io ti saluto,  ricordati il clama ne cesses di Isaia.  Il tempo è propizio.   (SM,I , 388-394)

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Un commento

  1. filosobek 29 Settembre 2013 al 20:13 - Rispondi

    Michael, nel tondo, impugna la spada crociata che caratterizzò i Templari, ma se ne scorge solo l’impugnatura e un braccio dell’elsa. Si può presumere che essa sia la stessa già usata per il rito di Ariete nelle istruzioni che il Maestro Kremmerz porgeva ai ricercatori di buona volontà affinché impugnandola e puntandola in direzione del segno dato, ritrovassero la Luce e la via per riconoscere il Maestro.
    Si può anche notare che in Bilancia la spada (fiammeggiante?) è distaccata dalla stadera e – come si osserva in altre rappresentazioni del Michael dove la spada è ritratta nell’atto di essere rinfoderata, vedasi la statua di Castel Sant’Angelo a Roma – il momento che viene significato è di distacco dalla luce e dal calore.
    L’arcangelo che nella cristianità ha assunto i toni e le significazioni di Mercurio-Ermete, anticamente aveva tempio sulle isole nel centro dei fiumi o in luoghi di mare dove (come Mont Saint-Michel) il livello delle acque cangiava col cangiare della stagione.
    Pare dunque che questo arcangelo (primo fra gli angeli insieme a Gabriele e Raffaele e al decaduto Lucifero) avesse potestà di far comparire l’asciutto dove prima era umidità, e di restituire la terra traendola dal moto altalenante dell’acqua.
    Michael-Ermete segna l’autunno e lo spostamento del fuoco dal cielo alla terra. Si può considerare che senza terra non vi è rigenerazione possibile. La materia del nostro corpo, in cui è racchiuso ogni moto, ogni flusso, ogni umore e ogni fuoco della Natura mirionima, è l’unica che può rigenerare l’anima, il pensiero, l’essenza di cui siamo fatti. È il tempio del dio.
    Dopo l’equinozio di settembre, il calore cede posto al freddo e – come sottolineava il Maestro nel parlare dei riti destinati a chi cerca il contatto – diventa desolata per l’assenza del suo bene (il sole, la coscienza, la scienza).
    La “ V ” stilizzata che in Ariete simboleggiava il ritorno del Sole, nel tondo dipinto da Signorelli si ritrova alla base del collo, con la punta dove anatomicamente abbiamo la ghiandola del timo. E forse è per caso e forse no che proprio questa ghiandola sia produttrice di linfociti T, destinati a distruggere le cellule infette e risparmiare quelle sane: giudici di ciò che deve vivere e ciò che deve morire perché viva ciò che è buono e sano e integrato al progetto del corpo.

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