Reply To: Medicina tradizionale: la Lunazione di aprile

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Integrazioni di un Fratello medico alla Lunazione di Aprile:

Il succo di limone, dall’alto potere detossicante e alcalinizzante, contiene, come scrive Jean Valnet, vitamina C, vitamine B1, B2, B3, vitamina A, vitamina PP, sostanze antisettiche note come terpeni (limonene, pinene, fellandrene, canfene, sesquiterpeni) e viene indicato, sia per uso interno che esterno, per patologie di organi diversi. L’azione su fegato, reni e milza si esplica sui calcoli renali o epatici, sulla steatosi epatica, la dislipidemia, la congestione e l’insufficienza epatiche, sulla pletora e l’iperviscosità sanguigna, la fragilità capillare, l’anemia, sulla ritenzione idrica per la sua proprietà diuretica, e, secondo Avicenna, perfino sull’ittero! Oltre a ciò il succo di limone contiene zinco, oligoelemento indispensabile per la moltiplicazione cellulare, attivo contro i radicali liberi, il cancro, il diabete e le dislipidemie. Anche per quest’ultima funzione agisce efficacemente nella protezione del fegato dalla steatosi, patologia che si realizza appunto per deposito di lipidi nel fegato e può evolvere in cirrosi. L’uso del succo di limone puro è sconsigliabile per l’effetto usurante esercitato sullo smalto dei denti, per cui la diluizione in olio e vino bianco ha un effetto protettivo. Inoltre l’olio d’oliva, soprattutto se assunto a digiuno, ha un’azione lassativa e sinergica a quella del limone contro i calcoli e la congestione biliare. Il vino bianco, a sua volta, grazie al contenuto di acido caffeico e tirosolo regola il rilascio delle citochine con effetto inibitorio sull’attività infiammatoria, che può intervenire per effetto della steatosi, e stimola la diuresi. Il vino bianco ha un’azione fluidificante la bile come riportato nel “ De flore dietarum” un trattato medievale salernitano sull’alimentazione.
L’azione globale del rimedio suggerito ne indica l’uso nella calcolosi biliare e renale, nell’insufficienza epatica e renale, nelle patologie spleniche secondarie a disordini epatici, nei casi di dislipidemia e conseguente steatosi epatica.

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