Allineamento Giove-Saturno al Solstizio d’Inverno 2020

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  • g_b
    Partecipante
    Post totali: 55

    Cari fr++ e sr++ , é mia abitudine osservare le stelle a fine giornata, dopo aver aver tracciato coi nostri strumenti, una rotta immaginaria e concreta al contempo. Di astronomia ne so pochissimo, ma volevo dirvi che osservare gli schemi delle costellazioni, per analogia alle forme viventi sulla terra, come sarà capitato a voi…restituisce a livello sottile ma tangibile, il modo e il come gli astri agiscono sui destini del mondo. Le loro masse luminose, magnetiche ci attirano lo sguardo inesorabilmente ed aprono spazi interiori Indescrivibili. Indescrivibili a parole e secondo un metodo comune. Ma la nostra singolarità, il nostro essere numero e al contempo unità di catena mi da un senso di grande libertà di agire nel mondo, per il mondo, provando a restituire quello che non si può dire, ma che deve essere taciuto per natura.
    A sensazione l’allineamento Giove-Saturno mi parla di giustizia e consapevolezza di essere materia in evoluzione. Ma anche del come nella distruzione vi sia una legge dello sviluppo. Grazie volevo unirmi al coro dei vostri contributi a questo thread. Cari saluti

    Angelo
    Partecipante
    Post totali: 82

    Cari Tutti, se pensiamo all’Universo, la prima sensazione è quella di perdersi nell’Infinito. Ma trovo una grande analogia. Proviamo a pensare a noi stessi… Non ritroviamo nel nostro pensiero lo stesso grado di Infinito che l’Universo ci propone? In alto come in basso, nel costante equilibrio. L’Universo è in noi come noi siamo l’Universo. Non sono capace di guardarmi dentro e trovare dei limiti, dei confini che posssano in qualche modo fermare o delimitare il mio pensiero.
    Secondo Aristotele l’infinito potenziale inteso come “divenire”. Un numero o una qualsiasi altra quantità, è potenzialmente in grado di tendere all’infinito, aumentandola ogni volta di poco, ma ogni volta risulterà un entità finita. Ad esempio nei numeri naturali aggiungendo ogni volta un’unità ad un numero si otterranno quantità finite, ma che sembrano potenzialmente in grado di tendere all’infinito.
    L’infinito per Aristotele deve essere considerato come qualcosa sempre in via di nascere o di perire, di crescere o diminuire e che, mantenendosi in ogni suo stato finito è sempre diverso nei suoi successivi stati.
    L’infinito riporta al concetto di numeri, al divenire, al nascere e al perire.
    Siamo parte di tutto questo.
    Un abbraccio a tutti Voi, sempre uniti inuna Catena infinita ed in costante movimento. Come l’universo tutto….

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 341

    Grazie M° L.J. Anilel, le Tue parole le avverto davvero foriere di un percorso affermativo per l’individuo umano nella sua essenza, che, in autonomia, libertà di espressione e attivazione della consapevolezza compatibilmente con il proprio grado di sviluppo, dovrebbe tendere a riconnettersi con la propria individualità occulta e cominciare veramente a camminare dal “di dentro”, sottraendosi progressivamente a tutto quello che invece proviene dal “di fuori”, appunto, fuorviante per eccellenza. La forza che richiede tale operazione corre di pari passo con la responsabilità su noi stessi e per induzione sulle persone in primis a noi più vicine, e poi, forse per irraggiamento, credo con minore intensità, sull’umanità tutta. Le “forme vetuste” da abbandonare intorno alle quali ruotiamo da moltissimo tempo come mi pare di capire, potrebbero essere identificate innanzitutto con le consuetudini a seguire acriticamente il pensiero dominante del tempo, che, proprio in relazione al tempo in cui per le ragioni più disparate si afferma, prende una possanza in campo sociale da cui è estremamente difficile sottrarsi e mantenere costantemente un senso critico, quand’anche quest’ultimo implichi qualche sporadico “bruciore di stomaco”. Senso estremamente critico anche con se stessi, in quanto, come Ci fai notare, occorre fiducia nei propri mezzi, senza parimenti puntellare alcuna forma di egocentrismo. Usciamo da un’era in cui il pesce (ictus) dovrebbe naturalmente entrare o forse meglio ri-entrare in una dimensione congeniale al massimo, nell’acqua dell’acquario appunto. Tra l’altro, voglio ricordare che le ere che hanno caratterizzato la storia dell’umanità sul pianeta, si sono sempre caricate di un simbolismo religioso-trascendentale, ad esempio nell’Egitto classico, ad ogni passaggio da una casella all’altra dello zodiaco si sono affermate le diverse simbologie passando, se ben ricordo, dai Gemelli al Toro (Api), all’Ariete o Agnus Dei Ebraico fino al Pesce identificato anche nel Cristo, Simbolo Divino che ho notato essere presente in rilievo sul Santissimo Contenitore Eucaristico anche in una delle Cappelle minori all’interno del grande complesso Salesiano in Torino.
    Grazie ancora per le Tue preziose parole Caro M° L.J. Aniel.
    Un caro saluto ed una buona domenica a tutti i naviganti in questo bellissimo e Reale Spazio.

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