un intervento non invasivo: la discolisi

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  • Mercurius3
    Partecipante
    Post totali: 123

    Un saluto a tutti!
    Vorrei raccontare la mia esperienza di risoluzione di ernia discale, con un metodo alternativo, diverso, quindi, dal tradizionale intervento chirurgico. Generalmente lo si chiama Azototerapia, ma più precisamente è una Discolisi. L ernia discale, nel mio caso, viene lisa appunto con l’insufflazione dell’azoto, in sistema TAC guidato, dopo anestesia locale. Si avverte un bruciore, seguito da scossa elettrica abbastanza forte (dipende, poi, dalla soglia personale del dolore e la mia è molto bassa) ma che dura, più o meno 40 secondi (interminabili, per chi se la fa sotto come me!). Terminato ciò, il protocollo vuole che si rimane in barella per due ore, dopo di che si scende con le proprie gambe e si torna a casa , senza dolore…e senza ernia.
    Un vero miracolo per chi sa cosa significhi camminare e sopravvivere col dolore discale, che estranea forzatamente da tutte le azioni di vita normale, ma anche da quelle di casa, perchè perfino la seduta al pc è dolorosa nella sosta e nel sollevarsi.
    La riuscita, dice sempre il protocollo, è del 75%, ma al solito entra in ballo la personalizzazione dell’evento, in cui la volontà, l’attaccamento alla salute e alla vitalità, la reazione del proprio corpo e quant’altro, ne fanno una riuscita al 100% se si hanno programmi di cose ancora da fare….
    Sono grata a chi me l ha proposto, per cui sento il dovere di rilanciare questa possibilità, non invasiva, veloce e dolorosa per pochi secondi.
    Posso ora abbracciarvi più a lungo e più intensamente

    GELSOMINO
    Partecipante
    Post totali: 118

    Sono felice che tu abbia risolto questo fastidio così doloroso e anche invalidante e devo dire che del post, in particolare, ha attratto la mia attenzione il tuo riferimento a quelle cose che aumentano la riuscita dell’intervento dal 75% al 100%.Perchè in questa variabilità di efficacia ci ho visto lo spazio della Medicina Ermetica , che può intervenire a guidare la mano del chirurgo , a sopperire allo stato di deficit energetico del paziente , a stimolare i processi di autoguarigione dell’organismo .

    mens.libera
    Partecipante
    Post totali: 16

    Un altro metodo alternativo a quello chirurgico è anche l’Ozono terapia. Personalmente sono completamente guarito da cinque ernie cervicali, che mi avevano provocato la paralisi del braccio sinistro, con ripetute iniezioni intramuscolari di questo gas praticate nella parte posteriore del collo. La cura è lunga, è durata circa sei mesi ed è anche dolorosa, ma sopportabile. In compenso si evita l’operazione che presenta profili di rischio. Naturalmente deve essere praticata da un medico esperto di questa specifica terapia e ovviamente dipende dalle ernie da trattare. A completamento del trattamento è stata necessaria anche una adeguata fisioterapia. Naturalmente non è detto che abbia successo sempre in tutti i casi. Ma con me ha funzionato. Aggiungo che bisogna avere la ferma volontà proattiva di voler guarire, non restare passivi, inerti, ed essere convinti che anche se si soffre è per riconquistare la propria salute rigenerandosi. E’ la natura, la materia con la sua propria intelligenza che fa nel suo ambito il miracolo della salute nell’uomo.

    • Questa risposta è stata modificata 2 anni, 11 mesi fa da mens.libera.
    Mercurius3
    Partecipante
    Post totali: 123

    Buonagiornata!
    Certamente Gelsomino, la medicina ermetica, quando chiamata opportunamente ad operare, può guidare la mano del medico, ma io credo che il Principio vitale personale, sia più forte di qualsiasi farmaco, intervento e mani umane. Tant’è che lo stesso chirurgo, il più eccellente, nulla può di fronte ad una volontà spenta e pronta ad allontanarsi dalla vita. La voglia di dire BASTA al proprio dolore, di riprendersi l’esistenza, di rivedere il Sole, che dal di dentro oscuro, abbatte potentemente l’ombra del dolore, della passività e del lasciarsi andare, non ha misura e non conosce aggettivi per potersi chiamare. E’ una cosa bellissima che da rinascita al quotidiano, ti rimette sulla strada e, servendosi anche di mani guidate, ti strappa il dolore, fisico e psicologico…e tu sei pronto ancora all’opera!… per te e per chi incontri su quella strada e ti chiama ad innaffiare lo stesso Principio vitale avvizzito.
    Viva la VIta fin che ci porta conoscenza, piaceri, esperienze, aperture, con la certezza che al prossimo “round” non si è ancora sulla linea di partenza!
    Qui piove, ma dalla finestra vedo luce e sento l’odore della pioggia che mi piace tanto

    wiwa70
    Partecipante
    Post totali: 227

    Riporto la notizia dal web, se può essere utile,che mi è sembrata importante, sulla recentissima scoperta di una nuova molecola che bloccherebbe l’infiammazione provocata dall’artrite reumatoide: si tratta della baricitinib che è in grado di agire positivamente anche nelle forme moderate e gravi della malattia. Il farmaco già approvato, sarà presto disponibile anche in Italia. “Il meccanismo della molecola è del tutto nuovo-spiega il docente di Reumatologia dell’Università La Sapienza di Roma- poiché inibisce gli enzimi Janus chinasi 1 e 2, molecole intracellulari che modulano i segnali delle citochine infiammatorie responsabili dello sviluppo e progressione della malattia. A differenza dei farmaci biologici, in uso da circa vent’anni diretti verso un singolo bersaglio extracellulare, questi nuovi farmaci attraversano la parete cellulare e possono bloccare contemporaneamente l’effetto di diverse proteine(citochine) pro-infiammatorie”. La conseguenza immediata della terapia è l’attenuazione del dolore, che porta ad un miglioramento progressivo nelle settimane successive del trattamento. Il nuovo farmaco è stato studiato per casi di malati intolleranti ai farmaci comunemente in uso per sconfiggere la patologia, ma anche per coloro che non riescono ad ottenere miglioramenti. Inoltre un grande vantaggio è che la terapia è orale e ciò consentirà di migliorare la qualità della vita dei malati, evitando l’uso d’iniezioni, imponendo ai malati spostamenti e visite ospedaliere continue, con conseguenze spesso di ansia, depressione e isolamento sociale degli stessi.

    Fleurdelys
    Partecipante
    Post totali: 25

    Novità per novità!! L’Associazione Italiana del Farmaco ha comunicato che è da poco in commercio un farmaco a base di Evolocumab, un anticorpo monoclonale che blocca la proteina PCSK9. un enzima che riduce i recettori epatici per il colesterolo LDL nel fegato e quindi aumenta la capacità di quest’ultimo di rimuovere il colesterolo dal sangue. Il farmaco è indicato nei casi di ipercolesterolemia familiare e non e di iperlipidemia mista (ipertrigliceridemia e ipercolesterolemia) in associazione alla dieta e alle statine quando queste ultime non sono state sufficienti a ridurre i valori di colesterolo LDL e quindi il rischio di malattie cardiovascolari. Soprattutto nelle forme familiari omozigoti , la somministrazione sottocute una volta ogni due settimane o una volta al mese di evolocumab previene la possibilità di danni vascolari e cardiaci irreversibili. Non ci sono ancora dati sui possibili effetti negativi della terapia che risulta anche essere molto costosa ma credo sia concessa dal servizio sanitario nazionale.

    GELSOMINO
    Partecipante
    Post totali: 118

    Le notizie riportate da Wiva e Fleurdelys mi fanno pensare quanto e con che velocità stia andando avanti la ricerca scientifica , andando sempre più a fondo nella conoscenza dei meccanismi biologici e dei fattori patogeni,anche se penso che dopo un processo analitico, che ha ormai raggiunto la dimensione atomica,sarà necessario un approccio sintetico per raggiungere un risultato terapeutico più profondo.

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