Ermetismo e Arte

Ermetismo e Arte

Tra le molte pubblicazioni per onorare la memoria di Giacomo Leopardi, mi è capitato dai Fratelli Bocca di Torino: M.S. Patrizi: Saggio psico-antropologico su Giacomo Leopardi e la sua famiglia.

Come facilmente si comprende, è l’esame del pessimismo del Leopardi in ordine alle degenerazioni fisiche e psichiche per ereditarietà e per l’ambiente in cui visse l’illustre recanatese. Io non dimentico di avere elogiato come più prossimi alla intuizione della dottrina degli antichi magi sull’uomo, gli antropologi e gli studiosi delle malattie e dei disturbi mentali, in relazione allo sviluppo fisico del corpo umano. La critica letteraria e la scientifica, povera nei tempi in cui l’analisi della produzione intellettuale non aveva base alcuna né nell’ambiente né nelle influenze fisiche sullo sviluppo psichico dell’artista, ha toccato e va toccando in questi ultimi tempi un eccesso opposto, facendo risultare ogni anormalità psichica dall’ereditarietà e dalla imperfezione o anomalia del fisico. Ma è già un passo grande verso la Verità. In Francia, in Inghilterra, in Germania e tanto meno in Italia (in cui non trovo volgarizzatori scientifici della dottrina occulta) la filosofia spiritualista non ha ancora influenza determinante sulle scuole di critica letteraria e artistica. Coloro che leggono il mio “Mondo Secreto” non con la semplice curiosità di sentir parlare degli spiriti e dei diavoli, hanno il dovere di riflettere che quando il progresso del volgarizzamento delle nostre dottrine sarà più esteso e rapido, l’esame critico dell’artista e delle produzioni artistiche dev’essere fatto non solo coi dati di cui si servono gli antropologi, ma anche con la scorta dei lumi della filosofia dell’anima indipendente dal suo contenente fisico. I fattori che agiscono come modificatori del carattere e dell’ingegno dell’artista, non sono da ridursi ai soli dell’ereditarietà e dell’ambiente; anzi, rovesciando la progressione, bisognerebbe studiare:

1) Perché carattere e abitudini e tendenze psichiche diventano ereditari nelle famiglie;

2) Che cosa è in una famiglia l’aggruppamento di anime simili per tendenze e manifestazioni;

3) Che vuol dire l’influenza dei padri sulla formazione e sulla riproduzione dell’anima dei figli;

4) Se l’anima che s’incarna nell’utero materno non determini le sue tendenze in rapporto ai tempi del concepimento (astrologia giudiziaria, ma non quella dei ciarlatani) o in rapporto alle impressioni psichiche dei genitori nell’atto generativo;

5) Se le impressioni morali agenti sullo spirito dei genitori abbiano maggiore o minore effetto delle impressioni fisiche;

6) Se lo sviluppo nelle manifestazioni della psiche dei bambini sia veramente sottoposto all’influenza dell’ambiente, e qual siano quelli che invece sono refrattari ad esso e ad esso s’impongono;

7) Se la suggestione della folla sull’uomo ordinario agisca identicamente sull’uomo che incarna uno spirito di ordine superiore…

Questi problemi potrebbero aumentare a vista d’occhio e dare lo scoraggiante spettacolo che la scienza volgare non risponde ancora a questi problemi di altissima filosofia che…in pratica diventa magia operante. (SM,III,578-579) – E’ questa una società in cui l’assoluto non è concepito né nell’espressione artistica del Bello, né nell’immagine del Vero nell’enigma delle prime cause; insofferente di ogni attesa, avvicenda corse pazze e furiose per trovare il segreto della vita. (P+F+ Breve relazione ai 12 supremi Vecchi Maestri del Collegio Operante) – La Magia solo in teoria è una cosa inutile, ma realizzata con la pratica diventa la leva più potente nelle 4 correnti della croce edenica: 1) – nella Religione, che governa l’anima delle plebi; 2) – nella società umana (Stato); 3) – nella Sapienza volgare; 4) – nell’Arte…La Magia o Scienza Assoluta… si trova in conflitto con l’arte quando questa eterna manifestazione dell’ideale più grande si involge nel fango della maniera, fuori i due estremi della realtà plastica e della creazione poetica (A,225) – Voi che tanto cammino avete fatto, siete mai penetrati nel laboratorio di uno scultore? Là troverete il fanciullo che comincia e sbozza la pietra, chi ne lavora il grosso e chi la mena a termine delineandone nettamente i contorni. Ma per arrivare a questo bisogna cominciare da quella sbozzatura che il bambino fa della pietra, così per tutte le arti e specialmente dell’arte dei prodigi e dei miracoli che rappresenta la pratica della filosofia magica. Felice chi impara a temprar le spade in una fucina di un maestro spadaro, e chi ebbe fortuna di rinvenirne uno non ne perda le tracce che la magia si impara due volte se la si ruba ad un artista… Il mago si annunzia artista, dopo essere stato filosofo, con lo sviluppo delle sue facoltà, cioè con la virtù del suo spirito. Il quale spirito del mago, messo ed alimentato nel corpo umano, ha due grandi prerogative che gli spiriti disincarnati non hanno, cioè il potere di trasformarsi in forza e la libertà di materializzarsi. (A,235) – Chi è l’autore della Bibbia? Forse Mosè, forse gli edificatori del secondo tempio? – Chi l’autore del cristianesimo? Forse Gesù di Nazareth? – Chi l’autore dei Dialoghi di Platone? Forse Platone? – Chi dell’Iliade e dell’Odissea? Forse Omero? – Chi l’autore del Romanzo della Rosa? – Chi l’autore delle verità della Divina Commedia? – quegli che veggono e sanno sono gli artisti delle manifestazioni; il vero ha per suo autore la Sapienza assoluta, cioè la verità eterna il cui nome profano, individuo, per le turbe è Dio (A,535) – Negli stati (società politiche) gli uomini che ne dirigono i destini, rarissime volte sono gli esponenti dei governati, il più delle volte direi quasi sempre, sono pel loro esempio vivo e costante i modelli su cui tutti si rispecchiano. In ogni piccola massa di uomini riuniti per abitudini o per consenso, la fisionomia collettiva è determinata da colui che ne è il centro calamita, il sole radiante. Così pel bene e pel male, per il vizio e per la virtù, per l’ozio e per la volontà al lavoro. Nelle arti belle, musica, pittura, scultura, cesello, come nella vita dei laboratori scientifici, come nella esecuzione e nell’insegnamento delle arti minori e più volgari, questa legge esiste, quantunque non sia ancora determinata la matematica della sua azione infettiva e contagiosa. (D,67) – La lingua umana, lingua che serve alla vita sociale, nei rapporti tra uomini non ha vocaboli che possano comunicarvi stati mentali precisi fuori l’abitudine delle comuni percezioni grossolane e rustiche della vita quotidiana delle necessità corporee. Il di là di questa prosaica intenzione dell’utilità immediata è facoltà della mentalità poetica, dell’arte, dell’immaginazione armonica di luce, suoni, colori, parole di un senso così diverso dall’ordinario che comunemente s’è preso il vezzo di chiamarle alate come volassero, s’involassero, montassero o provenissero da regioni ignorate, più alte, più aristocratiche, più pure. L’artista o il poeta hanno in sé gli elementi sinfonici della follia che esplora l’insondabile, e se l’artista e il poeta non sono discesi dall’altezza del divino nell’angiporto dei mercanti di pane e prosciutto, credete pure che potete determinarli eccezioni nella folla che cammina nella regione del senso comune… Appena fuori la stretta necessità delle parole pei bisogni corporali definiti, la presentazione delle immagini e concetti mentali non è possibile che all’artista, cioè a chi ha un’anima, una mente, un intelletto più aristocratico della media che prende, comprende, infiora e profuma tutto ciò che gli altri non possono né vedere né sentire. La musica e la pittura ne sono le espressioni fuori il linguaggio articolato, la poesia nell’armonia dei suoni e dei vocaboli per risvegliare la comprensione di idee di grado più nobile e determinare la coscienza di sentimenti o informi, o inavvertiti. (D,216-217) – (L)’immaginazione… secondo le antiche scienze apparteneva all’influenza lunare – la cui intelligenza (cioè possessione intellettiva delle influenze lunari) è sempre designata come terribile perché sullo stesso piano intellettuale dava l’estro ai poeti, l’immaginazione all’artista e la pazzia a chi si lasciava trasportare dalle ombre. I sacerdoti isiaci non aspiravano che a quella intelligenza e vi si preparavano con la purità e l’equilibrio per dominare l’immaginazione e diventare gli artisti dell’ermetica. I misteri isiaci, che erano un po’ la nostra fratellanza…a scala ridotta, non celebravano che la conquista lunare sulle acque del gran fiume di vita. (C,II,59) – Il Romanzo della Rosa, e le Corti di Amore dell’Evo Medio, le cantate dei troveri e dei trovatori, i poemi come quelli dell’Alighieri e i minori d Brunetto Latini e di altri, non sono che romanzi della Carità nell’amore, e la romanza è amore per carità. Nessuno fu poeta senza amore; la poesia è dipinta come l’amore; ma nell’amore vi è la verità, cioè la carità in germe. (SM,I,370) – Vedere che l’umanità si sprofonda in salamelecchi innanzi ai nostri grandi poeti senza capire ciò ch’essi hanno scritto chiaramente, è cosa da far rizzare i capelli anche su di una tazza di porcellana! Tutti ebbero una donna ideale, tutti ebbero l’apparenza di tanti Florindi pazzi per amore, che sarebbero soggetti da psichiatria se non avessero voluto dire quello che altri non sanno leggere. (SM,II,331) – Perché la poesia è nella natura stessa della materia. Non vi è nessun naturalista, nessun chimico, nessun fisico, nessun astronomo che degnamente siano tali e di reale valore che innanzi al fenomeno della vita e alle evoluzioni creative e distruttive degli atomi, al trasmutarsi delle forme e alle relatività delle leggi della natura vivente, non diventi poeta e grande poeta. La fonte di ogni poesia è il gran libro della Natura. Poeta, vate è colui che sta a contatto coi numi, i vecchi numi…che elaborano l’atto di aumento e di decrescenza della vita delle cose vive. Dite poesia? Ma avete nelle notti di primavera assistito a quella musica e a quella poesia di collaborazione tra i fiori olezzanti e le farfalle bellissime, affinché la fecondazione pervenga alla continuità della flora? … Dove è presente amore ivi è tutta una cantica impareggiabile di un nuovo stato di essere e di sentire in noi. Da questo punto di vista nessun atomo dell’universo sfugge alla solennità di note armoniose o di parole scelte tra le più nobili per esporre un inno di commozione per compenetrazione alle cose esistenti…Eros, come Lucifero, è fiamma e luce…Rivolge la sua parola alla vostra Psiche…E’ il precipizio della turbante pazzia e il cammino per assurgere alla creazione in un campo di attività mentale, mentre l’immortalità dell’uomo si confessa vera e reale, e la paura vi trattiene. Vi si oppone o la fede religiosa, o l’incredulità, o la mostruosità del primo sentimento di separazione…(D,93-95) – L’iniziazione alla verità profonda e unica della Unità di ciò che esiste deve intendersi come partecipazione all’arte della creazione cosciente, quindi il soprannaturale nel senso profano non esiste se tutte le manifestazioni sono comprese nella Natura che è la Unità. L’arte più squisitamente intellettuale, la musica per esempio, è spirito di armonia, ma l’armonia presuppone il suono e quindi lo strumento o organo che lo emette: un grande musicista spirituale interiormente, cioè soggettivamente, se si raccoglie sente la melodia evocando il ricordo del suono che è un fenomeno fisico, e se ce la vuol far sentire ha bisogno del violino o del pianoforte o dell’orchestra. Il pittore, lo scultore, l’architetto anche nella concezione più sublime della forma spiritualmente intesa devono evocare la materia in cui la idea prende immagine interiormente e se la vogliono partecipare ad altri hanno bisogno dei mezzi fisici relativi, il colore, il marmo o la creta, la pietra e il cemento… che sono materia in cui è rinchiuso lo spirito dell’idea artistica concepita interiormente come atto creativo libero. (C,II,2) – Viva la favola, ma convenite che, venga o non venga dalla iniziazione orfica, la nostra magnifica e pittoresca mitologia, piena di verità profonde simboleggiate, di poesia, di soggetti e rappresentazioni artistiche, è il più perfetto capolavoro della mitomania della razza nostra. Il grande Occidente Latino e Italico ha distillato in essa tutta la sapienza della occulta urbe, della eterna capitale del buon senso e della verità. (D,92) – La Magia è scienza ed Arte; nello stato di semplice dottrina dà la chiave dell’arte operatoria dei propri attributi. (SM,II,318) – Se aspettate da me regole precise, ricordatevi che l’ermetismo è una dottrina e la magia è un’arte, e il senso artistico vi guida nei dettagli più particolari. (D,97).

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8 Comments

  1. Cecio 16 Febbraio 2015 al 16:27 - Rispondi

    Uno dei concetti cardine nella Musica è l’equilibrio. Senza di esso, ogni composizione risulta o asfissiante, perché troppo piena, o noiosa, perché troppo vuota. Nell’armonia, strumento ordinatore dei suoni, il moto centrifugo delle note all’interno degli accordi viene sempre compensato da un moto centripeto. Che si ascolti una musica di Beethoven piuttosto che una di Mozart, Bach o Vivaldi, la composizione segue progressioni e pause. La Musica respira, come ogni creatura viva. Euterpe pare inoltre avere anche funzione vivificante, o meglio, chiarificante: lo stesso Kremmerz afferma che essa ha la funzione di “risvegliare la comprensione di idee di grado più nobile e determinare la coscienza di sentimenti o informi, o inavvertiti”. Fabre d’Olivet riportava nel suo libro “La Musica spiegata” che questa nobile Arte, nelle società antiche, era considerata come specchio di una società, tanto che una civiltà senza musica era giudicata in declino sociale e morale. Chi abbia studiato appena più approfonditamente la Musica, chi abbia avuto un assaggio di quella Scienza del suono che prende il nome di Armonia, anche senza addentrarsi nelle complesse forme della dodecafonia o dell’impressionismo musicale, saprà che, senza delle regole, la Musica cessa di essere tale per diventare frastuono. Sono le regole che rendono la Musica tale. E queste regole non sono arbitrarie, ma prese in prestito da principi fisici che la Natura ha già insiti in sé nella propria manifestazione sonora. E’ risaputo che ogni nota porta con sé una gamma di “suoni simpatici” o armonici i quali, se suonati insieme con la nota stessa, producono la “consonanza”: la Natura ha già in sé dunque l’ordine, e l’uomo l’ha solo rinvenuto e applicato. Non solo. La Natura comprende fra questi armonici anche delle dissonanze, ovvero suoni che suonati contemporaneamente alla nota principale “stridono” con essa tanto da necessitare di una risoluzione in qualche consonanza. Il moto e la quiete – la legge binaria che nella Cabala presiede alla vita – sono già insiti nelle leggi naturali del suono, e dunque nella loro applicazione musicale. All’uomo compete l’estro creativo, il Genio, che sa disporre come un pittore i colori dei suoni per suscitare l’emozione e descrivere, nel linguaggio dei sentimenti, il mondo interiore che percuote l’uomo. C’è chi viene posseduto da questo Genio in una sorta di fertilissima follia, molto simile agli stati di trance delle antiche Sibille: allora questo sugge l’armonia dalla vita dell’artista per riversarla nell’opera, esempio di questo fenomeno siano Mozart nella musica o Pollock nell’arte. A seguito di questi esempi sono forse più spiegabili le parole del Kremmerz in merito al dominio sull’immaginazione che i Maestri Isiaci ricercavano per non lasciarsi “trasportare dalle ombre”, l’Intelligenza sulle Muse o sul proprio Genio risulta necessario per poterlo gestire e usare (e non esserne usato) armonicamente, di modo che l’Artista possa dire di essere Armonia in quanto non solo la gestisce, ma la vive, confermando l’assioma magico per cui per capire fino in fondo una cosa, bisogna esserla. Dunque, nel caso dell’Arte Magica, a meno che io non abbia frainteso totalmente le poche letture compiute – cosa che sicuramente non escludo – non coincidono forse Opera e Operatore? L’artista cercando di compiere l’Opera, non diventa egli stesso l’Opera?

  2. sal 27 Novembre 2014 al 17:51 - Rispondi

    “Eros, come Lucifero, è fiamma e Luce….”. Ma l’una e l’altra non sono nulla se non vi è materia da illuminare e trasformare. Si potrebbe dire che lo sguardo, grazie alla Luce, trova la materia da lavorare e il possibile suo divenire, e grazie alla fiamma può operare per attuarlo. Prima la Luce e poi la Fiamma…
    Dare fuoco alla cieca rischia solo di distruggere, mentre – diversamente inteso il calore – sapere cosa si va a dinamizzare può essere fonte immensa di gioia, e meraviglia per la bellezza e la forza della Natura.
    A fine ‘800, dalla stessa borghesia imprenditoriale che aveva consentito alla Parigi di fine secolo di avere uno sviluppo prodigioso, nascono i pittori impressionisti che guardano alla luce come al fattore determinante della visione. Giuliano Kremmerz, che vive a quel tempo, è in un ambiente che propizia il cambiamento di prospettiva e consente alla verità di essere più reale proprio quando assume la certezza della soggettività.
    Ognuno di noi ha la propria materia da lavorare, con Amore o con Eros se si preferisce il nome greco: chi scrive, chi suona, chi danza, chi recita. Ma anche chi ricerca in laboratorio, chi esplora i corridoi dell’universo, chi gestisce la cosa privata e quella pubblica ha la propria ricerca, alimenta il proprio fuoco… Poi, certe vite si consumano come fiammelle, volte alla RICERCA pura e negando all’uomo (o alla donna) che le nutrono la comunione degli affetti o il conforto della contemplazione.
    Questione di scelte.
    E tuttavia, a me pare, la Magia porta i suoi sacerdoti all’equilibrio indicando come strada la temperanza: così che l’astemio non diventi, giocoforza, un incapace di bere dalla fonte che più gli è gradita a seconda della convenienza e dello scopo.
    A mia testimonianza, ho visto operare magistralmente Chi peraltro appariva come persona fra le tante, proprio per questo mediatore tra l’umano e il divino.
    E osservo che pure sul piano macro il pianeta Terra è adatto alla vita meramente in ragione della giusta distanza dal Sole intorno al quale orbita in modo che la notte sia sempre bilanciata dal giorno in ogni parte di sé.
    “I mortali possono partecipare dell’immortalità solo essendo continuamente in divenire” (Diotima di Mantinea).

  3. mara329 24 Novembre 2014 al 15:09 - Rispondi

    “…l’esame critico dell’artista e delle produzioni artistiche dev’essere fatto non solo coi dati di cui si servono gli antropologi, ma anche con la scorta dei lumi della filosofia dell’anima indipendente dal suo contenente fisico”.
    Ho visto il film di Martone “il giovane favoloso” sulla vita di Giacomo Leopardi e ho compreso la difficoltà grande (non credo superata, ma per lo meno affrontata) che il regista deve aver incontrato per dare una idea del grande poeta che non fosse didascalica, retorica ma profonda e complessa. C’è un punto in cui Leopardi si scaglia contro alcuni letterati che imputano alle sofferenze fisiche la causa prima del suo pessimismo e dice: “non imputate al corpo quanto si deve solo al mio intelletto…cercate di confutare le mie parole, invece di parlare di me”.
    Evidentemente sulla sua formazione hanno influito altri fattori che non sono mai stati analizzati, e il suo pessimismo non è poi tale.
    Il Kremmerz ravvisa in lui “guizzi di luce che paiono desolanti e sono desolanti per i volgari, perché alla verità delle cose si avvicinano. Egli scrive ad esempio: «Pare un assurdo, eppure è esattamente vero, che tutto il reale essendo un nulla, non vi è altro di reale né altro di sostanza al mondo che le illusioni». Verità terribile, ma verità”. O anche: “Ecco un altro pensiero che fa a calci col pessimismo: «Io non ho mai sentito tanto di vivere quanto amando, benché tutto il resto del mondo fosse per me come morto».

  4. mandragola 4 Ottobre 2014 al 08:14 - Rispondi

    Quando l’arte è creatività se, come dice il Maestro Kremmerz, la società non è capace di concepire il Bello e il Vero? Se la vera bellezza è indissolubilmente legata alla verità, allora vien da pensare che tutto ciò che riguarda il sociale è lontanissimo o addirittura diametralmente opposto alla creatività! Quest’ultimo post “Ermetismo e Arte” è molto interessante, accoglie tanti aspetti della vita e pone riflessioni che spingono a fare le debite distinzioni. Devo rileggerlo bene.

  5. ulisse 27 Settembre 2014 al 08:35 - Rispondi

    Nel porgere i più cordiali saluti al neo partecipante al blog della S.P.H.C.I., illustro in poche righe ciò che penso su Facebook. E’ presto per tirare le somme, tuttavia sarà interessante osservarne gli sviluppi futuri. L’essere umano dovrebbe difendere sempre la libertà del suo pensiero e, anche se, a volte, si attraversano lunghi lassi di tempi bui, la scintilla dell’intelligenza trionfa infine. La storia lo dimostra. Sono necessari secoli perché una Buona Idea si diffonda e si radichi, ma prima o poi avviene e, il contrario, segue la medesima legge: ciò che non vale prima o poi sarà distrutto. E’ la trasformazione, una legge costante. In tutto il globo si manifesta una tendenza all’unione che, tuttavia, porta con sé, al suo esordio, sembianze negative, se non antitetiche al proposito. La finalità andrà digrossata dagli egoismi e dalle maschere ipocrite. Ma l’idea è buona in sostanza. Si dovrà aspettare…

  6. F.M.CORELLI 26 Settembre 2014 al 03:02 - Rispondi

    Salve.
    Confesso di seguirvi da tempo memorabile: ho cominciato dalla “meditazione” di alcune opere del filosofo ermetico G. Kremmerz, per poi passare agli studi ed approfondimenti da voi condotti e delineati dalla vostra scuola ermetica.
    Molto spesso sento, dal profondo del mio cuore, di condividere il pensiero del Maestro; non di meno osservo con vivo interesse gli interventi redatti dai gentili ospiti, evidentemente ascrivibili ad una costante ricerca, che li vede fedeli protagonisti di un progetto unitario sapientemente pianificato da Chi – detenendo Scienza e Coscienza per poterlo promulgare, edificava le solide mura in favore di 2 precisi obiettivi: LUCE e SALUTE.
    Quanto, lo deduco sostanzialmente dall’ordinamento interno della vostra Unità iniziatica: la pragmatica fondamentale che, l’amministrazione di questo sito ha esplicitato con trasparenza. Inequivocabili le principali direttrici tracciate dal suo Autore, così come sopra mi sono permesso di “preannunciare”.
    Questa lunga premessa apparentemente lusinghiera, di fatto sincera, per riferire che da pochissimo la redazione della S.P.H.C.I. mi ha permesso di intervenire, accettando la mia telematica domanda di iscrizione.
    Il mio nome, (cognome), ricorda quello di un grande tenore italiano scomparso dalla scena della vita da non moltissimo, da cui, per quanto mi riguarda vi è unicamente una piacevole se non, ‘voluta’ omonimia. E rimanendo in tema di musica e arte che, nell’ambito di questa pagina intitolata, “Ermetismo e Arte”, desidero manifestare il mio pensiero in relazione a questo concetto dichiarato dal filosofo G.K.:

    “– L’iniziazione alla verità profonda e unica della Unità di ciò che esiste deve intendersi come partecipazione all’arte della creazione cosciente, quindi il soprannaturale nel senso profano non esiste se tutte le manifestazioni sono comprese nella Natura che è la Unità. ”

    Più precisamente da queste ultime righe, trovo lo spunto per sostenere che si può, ( anzi si deve) poter demolire ogni forma di misticismo; per contro tendere ad acquistare maggiore consapevolezza delle molteplici, se non stupefacenti manifestazioni, oggettivamente riscontrabili in taluni momenti della vita, al fine di conoscerne le Leggi, per compiutamente spiegare a se stessi quali forze la natura chiama in causa!
    Salute a Tutti, e a presto da queste stesse parti!

  7. fluentess 24 Settembre 2014 al 08:33 - Rispondi

    Una bomba concentrata di riflessioni lo scritto di Giuliano Kremmerz sul Leopardi, sugli artisti in genere, e sulle produzioni artistiche. Grazie alle indicazioni che fornite sono andata a leggere il passo in questione e vi ho trovato altre ricche informazioni sia sul Leopardi, sia –per quanto mi pare di aver colto – sul principio della verità in poesia, filosofia, e altre arti. Scrive Kremmerz: “E molto altro vi sarebbe da ricercare, come in tutti i filosofi amanti di solitudine che scrivono i loro pensieri chiaroveggenti senza innestarli agli odiosi sistemi umani”. Questo passo è un altro modo di definire la questione, come quando altrove scrive: “La Magia o Scienza Assoluta… si trova in conflitto con l’arte quando questa eterna manifestazione dell’ideale più grande si involge nel fango della maniera, fuori i due estremi della realtà plastica e della creazione poetica (A,225)”. Ma ciò che mi è balenato con chiarezza è il pensiero di quanto l’Ermetismo abbia da dire ed entri nella disamina di ogni fenomeno, contestualizzandosi alle diverse epoche sociali e culturali. Mi piacerebbe chiedere: se i fenomeni chiaroveggenti o di luce intellettuale avvengono – pur vivendoci dentro – quanto più ci si distacca dal sociale, il fenomeno “Facebook” è da intendersi come una volontaria overdose nel campo minato del più caotico, ingannevole e labirintico sociale. Ma, essendo uno strumento formidabile che sta cambiando la società e il modo di costruirsi rapporti, può avere valenze positive? Il blog, invece, pur essendo un mezzo più lento, è diverso: lascia il tempo di riflettere, di astrarsi per esprimere il proprio pensiero.

  8. sal 20 Settembre 2014 al 20:51 - Rispondi

    In questo nuovo estratto sull’Ermetismo e l’Arte nella Parola del Maestro, troviamo che: “…lo spirito del mago, messo ed alimentato nel corpo umano, ha due grandi prerogative che gli spiriti disincarnati non hanno, cioè il potere di trasformarsi in forza e la libertà di materializzarsi”.
    C’è, in queste parole, tutta la bellezza della condizione umana come immaginiamo possa essere nella sua assunzione allo stato ultimo dell’integrazione: c’è l’Idea in atto. C’è la materia divenuta strumento della divinità, la partecipazione all’Intelligenza universa e – contemporaneamente – la sua umanazione.
    Insomma, in momenti in cui l’animalità di una condizione infera e limitata è più che mai dominante entro la sfera sociale umana che popola il globo, ecco la luce dell’arte riproposta per lo sguardo magistrale che la riconduce alla scienza ermetica “….quegli che veggono e sanno sono gli artisti delle manifestazioni”.
    Per varie ragioni, più volte ho avuto modo di soffermarmi sulla condizione degli artisti i quali – musici, pittori, scenografi, coreografi o scrittori – nel loro momento creativo associano allo stato quasi medianico dell’ispirazione la tecnica acquisita, ciò che consente di tradurre quell’ispirazione secondo le leggi della composizione e dell’armonia: nel colore come nel suono e comunque nella costruzione di senso mediante immagini o parole.
    E si tratta di un binomio creativo quanto lo è l’atto d’amore, che riunisce in un solo essere il guizzo dell’ingegno e la sua materializzazione, maschio e femmina come vero Ermete.
    Ma…
    Rimasi di stucco la prima volta che le note magistrali mi guidarono a interrogarmi sul perché delle arti. “Come – mi dissi – che senso ha dare un perché all’arte? Esiste di per sé stessa e tanto basta!”
    Invece no.
    L’artista commuove, sprona, esorta, piega. Se la Guernica di Picasso sfida il nazismo, se i REQUIEM dei musicisti commuovono, se Aristofane con Lisistrata esalta il potere (ad esempio di pacificazione) delle donne, allora l’arte è strumento della volontà di quell’artista e ci si può avvicinare a comprendere perché “l’ermetismo è una dottrina e la magia è un’arte, e il senso artistico guida nei dettagli più particolari…”. E non deve stupire che la Magia “…o Scienza Assoluta si trovi in conflitto con l’arte quando questa eterna manifestazione dell’ideale più grande si involge nel fango della maniera”…
    Ho capito che la bellezza, per essere verità, deve avere senso e quindi intelligenza.
    Così l’arte.
    E come il Mago INIZIA dal santo altrettanto inizia dall’artista, superiore a ogni medianità per avere in mano la bacchetta – sì, proprio quella – che dà la Direzione.
    E nel darla unisce il maschio e la femmina in amore.

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