Le Dee Regali

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  • mandragola11
    Partecipante
    Post totali: 251

    Molto bello l’inno a Arinna. Comunque, sulle divinità femminili solari che transitano in epoche patristiche ancora successive, possiamo essere leggermente più ottimisti, caro ippogrifo, ad esempio si trovano nel fegato etrusco di Piacenza, collocabile tra il IV e il I secolo a.C.
    Man mano che si fanno scoperte o gli studi vanno avanti, inevitabilmente si vedono le cose in modo più chiaro e vero, restituendo al Principio Femminile quello che le è proprio. Come è giusto che sia

    m_rosa
    Moderatore
    Post totali: 240

    Torno su questo argomento perché riguardo alle Dee Regali, ovvero Dee connesse al culto Solare, c’è anche un rimando nel Quaderno della Porfiriana dove viene citata Arianna come personificazione della Grande Dea Madre che offre a Teseo insieme alla possibilità di uscire dal labirinto, quella di rigenerarsi. Per definire meglio il concetto si potrebbe dire che la Dea Regale è Colei che contiene in se sia gli attributi del Femminile, Luna delle Lune che genera le cose, le accresce…(cosa c’è più di questo verbo a definire il carattere di Mater!) e il Sole, che cangia l’arrena in diamante, la crisalide in farfalla…e dunque la corona come simbolo del Sole sul capo di una figura muliebre.Buona sera a tutte/i

    m_rosa
    Moderatore
    Post totali: 240

    Inserisco qui questo mio post, perché riguarda qualcosa connesso al Femminile.
    Ho letto un articolo piuttosto originale che mette in relazione la Cosmesi femminile con il Cosmo. Due parole con la medesima radice, la parola greca Kosmos significa ordine in senso generico ma anche Ordine del Mondo e ornamento delle donne. Truccarsi, secondo l’autore, significa “sia ripetere il gesto originario della creazione che trae il Cosmos dal Caos, sia fare un tributo a queste stesse potenze creatrici”
    Dunque Cosmos come creazione, come atto d’Amore, che la donna rappresenta sul proprio volto, in particolare nel trucco degli occhi, che diventano un mezzo di seduzione: Eros che con l’Amore crea la Vita. Ricordate gli occhi delle Regine Egizie come sono ben evidenziati dalla linea nera del Kajal? Per non parlare dei cosmetici che furono trovati nelle loro sepolture e di cui, forse, ora si capisce meglio l’utilità. L’occhio, dunque, come simbolo del vedere, oltre le apparenze, le “Cose Ultime” come nei Misteri Eleusini. Ma per vedere il Grande, occorre guardare nel Piccolo, così l’atto cosmetico, in cui la donna si pone di fronte a se stessa, diventa un momento di tensione e intenzione con cui leggere nella propria interiorità per spingersi, come dice l’Autore, verso la visione del Sé Universale.
    Dell’occhio e delle sue valenze si è sempre parlato, ma a questo significato del trucco non avevo mai pensato, un atto, in questa ottica, che acquista tutt’altra valenza da quella che normalmente vi si dà, un atto che richiede conoscenza e consapevolezza di sé: la creazione di uno sguardo luminoso, profondo e intenso, superando i limiti della mera pubblicistica, diventa strumento e fine di Conoscenza.
    Per tornare all’esperienza concreta, mi ricordo che tanti anni fa, una Sorella, parlandomi dell’allora Sr+310, all’incirca mi disse “si trucca in un modo bellissimo, usa tutte le sfumature di colore, come la tavolozza di un pittore”.

    GELSOMINO
    Partecipante
    Post totali: 113

    Un punto di vista molto interessante che pone in luce un aspetto per me del tutto insospettato.
    Mi chiedo se si potrà mai avere riprova della fondatezza di questa ipotesi e sapere quali donne abbiano potuto usare la cosmesi con questa finalità che travalica completamente la vanità.

    guglielmo tell
    Post totali: 0

    bellissimo spunto. Grazie M_rosa e buona Domenica a tutti

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 315

    Il post di m_rosa, davvero profondo nel mettere in un rapporto analogico la Cosmesi femminile con il Kosmos, che, essendo Principio di Unità ed Origine, tutto in sé contiene, femminile e maschile nel contempo. Ma proprio in riferimento alle Regine Dinastiche, non sfugge il risalto che davano all’occhio con il Kajal nero (anche se non riesco ad immaginare come fosse la “matita” di allora), e guarda caso, anche l’occhio del Falco, identificato in primis con Horus e poi anche con Ra forse per esigenze di sincretismo, in ogni dipinto è sempre ben evidenziato con il nero, e simbolicamente abbinato ad una Divinità al Femminile, la Dea Uadjet, espressione di Potere Regale e Salute. Mi viene il sacrosanto dubbio che, ai tempi dell’Egitto pre-dinastico, a cui più di uno studioso attribuisce l’apice della Conoscenza, il Trono Teocratico (Scientifico) fosse di competenza della Regina, al cui fianco sedeva un Re deputato a veicolare al popolo (quindi più noto alle masse), le Massime di Natura Divina che ne garantivano la possibilità di evoluzione. Chiedo scusa se ho un po’ divagato, ma le scrivo come mi vengono, senza “filtrare troppo”.
    Un abbraccio a tutti con l’augurio di una buona domenica

    decla
    Partecipante
    Post totali: 31

    Veramente molto interessante questa interpretazione della cosmesi femminile, soprattutto in relazione agli occhi …. fa riflettere e fa pensare che quello che comunemente sembra essere attribuzione delle apparenze, guardato e letto con altre valutazioni, possa invece essere associato all’ “essere”, e non solo nel profondo ma legato alla creazione e all’unione ad un Tutto in un Uno (o Una) universale…. Mi chiedo, come Gelsomino, se poi veramente ci possano essere donne di tale consapevolezza che utilizzino il trucco con tale finalità, ma, forse, conoscere tali opinioni potrebbe diventare stimolo per cercare di interpretare il proprio modo di truccarsi, ognuno ha il suo, guardando questo gesto da un’altra ottica, sicuranente molto più interssante della mera vanità, che possa magari aiutarci a comprenderci, a comprendere …. chissà….

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 407

    Sempre sorprendente l’universo femminile e interessante il tema. Sembra che in Egitto il bello fosse legato al buono per formare il maat (armonia cosmica?). Tra le Regine Hatshepsut, Nefertiti e Cleopatra erano note per il fascino dei loro occhi allungati e dipinti.
    Una poesia della XIX dinastia recita:
    “Il tuo occhio così dipinto diventa più grande.
    Il tuo occhio contiene più amore quando mi guardi,
    Nel tuo occhio mi perdo come in un cielo incantato,
    nel tuo occhio si concentra il mio desiderio come una febbre,
    nel tuo occhio così grande c’è tutta la bellezza del tuo corpo e della tua anima”.
    Attraverso l’occhio si penetra in altri mondi, se Eros interviene e Venere consente.
    Ho sempre pensato che gli occhi truccati delle donne egizie assomigliassero a quelli dei gatti, ipnotici e magnetici.

    Holvi49
    Post totali: 0

    …che Mercurio ne distilla dalle rose fiorenti l’essenza, che Amore la dona ai mortali, se Venere raggiante sorride.

    Mag
    Post totali: 0

    Bella questa poesia d’ amore dell’antico Egitto. La cosmesi egizia era una vera scienza. Secondo quanto riferisce Plinio il Vecchio, la maggior parte degli unguenti e trucchi più pregiati provenivano dall’Egitto ed erano commercializzati in vasetti decorati in alabastro, vetro o ceramica. Il trucco degli occhi nell’antico Egitto, oltre ad esaltare la bellezza e a rendere lo sguardo magnetico, aveva anche un fine salutare. Si utilizzavano due pigmenti principali, la malachite (un carbonato di rame dal bel colore verde intenso) e la galena (solfuro di piombo dal colore grigio scuro) oltre ad altre polveri, risultato di complessi processi chimici; la macinazione più o meno sottile di queste sostanze permetteva di ottenere diverse colorazioni e gradi di lucentezza in modo da personalizzare il proprio make-up. Una ricerca del CNRS e dell’Università Pierre e Marie Curie di Parigi, diretta da C.Amatore e P.Walter, pubblicata da Analytical Chemistry, ha evidenziato che il piombo contenuto nelle sostanze utilizzate per truccare l’occhio, non aveva effetti tossici ma stimolava la produzione di monossido di azoto, una molecola capace di attivare il sistema immunitario favorendo l’azione dei macrofagi, cellule specializzate capaci di ingerire virus e altri elementi nocivi.” Quindi gli antichi Egizi creavano ed usavano deliberatamente composti a base di piombo per curare le malattie degli occhi, stimolando l’azione degli anticorpi”.Tramite l’uso di tipici bastoncini di legno, questi pigmenti venivano stesi sulle palpebre proteggendo gli occhi dal tracoma, una malattia infiammatoria della congiuntiva di natura virale e contagiosa, evitavano l’emeralopia, abbassamento della vista al tramonto, curavano la congiuntivite.

    mara329
    Partecipante
    Post totali: 88

    Come scrive Mag, l’occhio connubio di magnetismo e terapeutica, di bellezza e salute. Nelle Lunazioni, oltre ai rimedi lunari salutari, vi sono alcune notizie interessanti su regine e sacerdotesse egizie. Ricordo ad esempio che nella puntata 38 il Maestro parla di Ramanor che fu il “genio familiare e dominante delle grandi sacerdotesse di Menfi, a cui i Faraoni non ricorrevano mai invano…la bellissima Chna-Chnat regina ne ebbe la protezione e in tutta la sua discendenza Ramanor restò il genio delle femmine reali”. Oppure nella puntata 3 consiglia le foglie di Cassia per distruggere le rughe incipienti sulle guance delle donne che cominciano a invecchiare, come rimedio dell’antico Egitto per la bellezza delle donne, perchè la Cassia è pianta del luogo.

    seppiolina74
    Partecipante
    Post totali: 89

    Pare che le donne e gli uomini abbiano utilizzato fin dai primordi, cioè fin dalla preistoria, il trucco come un modo per collegare la propria realtà al divino. Si dipingevano il corpo, inizialmente soprattutto per motivi rituali,poi subentró il concetto di gerarchia spiriruale e quindi sociale. Andando un po’ a zonzo nel tempo…le donne egizie usavano dipingersi il viso con una mistura d’ocra, tipo fondotinta, e cospargevano i seni di polvere dorata. Le donne greche ponevano sul petto impasti emolienti e rassodanti a base di latte e mollica di pane! La romana Poppea era nota per immergere il corpo nel latte d’asina, rassodante, mentre per il viso le matrone usavano api affogate nel miele,forse per un sicuro effetto tensore!! Molte donne medichesse,dall’antichità al medioevo e oltre, hanno inserito, accanto ai manuali di medicina, anche opere dedicate alla cosmesi, cioè a tutti i rimedi naturali atti a rendere più sane e quindi più armoniose le forme del corpo, a renderle più attraenti perché anche da questo dipendeva la serenità e l’equilibrio della persona.Un esempio su tutti: Ildegarda di Bingen, badessa tedesca e medichessa, che illustró nel dettaglio maschere di bellezza per ogni esigenza e ingredienti per rimedi cosmetici, spiegando anche la motivazione per cui dovessero essere assunti e in qual misura. Affascinante argomento, credo davvero meno superficiale di quello che normalmente si pensi! Un caro saluto a tutti!

    guglielmo tell
    Post totali: 0

    Molto interessante, non conoscevo nulla della storia della cosmesi (a parte il latte di asina di Poppea). In piu’ mi colpisce come in passato la bellezza fosse considerate piu’ direttamente collegata con la salute.. e nella mia ignoranza cosmetica, mi pare che anche in questo oggi giorno le due strade dell’estetica e della salute abbian preso due cammini diverse (penso a tutti gli interventi di chirurgia estetica che a volte han creato problemi di salute) anche se mi sembra ci sia un ritorno di interesse per la cosmesi naturale, ma non so se ci sia lo stesso spirito del passato, cioe’ un prodotto fa bene al corpo e dunque rende piu’ bello anziche’ un prodotto cosmetico che non fa male perche’ naturale.
    Un caro saluto a tutti.

    seppiolina74
    Partecipante
    Post totali: 89

    Visto che si parla di cosmesi naturale, condivido un rimedio a mio parere molto efficace: la bava di lumaca. Ha proprietà rivitalizzanti, cicatrizzanti, liftanti. Per la pelle secca, consiglierei di usarla come siero ma di aggiungere, una volta asciutta, una crema nutriente antirughe per evitare che la pelle ” tiri”. Per una pelle grassa, potrebbe bastare utilizzarla da sola, soprattutto d’estate. Prima di lasciarvi vi racconto un aneddoto divertente…Quando mi arrivò a casa il prodotto a base di bava di lumaca, c’era anche una certificazione che attestava che ” il prodotto era stato ottenuto senza usare metodi violenti contro le lumache”! Ho sorriso pensando in che modo questo potesse essere possibile…Cosa fanno, si avvicinano quatti quatti di notte con la torcia e…zacchete!! Paura, eh?! Oppure, visto che secernono bava camminando, le sfruttano facendole accellerare su una sorta di rullo, tipo tapis roulant per lumache!? E loro dietro che raccolgono col cucchiaio!!?va beh, marketing a parte…lo consiglio,è un ottimo rimedio antiage ( anche ai signori maschietti!)
    A presto!

    kridom
    Partecipante
    Post totali: 75

    Grazie di tutte queste informazioni, seppiolina74. Da internet leggo che si può estrarre la bava di lumaca anche senza ammazzarle, in quanto ci sono due tecniche: la prima è con una stimolazione manuale che è un processo più lento e la seconda consiste in un procedimento meccanico mediante estrattore che le stimola e ne raccoglie la bava. In questo secondo caso, se il processo è ben calibrato la stimolazione non rischia di uccidere le lumache che quindi, dopo un periodo di riposo, possono essere stimolate nuovamente per raccogliere altra bava. Quindi l’utilizzo di una tecnica etica sarebbe conveniente anche dal punto di vista meramente economico.
    Molto interessante l’osservazione di guglielmo tell quando scrive che “un prodotto fa bene al corpo e dunque rende piu’ bello”, non l’avevo mai vista in questi termini e mi sembra un modo corretto di impostare la cura dell’estetica, cioè se io mi prendo cura della pelle, che è un organo del mio corpo come si diceva in un’altra discussione, faccio una cosa buona come se dovessi curare un’altro organo. Purchè lo scopo sia quello e non diventi una cosa fine a se stessa, con il rischio di sfociare in un’ossessione.

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