Rispondi a: La Scienza Ermetica nelle Arti

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Diogenonn–
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Sono appena trascorsi i giorni di quando nel Medioevo, tra Natale ed Epifania, si celebrava la Festa dei Folli e per continuare ad esplorare quest’interessantissimo tema da qualunque punto di vista la si osservi, la follia, ha da sempre attraversato il mondo delle arti. Un segno, un tratto, un suono, una cifra cromatica, attraverso la quale poter inquadrare le opere di quegli artisti che come Munch si liberavano dalle ombre inquietanti delle loro ossessioni esistenziali fissandole nella pittura riconoscendole così parte, algide o infuocate compagne, del loro cammino. A volte non ce l’hanno fatta in questa impietosa società e son finiti nei manicomi … anche quando non era strettamente necessario.
Dirà il Maestro Kremmerz che “l’artista o il poeta hanno in sé gli elementi sinfonici della follia che esplora l’insondabile”. Il folle nella storia ha sempre anticipato il sovvertimento del senso comune, il “rimescolamento delle carte” su cui hanno ciclicamente poggiato i principi a governo e salvaguardia della pubblica opinione. Quasi una sinusoide che nelle fasi di reflusso ha visto la società adagiata nella propria apparente e vuota sicurezza in cui il motore della creatività a malapena riusciva a rapire il carburante ai cieli (nel celato) perlopiù ristagnando. Sono quelli i momenti elettivi nei quali i “folli” pescando nell’insondabile hanno tentato di dare un innovativo e terapeutico colpo d’ala con incredibili input innovativi, innescando un nuovo chaos a cui sarebbe seguito un nuovo ordine.
Nella Tradizione Ermetica una figura emblematica che riflette quanto appena detto è il caotico Matto o Bagatto dei tarocchi che liberandosi dalle necessità di cui è schiavo testimoniate dal cane che lo insegue mordendoli i polpacci conquisterà un novello integrato e integrale equilibrio.
Aspirante artista ermetico, nel processo iniziatico dovrà fare i conti con l’immaginativa o Immaginazione che “secondo le antiche scienze apparteneva all’influenza lunare – la cui intelligenza (cioè possessione intellettiva delle influenze lunari) è sempre designata come terribile perché sullo stesso piano intellettuale dava l’estro ai poeti, l’immaginazione all’artista e la pazzia a chi si lasciava trasportare dalle ombre. I sacerdoti isiaci non aspiravano che a quella intelligenza e vi si preparavano con la purità e l’equilibrio per dominare l’immaginazione e diventare gli artisti dell’ermetica.” (Kremmerz)
Evidentemente la chiave per andare oltre, governare la “follia” e fare arte secondo Natura è la purità!

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