NUOVA SEGNALAZIONE: I QUADERNI DELLE ACCADEMIE MIRIAMICHE

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  • admin Kremmerz
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    Post totali: 811

    La Direzione è lieta di annunciare l’avvio della pubblicazione – fuori commercio – promossa e patrocinata dalla Delegazione Generale della S.P.H.C.I. in concomitanza col Solstizio d’Estate 2015, dei “Quaderni delle Accademie Miriamiche” e precisamente del primo fra questi, cioè quello dell’Accademia “Sebezia” di Napoli, relativo all’analisi scientifica, ermeneutica ed analogico-ermetica, del Timbro che, fin dalla sua costituzione, la contraddistingue e caratterizza nella sua storica e specifica funzione quale una delle cinque sedi operative “ortodosse” della Fratellanza di Miriam, riconosciute dal Grande Ordine Egiziano sulla base della Pragmatica Fondamentale del 1909.

    Questo 1° Quaderno della Sebezia, cui seguiranno a ruota quelli delle altre Accademie, è già distribuito all’interno della Schola, ma potrà essere spedito gratuitamente, facendosi carico delle sole spese postali, a coloro che, interessati, ne facciano richiesta. Come pure avremo piacere di farne omaggio a quegli studiosi, italiani ed esteri, del Kremmerz e della Tradizione Ermetica confluita nella nostra S.P.H.C.I., che da anni ci seguono, mostrando stima e rispetto per le nostre iniziative e attività culturali.

    Per info e per la richiesta del 1° “Quaderno” dell’Accademia Sebezia, rivolgersi via e-mail a: scholasud@kremmerz.it scholakremmerz@kremmerz.it

    Copertina web

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 211

    Ho terminato da poco la lettura del Quaderno dell’Accademia Porfiriana. L’impressione di fondo è che l’intera icona che caratterizza il Timbro, rappresenti un potente stimolo alla riflessione sulla fondamentale chiave di realizzazione della vita in ogni suo aspetto, del Principio Femminile che vi presiede. Al centro dell’immagine infatti è posta una Donna-Dea (Ninfa nel racconto di Porfirio), infatti proprio l’Opera dello stesso Porfirio “De Antro Nympharum”, si può ritenere che sia stata evocata nella creazione del Timbro dell’Accademia. Allora, se per analogia di forma, di antro si tratta, l’antro disegnato dalle grandi ali ricurve del timbro, tra l’altro dispiegate verso il basso, probabilmente indicanti una funzione di accoglienza e protezione, disegnano anche le ossa del bacino, in particolare quello femminile più largo del maschile per ovvie ragioni riproduttive. E, lo stesso organo riproduttivo femminile, si può affermare sia evocato dall’immagine in questione, tenuto conto che, a tale livello della fisiologia umana cioè nell’area pelvica e sacrale, avviene il “miracolo” dell’incubazione di ogni nuova vita, conseguenza dell’incontro tra spermatozoi ed ovociti. Dunque, l’antro, tipizzato da oscurità ed umidità pressoché costanti, è per eccellenza rapportabile fisicamente alla cavità dell’utero, e per analogia, allo sviluppo della vita nell’essere umano, oltreché, ovviamente, in tutti i mammiferi. Allora, si deve letteralmente “Osannare” il Femminile quale Principio di Vita, sede del mistero nel buio dell’antro, contenitore della vita stessa in tutte le sue innumerevoli forme e sfaccettature. Però, la Dea-Ninfa, presiede anche all’accesso all’interno dell’Antro, quindi decide, secondo Legge di Assoluta Giustizia, chi può avventurarsi in direzione del Centro dell’Antro e chi nò (o non ne è degno – fa lo stesso). L’accompagna in questa funzione la Sfinge “enigmatica”, ben salda sul basamento a forma di parallelepipedo, a protezione della solidità di una Tradizione plurimillenaria, e di un Centro Operante inavvicinabile da chiunque non abbia compiuto con successo l’intero percorso di purificazione del mono corporale e mentale.
    Un caro saluto a tutti nell’imminenza del prossimo Convegno presso il Museo del Timbro di La Spezia.

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 211

    Ancora una riflessione (e nel prosieguo tenterò di farne altre), sul Quaderno dell’Accademia Porfiriana: se come detto in precedenza, in centro dell’iconografia è posta una Donna-Dea (Ninfa nel racconto di Porfirio), e, per analogia di forma, si è visto che di antro si tratta, quest’ultimo può essere individuato quale vaso/recipiente contenitore della vita, nello specifico raffigurato dalle grandi ali ricurve del timbro, tra l’altro disposte verso il basso, probabilmente indicanti una funzione protettiva (della vita?) e raffiguranti le ossa del bacino, area fisica dove nel femminile si replica la vita. E’ proprio sulle ali che volevo portare alcune osservazioni. In primis, l’elemento aereo è simbolo di sublimazione ed elevazione. Sistemate all’ingiù sono anche espressione di custodia di segreti inviolabili, e “l’ombra delle ali” esprimeva nel mondo antico, in particolare nell’area Mesopotamica, l’attenzione protettiva della divinità. Dalla lettura del Quaderno, si evincono riferimenti relativi alla tipologia delle ali in questione in quanto somiglianti sia a quelle della nobile aquila, preposta nelle culture arcaiche alla rappresentazione del mondo divino, sia a quelle della fenice, l’airone purpureo che si presentava sul Nilo ogni anno al tempo delle inondazioni. Ed era proprio questo sacro volatile che nell’Egitto templare, e più diffusamente dal Medio Regno in poi, assumeva letteralmente le sembianze del Dio Sole (Principio Solare), autorigenerandosi poiché rinasceva dalla combustione delle sue stesse ceneri, trovando completo agio proprio nell’elemento comburente senza subire più alterazioni. Probabilmente, proprio nel simbolo della Fenice, è racchiuso il segreto della trasmutazione, quale pluralità di operazioni che dal livello potenziale, se eseguite con scienza e coscienza, portano inesorabilmente alla realizzazione in atto, ma pare di intuire che, tutto questo processo sia governato dal principio femminile (come emerso nella sintesi sulla rappresentazione grafica), in quanto porta di ingresso verso l’infinito/a, e contenitore fisico della vita che “gestisce” in ogni sua manifestazione.
    Un caro saluto ed una buona domenica a tutti.

    Eris
    Partecipante
    Post totali: 18

    interessante quello che scrivi caro garrulo1 mi dai indubbiamente un ulteriore spunto per andare ad approfondire i quattro elementi come da te mostrati in una ritmica annuale ed in particolare territorio , si sicuramente un testo da leggere con particolare attenzione grazie

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