Il Nunzio della Primavera

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Il Nunzio della Primavera

Il pettirosso oltre a segnalare l’arrivo della neve, è antico simbolo annunciatore dell’anno nuovo e la sua presenza in uno specifico territorio indica in quel luogo il passaggio dall’Inverno alla rinascita primaverile della natura tutta.

È all’immagine naturalistica di questo nunzio, così grazioso  (cioè prodigo di grazie), così piccolo eppure ritenuto tra gli uccelli della sua specie fra i più coraggiosi, leali e generosi, e alla sua spiccata gioia di vivere, che la Direzione vuole affidare il messaggio augurale per l’approssimarsi della Primavera e l’inizio del nuovo anno magico.

La Schola e tutti i suoi iscritti di ogni ordine e grado si stanno preparando a quelle pratiche di rigenerazione alle quali attendere attraverso l’esecuzione sia dei Riti equinoziali (cfr.  il libro “Tradizioni e culti pagani di Primavera” AA. VV. Ed. Miriamica) concomitanti all’entrata del sole in Ariete sia, in particolare, del Rito di Kons-Sin-Dar, finalizzato proprio alla rigenerazione della carne e alla salute dello spirito, nonché all’intuizione dell’Arcano nell’Opera Hermetica.

Da “L’eredità isiaca e osiridea dell’Egitto sacerdotale”  a cura della S.P.H.C.I., in cui è presente un saggio divulgativo sul Kons, si  riportano di seguito alcuni stralci, con l’auspicio che tutti gli utenti del blog vogliano integrarli con loro osservazioni, riflessioni e testimonianze contribuendo così, italicamente, ad onorare il voto di sacralizzare la Primavera, esorcizzando ogni male affinché il bene e l’amore sempre trionfino, anche in momenti incerti, caotici e oscuri come questi che stiamo vivendo.

Kons, in Egitto, era sinonimo di dio o grande guaritore, intelligenza luni-solare di primo ordine… La sua più antica raffigurazione nota, proviene dal tempio funerario di Pepi II (VI dinastia)… Ma è solamente verso la fine del Medio Impero che la teologia tebana lo assume quale dio-figlio, nonché giovane principe e le raffigurazioni abbondano a partire dalla XVIII dinastia… Guaritore per eccellenza, di contro, gli empirici chiamavano ‘la maledizione di Kons’ quelle malattie non diagnosticabili e contro le quali si erano provati tutti i rimedi. Infatti narra una leggenda che Osiride Alzobar, combattendo contro un popolo di mostri, armati contro di lui da Tifone, stava per perdere la battaglia e a gran voce chiamò il dio della forza, Nindar-Ra, ma Kons, che per nomignolo dicevano Sin-Dar, (si ricorda che Sin era una divinità medica per gli assiro-babilonesi, e protettore delle piante medicinali) credendo che l’eroe chiamasse lui, si presentò. Osiride, corrucciato, gli chiese cosa avesse a che fare lui che guariva i mali, contro costoro. Kons gli rispose che chi può dare, può togliere la salute e, tratta di saccoccia una fiala, ne lasciò uscire una bolla di sangue di serpente; vi soffiò sopra e questa si suddivise in migliaia di piccoli serpentelli che si slanciarono sui nemici e ne accesero il sangue, così che Osiride li trucidò tutti.
Kremmerz riferisce del Kons che la sua statua o simulacro era vuoto nel suo interiore, e… il sacerdote entrava nell’interiore dell’immagine… e cominciava a parlare e a dare risposta a tutti quelli che ricorrevano per guarire… Quanto giust’appunto (analogicamente) accade anche oggi nelle operazioni responsive per ammalati, allorquando le forze e le virtù terapeutiche del Kons, evocate e invocate, si manifestano determinando le guarigioni nella corrente benefica della Miriam. Ed è così che la medicina sacerdotale e templare rivive tutt’oggi nella fratellanza terapeutica di  Miriam, efficace, salutare ed eterna, come l’amore che la nutre.”.

Luce e Salute per TUTTI.

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82 Comments

  1. catulla 18 Marzo 2015 al 21:35 - Rispondi

    È di nuovo in arrivo la Primavera, con i suoi profumi e il suo spirito di rinnovamento.
    La mattina, poco prima dell’alba, è ritornato il vociare chiassoso degli uccellini che durante l’inverno si erano rifugiati negli anfratti del tetto e sembravano aver perso la voglia di cantare.
    Sulla pianta davanti casa si intravede qualche timido germoglio, ancora esitante per il freddo improvviso che taglia le notti di marzo, ma è già lì, a pochi passi… madonna Primavera.
    Kons, che come il mitologico Esculapio può dare la salute e la può togliere,
    Kons che comanda al sangue e ai serpenti, e all’energia grande della Natura,
    Kons, che è il respiro della Terra…
    … apre le porte del suo tempio perché si ripropone la condizione che Lo propizia.
    Saremo tutti lì, noi, popolo di Miriam, con gli occhi verso la Luce (nera) e l’anelito, la speranza, la preghiera che anche in noi si faccia Luce e avvenga il contatto.
    A volte, qua e là, appare quella nebbiolina mistica … Dalle righe de “La Pietra Angolare”, appena pubblicata nel suo primo volume, emergono invece tutto il lavoro, l’operatività, l’applicazione tenace e quotidiana di Chi ha bussato continuamente e incessantemente alla porta della propria anima affinché fosse fatta la Luce: senza smettere mai nonostante gli inganni della vita e le tempeste della quotidianità.
    È una grande lezione.
    È il sacerdote che entra nel simulacro – quel nostro corpo di carne e ossa che si schiude sotto l’azione intelligente e incessante di chi vuole arrivare a conoscere Amore – Ci viene significato che quando si è fatto il vuoto di ogni pinzillacchera inutile il sacerdote parla con la voce del Dio…
    Così, a tutte noi Sorelle, e ai Fratelli, e a tutti i malati che chiedono e sperano e predispongono l’animo alla rinascita
    AUGURI
    che si compia il prodigio grande di una compagine sempre più unita e disposta a dar corpo all’Idea della Salute: fino nelle profondità dell’essere.

  2. mara329 23 Maggio 2013 al 09:01 - Rispondi

    Riporto dal Sole 24 ore di ieri (22 maggio 2013) la seguente notizia: “Il sì di oggi al Senato al decreto legge Balduzzi che contiene le nuove norme in materia di cure con le cellule staminali cerca di coniugare la necessità di far proseguire i trattamenti a coloro che li hanno iniziati e, allo stesso tempo, far partire «una sperimentazione, in tempi certi e finanziata, che darà la possibilità di verificare se il trattamento sia davvero efficace». Come era stato chiesto a gran voce anche dalla comunità scientifica internazionale che aveva sottolineato che «le staminali non sono tutte uguali, e non servono purtroppo per tutte le malattie». Stamina potrà dunque continuare i trattamenti, a patto però che rispetti l’iter, i criteri e le modalità stabiliti dal decreto, che saranno di fatto in mano ad Aifa e Istituto superiore di sanità”. Dunque è legale in Italia la terapia con le staminali con le regole previste per i farmaci e non per i trapianti, e con la «gratuità della fornitura dei medicinali da parte del produttore o dell’impresa farmaceutica che ha proposto la sperimentazione». (si tratta di terapie avanzate a base di cellule staminali mesenchimali). Mi pare un inizio, ma ciò che è controverso è che si parli del metodo Stamina, cioè dell’impiego delle staminali preparate secondo il metodo di una onlus cui, pare, sono stati negati i brevetti per il sistema di cura. I giornali parlano di un nuovo caso Di Bella e la comunità scientifica insorge. Speriamo che la ricerca medica vada avanti e non sia il caso di…una iniziativa commerciale!

    • segezia 23 Maggio 2013 al 18:53 - Rispondi

      Ho destinato il 5 per mille delle mie tasse a questa ricerca. Ciò premesso è da sottolineare come quella che era una ricerca (e un’applicazione) terapeutica praticata dagli ospedali con ottimi risultati (vedasi i parecchi casi di miglioramento e/o guarigione a Brescia) sia passata sotto l’egida delle case farmaceutiche che ne vogliono brevettare la sperimentazione… con tutte le conseguenze del caso. Certo, si utilizzeranno i parametri che si utilizzano per qualunque farmaco, in termini di iter burocratico e via dicendo. E anche in termini di prezzi finali!!!
      Come a dire che una cura fornita da Madre Natura gratis diventerà ciò che diventa tutto nelle mani dei mercanti della salute. Quanto alle garanzie… Beh, non dimentico l’invasione di vaccini di qualche anno fa pagati dallo stato italiano (cioè da noi) in seguito a una campagna di terrorismo psicologico dei produttori farmaceutici internazionali. Vaccini poi finiti al macero perché di nuovo noi italiani (ma non solo) li abbiamo accuratamente evitati una volta sapute le conseguenze.
      La Medicina Ermetica, fortunatamente, è fuori da questi giochi di potere ed è accessibile gratuitamente a TUTTI. Ognuno può sperimentarla, giovarsene e testimoniarne i benefici. La Schola fondata da Kremmerz, nata povera di soldi e ricca di Amore, appare sempre più mirabile e, forse, l’unica speranza accessibile in egual misura agli umani di ogni livello sociale e collocazione finanziaria.

  3. mirella 2 Maggio 2013 al 17:41 - Rispondi

    Bene è sicuramente una bella notizia di oggi: negli Stati Uniti, una equipe medica, guidata da un italiano, ha ricostruito in laboratorio la trachea di una bimba di due anni che ne era nata sprovvista utilizzando cellule staminali estratte dal midollo osseo della piccolina. L’operazione è perfettamente riuscita e per la bimba si prospetta una vita normale.

    • catulla 2 Maggio 2013 al 19:06 - Rispondi

      Negli ultimi cinquant’anni la ricerca sulle cellule staminali ha cambiato completamente la prospettiva medica introducendo l’idea della ‘rigenerazione’. Il mutamento di quadro concettuale ha consentito l’inanellarsi di scoperte crescenti, nonostante i frequenti ostacoli spesso originati da interessi economici. A tale proposito, ho trovato molto azzeccata l’affermazione di uno studioso del campo che, rifacendosi a Schopenhauer ha sostenuto che“ogni verità passa attraverso tre fasi. Dapprima, essa viene ridicolizzata. Poi subisce una forte opposizione. Infine, viene considerata come se fosse sempre stata evidente.”
      Ne “Gli elementi di magia naturale e divina” pubblicati da Kremmerz nell’ambito de “Il mondo secreto” circa centodieci anni fa, così si esprimeva il Maestro: “A grado che le investigazioni dei dotti progrediscono nella determinazione delle facoltà latenti della materia umana, s’imbattono in proprietà nuove e insospettate del nostro organismo, e, per essere più proprio, non si scoprono le sole meraviglie inaudite del corpo dell’uomo, ma si intravedono radicali mutamenti nelle definizioni stesse della nostra fisica e della nostra chimica, di cui gli studiosi del secolo prossimo rideranno come di cose molto imperfette”.
      Giuliano Kremmerz, spesso in contrasto con la corrente comune e lo spirito del secolo, invitava a sperimentare e darsi ragione con la pratica anche di quanto pareva impossibile. E anche oggi c’è da sperare che le investigazioni umane progrediscano con la medesima determinazione, conservando sempre atteggiamento scientifico e amore per l’umanità proprii del ‘vero’ terapeuta ma, anche, ritornando sempre più al concetto di unità della materia senza il quale la stessa vita umana perde di significato e, come un naufrago con la sua ciambella, riposa fluttuando aggrappata ai dogmi della religione.

      • GELSOMINO 3 Maggio 2013 al 15:23 - Rispondi

        Che il Kremmerz abbia anticipato molte recenti acquisizioni della scienza ufficale , a mio avviso, è la riprova che esiste realmente una Tradizione Iniziatica , di cui Lui era un anello nodale, detentrice di un sapere assoluto, a cui l’umanità arriva gradualmente, in virtù di una Legge fisica che non consente la comprensione di certe cose, se non a chi ha compiuto un percorso di purificazione.Per cui se non si arriva ad avere quel ” mutamento del quadro concettuale ” , di cui parla Catulla,non si riesce neanche a pensare e a guardare nella giusta direzione.

  4. garrulo1 29 Aprile 2013 al 16:57 - Rispondi

    Vorrei agganciarmi ad una importantissima riflessione dell’Accademia Giuliana, postata il 21 aprile, che però non sono più riuscito a trovare, quindi utilizzo lo spazio del blog. E’ stato un preziosissimo spunto per altre riflessioni sul significato simbolico dell’Agape. In alcuni scritti, compare il riferimento ad una Festa per “sintetizzare in un’unica parola l’energia fermentativa che esplode nello Ieros – Gamos cosmico”, concetto quest’ultimo, che per quanto mi riesce, sintetizzerei in Causa Prima ed Effetto Fermentativo, incessantemente compenetrati in un matrimonio cosmico, con il prodotto, a noi Caro, di Forza-Energia Finalizzata, di Natura Terapeutico Evolutiva.
    Tale è un matrimonio tra 2 Principi Cosmici, l’impulsivo e il generativo, nel massimo della loro potenza di espansione, o meglio nel massimo del loro fermento amoroso.
    Allora, tutto l’universo, e sicuramente il nostro sistema solare di cui siamo parte integrante, risente di questa peculiarità astronomica, che inevitabilmente permea tutte le cose (cibi compresi), fin nelle più intime molecole.
    Anche nella condivisione collettiva del Rito dell’Agape, non è estraneo il Concetto di Bene quale Principio Cosmico Coesivo, attivo in ogni forma di interazione e solidarietà da intendersi nel senso più ampio del termine.
    Il sacrificio a cui fa riferimento il postato, è un sacrificio di Amore, proprio perché potrebbe essere questo il mezzo per trasmutare il Verbo in Carne, o meglio il Principio di Vita Universale in Vita Individuata fino alla massima espressione ed espansione della Coscienza stessa.
    Credo infine che, a questo Principio Cosmico/Primo, o Matrice Originaria o ancora Principio di Unità, sia potenzialmente possibile dirigersi sulla Via del Ritorno Cosciente, ed il momento rituale/astronomico dell’Agape rappresenta una grandissima occasione di collegamento, quest’ultimo collegamento tanto più rapido quanto più il momento stesso è vissuto consapevolmente.
    Un saluto a tutti.

    • filosobek 30 Aprile 2013 al 20:33 - Rispondi

      Non credo che il Bene sia “un Principio Cosmico Coesivo”. Dipende. Ad esempio, nel caso di una massa tumorale, il Bene è disgregante e dispersivo…
      Inoltre, credo che “Il Verbo si fa carne” sia principio divino che vale sempre, in ogni momento, per ciascuno di noi: quello che diciamo e pensiamo è il colore che noi diamo alla nostra vita. E più siamo confusi, più siamo grigi.
      Rendercene conto, forse, è il primo passo per cambiare senza misticamente affidarci ad una astratta idea di coscienza.

      • sannitica2011 1 Maggio 2013 al 09:36 - Rispondi

        Eppure il Bene, compreso nel Credo: “Io credo nel Bene contro ogni strazio del dolore nei mali umani”, l’abbiamo riletto in Accademia, così come donatoci dalle Gerarchie, è “principio coesivo e solidale, Causa Prima dell’attivazione di ogni interazione, cooperazione, donazione e integrazione di forma e sostanza nell’universo visibile e invisibile…”. Nel caso della guarigione da un tumore io vedrei la disgregazione delle cellule impazzite e il ritorno alla salute dell’organo colpito che rientra nella normale collaborazione e interazione col resto dell’organismo. Sul piano umano la solidarietà verso i sofferenti è misura di progresso e di civiltà. Chi non è un criminale incallito, ma patisce e si ribella come impazzito per una causa qualunque, e sente la solidarietà altrui che lo sprona al miglioramento e lo aiuta, non si sente più solo, e può superare il suo problema, affrontandolo con determinazione, e rientrare in modo armonico a svolgere le sue funzioni.

        • filosobek 1 Maggio 2013 al 16:15 - Rispondi

          Diceva Kremmerz: “La magia è divina in questo senso perché mette fuori ogni misticismo l’adepto e lo rende centro di un MAGNETISMO D’AMORE NEL CUI IRRAGGIAMENTO IL MALE, IL DOLORE, LA PENA SCOMPAIONO, SI ANNULLANO, SI AFFOGANO, SI DISPERDONO”.
          Ovviamente è in questo senso che penso che il Bene non necessariamente sia intuibile come Principio Coesivo. Se invece, come evidenzia Sannitica, per Principio Coesivo si intende quello meramente causale della struttura dell’organo, in uno con la sua funzione nell’organismo… certo, il Bene sarà in tale coesione.
          Per quanto – come consideravo fra me e me dopo aver letto gli insegnamenti di Serapide nelle ultime Lunazioni – dare una definizione assoluta del Bene è sempre difficile.

          • holvi49 2 Maggio 2013 al 17:15

            A proposito del bene, Filosobek riporta le parole del Kremmerz: “magnetismo d’amore nel cui irraggiamento il male, il dolore, la pena scompaiono, si annullano, si affogano, si disperdono”.
            Sannitica 2011, ricordando l’Agape del 2007 riporta, sul bene,:“Principio coesivo e solidale, Causa Prima dell’attivazione di ogni interazione, cooperazione, donazione e integrazione di forma e sostanza nell’universo visibile e invisibile, è presente in ogni cellula e in ogni molecola del nostro essere…”
            Se fosse il Magnetismo a conferire le forme, essere “centro” di un magnetismo d’Amore vorrebbe forse dire che ogni manifestazione dell’esistente dovrebbe rientrare in una espressione energetica corretta, quindi con la conseguente scomparsa della malattia e della sofferenza.

    • GELSOMINO 2 Maggio 2013 al 15:29 - Rispondi

      Sicuramente la consapevolezza del valore rituale dell’Agape è importantissima ed ognuno potrà averla per il suo grado di sviluppo . L’importante è che ognuno faccia del suo meglio per arrivarci preparato , che si raccolga l’invito , che si accolga la guida illuminata e si tenga viva la tendenza verso il Centro !

  5. fler95 25 Aprile 2013 al 19:42 - Rispondi

    Come ho rilevato da alcuni dizionari etimologici, pare che il nomignolo Sin-Dar dato a Kons abbia la stessa origine di quel Sid-Dharth attribuito al Buddha: infatti, le due parole esprimono l’idea di “estremità del cielo” e sono state contestualmente assunte e adattate al concetto di “scopo raggiunto” sinonimo di realizzazione compiuta. Colpisce inoltre che Kons-Konsu sia storicamente associato alla Luna: tutto ciò parrebbe indicare nel senso della mobilità fluttuante dell’anima umana con un lato sempre rivolto al Sole, sua Causa prima, e l’altro sempre rivolto alla Terra, suo magnete. E se la medicina ermetica “non ha influenza che sulla infermità del corpo fisico, quando l’ora di sua separazione dal corpo spirituale non è arrivata e in altri termini, non salva dalla morte quando l’ora della nascita dell’uomo al mondo visibile è suonata, ma impedisce le morti premature alla evoluzione dell’anima” si potrebbe intendere Kons come Dio della materializzazione della Vita: nel senso umanizzante quando dà la salute e disumanizzante quando la toglie per servire Osiride.
    Quanto fascino e quanta poesia nella tradizione che ci viene tramandata dalla Schola!

  6. Cingallegra 19 Aprile 2013 al 16:50 - Rispondi

    Festeggio raggiante il sole bambino
    bevendo la luce di primo mattino:
    in punta di piedi danzo la fine del girotondo
    poichè desta ormai son dal sonno profondo.
    Calda l’aria, sulla mia pelle, respira e risana
    che sembra quasi fotosintesi clorifilliana.
    Infine, brindo alla conclusione di questo percorso
    certa che l’anno a venire ne berrò un altro sorso!
    Ansia e incertezza le lascio nella loro palude
    perchè serena sorrido augurando luce e salute!

  7. catulla2008 14 Aprile 2013 al 18:30 - Rispondi

    L’appagamento dei desideri, che è piacere, è strettamente correlato alla sfera sensoriale e tocca nell’essere umano le corde dell’animale che gode per la buona tavola, il buon odore, la buona sessualità, la buona musica, i buoni sentimenti, la bellezza delle immagini. Tutta questa bontà e questa bellezza portano a cercarne l’origine in un punto più alto di armonia da cui, probabilmente, deriva anche la salute del corpo vivente. Però… Il percorso che mira alla ricerca di questa origine allena a separare l’idea del godimento dal godimento stesso e a riappropriarsi della capacità di immaginare, tipica dell’essere umano, per associarla a gioie via via più raffinate. (Ad esempio, contagiare altri affinché si infiammino del medesimo benessere: la via religiosa è colma di varianti in tal senso dove il benefattore è, a sua volta, beneficato dalla riconoscenza…).
    Tuttavia, se non si riesce ad essere appagati neanche dalla riconoscenza, che inumidisce gli occhi e commuove il cuore, si può provare con il più difficile percorso della ricerca scientifica e della fatica sperimentale che preludono allo zampillo dell’intuizione. Questo tipo di godimento, non più legato al ritorno emotivo degli altri esseri umani ma alla Luce della Verità, accompagna la vita dello studioso e credo sia lo stesso di cui si nutrirono, nel tempo, Marie Curie, Pasteur, Meucci, Sabin e via dicendo. Somiglia alla via magica in quanto non chiede ricompensa ai propri simili ma è esso stessa ricompensa per tutto il genere umano. Il ridirezionamento del piacere immediato in pro di Qualcosa di più grande e il cui prezzo non è definito dagli uomini ma dalla Verità, è fiamma nota agli innamorati quanto agli artisti che, infuocati dall’amore, dimenticano il cibo, il sonno e tutto ciò che solitamente l’animale appetisce, per ricercare qualcosa che li nutre mille volte di più: come il poeta che cerca e trova la parola giusta per il suo verso, il pittore che realizza la sfumatura immaginata per il suo quadro e il compositore che individua la nota giusta che risponde alla musica che aveva in mente. È, anche, il sapore che il cuoco andava cercando, o il profumo che il distillatore voleva ottenere. Insomma, è la gioia di aver dato alla materia la forma esatta dell’idea…
    Quest’ultimo connubio, tra l’artista e l’Idea, è matrimonio (cioè unione con la Materia) che, nella via ermetica, ha portato i Maestri a dare corpo alla Miriam e ad essere fonte di Salute e di Luce. Essi hanno già la loro ricompensa e non hanno bisogno della nostra riconoscenza, ma suscitano in tutti noi il grazie alla Vita per la Bontà e la Bellezza che intuiamo nella Natura e ci sono di sprone e di lievito verso il nostro matrimonio con il Maestro che abbiamo nell’anima.
    Così avviene che momenti senza prezzo valgano miliardi di piaceri trascurati e diano il senso di quello che potrebbe essere l’umanità, la NOSTRA umanità, se solo… semplicemente… VOLESSE.

    • Mercurius3 16 Aprile 2013 al 17:46 - Rispondi

      La tua riflessione Catulla, soprattutto “la realizzazione della sfumatura immaginata”, mi ha portato ad un passo del Kremmerz quando dice: “Nella Materia è rinchiuso lo spirito dell’idea dell’artista concepita interiormente come atto creativo”.
      Non riferendosi certamente ad un’opera d’arte comune, mi colpiscono “la Materia”, “lo spirito dell’idea”, “l’atto creativo” e mi fanno pensare come una energica vibrazione possa rendersi materica e realizzativa, esattamente come minerale estratto dalle viscere della Terra, che forse è l’auspicato contatto col il Maestro interiore.
      Non semplice ma neanche impossibile se l’aureo Maestro ce lo consegna come compito.
      Un abbraccio agli amici del Blog

      • wiwa70 17 Aprile 2013 al 13:55 - Rispondi

        Bella la frase del Kremmerz! “Lo spirito dell’idea della Materia, concepita come atto creativo”…suscita molte domande!!
        L’atto creativo è tale perchè crea e per creare deve direzionare e incanalare lo Spirito? Incanalare vuol dire trasportare, trasferire(portare attraverso), trasmutare(mutare attraverso)(quanti sinonimi??!!), in un’ unica direzione, come il raggio laser, senza dispersioni di sorta?Non abbiamo forse anche degli organi corporei a forma di canali, quali l’esofago, gli ureteri, il canale del parto….?
        Cos’è che non fa disperdere l’energia? La Volontà è atta a questo? La Volontà è ciò che trasforma ciò che è in potenza in atto e quindi veicolo di creazione?
        Grazie ai tutti i fratelli del blog per l’opportunità di confronto e riflessioni continue e alla “santa” pazienza delle Gerarchie che ci guidano e aiutano sempre! Fraternamente

        • sal 17 Aprile 2013 al 17:42 - Rispondi

          Ne “La dedica a Maria” che introduce “La Porta Ermetica” Kremmerz asserisce: “Se … fuori ogni premeditazione di logica ricerca, improvvisa una determinazione del vostro intelletto, vi dà la via vera, che voi troverete vera, quella che in voi si è prodotta è una luce intellettuale che viene dalla parte più nobile di voi stessi, che pare per la sua sottilità una ispirazione a voi estranea: questa è intelligenza o luce ermetica … nell’artista, dà la penetrazione delle forme e il senso dell’arte; nello scienziato la illimitata conquista della ricerca”.
          Da questo intendo che l’essere umano E’ la materia che lo esprime ma, grazie alla coscienza di sé, può intervenire nel processo di creazione di sé stesso e lavorare per diventare artista-scienziato, creatore e creatura.

  8. oni 12 Aprile 2013 al 12:31 - Rispondi

    alle superiori gerarchie,
    al maestro iah-el,
    alla direzione,
    il nostro ringraziamento e il nostro augurio,al popolo di miriam,di luce e salute.

    • alchemilla68 13 Aprile 2013 al 10:02 - Rispondi

      mi aggrego e anch’io voglio ringraziare la Miriam, il nostro Maestro M.A. Jah Hel e le Gerarchie Tutte perchè rendono
      possibile a noi iscritti di fare parte di un’Opera così grandiosa e di poterne testimoniare; ciascuno secondo la propria esperienza;
      la concretezza e la Forza di Bene, la possibilità di evolvere per avvicinarsi sempre più praticamente e attivamente a rispettare e ad amare la Vita
      in tutte le sue forme ed espressioni e quindi soprattutto ad essere tramiti della corrente di Bene per i sofferenti che a Lei si rivolgono

    • Mercurius3 13 Aprile 2013 al 22:36 - Rispondi

      Terminato il R.K. ho festeggiato portandomi di fronte al mare, dove mi sono unita al M° M.A.Iah-hel e a tutti voi Fratelli; ho umilmente ringraziato per l’ opportunità reagalatomi in questa vita , per la sanità più volte ricevuta e mantenuta. Poi mi sono persa nella bellezza dell’acqua e dei suoi riflessi, nel venticello che creava bianche crestine ed infine lì LUI, il Sole, contenitore delle Sacre Gerarchie, obeso per Amore, Luce e Salute.
      E ora un cammino annuale, insieme senza perderci mai, come anelli di una catena

      • eris 15 Aprile 2013 al 09:45 - Rispondi

        mi unisco in toto anche se in ritardo al festeggiamento di mercurius3 ed al M° M.A. Iah-hel , parole toccanti grazie .

        • segezia 15 Aprile 2013 al 13:29 - Rispondi

          Si, sono i momenti in cui si dice: “avrei voluto esserci”.

      • Artur 18 Aprile 2013 al 00:10 - Rispondi

        Perdonate il ritardo…. un Augurio a tutti i fratelli, un Grazie alle superiori Gerarchie e al Maestro per questo meraviglioso momento che abbiamo vissuto. Ringrazio anche i fratelli che con le loro parole testimoniano e ribadiscono l’importanza della nostra Schola e del lavoro a cui noi tutti non dobbiamo mai sottrarci per ottenere il Bene e l’Amore. Bellissimo il paesaggio dipinto dalle parole di Mercurius3, sarebbe stato un toccasana anche per me vivere quell’emozione forte di fronte ad un Sole così energico. Un abbraccio a tutti voi cari Fratelli.

  9. sannitica2011 12 Aprile 2013 al 09:18 - Rispondi

    Anche da parte mia auguri. E vorrei aggiungere, perché l’ho verificato… chi soffre sappia che il conforto della Miriam è reale; chi cerca e spera creda alle parole dei nostri Maestri e, dandosi da fare, non perda fiducia. Anche se ogni momento storico ha sopportato le sue crisi, mi pare di poter aggiungere che la Miriam è stata ed è un punto fermo, saldo, granitico, fonte inesauribile di bene, mentre tutt’intorno le menzogne sono gracidate nei pantani del pensiero corrotto. Grazie agli eroi e alle eroine della verità, che sono i nostri Maestri.

  10. lina 28 Marzo 2013 al 21:41 - Rispondi

    In itinere mi unisco al coro di auguri e ringraziamenti, contemplo il Nunzio, rileggo il post materico e molto efficace nel rianimare e ricaricare. C’è bisogno di forza, tanta… Grazie S.P.H.C.I. e grazie a tutti i postatori di messaggi che affratellano all’ideale di bene e di ascenso

    • wiwa70 2 Aprile 2013 al 17:08 - Rispondi

      Ringrazio e mi unisco all’invito di lina che richiama alla forza! MI ha ricordato l’immagine a cui ho assistito in questi giorni in montagna, in un torrente, quando qualcuno mi ha fatto notare che c’erano dei pesci “particolari”, infatti non seguivano la corrente ma, affrontandola di “petto”,la risalivano e poi con grande sorpresa, ho notato che erano tanti, uno in fila all’altro, formando quasi una catena!!! Che forza che ci vuole per andare contro corrente!! Voglio condividere con i fruitori del blog le parole dello scrittore e pedagogo francese Pennac che in questi giorni ha ricevuto la laurea ad honorem dall’Università di Bologna,in particolare egli si esprime sulla differenza tra demagogia e pedagogia:”Il pedagogo sviluppa la nostra curiosità, stimola l’appetito di ricerca e il nostro atteggiamento critico,esercita sul nostro spirito un’ influenza che non diventa mai dominio,insomma ci aiuta a diventare individui aperti e tolleranti; il demagogo, invece, sostituisce il dogma allo spirito critico, lo slogan al ragionamento, le cieche convinzioni ai dubbi intelligenti, le voci incontrollate ai fatti stabiliti,le credenze ai saperi….un pifferaio magico che si fa inseguire in un fiume e fa annegare”. Quanti pifferai magici esistono, laddove il fiume lo devi risalire piuttosto che rischiare di annegarci dentro!! Un abbraccio fraterno a tutti

  11. sannitica2011 28 Marzo 2013 al 19:57 - Rispondi

    Voglio condividere col blog l’entusiasmo che ho provato nel sentire delle ricerche di Montagnier. Forse qualcuno già le conosce, io vi ho percepito l’eco di alcuni importanti principi dell’Ermetismo. Il virologo francese e premio nobel per la medicina nel 2008 Luc Montagnier sperimentando la risonanza magnetica del materiale genetico degli agenti infettivi, arriva a conclusioni che portano la biologia in un ambito completamente nuovo. Scopre in provette sterilizzate, che contenevano materiale biologico, la presenza di un’impronta magnetica degli agenti virali contenuti in precedenza, cioè tracce di onde elettromagnetiche a frequenza ultrabassa e che l’acqua può ancora trasmettere queste informazioni alle cellule. In parole povere si possono trasferire proprietà biologiche tra 2 provette senza che queste vengano in contatto. L’ipotesi è dunque che il DNA lasci la sua impronta elettromagnetica nell’acqua. Impronta che viene conservata e trasmessa. Infatti il segnale emesso dal DNA può essere registrato come un file e inviato a centinaia di Km di distanza, proprio come la voce per telefono o una musica per radio. Ma non solo, questo messaggio sarebbe capace di creare nuovo DNA identico al 98%. Si tratterebbe di teletrasporto, o di formazione dello stesso DNA di partenza per via telematica. Questi esperimenti sono stati poi eseguiti con successo in altri laboratori in Germania, Stati Uniti e Italia.In una intervista di Voyager a Montagnier (reperibile sul web) egli dice che l’universo è fatto di onde elettromagnetiche ad ampissimo spettro, e non solo onde luminose, ma anche a frequenza ultrabassa e con energia debole, poichè la vita si può basare su fenomeni di energia bassa. I segnali elettromagnetici emessi dal DNA sono di risonanza, cioè l’energia non viene dal DNA ma da una eccitazione esterna, perché la terra, il nostro pianeta, è circondata da fasci di radiazioni elettromagnetiche di frequenza ultrabassa. Queste radiazioni eccitano per risonanza la formazione di segnali da parte del DNA e dell’acqua che lo circonda. Da notare però che ciò accade se nell’ambiente vi è rumore o fondo elettromagnetico. Noi siamo immersi in uno spazio di strutture, dalle particelle alle galassie, che vibrano e risuonano insieme. Noi stessi ne siamo parte. Non siamo soli: la vita è parte integrante dell’Universo e il DNA può esistere in altre parti dell’Universo. Per chi è interessato si può visitare il sito: http://WWW.MEDIBIO.IT

    • sannitica2011 29 Marzo 2013 al 20:00 - Rispondi

      E’ incredibile quanto l’opera di divulgazione del Kremmerz dell’Ermetismo, le riviste che pubblicava e che ne divenivano gli organi di propaganda siano avanti rispetto anche alla scienza attuale. Montagnier ha rivoluzionato la biologia ma i suoi studi sui segnali elettromagnetici del DNA e sui fasci di radiazioni elettromagnetiche in cui siamo immersi non sono stati ancora accettati del tutto. Nel 1898 il Maestro Kremmerz, nel Mondo Secreto, ospitava uno scritto di un certo dr. Boucher che dice così:”Bisognerà comprendere che le vaccinazioni e le inoculazioni, intensive sono la causa di tutto il male e che la malattia non proviene dal microbo, ma non è che una fermentazione delle cellule dell’organismo, determinata dal’eccesso o dal difetto delle energie elettromagnetiche dell’ambiente, facili a covrire, semplicissime ad osservare”. Saluti affettuosi a tutti.

    • sal 30 Marzo 2013 al 17:05 - Rispondi

      Colgo l’occasione del post di Sannitica per esprimere alcune considerazioni:
      1. gli elettroni che, intorno a qualsiasi soggetto/oggetto avente carica elettrica ne determinano il campo elettrico, nel momento in cui subiscono una sollecitazione si circondano di un altro campo, definito magnetico, e la cui forza dipende sia dalla sollecitazione subita sia dal numero degli elettroni interessati;
      2. Akbad Serapide, di cui ci giunge l’insegnamento per mezzo della tradizione ermetica nelle Lunazioni (vedi III ciclo della passata Luna del 10 febbraio 2013) sosteneva che non esistono che tre infermità: 1°: L’eccesso di vita; 2°: La mancanza, o difetto di vita; 3°: La deviazione della vita. Tradotte nel linguaggio della scienza attuale, la vita è significata dal moto impresso agli elettroni e l’infermità la deviazione permanente della loro forma o campo elettrico;
      3. quando Boucher affermava l’esistenza di una fermentazione delle cellule dell’organismo, in parole povere parlava di sollecitazione del loro campo elettrico “determinata dal’eccesso o dal difetto delle energie elettromagnetiche dell’ambiente”.
      A questo proposito, ricordo che Giuliano Kremmerz, ne Il Mondo Secreto, concludeva l’articolo summenzionato con queste parole : “Ma lo stesso quid che proietta una immagine non può proiettare una scarica negativa o assorbente la psiche fluidica degli altri o non la può scompigliare e generare un disastro mentale? Ma a proiettare col solo meccanismo cerebrale una scarica fluidica tale da condensare una forma possono tutti gli uomini prestarsi e quali? O quale è la ginnastica adatta a queste funzioni?”
      Fino a qualche tempo fa, non si conosceva l’esistenza/l’importanza delle cellule staminali (a tale proposito consiglio questo breve filmato informativo
      http://ioleilaltra-sm.blogspot.it/2013/02/cellule-staminali-il-video-delle-iene.html)
      Oggi si comincia a considerarne l’importanza ma ancor più in seguito a quanto scoperto in merito alla luce. Infatti oggi si sa che la fototerapia [LT] comunemente definita terapia laser a basso livello, può alterare le funzioni cellulari e le condizioni cliniche e che, applicata sulle cellule staminali prima dell’impianto, può aumentare in modo significativo la loro sopravvivenza e/o la loro proliferazione nonché la migrazione delle stesse verso il sito del trauma. Ne consegue che le staminali sono il veicolo della forma assunta in base alla luce, proprio come gli elettroni sono i portatori del movimento indotto dalla sollecitazione che ne determina il campo magnetico.
      La luce è dunque la chiave di volta della forma assunta dal campo elettrico umano e, probabilmente, l’anello mancante alla scoperta di come funziona il nostro apparato nervoso.
      Tengo a portare la testimonianza personale di un’esperienza. Alcuni anni fa si rivolse alla S.P.H.C.I. una quarantenne cui era stato diagnosticato un glaucoma: la malattia aveva già intaccato pesantemente il nervo ottico di uno dei due occhi provocando un calo irreversibile della vista. Avuta la diagnosi, grazie alla Fr+Tm+ di Miriam e alla sua struttura (della quale, non va dimenticato, fanno parte diversi medici con varie specializzazioni) quella quarantenne iniziò a sperimentare, a fianco delle terapie della scienza medica ufficiale, una terapia giunta dalla Medicina Ermetica per cui l’esposizione alla luce verde soffusa e durante il sonno notturno fermò il progredire della degenerazione. La signora continuò tuttavia a cercare informazioni sulla propria malattia fino a che, circa due anni fa, un professore universitario e famoso oculista, rispondendo a una domanda sulle cellule staminali, le disse: “No, non riusciamo a curare l’apparato nervoso con le cellule staminali in quanto le cellule – una volta inoculate – sui nervi sostanzialmente non si attivano”. Perplessa ma ormai rassegnata ai limiti della medicina, la signora si adattò all’evidenza. Però, qualche giorno fa, grazie al progredire della ricerca, la signora in questione ha scoperto che non è più vero quanto affermato dall’esimio professore: le staminali possono essere attivate, ma non dall’elettricità, bensì direttamente dalla luce.
      E concludo ricordando le parole del Maestro M.A.Jah-hel che, interrogata all’epoca dei fatti per averne un’opinione in merito al caso della signora, rispose ermeticamente: “non credo affatto che sia impossibile la guarigione dei tessuti nervosi, ma bisognerà che la scienza trovi il modo di parlare il linguaggio giusto alle staminali che dovrebbero riattivarli…”.

      • sannitica2011 30 Marzo 2013 al 18:32 - Rispondi

        Cara/o Sal, l’articolo intitolato “I Batteriologi e la febbre tifoide – Microbi e microbiani” del dr. Boucher apparso sul II volume del Mondo Secreto (pag. 275) non porta commenti del Kremmerz. In ogni caso concordo con te in quanto anche a me l’affermazione di Boucher aveva fatto venire in mente l’insegnamento di Serapide apparso sulla Lunazione di Febbraio 2013. C’è da esultare per le nuove scoperte della medicina su cellule staminali e luce che potranno lenire tante sofferenze, e in particolare sui tessuti nervosi, e su malattie terribili come il Parkinson e l’Alzheimer. Un saluto fraterno

        • sal 31 Marzo 2013 al 19:53 - Rispondi

          Cara Sannitica, il commento è proprio di Kremmerz: vedi articolo “I progressi della medicina umana” comparso in “Elementi della Magia Naturale e Divina” pag. 57, pubblicato in “Il Mondo Secreto” Edizioni Rebis, Vol. I.
          A tutti, Buona Rigenerante Primavera!!!

          • sannitica2011 31 Marzo 2013 al 20:54

            Non ne dubitavo, ma nell’articolo che tu citi si parla del dott. Baraduc e non di Boucher.

          • sannitica2011 31 Marzo 2013 al 21:10

            Ma, per essere più precisi ci siamo rivolti a due articoli diversi in cui si citano gli scienziati dell’epoca. E poichè quello di Boucher è da lui scritto e riportato non vi sono altri commenti.

  12. Accademia Porfiriana 20 Marzo 2013 al 15:52 - Rispondi

    La riunione dell’Accademia Porfiriana, che ha avuto luogo la scorsa domenica 17 marzo, si è occupata in modo particolare dello svolgimento, ormai prossimo, del Rito di Kons. Si è fatto riferimento alle pubblicazioni della Schola inerenti le istruzioni e gli obiettivi concreti di questa rituaria.
    La lettura dell’introduzione del Maestro Iah-Hel alla pubblicazione “Tradizioni e culti pagani di Primavera” circa la “Parola Sacra” e del Suo intervento sul Rito di Kons durante una riunione dell’Accademia Pitagora nel 2008 ha chiarito con puntualità la straordinaria opportunità che le Superiori Gerarchie hanno concesso agli iscritti di entrare in contatto con la massima Vis terapeutica ed evolutiva che sostiene la catena miriamica.
    La purificazione operata nel corso dell’anno culmina nelle pratiche del Rito di Ariete, quasi tutto sia finalizzato a determinare la condizione più propizia per ognuno a chiedere alla benevolenza generosa del Nume: “Luce e Salute!”.
    La rigenerazione suscitata dall’inondazione di energia vitale che permea, avvolge e trasforma all’unisono ogni atomo dell’universo, compirà anche questa primavera il miracolo del risveglio della Vita in ognuno di noi, in consapevole e attiva attesa.
    L’Accademia Porfiriana, ringraziando le Superiori Gerarchie, rivolge a tutti le Sorelle e i Fratelli gli auguri più vivi di salute ed evoluzione!

    • fulva11 23 Marzo 2013 al 15:44 - Rispondi

      Grazie ai Fratelli e alle Sorelle dell’Accademia Porfiriana per il loro messaggio di augurio che ricambio di tutto cuore!

    • Ernesto 27 Marzo 2013 al 00:58 - Rispondi

      Come il pellicano dl noto salmo.

  13. tanaquilla9 20 Marzo 2013 al 10:21 - Rispondi

    Una emozione grandissima. Oggi ad Uno Mattina, pochi minuti fa, un carissimo fratello ha raccontato la sua storia: dopo 60 interventi chirurgici è ritornato in concerto, essendo sempre stato un pianista. Ha raccontato di essere un miracolato dopo che l’incidente d’auto avuto anni fa gli causò la rottura dell’80 per cento della struttura ossea e dopo che i medici l’avevano dato per morto. La Miriam l’ha aiutato e risollevarsi e a ricostruirsi. La Miriam ha illuminato i medici che l’hanno tenuto in cura e ha permesso il cosiddetto miracolo. Va a lui il nostro affetto, il nostro amore e gli auguri per il futuro.

    • fulva11 20 Marzo 2013 al 14:25 - Rispondi

      Che bellissima notizia, tanaquilla9, grazie.
      Purtroppo non ho potuto seguire la trasmissione, e mi avrebbe fatto tanto piacere sentire la sua testimonianza, di cui lo ringrazio. Anch’io mi stringo fraternamente a lui, sperando di ascoltarlo in concerto e riabbracciarlo presto!

      • tanaquilla9 20 Marzo 2013 al 19:13 - Rispondi

        Se ne hai piacere la puoi vedere domani su http://www.rai.it – rai repley.

        • fulva11 20 Marzo 2013 al 19:20 - Rispondi

          Bene, grazie, me la guardo senz’altro!

        • unicorno013 20 Marzo 2013 al 20:52 - Rispondi

          Grazie Tanaquilla, che bella notizia. Credevo di essermela persa perché stamattina ero impegnato per lavoro, ma domani cercherò in tutti i modi di rivedere il carissimo Fratello e la sua esibizione ad Uno mattina. Sono così felice per lui e per il bene che la Miriam trasmetterà, ancora per lunghissimo tempo, sulle note della sua amata musica.

    • Fleurdelys 20 Marzo 2013 al 19:14 - Rispondi

      Mi unisco al coro di auguri e di congratulazioni per il ritorno pubblico alla tastiera del caro fratello, di cui conosco e testimonio la tenacia, la forza di volontà e l’amore per il pianoforte! Un abbraccio affettuoso a lui e a chi lo ha affiancato e sostenuto in questo faticoso percorso…oggi per la Miriam è un giorno di festa!!

    • fulva11 21 Marzo 2013 al 18:50 - Rispondi

      Ho appena sentito la registrazione su Rai1 e sono in totale commozione dalla gioia!
      La terapeutica ermetica della Miriam è efficace e prodigiosa, ed è un bene che lo sappiano più persone possibili. Che si sappia di questa grande opportunità.
      E’ così prezioso e importante il messaggio di speranza e di certezza che proviene dalle azioni dei Maestri, dall’Amore indefesso di Chi ha posto la Salute al centro di tutto (altro che interessi personali!) che non mi riesce nemmeno lontanamente concepire il vivere senza!
      Grazie e ancora Auguri.

      • gelsomino 23 Marzo 2013 al 11:22 - Rispondi

        Mi dai una mano , perchè non riesco a trovarla su Uno Mattina del 20 marzo e ci terrei a vederla , grazie.

        • diogenonn 23 Marzo 2013 al 12:34 - Rispondi

          Ti ho inviato la link via mail.

          • GELSOMINO 26 Marzo 2013 al 16:54

            Sono riuscito a vederlo ! Forte emozione ! Tanti ricordi sono affiorati alla memoria : quanto è stato duro ricostruirsi !
            Ma che bello vederlo oggi così !

    • vanessa 26 Marzo 2013 al 13:55 - Rispondi

      Pur non avendo avuto occasione di poter conoscere il fratello, non si può non gioire per la sua gioia, per il suo ritorno alla Vita, testimonianza reale di quella infinita Forza Sanatrice che è la Myriam, per il suo ritorno a quella musica che per un musicista credo debba essere parte fondamentale dell’essenza di ogni propria cellula. Auguri particolari a lui e, in questo momento speciale in cui Tutta la Natura è rinascita, Auguri anche alle Sorelle e ai Fratelli, a noi tutti, e un doveroso ringraziamento alle Superiori Gerarchie per poter avere l’onore e l’opportunità di partecipare alle pratiche di rigenerazione del Rito di Kons ……..

  14. mercuriale2012 18 Marzo 2013 al 16:46 - Rispondi

    Mi aggancio e mi associo ai numerosi ringraziamenti fatti finora da tutti i Fratelli alla Direzione per l’augurio di luce e salute in questo importante e meraviglioso momento dell’anno. Anche se il tempo non è ancora primaverile s’inizia comunque ad avvertire nell’aria un cambiamento, un moto, una tensione nella natura e anche dentro di noi.
    Proprio come il pettirosso si sente quella gioia di vivere e di partecipare alla vita in tutte le sue manifestazioni. Ieri ho provato una grande emozione vedendo uno stormo di uccelli che volavano compatti in formazione creando dei meravigliosi disegni nel cielo, dando così una sensazione di armonia incredibile. Questo spettacolo della natura mi ha fatto venire in mente il concetto di Gerarchia Naturale della nostra Schola, poiché s’intuiva che quella formazione si muoveva compatta e armonica, secondo delle leggi naturali; tutta tesa per raggiungere un nuovo luogo, ognuno con la sua specifica funzione all’interno del gruppo….non sono brava a scrivere comunque è stato molto emozionante!
    Auguri fraterni a tutta la Compagine Miriamica

  15. accademia sebezia 18 Marzo 2013 al 15:17 - Rispondi

    Ieri, nella riunione accademiale della Sebezia, dopo aver riletto dalle Dispense l’intervento del Maestro M.A.Iah-hel sul Rito di Kons, e’ nato un dibattito partito dalla lettura di una domanda posta nella sezione del sito “quesiti-risposte-comunicazioni” ove una certa Ileana scrive : sul vostro sito si parla di materialismo sacro, ma cosa c’é di sacro nella materia ?
    La prima risposta, subito emersa, é stata l’intelligenza.
    Poi la capacità organizzativa intrinseca alla materia che la rende atta ad aggregarsi nelle modalità più opportune al raggiungimento della sua finalità. Ed anche la sua propria natura che la spinge ad evolversi e ad integrarsi in quella cosmica.
    Ma, nel corso della discussione, ci si è interrogati sul significato del termine “sacro”, in quanto il Maestro Kremmerz parla non di semplice materialismo , bensì di materialismo sacro.
    Il termine sacro deriva dal latino sacer (forma arcaica sakros) la cui radicale pare collegabile all’accadico saqaru = invocare la divinità, sakaru = sbarrare, interdire, separare. (Semerano, Le origini della cultura europea, 1994).
    In greco, la costellazione dei significati gravanti attorno al sacro si dispiega su più termini tra cui: hieros = uomini o oggetti segnati in modo privilegiato dall’influenza divina e hosios = ciò che la legge divina stabilisce. (Fabris , Introduzione alla filosofia della religione, 1996).
    Si é riflettuto sul fatto che nei nostri riti c’è sempre la delimitazione di uno spazio sacro, cioè separato, sbarrato, interdetto alle influenze esterne e finalizzato allo scopo terapeutico.
    Ci si è ulteriormente interrogati sul significato e sul valore del concetto di separazione che, a primo acchito, sembrerebbe in contraddizione con l’idea dell’unità dell’essere e dell’integrazione.
    Come è conciliabile la separazione con l’integrazione?
    Si é pensato che l’operazione della separazione consente l’individuazione, il riconoscimento degli elementi costituenti un miscuglio. Così, ci è venuto alla mente ciò che noi siamo allo stato attuale : un caos, un miscuglio disordinato di elementi, che solo attraverso un processo di separazione può aggregarsi in un cosmos, ovvero in uno stato nuovo di ordine, in cui si acquisisce consapevolezza e ci si mette al servizio, per contribuire alla esplicazione di una Idea che ci trascende e ci integra nel tutto. Come esempio pratico abbiamo pensato che quando, grazie al collegamento iniziatico, agli strumenti rituali, all’atteggiamento attivo e coerente, si riesce a superare un nodo, una difettività, cioè, avendola riconosciuta, ce ne separiamo, si schiude per noi una nuova e più ampia possibilità di consapevolezza, di apertura e di unione.
    Ricambiamo gli auguri a tutta la Fratellanza e all’intero Popolo di Miriam per il prossimo Rito di Kons per un futuro di Salute e di Luce.

    • sannitica2011 19 Marzo 2013 al 11:32 - Rispondi

      A proposito del materialismo sacro mi è capitato di leggere qualcosa circa gli studi compiuti a fine ‘800, primi del ‘900 dalla comunità scientifica europea e americana. Mi pare che attraverso la sperimentazione del magnetismo e dell’ipnotismo a livello terapeutico, di cure diverse psichiatriche, di nuove elaborazioni filosofiche e fisiche, o della nascente psicanalisi, si cercasse in qualche modo di trovare il legame che riuniva spirito e materia. Come anche il Maestro Kremmerz descrive si parlava di fluidi che riunivano in sé il visibile e l’invisibile; si postulavano proprietà insolite e sconosciute della materia che perciò si tentava di analizzare scientificamente. Non so precisamente a livello scientifico oggi cosa si pensi del megnetismo e dell’ipnotismo, ma certo essi furono stroncati da varie commissioni scientifiche dell’epoca. Eppure questi studi, seppure passibili di miglioramenti, facevano intravedere una realtà diversa da quella descritta dal meccanicismo.

    • catulla2008 20 Marzo 2013 al 00:07 - Rispondi

      Alcuni considerano la radice di ‘sacro’ in comune con quella di secernere. Secondo questa ipotesi, ‘sacro’ equivarrebbe dunque all’ “estratto-da-sé”: esattamente quello che fa la mater-ia che da sé stessa trae la forma atta a esprimere l’idea. In sintesi, verbo e sostanza e sostanza del verbo…

    • fulva11 20 Marzo 2013 al 19:38 - Rispondi

      Grazie ai Fratelli e alle Sorelle della Sebezia per averci partecipato le loro riflessioni maturate in Accademia e aver ricordato l’iter di affrancamento da quei nodi e sovrastrutture ( e sono tanti!) che la pratica ortodossa fa emergere.

      Ricambio gli auguri di un Kons luminoso, rigenerante e ricco di BENE per la Fratellanza di Miriam, visibile e invisibile,
      un forte fraterno abbraccio.

  16. Accademia Vergiliana 17 Marzo 2013 al 21:45 - Rispondi

    Nella riunione accademiale di oggi 17 Marzo abbiamo riletto l’augurale post della Direzione sul Nunzio della Primavera soffermandoci sui vari commenti. Sulla scorta di questi alcuni Fratelli e Sorelle hanno ricordato di essere approdati alla Schola ortodossa proprio dopo aver espletato il rito di Novembre e/o di Ariete così come dato dal Maestro Kremmerz nel “Mondo Secreto” o di aver avuto in sogno la visione delle fattezze fisiche del Maestro che a quel momento la rappresentava, altri hanno confermato di aver avuto, con un sogno lucido come previsto dalla tradizione iniziatica, l’intuizione della materia e del procedimento alchemico.
    Non sono mancati approfondimenti sull’importanza della parola e del meccanismo respiratorio che presiede alla fonetica nell’esecuzione del Rito di Kons rinviando comunque per gli approfondimenti del caso, come consigliamo di fare ai Fratelli e Sorelle che ci leggono, alla consultazione delle Dispense.
    È veramente con fraterno fervore che ci sentiamo in uno con tutti i Fratelli e le Sorelle in MIRIAM nel ringraziare la Direzione per gli amorevoli auguri con l’auspicio che per tutti noi, con l’espletamento del Rito di Kons, si rinnovi il patto con il Supremo Fratello e Maestro per la conquista di un luminoso ascenso di Luce e Salute.

    • sannitica2011 19 Marzo 2013 al 11:59 - Rispondi

      Ringrazio i Fratelli e le Sorelle dell’Accademie Vergiliana per quanto hanno ricordato a proposito del Rito di Kons e del sogno che è possibile fare dopo il suo espletamento, qualora maturi. Questa modalità mi riporta ad una dimensione ciclica del tempo e sacrale, mi fa sperare nell’integrazione, e nell’aiuto della Catena Iniziatica. A suo tempo, durante lo svolgimento di un Rito di Kons ebbi una manifestazione fisica e uditiva. Fu quel rito di Kons ad aprirmi alla comprensione dell’Arcano. Grazie ai Maestri visibili e invisibili per esserci , perché è giusto comprendere la naturalezza e l’indispensabilità della Gerarchia nel processo evolutivo così come esiste gerarchia nella rete interconnessa della vita, o nella biologia ove dalla molecola si arriva agli ecosistemi.

  17. garrulo1 16 Marzo 2013 al 20:39 - Rispondi

    Nel post di Catulla dell’11 marzo u.s. in cui si trattano, se così si può sintetizzare, le condizioni per il contatto tra la Mente umana e la Mente Divina, cosa a quanto si intravede possibile, almeno in potenza, nella modalità di estrinsecazione contenuta nella Porta Ermetica, mi è sempre stata di difficile approccio. Molto più chiaro, ovviamente sul piano esclusivamente mio personale, è stato il concetto espresso al riguardo dal Maestro Kremmerz nell’Avviamento alla Scienza dei Magi. Qui, Egli propone una questione di tale portata utilizzando la modalità grammaticale.
    Così scrive : ” Nella grammatica volgare, superstiti ruderi della grammatica ideale (1), il verbo o parola per eccellenza è il sostantivo essere. L’Ens latino è l’Ente; la Mens dei latini è un composto di Ens, cioè una consonante di possesso (quasi sincope di Meus) che precede il sostantivo participio indicante l’ens cioè l’Ente, quello che esiste ed è. Quindi fermandoci al senso riposto delle parole (2), Ente è l’idea assoluta dello spirito Universale di Dio – e Mente è il vocabolo della idea relativa dello spirito Universale incarnato e definito nel corpo umano.
    (1)Cioè grammatica delle idee assolute primitiva.
    (2)Oh! Se la filologia si facesse così quante cose si sarebbero svelate! “
    Quindi, per quanto mi è parso di essere riuscito a comprendere, la Mente, grammaticalmente parlando, è la Mia/Nostra parte dell’Ente, che ci spetta di diritto, che si manifesta nel corpo fisico ad ogni incarnazione, ma che dentro tale involucro va man mano riscoperta fino al completamento del processo progressivo di identificazione e/o integrazione.
    Un saluto a tutti.

    • catulla2008 17 Marzo 2013 al 00:19 - Rispondi

      La lingua nostra differenzia il pensare dal ragionare e, mentre dà al primo il significato del meditare-concepire-immaginare ben oltre il mero ‘pesare con la mente’, attribuisce al secondo l’azione che calcola-conta-misura. Pensare prescinde dal tempo e dallo spazio: si mescolano immagini e suoni, ricordi e desideri, propositi e auspici, e spesso accade – per dirla con le parole del Maestro – che un istante appaia un lungo periodo di tempo, come nei sogni, nei quali la vita di mesi si svolge in minuti.
      Così, se noi possiamo assurgere a questa dimensione che è “fuori da ogni misura” e quindi anche fuori da ogni ‘razio-ragionamento’, e se il cuore è puro, vi possiamo leggere tutto ciò che è stato, che è e che sarà, senza che sia un miracolo.
      Certo, la condizione presuppone – appunto – una purezza evidentemente fuori dal comune, e anche un allenamento a non mescolare la spazzatura quotidiana con le forze e le intelligenze che abitano il piano del “sempre”.
      Nella prospettiva che tale condizione sia ‘umanamente’ possibile – tant’è che i Maestri la vivono e ne ritraggono salute e luce in sovrabbondanza – c’è un percorso che la Schola consente e propizia senza per questo poter – ovviamente – garantire a nessuno che poche decine di anni di lavoro sentirà parlare dentro di sé il Nume.
      E tuttavia si cammina PENSANDO che è una grazia l’aver trovato la tradizione ortodossa e RAGIONANDO che a furia di camminare, prima o poi, oggi qui o domani là, si arriva.
      Un ultimo ‘ragionamento’ però: mi sa che la faccenda somiglia alla prospettiva che il bimbo si ricama quando sogna la sua vita ‘da grande’. Perché nel vedere la vita che fanno i VERI Maestri e tutti i fardelli che si sopportano, e la fatica di seminare miliardi per raccogliere qualche chicco, senza contare tutte le supponenze e le invidie che non mancano mai, la realtà di chi davvero vive i panni del relativo partecipando contemporaneamente dell’efflato d’Amore assoluto credo sia diversa da come ce la figuriamo noi tutti in cammino…

      • Alfiero70 17 Marzo 2013 al 08:32 - Rispondi

        Per Catulla,
        Da un modesto attore del cammino di cui tu parli, consentìmi di dirti che è molto bello e ben articolato il tuo pensiero…

  18. GELSOMINO 15 Marzo 2013 al 18:18 - Rispondi

    Torno spesso a guardare l’immagine del pettirosso e a rileggere l’augurio della Direzione , perchè , non ne capisco il motivo , ma quell’immagine mi affascina e quelle parole, prive di qualsiesi retorica , scevre da qualsiesi misticismo , ma fortemente significanti e consapevoli , raggiungono il mio essere più profondo e lo risvegliano, lo attraggono, lo stimolano a manifestarsi , forse con lo stesso meccanismo per li quale in Primavera si risveglia la Natura. Seimila e passa anni saranno anche un palpito nell’eternità . ma non sono certo pochi rispetto alla vita umana e così resto ammirato di fronte all’antichità della nostra Tradizione e mi interrogo : l’uomo moderno, l’ermetista di oggi,con la mentalità attuale come deve concepire il Kons e le sue Forze e Virtù Terapeutiche ?

    • sannitica2011 16 Marzo 2013 al 14:16 - Rispondi

      Ringrazio la Direzione per aver riportato stralci dal saggio divulgativo sul Kons che ci confermano la continuità della medicina sacra nella nostra Fratellanza. Conferma che ha valore inestimabile. Ma mi incuriosisce la domanda di Gelsomino che mi fa pensare. Nonostante viviamo in tempi che hanno assunto a divinità la tecnologia e non guardano all’intelligenza dei fenomeni, non ci si può esimere dal chiedersi come è nato il mondo e come è nato l’essere umano? Rimane sempre tale interrogativo anche quando si sposano le teorie dominanti. Non voglio riproporre il modello cosmologico del big bang , né la teoria evoluzionista, ma sicuramente, penso, che nell’universo sono entrate in gioco forze le quali – secondo la ricerca scientifica d’avanguardia, non sono prive d’intelligenza. Le forze che hanno concorso al manifestarsi e all’espandersi della vita in modo ordinato come esistevano, così esistono (nulla finisce) e l’essere umano, che non è alieno dall’ambiente in cui vive (la terra e il cosmo) può entrarvi in contatto sia fuori sia dentro di lui. Una cosa del genere non ha tempo. Certo le tradizioni sapienziali hanno chiamato queste forze nel corso dei tempi con nomi diversi, per poterne tramandare la memoria e la conoscenza, e sempre grazie alle tradizioni questi nomi sono arrivati sino a noi.

  19. Artur 14 Marzo 2013 al 23:51 - Rispondi

    Anche da parte mia l’augurio per un fase dell’anno che – mi auguro con tutto il cuore – ci donerà Salute, Forza e Amore (se meritevoli naturalmente). Un momento magico che aspettiamo con ansia ogni anno e che rigenererà tutto il nostro essere. Dopo mesi di difficoltà e di stress quotidiano è giunto il momento di ridare energia al nostro corpo e alla nostra mente. Ringrazio infinitamente la Direzione, le Superiori Gerarchie e il Maestro per gli Auguri e per il loro protendersi continuo, senza mai stancarsi…. Auguri a tutti i fratelli e sorelle (Popolo di Miriam) e vi abraccio con tanto affetto.

  20. aronte 12 Marzo 2013 al 20:25 - Rispondi

    Ringrazio la Direzione dell’augurio per la ormai prossima esecuzione del Rito di Primavera che la Fratellanza tutta si prepara a compiere, ricambio l’augurio a tutto il Popolo di Miriam di luce , salute, e rigenerazione . Ringrazio le Nostre Gerarchie che ancora una volta con la loro presenza costante hanno voluto confermare non solo agli appartenenti alla Schola ma rendere partecipe tutti i visitatori del sito , di questo periodo dell’anno cosi importante .

    • eris 13 Marzo 2013 al 10:45 - Rispondi

      mi unisco con piacere al tuo ringraziamento aronte nei confronti delle Maestro M.A.IAH-HEL E DELLE Gerarchie e,continuamente possiamo apprezzare i doni da loro offerti .

  21. m_rosa 10 Marzo 2013 al 20:09 - Rispondi

    Riflettevo su come tutte le cose nostre, tutto ciò che il Kremmerz dice, e dopo di lui tutto ciò che i Maestri hanno detto e dicono, non è da intendersi mai in senso mistico, astratto o “spirituale”, ma ogni singolo concetto ha il suo corrispettivo nella realtà concreta. Mi riferisco qui, in particolare, alle ultime righe del post della Direzione. Veramente, a tutt’oggi, a riprova del filo ininterrotto che ci lega alle nostre origini, il Kons parla attraverso Chi è pronto e puro abbastanza per ospitarlo e dà responsi salutari per gli ammalati che si rivolgono alla Fratellanza. Certo, forse ci si è modernizzati un poco, non ci sono più le statue del Dio che ospitano il Sacerdote, ma è rimasto intatto nella sua grandezza il Sacerdote che ospita il Dio.
    Grazie maestro Iah-hel

    • catulla 11 Marzo 2013 al 19:28 - Rispondi

      Dice bene M_rosa “le statue del Dio che ospita il Sacerdote non ci sono più” ma mi sono spesso domandata se gli antichi non avessero i loro saggi motivi nel costruire quel simulacro e nel porgere quel simbolo.
      A questo proposito, ne “La Porta Ermetica” (La Scienza dei Magi – Vol. II – pag. 237) il Maestro Kremmerz scrive parole davvero illuminanti: “l’universo (è) unità e somma di tutte le sintesi. L’uomo si trova all’estremo più povero e può, analizzando il suo mentale o moto della mente nel suo spazio senza dimensioni, combaciare con la mente-moto universale che deve avere lo stesso spazio, e ritrarne i pensieri e la conoscenza. Infatti, se il moto della vostra mente prescinde dal luogo e lo spazio in cui il moto si compie è senza dimensioni, la mente umana si trova nella stessa sfera di esplicazione della mente divina, divinità positiva o legge universale. Se la legge universale è immutabile e costante nello stesso spazio, o il dio scende a voi o voi assurgete a lui. Se concepite lo spazio del moto mentale senza dimensioni, e il moto al di fuori del luogo il tempo nelle operazioni della mente non esiste.
      La mente umana se (ermeticamente penetrate questa funzione) s’immedesima alla mente universale senza tempo, ne ritrae una virtù divina che si muta in poteri miracolosi quantunque non sieno miracoli che solo pei volgari che ignorano la legge universale”.

    • mirella 12 Marzo 2013 al 15:58 - Rispondi

      Cara m_rosa tu dici che non siete mistici, né astratti o spirituali, ma sinceramente il tuo post mi ha lasciata un momento interdetta, Dei che parlano per mezzo di Sacerdoti, Sacerdoti che entrano in statue di Dei e da li parlano, cos’è questo se non misticismo? Devo invece dire che le parole del Kremmerz riportate da Catulla mi hanno dato una spiegazione più razionale di ciò che avviene e, anche se non lo capisco appieno, il meccanismo mi sembra perfettamente logico.

      • m_rosa 12 Marzo 2013 al 17:00 - Rispondi

        Mi scuso con Mirella , evidentemente non sono riuscita ad esprimermi correttamente, era proprio il contrario di ciò che hai capito, Mirella, che volevo dire.
        Sicuramente le parole del Kremmerz danno la spiegazione razionale di ciò che avviene “Quando si riesce a penetrare in una dimensione a-spaziale e a-temporale la mente umana s’immedesima alla mente universale e ne ritrae una virtù divina”.
        Le mie parole erano un tentativo per raccontare ciò che si prova assistendo e partecipando a quello che tu giustamente chiami, molto concretamente, “meccanismo”.
        Io ho semplicemente voluto testimoniare ciò che ho visto: un Sacerdote che ospita un Dio; senza aggiungere né togliere nulla. Parole più giuste non ne ho trovate per esprimere l’Amore, il senso di Pace e di Integrità che ho provato di fronte a tale manifestazione della Legge Universale evocata dal Kremmerz. Saluti e Salute

  22. garrulo1 9 Marzo 2013 al 18:27 - Rispondi

    Mi sono sovente domandato il perché il Dio Kons, nel momento in cui il Sacerdote aveva raccolto i sofferenti nel Tempio e lì si apprestava a fargli passare la notte in cui il Dio avrebbe visitato il luogo, ed in qualche modo si sarebbe espresso, o con un contatto di qualsivoglia natura, o con una qualche modalità responsiva, qualcuno di questi guariva ed invece qualcuno nò. La risposta è stata maturata con il tempo, anche grazie alle costanti sollecitazioni riflessive in Accademia, per cui ora, metabolizzo come un fatto perfettamente naturale che, nella traiettoria evolutiva di una determinata persona, il suo bene nel senso più profondo della parola, non è detto che sia la guarigione, magari immediata, ma ad esempio, attraverso una condizione di malessere fisico e/o morale, si possa aprire un ventaglio di possibilità di approccio ad esperienze forti, o meglio di iperattivazione motivazionale, che sul piano personale permettano all’essere che soffre di accelerare un processo di espansione di coscienza, altrimenti naturalmente assai più lento. Inoltre, inutile commentare il fatto che, come ha scritto innumerevoli volte il Maestro Kremmerz, in ipotesi, sarebbe un delitto impedirne la dipartita quando la pera è giunta naturalmente all’ultimissimo stadio di maturazione.
    Un saluto a tutti.

  23. fler95 9 Marzo 2013 al 00:22 - Rispondi

    Quando avevo letto l’Opera Omnia di Kremmerz le prime volte mi ero domandata spesso perché spendere tanto tempo nel parlare dei medium e della medianità. Mi pareva, all’epoca, un argomento piuttosto banale rispetto ai tanti altri trattati nei Suoi scritti, e l’avevo poi attribuito al momento storico in cui il Maestro scriveva mentre donna Eusapia Paladino veniva citata per fenomeni eclatanti.
    Oggi sono giunta alla conclusione che la medianità non è indagata abbastanza dagli scienziati perché, se pure è vero che c’è tanta cialtroneria, è altrettanto vero che fenomeni inspiegabili sono stati osservati da più parti del mondo e in ogni tempo per il tramite di esseri umani in condizioni ‘particolari’. (L’olandese Croiset, che aiutò la polizia in tante indagini, il torinese Rol, che disarmò i nazisti con la sua veggenza, fino ai mistici che annunciarono i grandi sovvertimenti sociali…). Ecco allora che devo immaginare che una scienza VERA dell’animo umano possa e sappia preparare al conseguimento volontario di uno stato capace, fra l’altro, di ‘vedere’ o ‘sentire’ come restituirsi e restituire alla salute. Devo inoltre supporre che tale stato – menzionato dalla Morgan in relazione agli aborigeni australiani quanto da Castaneda in riferimento agli Indios Yaqui – sia una tappa precisa del patrimonio sapienziale di tradizioni millenarie, oggi come ieri, testimoniato e testimoniabile da medici esercenti che ne esaminassero le evidenze.
    Nell’antico Egitto Serapide dava i suoi responsi, e oggi nella Miriam “ le virtù terapeutiche del Kons, evocate e invocate, si manifestano determinando le guarigioni nella corrente benefica”.
    Però ci si dovrebbe anche chiedere quale stato propizia l’intervento terapeutico. Quale condizione ha consentito ai santi di ogni religione di farsi tramiti di salute e luce. Quanta e quale purità d’animo occorre far propria perché si manifestino le forze e le virtù sanatrici. E può esistere una guarigione che non sia anche rivoluzione e cambiamento radicale della materia vivente che si sana?

    • Alfiero70 9 Marzo 2013 al 12:19 - Rispondi

      Faccio mio l’augurio della direzione, ringraziandola.
      Penso ci sia ancora bisogno di parlare,come faceva Kremmerz, delle leggi che entrano in gioco nell’esplicazione di fenomenologie prodotte dalla medianita’, anche per controbilanciare tutto il qualunquismo diffuso da ogni mezzo,che devia dalla verità’ scentifica su questi fatti.
      Deviazioni, nella migliore delle ipotesi generate dai più’ per assecondare i capricci e i desideri del grande pubblico a cui riferisce da sempre quello che, questo vuol sentirsi dire;
      Nella peggiore delle ipotesi la mala fede, debitamente pianificata da personaggi che dagli ambienti delle comunicazioni – religiosi o gruppi settari, fa comodo ottenebrare le coscienze dei più’,per governarle, gestirle. Pur tuttavia quest’ultime non sono esenti da responsabilità’ giacche’ non da ultimo, evidentemente esiste un libero arbitrio.
      Ringrazio il Maestro J.M. Kremmerz per aver speso fiumi di inchiostro mettendomi/ci in guardia…

  24. GELSOMINO 8 Marzo 2013 al 17:25 - Rispondi

    Che il bene e l’amore trionfano sempre ne ho la certezza e la riconferma ogni volta che la parola ed il pensiero delle Gerarchie si fanno sentire. Sapere che ci ricordano e che ci amano mi da una grande gioia ed è con entusiasmo e con fervore che accolgo l’esortazione ad onorare il voto di sacralizzare la primavera!

  25. segezia 8 Marzo 2013 al 16:57 - Rispondi

    “Secondo un’antica leggenda mediterranea, poi ripresa e adattata dal cristianesimo in varie forme, già dai primordi il pettirosso era stato creato grigio ma con il nome che ancor oggi lo distingue. Dopo una serie di vani interrogativi, l’uccellino era giunto a conclusione che il nome avrebbe dovuto meritarselo, ma per parecchie generazioni era rimasto grigio nonostante gli sforzi: né il valore nella lotta, né la passione per l’amante, né la tenerezza per i piccoli avevano potuto cambiare il colore delle penne. Un giorno, che sembrava come gli altri, il pettirosso aveva incontrato il Dio che l’aveva creato e, nonostante non l’avesse riconosciuto, era stato talmente attratto dalle pulsazioni di quel cuore divino da mettersi a battere con le piccole ali al medesimo ritmo.
    Allora il petto, da grigio che era, aveva acquisito la tipica tinta carminia: e la trasformazione era stata tanto profonda da conservare il mutamento a tutte le generazioni a venire”.
    Come quell’uccellino ““Noi non abbiamo progredito di un decimo di milionesimo di millimetro nella scienza dei poteri dell’anima. Siamo sull’orlo di un pantano melmoso che si chiama volgarizzazione, ed in questa pozza si affonda il piede dell’audace che va innanzi parlando, discutendo, pubblicando…” (Kremmerz ne “ I Tarocchi dal punto di vista filosofico”). Dal canto suo, il celeberrimo Fritjof Capra, proprio volgarizzando la fisica (vedi “Il Tao della fisica”) concludeva: “Ciò che ci serve non è una sintesi ma una interazione dinamica tra intuizione mistica e analisi scientifica”.
    E su questo, penso, concorderebbe anche il Maestro che più avanti così scriveva “Tra la fede e la scienza vi è un abisso. L’iniziatore non dice credi, dice prova”.

    • Buteo 10 Marzo 2013 al 16:04 - Rispondi

      In un agosto per me di dolore, sul divano di fronte alla vetrata spalancata sugli alberi, ho imparato da merli colombacci gazze cornacchie tortore tordi passere.. Come vivono e sopravvivono loro così apparentemente piccoli e indifesi? E così li ho visti vivere il freddo avendo freddo, la fame avendo fame, la gioia provando gioia, il cibo gustando cibo.. Una tortora è volata via troppo presto dal nido e un mio cane la tiene in bocca: ora è paura e dolore. Un’ala è spezzata, lesioni all’interno del suo corpicino.. L’indomani solo piume..
      Allora io posso vivere il dolore avendo dolore..
      Sono gli esseri che, liberi in natura, si concedono alla mia vista nei tratti che percorro quotidianamente in auto. E così oggi tre stormi di piccioni correvano in cielo a larghe ondate di gioia, intrecciandosi, ricomponendosi, di nuovo separandosi per poi posarsi sui più alti rami dei pioppi, a simularne il fogliame.
      L’airone bianco è immobile su una ripa, il cinerino vola calmo nel suo ampio e lento battito d’ali. Due germani battono le ali all’unisono e poi scendono in volo sincrono, un corpo solo. La poiana è appollaiata su un ramo basso del pioppo. Quando il calore del sole genererà correnti ascensionali, la vedrò protendersi dal ramo dispiegando le grandi ali in elegante battito prendere quota finché, catturata nella corrente, volteggerà regale, impassibile, sempre più in alto fin là dove gli altri uccelli non osano e non possono arrivare. E ancora la cornacchia nel tentativo vano di seguirne il volo, gracchiando cederà arrendendosi all’inadeguatezza delle proprie ali, ma a me apparirà splendida nel volo parallelo alla mia auto che va.. come volassi anch’io…
      Grazie Maestro per l’augurio tramite l’immagine del pettirosso: il pettirosso mi rimanda a ricordi infantili ed emozioni sopite, legate forse a quella colata rossa, proprio lì, dove sta il cuore..

  26. mandragola11 8 Marzo 2013 al 16:45 - Rispondi

    Che senso di purezza dà questo pettirosso, Nunzio di Primavera.
    In questo momento caotico e molto faticoso, c’è un totale bisogno di attivare ogni cellula alla rigenerazione! Ringrazio di cuore dell’aiuto, e ricambio l’Augurio alla Direzione e al Maestro M.A.Iah-Hel per l’avvento di una Prima Vera trionfante di Bene, Amore, Luce e Salute per tutto il Popolo di Miriam!
    A presto carissimi!

    p.s. News bellissima- Ansa: “Una bimba nata in Mississippi con il virus dell’Aids sembra essere guarita dopo essere stata curata con un cocktail di medicine sin dalle prime ore dopo la nascita.”

    Evviva!

  27. alchemilla68 8 Marzo 2013 al 13:12 - Rispondi

    Grazie Alla Direzione per gli auguri di Luce e Salute, auguri ai quali mi apro con tutta me stesa per essere in sintonia con la Forza di Bene che dal Centro giunge, auspicando di riuscire a testimoniare concretamente e sempre più coscientemente come tramite “pro Salute Populi” che la Salute, nel senso più Vero e Profondo del termine è realizzabile e si compie grazie alla MIRIAM

  28. catulla2008 7 Marzo 2013 al 23:12 - Rispondi

    L’uccellino garrulo e vivente è senz’altro un simbolo più accattivante dei fiori recisi così abbondanti in questi giorni, e le parole che lo accompagnano me ne ricordano altre che ho appena letto in”Giuliano Kremmerz – L’eredità isiaca e osiridea dell’Egitto sacerdotale – Editrice Miriamica, 2002 – ISIDE nella tradizione italica e mediterraneo-egizia – a cura della S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam:
    “E ci piace concludere con lo stralcio di uno scongiuro magico alla Dea, generosamente elargito dal Maestro Kremmerz, che ne rivela il potere creativo, gestatorio, nutritivo e trasmutatorio, chiave penetrativa della bellezza della vita universa e di ogni iniziazione ai suoi misteri – Bella, la più bella dea, utero di oro che Amun ha baciato. Le tue poppe innumerevoli sprizzano latte, e ogni goccia del tuo latte è una mutazione di grazia. I tuoi occhi (sono) fontana di luce perché Amun il vittorioso vi ha raddolcito il suo fuoco… –
    Trasfondi Salute, Luce, Bellezza, Gioia e Amore nel Tuo popolo, e preservalo da ogni male!”

  29. m_rosa 7 Marzo 2013 al 15:58 - Rispondi

    Grazie degli auguri, in questo periodo dell’anno ne abbiamo tutti particolarmente bisogno, la stanchezza si fa sentire e il desiderio di iniziare un Rito Rigenerativo come quello di Kons –Sin- Dar cresce di giorno in giorno.
    Non solo perché ci resetta da tutte le storture che in un anno si sono, volenti o nolenti, accumulate, per cui ci riallinea, potentemente, a quei ritmi naturali di cui si parlava ieri commentando la parola al Maestro, non solo perché ciò ci porta ad uno stato di equilibrio sia interiore che fisico che ci da come risultato il farci stare bene, non solo perché in tutto il periodo del rito, e per diverso tempo dopo, ci si sente così carichi che ogni stanchezza scompare, non solo perché il nostro cervello sembra lavorare a velocità raddoppiata e tante cose che non si sono capite in un anno, in un giorno anzi in un secondo si com-prendono, ma anche perché è un momento in cui ci viene data un’opportunità immensa, quella di venire in contatto concretamente, fisicamente, con le Intelligenze Divine che questo Rito richiama.
    Dunque accetto con tutto il cuore gli auguri della Direzione e li giro a tutti i Fratelli e le Sorelle che si accingono a iniziare le operazioni affinchè il Sole Bambino ci rigeneri tutti nel Bene e nella Luce e affinchè ciò che riceviamo lo ridoniamo

  30. sannitica2011 6 Marzo 2013 al 23:07 - Rispondi

    Grazie per gli auguri che ricambio di tutto cuore. Ogni anno di questi tempi si sente una certa stanchezza, proprio come se l’anno, carico di fatiche, volgesse al suo termine per naturale saturazione, prima di un nuovo inizio. E ogni nuovo anno con l’esecuzione del Rito di Kons-Sin-Dar si riprende vigore, energia e speranza e nuovi germogli si schiudono per delineare nuove tappe e rinnovata tenacia. Mi è spontaneo richiamare un verso del Credo: Io credo nella Forza combattiva che vince pugnando invitta.

    • sara 9 Marzo 2013 al 20:19 - Rispondi

      Proprio questa mattina ho visto un pettirosso, c’era un bel sole ed ho pensato: finalmente primavera!
      Finalmente arriva la primavera con tutta la sua energia di vita e con lei finalmente arriva il tanto atteso rito di Kons che rigenera ogni cellula del corpo e ogni particella dello spirito.
      Ogni anno già dai primi di Marzo ci si prepara per il grande evento,ogni anno arriva la paura di sbagliare o di dimenticare qualcosa, quando però ci si immerge nel periodo sacro, tutto cambia e una grande pace e salute pervade ogni attimo di vita.
      Ringrazio e ricambio gli auguri di Luce che mi piacerebbe estendere ad ogni uomo di questa nostra Madre Terra, affinchè la primavera instilli equilibrio e pace in ogni animo.

      • galactica 10 Marzo 2013 al 10:52 - Rispondi

        La meraviglia di ogni primavera è quella luce tersa inebriante,che improvvisamente ti spinge con vigore a oercepire la natura dentro e fuori di te,a sentire il vento leggero che ti sfiora come la dolce e tenera carezza della madre,il il tripudio dei colori della terra ,l’onda di luce che pervade ogni cellula dell”essere rianimandolo dal lungo sonno invernale.Si sente nell’essere un’inquietudine, una strana forza sottile che comincia a parlare con te ti dice” sono io” “sono tornato da te” per ridarti la luce e la nuova vita.Un grazie immenso alla Direzione ,all’amato maestro IAH-HEL per la continua profusione di coraggio,di forza e di amore che sempre ci sprona e ci illumina lungo questo arduo cammino. Auguro a tutti i fratelli che questa primavera porti la salute del corpo ,della mente e dello spirito

        • mens.libera 17 Marzo 2013 al 20:00 - Rispondi

          Per tutta la Fratellanza si avvicina uno dei momenti più importanti dell’anno propiziato dal Rito di Kons di rigenerazione, salute e evoluzione. E’ il punto di congiunzione con le Forze Terapeutiche Evolutive che presiedono al progresso umano. Ci è stato donato con la finalità di bene dal Maestro J.M. Krememrz nella sua grandissima bontà e benevolenza. In tanti hanno constatato la sua suprema funzione di illuminazione concreta e reale, oltre che di salute. Formulo un fervido augurio di ogni bene, salute e Luce a tutti coloro i quali si accostano all’esecuzione di questo Sacro Rito di primavera.

          • Algiero70 11 Aprile 2013 al 23:26

            Mi associo, Vivissimi Auguri a tutti, perché’ il BENE prevalga Sempre…

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