Rispondi a: LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS TRA DATI OGGETTIVI E OPINIONI SOGGETTIVE

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kridom
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C’è posto per tutti noi su quella barchetta, che per me è già armata ed è la Miriam, che in questo caso ci fa essere attivi per prevenire il contagio.
In merito alla segnalazione di guglielmo tell, volevo cogliere lo spunto per esplicitare come viene applicata l’epistemologia sulle ricerche scientifiche. Vale per le ricerche economiche, ma credo che sia molto simile anche per gli articoli di ricerche mediche.
Prima di pubblicare un articolo che descrive la ricerca svolta, si sottomette l’articolo ad alcune riviste che hanno una classificazione di importanza ed autorevolezza definita da un numero: l’impact factor, che descrive quante volte un articolo viene citato successivamente in altri articoli; pertanto maggiore è l’impact factor degli articoli pubblicati su una specifica rivista (in genere si tratta di un Journal di tradizione anglosassone) e tanto più autorevole e affidabile è considerata la rivista stessa. Quando l’articolo viene inviato, il comitato editoriale del journal lo distribuisce ad altri accademici/ricercatori affinchè lo analizzino e lo mettano in discussione (è la c.d. “peer review”). L’esito della peer review può essere o il “rigetto” dell’articolo perchè sbagliato o la richiesta di revisioni/integrazioni/correzioni di più o meno ampia portata. Dopo aver apportato le necessarie integrazioni/correzioni vi è una nuova peer review (che può essere l’ultima oppure no) e, infine, arriva la meritata pubblicazione.
Tutto questo “amba aradam” serve ad applicare un pò del metodo scientifico galileiano e serve ad assicurarci che quella eventuale scoperta che viene descritta è scientificamente valida e non è del tipo “mio cugino mi ha detto che il 5G provoca il coronavirus”, affermazione che potrebbe anche essere vera se il cugino in questione avesse pubblicato una ricerca su un autorevole journal per dimostrarla.
Anche questo processo molto strutturato ha le sue eccezioni, si rammenti il caso dell’articolo sulla correlazione tra vaccini e autismo pubblicato sull’autorevole rivista The Lancet, la quale ha successivamente ritirato l’articolo perchè si è scoperto che era basato su dati contraffatti, ma in generale il sistema funziona bene ed è quello che al momento fornisce le migliori garanzie di oggettività.
Nel pezzo di Road TV citato da guglielmo tell si dice, correttamente, che la ricerca dell’università di Napoli e Perugia sarà pubblicata su bioRxiv, la quale purtroppo non è una rivista ma solo un database e quindi l’articolo non sarà oggetto di peer review nè bioRxiv ha un impact factor. Pertanto, di per sè, non ha molto valore scientifico.
Rimane, da un lato, la speranza che si arrivi presto a qualche scoperta importante e, dall’altro, una normale cautela della scienza che richiede tempo per verificare le sue ipotesi.
Vi abbraccio

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