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Originariamente postato da fler95
Il 15 Novembre 2012 alle ore 20:30

Buongiorno, a tutte le persone di questo blog. Sono stata indirizzata qui da un amico e, dopo averlo letto attentamente, ho deciso di far conoscere, e condividere, un pezzo lontano della mia storia. Non la scrivo per essere letta da kremmerziani o non kremmerziani ma per rispondere a un bisogno dettato dal cuore per manifestare quanto ho io stessa ricevuto. Ricordo senza nostalgia il tempo pieno di tipico entusiasmo giovanile, volontà di crescere e di imparare con sincerità d’animo e buona fede, perché quel tempo è ancora presente grazie alla SCHOLA, la vera Scuola kremmerziana. Debbo ammettere che, avendo letto approfonditamente gli scritti del Maestro ho da subito messo in pratica il suo consiglio e, quando negli anni novanta ho aderito alla S.P.H.C.I. insieme a molti altri, non l’ho fatto perché attratta dall’idea di Superiori Gerarchie che non mi era dato conoscere – se non in termini logici di evidenza storica – ma per l’opportunità di sperimentare e praticare nella mia vita e sulla mia pelle una possibilità di salute ed evoluzione..
Ammetto di essere stata sempre sommamente annoiata dal gossip, dalle chiacchiere da cortile, dall’ermetismo all’americana per cui un buon marito è anche un buon presidente: ritengo che se si è portati per la via religiosa occorra senza indugio seguire il proprio cuore e aderire a una strada dove il non-peccato costituisce i mattoni della chiesa. Così procedendo (cercando di scollarmi di dosso il misticismo che spostava continuamente l’attenzione a quanto dicevano e facevano GLI ALTRI a me, per me e con me e concentrandomi invece su quanto IO facevo agli altri, per gli altri e con gli altri) mi accorsi via via che alle premesse corrispondevano i fatti tanto che, poco tempo dopo, sentii l’irrefrenabile spinta a fare chiarezza nella mia vita assumendomi la responsabilità del cambiamento necessario in termini lavorativi, famigliari e, nel complesso, personali.
Cambiai città e ricominciai: il lavoro andava bene, la vita affettiva anche, ri-equilibri e riassetti di ogni genere, con un senso luminoso di soddisfazione e incipiente gioia sempre addosso. Questo perché ad ogni mio errore, nessuno lo definiva tale ma venivo restituita alle ragioni delle mie scelte, all’uso degli strumenti dati, alla necessità di assumermi la responsabilità della mia vita e di lasciare agli altri il diritto ad esercitare la responsabilità della loro. Fu come una liberazione e devo ringraziare l’Amore disinteressato che ho incontrato se oggi ho anch’io una famiglia fondata – figli compresi – sull’onestà e la ricerca della libertà interiore.
Cosa ho imparato da questa storia? A tenere fuori dalla mia vita tutto ciò che puzza di compromesso, di accondiscendenza, di delega del proprio destino. Che la capacità critica è una forza e che non occorrono donazioni, né servilismo, né menzogna per progredire in un ambito dove, nella MIA esperienza, il denaro paga i panini ma non i Maestri, le monete sono solo metalli, e ogni cosa viene chiamata col suo nome, senza tanti giri di parole. Che, in una strada dove in fondo chi si incontra è la propria anima, ciò che manca è spesso il coraggio di guardare le proprie viltà e di capire che questo e nessun altro è l’atto necessario a recuperare forze che sono proprie, e che solo gli asini vivono delle carote allungate da qualche papasso.
Omnia munda mundis, tutto è puro per i puri: ma puri si diventa seguendo l’esempio di chi innanzi tutto è limpido con sé stesso e perciò vive bufere e bonaccia con la consapevolezza di essere in itinere sull’unica strada oggettivamente probabile.
Benché funzionalmente interdipendenti, si nasce soli e si muore soli: avvinghiati alla Madre di ogni Vita e umana trasformazione che tutti in sé ci contiene e ci dà moto (da cui – credo – il concetto sacro di Matriarchia pragmatizzato da Kremmerz). Per le persone per bene (e anche per quelle per male) la Giustizia spesso non è quella che gli umani in itinere si aspettano ma solo uno specchio pulito nel quale guardare, attentamente, i propri tratti e decidere quale persona si vuole diventare.
Saluti sorerni a tutti.

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