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Buteo
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L’argomento relativo ai Probiotici, proposto da Seppiolina74 post 20/12, è oggi di estremo interesse presso la comunità scientifica e le industrie farmaceutica e alimentare.
Gli esseri umani, come gli altri esseri, vivono in associazione con microorganismi commensali (batteri, archeobatteri, funghi, virus) residenti sulle superfici esterne (cute) e interne (mucose). L’insieme di questi microrganismi è detto Microbiota. Distinguiamo in: cutaneo, orofaringeo, respiratorio, urologico e intestinale. Il rapporto tra il numero di cellule del microbiota e le nostre cellule somatiche oscilla tra 10-100 : 1.
Per Microbiota Intestinale s’intende l’insieme dei microorganismi presenti nel tubo digerente, in precedenza detto ‘flora batterica intestinale’ o “microflora”. Si ritiene che l’ecosistema intestinale sia costituito da 3 milioni di specie o oltre 100 trilioni di microorganismi.
Per Microbioma Intestinale s’intende il patrimonio genetico di quegli stessi microrganismi. Lo studio dei geni evidenzia che il Microbiota codifica per un ampio numero di molecole che le nostre cellule non sono in grado di produrre, venendo a configurarsi nel suo insieme quale organo aggiuntivo al corpo umano.
Per Probiotico s’intende una colonia di microrganismi vivi di un’unica specie, prodotti in laboratorio, che, aggiunti agli alimenti o venduti come integratori, devono avere le caratteristiche di essere di provenienza intestinale, essere e mantenersi vivi fino alla scadenza e resistere all’azione digestiva per colonizzare le cellule intestinali dove esercitare i loro effetti positivi, non dare reazioni immunitarie o nocive ed essere di beneficio all’organismo.
Per Prebiotici s’intendono oligosaccaridi o fibre non digeribili, utilizzate dai Probiotici e/o dai batteri intestinali ‘buoni’ nei loro processi metabolici, venduti negli alimenti o come integratori alimentari.
Per Simbiotici s’intende l’associazione commerciale di probiotici e prebiotici.
Il Microbiota inizia a formarsi in epoca fetale. La cavità amniotica, da sempre considerata sterile, contiene in realtà alcuni microrganismi, i cui meccanismi di trasferimento batterico tra madre e feto non sono ancora del tutto chiari. La vera ‘colonizzazione’ del neonato si avvierà durante il parto, quindi con l’allattamento al seno o con biberon e col contatto interumano postnatale.
A 4 giorni il Microbiota dei neonati da parto vaginale ricalca quello vaginale materno, da cesareo quello cutaneo della mamma.
Dal 5 giorno di vita in poi il profilo del microbiota inizia a somigliare a quello di un adulto.
Studi su campioni di feci di neonati di 1 mese evidenziano correlazione fra composizione del Microbioma e tipo di parto, di alimentazione (latte materno o formulato), età gestazionale, ospedalizzazione, uso di antibiotici. Varia inoltre nelle popolazioni per area geografica; le variazioni interpersonali sono maggiori nei bambini rispetto agli adulti e si stabilizzano verso i 3 anni di vita.
Conoscere la composizione non implica conoscerne la funzione. Indubbio è che l’insieme dei microrganismi permette i processi digestivi, metabolizzando composti indigeribili, favorendo l’assorbimento dei nutrienti, producendo vitamine, costituendo difesa contro patogeni e rinforzo della barriera intestinale per stimolo funzionale del sistema immune… Non è ipotizzabile un processo di digestione alternativo in assenza del Microbiota intestinale.
Il nostro organismo rispetto al Microbiota è quel macrocosmo che non solo ospita, ma vive grazie al microcosmo della comunità di batteri, in perfetta reciprocità simbiotica. Noi siamo il terreno che permette la loro vita e loro vivendo consentono la nostra.
Il Microbiota si modifica in corso di diverse patologie e, pur non essendo ancora stabilito un rapporto di causa- effetto, è stata proposta la somministrazione di Probiotici a scopo terapeutico. Non abbiamo a oggi studi che provino effetto terapeutico o preventivo nei confronti delle stesse.
Suggestiva è però l’ipotesi che intervenendo sul Microbiota sia possibile correggere la malattia verso la guarigione. La scienza ufficiale procede con gli strumenti di cui dispone alla realizzazione di quel fattore ‘esterno’ che somministrato al paziente agisca sul corpo ristabilendo le corrette funzioni. La scienza ermetica può vedere nella ‘duttilità’ dell’organismo umano, espressa, come mostrano gli studi contemporanei, dalla responsività ad esempio delle cellule staminali, dell’epigenoma, del microbiota, la conferma che l’azione terapeutica, grazie agli strumenti di cui dispone, si realizza ‘nella carne’, ovvero in quelle strutture corporee che per natura sono predisposte a reagire, a seconda del tipo di stimolo, impostando se stesse verso un’attività vantaggiosa all’organismo oppure declinando verso funzioni che produrranno il manifestarsi della malattia.

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