Rispondi a: Eventi e Segnalazioni

tanaquilla9
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Mi sono chiesta anche io se tra Consus romano e Khons egizio, data la somiglianza dei nomi, vi sia stato un qualche legame. Ma non è facile fare chiarezza al proposito. Riporto ciò che ho trovato. Sappiamo che la cultura egizia si è innescata in Italia, anche grazie alla mediazione fenicia, almeno dal X secolo a.c., in epoca pre-ellenistica, quando amuleti e talismani, chiamati aegiptiaca, sono emersi in numero copioso nella nostra penisola. Secondo gli studiosi l’iconografia di tali oggetti evoca precisi valori speculativi egizi, testimoniando una scelta consapevole che rispecchia una componente della cultura locale. Molto diffusa fra le figure la triade menfita e del delta del Nilo: Ptah, Sekhemet e Nefertem, quest’ultimo figlio e dio guaritore. Khons invece, presente nei testi egizi sin dall’antico Regno, diviene massimamente conosciuto durante il Nuovo Regno, come appartenente alla triade tebana: Amon, Mut (la madre) e Khonsu (o Kons, Khensu, Khons, Chons, Khonshu), anch’egli figlio e dio guaritore, associato alla Luna al pari di Thot. Consus, oltre quanto già detto da kridom, è del pari una divinità arcaica paleo-italica, ereditata dai Romani. Divinità agreste (la concezione del sacro italica è sempre congiunta al ciclo agrario, e a quello del grano) molto vicina e unita nel rito alla dea sabina Ops, detta per l’appunto consiva. Esisteva anche una dea Conso che presiedeva alle deliberazioni, e i buoni consigli o responsi da tenere secreti riguardavano Consus. Secondo Semerano la voce Consus deriva dall’accadico col significato di concedere il grano. Ma era anche protettore del seme interrato e della sua vitalità. Attendevano al culto di Consus le Vestali e il Flamen Quirinales. Un caro saluto a tutti.

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