Il Magnetismo integrale della terapeutica ermetica

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Il Magnetismo integrale della terapeutica ermetica

La magia è divina in questo senso perché mette fuori ogni misticismo l’adepto e lo rende centro di un magnetismo d’amore nel cui irraggiamento il male, il dolore, la pena scompaiono, si annullano, si affogano, si disperdono. Quando questo centro focale appare, il terapeuta si forma. E’ l’irraggiamento d’amore che sana, ed è un medicamento che non troverete a comperare in nessuna drogheria e non potrete fabbricare o lambiccare in nessun laboratorio industriale… La Myriam dei terapeuti è un’onda di amore che emana da un centro pulsante di natura ignota da un uomo o da una catena di anime…La allegoria è di apparenza mistica ma ha un nome di donna, che fu la prima e la più eccelsa delle maghe, un ricettacolo,un tesoro profondo di amore, perché l’Amore è materia, come il calore, il magnete, la luce, l’elettricità, la radioattività; più forte di tutti questi esponenti della materia nel moto, la materia amore sarà lo stato di essenza del moto verso l’enigma della creazione e della distruzione…Il secreto della Miriam rigeneratrice lo intenderete presto, appena avrete imparato ad amare.(A,VII-VIII-IX) –Miriam fu rappresentata da una Rosa dai Rosa-Croce perché l’amore è la forma più perfetta dell’espansione del magnete. (L.88°) – Se l’integrazione dei poteri umani può condurre alla formazione del mago, riserva vivente di forze attinte a sorgenti più ricche di energia, una semplice progressione delle ricchezze magnetiche accumulate in noi, con una provocazione di atti e attrazione di entità non umane, può rendere possibile la medicina divina o l’ermetica e renderci utili a tutti i sofferenti che ricorrono a noi. (SM,II,402) – Come nella materia così nello spirito, eternamente abbracciati in un mirabile amplesso, esistono due polarità, quindi due sensibilità delle quali la più sottile procede dalla negazione della più grave, e viceversa. In questo conflitto si determina nella relatività intellettiva della vita l’equilibrio del termine medio, il magnetismo ermetico o integrale che è lo strumento magico per eccellenza, perché è atto alla comprensione integra e divisa delle forze sensibili nei due estremi: cosa o fenomeno non possibile ai sensisti della materia in basso, né agli spiritualisti che concentrano ogni psico-dinamica nell’intelletto più elevato, verso l’estremo polo della sensibilità sottile. Questa spiegazione sento che non è efficace a rendere il pensiero dell’iniziazione ermetica per due ragioni: per la mancanza di parole nuove che non posso creare mancando ai più l’idea della cosa, e per l’errore dell’educazione filosofica profana che rende impreparato il lettore all’analisi delle cause dinamiche di ogni azione dell’intelligenza umana nei rapporti della creazione sensibile in basso. L’unica avvertenza è che questo parlare apparentemente astruso resta e resterà tale per tutti coloro che non fanno conto di praticare, ma di chiacchierare…Scrivere e parlare di magia nel senso arcaico non significa essere mago: il quale mago si produce e si crea in un processo continuo di autocreazione, con la determinazione delle analisi più intime della sensualità e del sentimento fuori il preconcetto dell’ascetismo e del materialismo meccanico, prima, e poi con la iniziazione all’arcano.(C,II,10) –L’uomo possiede (magnetismo) in proporzione all’armonia o alla discordanza tra i due fattori principali della sua piccola unità, cioè lo spirito intelligente e la sua carcassa. (SM,II,380) – La magia naturale fa tesoro di questa forza in tutte le sue applicazioni, come veicolo energetico di trasmissione e come energia trasmutatrice delle altre espressioni della natura universale. Una terapeutica occulta, nei limiti precisi della magia naturale, è solamente possibile per il tramite della esteriorizzazione magnetica del corpo umano, con la quale l’uomo agisce sull’uomo e sulle cose che ci circondano…L’azione magnetica di un individuo è sempre determinata dalla qualità della forza da noi proiettata – qualità che è in armonia con le proprietà morali e psichiche nostre: (ecco perchè), sulla sua efficienza e purità agisce primariamente la potenza assoluta morale che costituisce la nostra natura animica – ecco il perché di tante regole nostre inibitorie e precise per renderci equilibrati, puri, giusti e onesti: se fossimo dei santi, godremmo di un magnetismo più perfetto e buono. Ecco la santità laica come è pernio e fu pernio del Pitagorismo! Questa energia magnetica di cui si fa largo uso nel naturalismo magico è potestà sublime, quasi dote divinizzante che possediamo per il potente ausilio della volontà.(SM,III,206) – Una scuola d’integrazione non è possibile senza un fine di realizzazione e il fine, un fine di nobile carità civile, è il far convergere le forze occulte che si integrano in noi allo scopo di alleviare le sofferenze umane. (SM,II,266) – Il magnetismo empirico dei passi, delle larghe manifestazioni volitive e gesti teatrali, come l’ipnotismo, sono possessioni di animo… Sul vero valore del magnetismo, non empirico né mistico, ma integrale, vi è tutta una materia di lungo studio nei gradi più alti dell’insegnamento, ma questo magnetismo integrale è cosa diversa che prima agisce per trasformare integralmente chi lo pratica e poi per farne un centro d’irradiazione elettiva a cui le anime accorrono senza costrizione, attratte dallo stato di benessere. Questo è il magnetismo d’amore, il vero e proprio dei terapeuti e non quello che prende a prestito la psicologia… Di un essere infermo lo stato di passività è certo e la presa di possesso del suo essere è facile ed è nociva se sei addestrato alle pratiche magnetiche ordinarie, è ugualmente facile e benefica se traspiri solo magnetismo di amore…La questione di metodo, pur essendo tutto magnetismo, altera la sua manifestazione pura. (C,I,23-24)- La Medicina Ermetica non è un sistema nel senso letterale della parola, è una penetrazione di un gruppo di leggi naturali per mezzo delle quali si possono guarire tutte le infermità umane, fisiche, psichiche e morali; è un avviamento, è una base alla taumaturgia integrale come la tradizione ricorda. E’ un campo di esplorazione delle forze integrate dell’uomo che ama con una visione intensiva e fuori i limiti dei poteri delle turbe che dell’amore fanno un fine, una meta per contorcerlo e soffrirne. (D,114-115) – V’è qualche momento in cui il potere suggestionante si confonde col magnetismo: è un’apparenza perché nessun atto suggestionante diventa veramente effettivo se il potere magnetico di colui che lo compie non è vibrante. Il carattere o la fisionomia del magnetismo più alto è l’amore. Amate e farete bene. Amate e il vostro magnetismo assopito si risveglia e genera il miracolo del bene…Il terapeuta, cioè qualunque uomo che ama il suo simile, è medico amoroso per sola virtù del magnetismo di amore. I rimedi, le medele, le pillole, i balsami, i succhi di erbe, le decozioni acquistano poteri se dati con amore, diventano tossici se dati e presi senza amore. La Medicina Dei è la panacea universale, un po’ ricetta universale per i farmacisti della fine dei secoli: fede nella Grande Intelligenza ignorata, manifestazione della potestà creativa di Dio, magnetismo di amore a grande dose e grande umiltà. Mercurio, Ermete, Serapide, Kons, pronunziano il Verbum, il paziente lo accoglie e la resurrezione della carne mortificata s’inizia e il portento è visibile. Tutto il resto è accompagnamento orchestrale; dove il verbum è accolto, non occorre opera terrestre, né piante, né minerali, né estratti glandolari, niente. E’ il Dio, il Grande Dio che viene nella corrente di amore e sana. (SM,II,377-8-9) – L’educazione ermetica determina uno stato di semplicità interiore che non abbiamo più da quando l’educazione occidentale ha svegliato in noi la curiosità dell’indagine e la presunzione di scoprire, di tanto in tanto, una legge dei fenomeni che constatiamo provenienti da una regione ignota del nostro spirito… Quest’orgoglio non risponde alla semplicità infantile della sintesi interiore, per mezzo della quale il guaritore produce il miracolo della sanità, senza essere stato addottrinato in una università riconosciuta. (SM,II,376) – La filosofia magica, che determina uno stato dell’essere umano integrato nei suoi poteri completi, esclude in colui che aspira a questo stato di essere, ogni pensiero,ogni lontano desiderio di prevalenza… Concepisce l’uomo integrato, cioè il mago, come il possessore dei poteri umani sviluppati al punto di prevalere sul suo simile con la bontà infinita di un campione mondiale di lotta greco-romana per un giovane scheletrico che lo sfida con arroganza a misurarsi con lui e gli tira uno scappellotto o un calcio per provocarlo.(D,48-49)- (Il Magnetismo) diventa un formidabile agente terapeutico solamente se ci diamo ad amare una persona che soffre moralmente e fisicamente… In che modo si può magneticamente influire su di un ammalato e rendere, nelle proporzioni del possibile, un contributo alla sua sanità? Amandolo. Non vi è bisogno di addormentarlo con passi e gesti da forsennato; basta volergli bene, compatirlo nel significato etimologico della parola. Compatire non significa fare all’ammalato un predicozzo per dimostrargli che voi siete dolente di vederlo alle prese coi prodotti farmaceutici e che gli augurate la pronta guarigione. Compatire è patire insieme; path è la radicale del pati latino, che vuol dire: soffrire. Parlando o non parlando, se lo stato dell’anima nostra è compassionevole, la irradiazione magnetica diventa sanatrice. Due anime che all’unisono convergono in un sol patimento si penetrano e si amano. Amore è passione, cioè sofferenza, disordine dell’anima in travaglio per compenetrazione. Amare il prossimo è la formula religiosa e morale; gli uomini di sentimenti religiosi praticano il precetto, non amando “ma tollerando la noia del prossimo, lasciando all’esteriore la impressione pia dell’uomo caritatevole che, senza scomodo della propria persona, può guardare un vicino di casa senza tirargli un calcio; ma amare il proprio simile magicamente, è penetrarlo e compatirlo”. Non dimenticate che magia è sapienza. Amare magicamente vuol dire sapientemente, perché si ama sapendone il perché. Magicamente quest’amore è premio immediato, perché è ricambiato con un’onda di aure benefiche che danno salute e ogni specie di bene.(SM,II,380-1-2-3) – Che cosa significa mettersi in condizione di amore? Amare l’infermo come un giovanotto potrebbe spasimare per una donna che adora? Sentire l’amore del proprio simile per alleviarne le pene col senso della comune e volgare filantropia? Commuoversi delle sofferenze altrui come fossero proprie? No. Manca la parola. Amore è il vocabolo generico. Pietà, compassione, commiserazione, carità sono forme di questo stato di amore – e non è quello che serve…Sottilmente, benevolmente chi vuol provare deve sentire tutta l’ampiezza di uno stato di responsabilità, tenera responsabilità, come si sentirebbe spontaneamente per un fanciullino che senza parlare domanda aiuto nel muovere i primi passi; come l’ospite che apre la porta di sua casa ad una persona amica e la investe della sua padronanza; come si può percepire il sentimento di protezione per un debole che stia per annegare e al quale si stende la mano e lo si salva senza pensare né alla gratitudine di costui pel suo salvatore né alla costanza del suo amore per chi gli ridà la vita…Il malato, il dolorante è un’anima senza aiuto, che chiede e ricerca come un uccellino disperso dal gelo e battuto dalla bufera, un nido caldo e calmo. Si metta il protettore nella condizione di essere per l’ammalato nido, calore, affetto, madre, fratello, vita e sentirà in se riposare, come in un rifugio di salvezza, l’animo fatigato che chiede mercè e tutto vedrà compiuto. Senza parlare? Senza profferire un solo motto. Le anime parlano, si comunicano, s’intendono, senza che la parola fonica intervenga…Se lo sperimentatore è nella condizione giusta di amore pel suo protetto, sentirà l’anima afflitta in sé, la sentirà rinascere, rifiorire, ingagliardire, sanare. E vedrà compiere un miracolo, che prima non suppose possibile, che egli non confessa a se stesso come non confesserà al salvato: l’uomo risanato non gli riconoscerebbe né il potere né il volere di aver operato tanto.(C,II,55-56) – Se tra il malato e il suo guaritore non corre amore, se il guaritore non prende in un amplesso dolcissimo l’anima del suo malato, e nell’unione perfetta il potere della sua vitalità solare non inonda il corpo sofferente, il piccolo miracolo non avviene. Ci vuole amore…Il guaritore è amore in atto. Chi si sente voluto bene, cioè amato, si sente attratto come da una calamita, dall’amoroso. La sua anima è un fiore che si apre. Sente il riflesso dell’amore, vi si riscalda, ed ha fede. Il medicamento ermetico che è spirito, intenzione, efflato, immagine, è distillato nel lunare dell’infermo. Arriva il piccolo miracolo di una cosa sola. (D,93)- I terapeuti non agiscono e non guariscono che per una fonte inesauribile di simpatia (amore) che hanno in se stessi in maniera da cangiare in corrente al minimo contatto con un infermo la ricchezza del loro magnetismo. Questa forma di magnetismo terapeutico è più che mai coordinato al magnetismo terrestre e (badisi bene) la coordinazione dell’aura magnetica del malato trovandosi omologa al magnete terrestre – il contato tra la corrente guaritrice e l’aura dell’ammalato avviene nel centro magnetico comune ai due – donde la facilità della medicina sanatrice a distanza a cui nessuno crede e che tante volte molti incoscientemente adoperano con efficacia.(L,84°)- Per diventare guaritore voi dovete avere un sentimento di amore così candido, così senza ombra di egoismo, che l’aura vostra deve essere colorata e profumata. Bisogna interiormente essere come in stato di preghiera, l’anima trepidante come in comunicazione con Dio, non col Dio dei filosofi e dei dotti, dei ragionatori e degli eloquenti circonvoluti, ma col dio dei semplici, dei bianchi colombi, dei credenti di cui è la grazia e che qualunque tentativo di disamina infrange, perché è un’immagine senza contorni, un essere inafferrabile per la sua delicatezza che si dissolve come soffio appena il pensiero tenta di accaparrarlo come possesso…L’aura emanata dallo stato di cui discorriamo, è molto somigliante al farmaco cattolico o universale degli alchimisti che arrivarono allo stesso risultato di traspirazione magnetica per altra via che è magica. Vibrazione magnetica, tintura trasformatrice, irradiazione benefica? Che v’importa? La preghiera è strumento magico dei primitivi la quale esteriorizza in miliardi di atomi quella materia vivente che in voi risiede, per la vostra vita e per la sanità altrui. (SM,II,372-3)- Tutto in Magia pratica procede per amore; Amore è intelligenza divina, cioè è stato di comprensività, è intuito di abbraccio divino tra la materia finita e il mondo infinito(A.306)- La sorgente pura della magia divina è nello stato di Amore ai propri simili, nel sacrificio di se stesso ai propri simili, nel sacrificio delle proprie cose alla redenzione altrui. L’amore ai propri simili deve essere cristiano, cioè purissimo, castissimo e senza aspirazione di compenso.(A.362)- Esiste per l’ermetista e per il mago un senso di amore che nessuno degli umani della plebe conosce. Non perché sia una forma tanto aristocratica che solo delle persone di una categoria selezionata possano intravedere, poiché, come un redentore, questo eros si affaccia alla coscienza di tutte le creature umane…Chi volete che esca dalla corrente comune, col senso comune contradittore, che si raffini lo spirito dei sensi per accogliere un incerto amico, forse un reprobo non naturale? (D,94-95)- Il terapeuta da a chi chiede; ora chi chiede si sente atto a trasformare il suo stato interiore (karmico) in una sorgente di salute corporea, e quindi non lo viola il terapeuta che da a mano aperta e lo aiuta. Violerebbe invece volontà e karma se andasse cercando il suo malato per fargli vedere miracoli che non avverrebbero. (SM,II,96) -Alleviare i dolori umani non significa risuscitare i morti e tanto meno far prolungare la vita di un corpo organizzato oltre i limiti consentiti dalla forza vitale di ogni singolo organismo. L’uomo che si avvia alla pratica della scienza deve credere al possibile, non all’illogico: diversamente diventa non un superuomo ma un soggetto da manicomio.(SM,II,266)- Se io sia un medicastro, un guaritore, un taumaturgo, un Gesù redivivo, come tanti credono di essere, non è cosa che riguardi gli altri. So che studio questo problema da tempo immemorabile, che mi sono occupato sempre di questo argomento, che vi ho iniziato tanti altri, e, se avessi voglia di riconoscere me stesso in altri momenti storici delle mie vite antecedenti, potrei considerare con una certa soddisfazione che alcune figure di grandi sanatori dei secoli passati furono miei discepoli, come ora finirete con l’essere voi stesso. (D,114).

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Un commento

  1. segezia 28 Settembre 2014 al 00:44 - Rispondi

    Ho letto più volte questo passo di Kremmerz e credo di avere alla fine compreso che l’unico modo per sanare sia quello che restituisce al malato ‘sintonia’ rispetto al magnetismo terrestre, centro pulsante comune ad ogni creatura vivente sul pianeta.
    Così, in questa prospettiva, ha pure senso pensare che quando il Maestro dice che il mago è una “riserva vivente di forze attinte a sorgenti più ricche di energia” questo sia perché il mago ha reso la propria materia vivente ‘adatta’ al Sole Intelligente che lo traversa, così come lo scudo magnetico della Terra rende il nostro pianetta ‘adatto’ alla Vita.
    E secondo tale premessa, il corpo umano tutto potrebbe essere, idealmente, un caduceo perfetto che riunisce in sé la corrente luminosa-nervosa-energetica a quella carnale-sanguigna-materica. Nelle parole del Maestro: “Come nella materia così nello spirito, eternamente abbracciati in un mirabile amplesso, esistono due polarità, quindi due sensibilità delle quali la più sottile procede dalla negazione della più grave, e viceversa. In questo conflitto si determina nella relatività intellettiva della vita l’equilibrio del termine medio, il magnetismo ermetico o integrale che è lo strumento magico per eccellenza, perché è atto alla comprensione integra e divisa delle forze sensibili nei due estremi”.
    Ognuno di noi è un adattamento infinito e unico di questa sintesi mirabile e in questo e per questo siamo ‘umanità’: tutta da riscoprire nella sua valenza più intima e occulta lungo un percorso elargito con incomparabile generosità dalla S.P.H.C.I. che non a caso è Fratellanza.

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