Rispondi a: La Scienza Ermetica nelle Arti

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wiwa70
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Molto intenso il post di Buteo che ringrazio perchè induce a pensare e a farsi delle inevitabili domande e comincio da loro,i miei preferiti: i Down, sono belli e simpatici, rotondetti fisicamente, ti abbraccerebbero tutto il tempo tuttavia sanno tenerti testa nello scontro fino al prossimo abbraccio, caparbi, tenaci, capaci di volontà ad oltranza e se affidi loro un compito lo portano avanti fino all’estremo…qualche studioso ha ipotizzato persino che vengano da un altro pianeta per insegnarci l’Amore! I disabili fisici, fieri e alteri,con dei bei caratterini,parecchio lamentevoli e recriminatori, ti comandano un po’ a bacchetta quasi che tendano a dare a chi sta loro vicino la colpa di ogni loro malessere, cosa insegnano? La pazienza! I disabili psichici, avvolti nel loro mondo misterico e silenzioso, ti insegnano che si può parlare con un linguaggio extra-verbale,a volte se si fa attenzione si riesce persino a sentire cosa pensano e cosa vogliono dirti…basta un gesto…si chiama linguaggio del corpo e quando avviene questo incontro di anime, ti fanno sentire un essere speciale anche quando non lo sei! La Natura che cos’è? E’ la terra dove esistono una varietà innumerevole di possibilità, per ogni seme una pianta, anche laddove il risultato non ci piace? E’ quello spazio Vergine, come una tela\trama in cui un particolare che inizialmente colpisce l’occhio e dà quasi fastidio allo sguardo in realtà alla fine dell’opera risulterà il suo leit motiv principale,originale,unico anche se sta sovvertendo semplicemente i nostri schemi mentali per cui le cose devono essere necessariamente come le vogliamo o conosciamo noi? In pedagogia agli educatori professionali insegnano che anche attraverso una crepa o qualcosa di apparentemente rotto o mal funzionante, passa la luce e che il Male è semplicemente un Bene spostato, arrivato troppo presto o troppo tardi rispetto al dovuto..la soluzione quindi può essere quella di cercare di collocare al giusto posto ciò che non sappiamo spiegarci razionalmente, laddove,in ebraico ‘mettere al giusto posto’ è un sinonimo del verbo ‘onorare’? La vittoria a mio parere non sta nel chiamare un disabile ‘diversamente abile’ ma di onorare la Vita tout cour dandole dignità, nonostante le sue apparenti contraddizioni,avendo il coraggio di guardare e chiamare per nome ciò che è e allo stesso tempo prendersene cura e portarlo avanti nella logica di un riequilibrio, per cui se l’Umanità è Una dobbiamo fare i conti con quella parte deficitaria di Essa che ci riguarda tutti, nessuno escluso, per dare al tutto un senso\significato? Forse anche questo può essere considerata Bellezza nell’ Arte? Non ho le risposte naturalmente e non so neanche se è un modo per raccontarsela,ma quando mi sono sentita parte di questo ‘meccanismo virtuoso’, sono riuscita a riconciliarmi con me stessa rispetto a tutti quei perchè senza risposta che mi attanagliavano e a sentirmi un po’ più felice.

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