Rispondi a: COVID: CONTAGIATA E IN CURA

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Fleurdelys
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Buonasera a tutti! mi ricollego al post di Admin Kremmerz per ribadire e testimoniare, con la personale esperienza, la veridicità di quanto viene affermato. Ho vissuto in prima persona il contagio da Covid-19 non solo come medico ma anche come paziente. Nonostante la prudenza e la messa in opera degli strumenti di protezione consigliati dalla scienza medica e dalla scienza ermetica, il virus è riuscito a fare breccia nella trincea delle difese adottate e a contagiarmi. In realtà la sintomatologia piuttosto esigua non faceva pensare a nulla di importante – un’unica puntata febbrile a 38,8°C controllata subito dal paracetamolo e un’inconsueta astenia – ma la perdita dell’olfatto e del gusto mi hanno insospettito, per cui ho chiesto ad una collega del dipartimento di sorveglianza covid di essere sottoposto al tampone domiciliare. Il rialzo termico, modesto, è proseguito per tre giorni al pomeriggio per poi cessare del tutto e il giorno dopo ancora gusto e olfatto si sono ristabiliti definitivamente. L’esito del tampone, pervenuto in sincrono con la scomparsa dei sintomi, è stato però positivo. Ho messo in opera dal primo momento tutte le misure ermetiche di difesa e cura e ho allertato la Delegazione e i Fratelli e le Sorelle più prossimi, da cui sono stato immediatamente supportato con il risultato di superare in tempi record e senza conseguenze l’infezione. Nei giorni trascorsi in isolamento, fino alla negativizzazione del tampone di controllo, ho avuto modo di riflettere nei ritagli di tempo lasciato libero dal lavoro, che ho proseguito da casa avvalendomi di tutti gli strumenti tecnologici utilizzabili – e come fare diversamente, in un momento in cui ci sono tante richieste di aiuto e pochi interlocutori nella sanità pubblica in perenne affanno per carenze di ogni genere?! – sulle occasioni e sulla dinamica del contagio. Il contatto diretto con i pazienti, che nei mesi precedenti era stato ridotto al minimo, in occasione dell’inizio della campagna di vaccinazione antinfluenzale è stato più frequente e in effetti negli accertamenti effettuati, solo sui vaccinati nelle 48 ore prima della comparsa dei miei sintomi, come è previsto dal protocollo di sorveglianza, sono stati riscontrati due anziani positivi al tampone completamente asintomatici. Dal canto mio, pur adoperando mascherina, visiera e camice, ho avuto l’imprudenza di non adoperare sempre i guanti e probabilmente il contagio è avvenuto attraverso questo canale, anche se l’igienizzazione delle mani e delle superfici interessate è stata fatta puntualmente tra un paziente e l’altro. Le altre occasioni di contagio sono state rare e legate per lo più agli acquisti al supermercato. In tutto questo periodo a rischio, però, non ho mai omesso nessuna delle rituarie di protezione che ci sono state consigliate e ho contrapposto al pericolo dell’infezione la sicurezza nella messa in opera di tutti gli strumenti che la Schola ci ha fornito a riguardo. Adesso che il pericolo è passato e ho ripreso il mio lavoro in modo completo, pur con tutte le difficoltà e la stanchezza di un impegno gravoso come mai prima, mi considero davvero fortunato e privilegiato per non aver conosciuto la paura e l’ansia che accompagnano gli stati più gravi dell’infezione, anzi il domicilio forzato mi ha permesso di riposare e recuperare una forma fisica e mentale che non avevo da mesi. A tutte le ipotesi e le certezze spacciate da esperti e non, nel susseguirsi di interviste e servizi sui media, si contrappone la salda efficacia del metodo ermetico che, prima ancora dell’acquisizione di una consapevolezza sicura da parte della medicina ufficiale circa le fasi della malattia e gli strumenti terapeutici mirati, pone rimedio al male e lo stronca senza danni ulteriori. Tutto il resto si risolve con buon senso, pazienza e atteggiamenti civili e protettivi nei confronti della collettività. Al delirio di potenza dell’uomo che tutto crede di poter fare e disporre, si contrappone una infinitamente piccola sequenza di nucleotidi, finora vincente e dilagante. Occorre mettere ordine nelle priorità della specie e soprattutto nel cuore e nella mente dei nostri simili, ormai disumanizzati. Sarà la componente saturniana del mio essere, sarà il progressivo allontanamento dai riti della corrente comune, piuttosto che dai diktat del consumismo, maturo sempre più la convinzione che parte dell’umanità avanza allegra e spedita dritta verso l’autodistruzione. Non so se sia questo lo strumento che la Natura adotta per riportare la vita di questo pianeta ad una condizione di equilibrio e sostenibilità, come nel caso delle epidemie o dei cataclismi del passato. So per certo, però, che il prezzo pagato è davvero molto alto.

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