Rispondi a: NUOVE FRONTIERE DELLA MEDICINA

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BELL
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Proseguendo nell’approfondimento, fatto in collaborazione con WIWA e SEPPIOLINA, sulla figura di Parmenide cerchiamo, per quanto possibile, di fare il punto sul rapporto tra il Filosofo e la Medicina. La difficoltà principale è che Parmenide non parla quasi mai in prima persona delle sue ricerche mediche; come vedremo sono altri Autori a lui contemporanei o posteriori che riprendono le sue teorie. In particolare sembra sia possibile ipotizzare che Parmenide fosse a conoscenza delle ricerche condotte, in quegli anni, nella non lontana cittadina di Crotone, sede di un’ importante scuola di medicina, la cui fama aveva da tempo superato i confini della Magna Grecia, ricerche che non riguardavano solamente i meccanismi della generazione, ma la definizione dello stato di salute in generale, dello stato di sonno, e soprattutto dei procedimenti fisiologici mediante i quali si produce la sensazione. Parmenide più che medico in senso stretto (laddove il concetto di medico era ancora quello di filosofo\fisiologo della Natura come risulta da una iscrizione relativa a lui) fu considerato, Naturalista Risanatore Per Parmenide,bisogna pensare che tra pensiero e realtà ci sia una sostanziale identità, in quanto soggetti alla stessa legge, per garantire la piena trasparenza e conoscibilità delle cose. Un Medico, Ebner, fu tra i primi ha sostenere l’ipotesi dell’esistenza a Velia di una scuola di medicina, normale continuazione della scuola filosofica, e antesignana della “Schola Salerni”, matrice della tradizione medica europea. Egli inoltre ipotizzava una forte somiglianza tra la scuola eleatica e le scuole di Eliopoli, Menfi e Sais, quest‟ultima in particolare era il paragone più calzante perché era un collegio medico femminile, e permetteva di giustificare le due statue di donne rinvenute. Ebner collegò il nome oulis, assunto da coloro che diventavano ‘capi della scuola medica’, ad Apollo Ou\lio”, sanatore, il cui culto, già attestato ad Elea, era stato sempre collegato con la matrice delfica del famoso responso che avrebbe portato alla fondazione della città . Fondatore della scuola sarebbe stato Parmenide, Ouliades per l’appunto, e fusikov”, ovvero fisiologo, non in senso aristotelico, ma nel senso della fisiologia umana, e quindi medico. Quello che allo stato attuale delle ricerche si può dire è che a Velia vi fu un’attività medica collegata in origine al culto di Apollo OULIOS, e successivamente al più famoso dio guaritore Asklepio che si sarebbe innestato in età ellenistica. L’attività terapeutica era probabilmente accompagnata da quella formativa dei medici, che erano anche sacerdoti, o che forse più semplicemente presiedevano ad alcuni culti. Se si trattasse di un genos o di una corporazione è difficile a dirsi, forse si può far valere anche per gli Ouliadai quanto è stato detto per gli Asklepiadi, è quindi probabile che l’iniziale attività intra-familiare sia stata progressivamente aperta anche a praticanti esterni. Nella vita di Galeno, invece, riportata nel Codice Ambrosiano latino, Parmenide è presentato come il quarto degli otto medici più famosi dell’antichità che furono anche capi di sette, in particolare fondatore della cosiddetta scuola dogmatica‟, e iniziatore della triplice discendenza di dogmatici, empirici e maghi. La teoria della salute come “equilibrio delle forze” che costituiscono un organismo è attribuita da Aezio ai più illustri esponenti della cosiddetta scuola Crotone, e della tradizione medica italica in generale. A questa scuola Parmenide deve la teoria della sensazione e della conoscenza in generale e la teoria encefalo centrica ed anche lo studio dei principali organi di senso che si trovano nella testa (l’udito, il gusto, l’olfatto e la vista), e che potevano facilmente essere ricondotti al cervello. Parmenide non condanna i sensi in assoluto ma ammonisce verso un impiego ingannevole; ritiene che gli occhi e le orecchie sono solo i mezzi che veicolano la sensazione; le sensazioni devono essere ricondotte all’unico principio unitario che differenzia l‟uomo dagli altri esseri viventi, il noos (mente).
In tre iscrizioni scoperte a Velia è presente una parola “Pholarchos” di cui non c’è traccia in tutta la letteratura greca e latina; essa è la combinazione di due parole Pholeos che significa signore, capo, custode e Archos che vuol dire rifugio, tana dove gli animali trovano rifugio. Nella storia della lingua greca il significato della parola Pholeos è quello di un luogo dove gli animali si rifugiano e giacciono immobili come in uno stato di letargia. Quindi i Pholarcoi erano i custodi di un rifugio che rappresentava un luogo di letargia. Questo ci riporta alla pratica dei “sogni incumbatori” che Parmenide doveva conoscere e praticare e che ritroviamo nella descrizione di Strabone che parla della caverna della Caria, regione a sud di Focea, o di Ierapoli.
Si riteneva che la guarigione avvenisse durante l’incubazione quando l’ammalato, che era stato condotto nel tempio, giaceva in stato di sonno profondo e in sogno si trovava a contatto con un Dio o Dea; il luogo dove giaceva era custodito da sacerdoti che sapevano come aiutare il sofferente a comprendere il sogno senza interferire in alcun modo. Queste pratiche provengono dall’Asia Occidentale (Anatolia) e i Focei le mantennero quando lasciarono le coste asiatiche e dettero origine in occidente a Velia.

Visto che siamo in ora di cena riporto una ricetta della Cucina Italica tratta dal libro del Dott. Buratto che fa bene al sistema visivo e non solo.
SETTIMA RICETTA
RISOTTO CON I CARCIOFI ( Ingredienti e dosi per 4 persone)

– 300 g di riso Arbonio
– 4 carciofi (ricco di fibre, sali minerali e ac.folico)
– ½ limone (contiene dosi elevate di vitamina C, Beta carotene e flavonoidi; questi ultimi sopratuttto nell’albedo, sotto la buccia)
– 1/8 di cipolla (contiene vitamina C e flavonoidi)
– 1 litro di brodo vegetale (meglio se fatto artigianalmente)
– 60 g di burro (composto da ac. Grassi saturi)
– 60 g di parmigiano grattugiato (ricco di proteine facilmente digeribili, è poco grasso e contiene vitamina A e alcune vitamine del gruppo B)
– 4 cucchiaio di olio vegetale
– sale e pepe q.b.

Buon appetito a tutti

  • Questa risposta è stata modificata 2 anni, 10 mesi fa da admin Kremmerz.

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