Rispondi a: Il cibo filtrato dai 5 sensi e… sublimato dal sesto senso

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garrulo1
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In questo spazio dedicato al “cibo filtrato dai 5 sensi e… sublimato dal sesto”, due cose le voglio dire a proposito della curcuma, altro alimento che pare abbia proprietà davvero particolari. La curcuma appartiene alla famiglia delle Zingiberaceae e comprendente circa una ottantina 80 di specie, delle quali la più utilizzata in alimentazione e in fitoterapia è la Curcuma longa. Molto utilizzata anche nella medicina ayurvedica ed in quella tradizionale cinese. Il sapore potremmo definirlo piuttosto “volatile”, mentre invece il colore si mantiene inalterato nel tempo, e probabilmente da qui si può denotare una caratteristica di inossidabilità che poi si riflette nelle proprietà del rizoma, e parimenti, proprio per questa caratteristica, molto impiegata nel settore alimentare come colorante. La radice è un grosso rizoma cilindrico, ramificato, di colore giallo o arancione, fortemente aromatico, che costituisce la parte che viene utilizzata della pianta. Il principio attivo più importante è la curcumina, che recenti studi hanno dimostrato avere proprietà antitumorali, proprio perché la curcuma, pare possa contribuire nel bloccare l’azione di un enzima (di più non so), ritenuto responsabile dello sviluppo di diversi tipi di carcinomi. Il principio attivo anzicitato (curcumina), conferisce alla curcuma anche un’azione antinfiammatoria e analgesica, e per questo motivo è impiegata efficacemente nel trattamento di infiammazioni, dolori articolari quali artriti e/o artrosi. Riconosciuta come protettiva del sistema immunitario, quindi dotata di capacità immunostimolanti o forse, meglio ancora immunomodulanti, è anche un potente antiossidante in grado di contrastare l’azione dei radicali liberi, questi ultimi responsabili dei processi di invecchiamento e di danneggiamento delle membrane delle cellule che compongono il nostro organismo (guai se non esistesse, in Natura, l’autofagia….).
Pare che presenti ancora proprietà tipicamente depurative, quindi epatoprotettive tra l’altro come molte radici nere, stimolante delle vie biliari e fluidificante del sangue, alla faccia del colesterolo….. “cattivo”. Ottimo cicatrizzante per ferite o ustioni, ma per questa funzione, per quanto ne so, va opportunamente preparata in uno stato cremoso. In sanscrito “Kum – Kuma” etimologia affine allo zafferano con il quale ha molto in comune, entrambi contribuiscono alla formazione della miscela di spezie chiamata in “ hindi” – “masala”, meglio conosciuto come “curry”. Forse per tutte le proprietà che le popolazioni autoctone dell’India e dell’Asia più in generale conoscevano dalla notte dei tempi, questa spezia è considerata un portafortuna, in particolare in India, e le spose ne portano al collo un piccolo pezzo il giorno del matrimonio, credo a garanzia di buon auspicio.
Un caro saluto con l’augurio a tutti di una buona serata

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