Reply To: Terapeutica

admin Kremmerz
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Il post di Wiwa porta ancora una volta a interrogarsi sul concetto di Terapeutica inteso all’Ermetica maniera e sul suo significato. Diceva Kremmerz: “il principio della terapeutica ermetica è lo stesso principio vitale, la cui deficienza determina lo stato morboso”. Ora, c’è da pensare che il principio vitale (che può essere più o meno preponderante nella materia organizzata, dalla cui deficienza – appunto – la malattia) abbia comunque una SUA direzione, la quale si manifesta – di fatto – proprio nell’atto di organizzare e mantenere organizzata la materia. Tale direzione, operante secondo armonie difficili a intellegere a chi non abbia raggiunto l’integrazione con i principi universali della creazione (cioè praticamente il 99,99999ecc.% dell’umanità!!!) impone a tutti di NON imporre proprio nulla…: neppure il presunto ‘bene’: al punto tale che senza una domanda (modulata e firmata) a nessuno (e a nessun grado!!!) nella Fratellanza è dato intervenire per farsi tramite di quella forza occulta di cui il CENTRO (e solo quello) dispone.
Credo sia proprio questa la ragione per cui il CENTRO (che appunto ‘dispone’ della forza occulta) ha ‘disposto’… di non imporre nulla! Neppure la rettitudine e l’altruismo.
È un concetto duro da accettare per chi, come noi, è stato allevato in una società intrisa di mistica segnata dal proselitismo religioso. Tuttavia il nostro piccolo sguardo di società in cammino scientifico comincia a guardare all’universo come a una unità dove incessantemente la materia diventa energia e viceversa, legata senza soluzione di continuità a tutto il circostante (come riporta Garrulo “continuum di mentalità creatrice e materia che va progressivamente modificandosi sotto l’impulso della prima”).
Se così è l’universo, e così siamo noi, non può esistere finalità più alta che la restituzione – a ogni singola unità vivente – del contatto con il proprio principio vitale per l’esplicazione della propria finalità, in attesa di prenderne coscienza a furia di ripetere l’esercizio della vita.
Così, come il Sole che “dall’equinozio di autunno all’equinozio di primavera, cioè dalla costellazione del Sagittario a quella dell’ariete” esce dalle tenebre e monta fino a riprendere il suo dominio sulla materia (domina-ante), ogni numero della catena lavora perché il principio vitale (che è il Sole di ognuno di noi, il Dio) abbia dominio della propria carcassa e con la pratica si avvii “a lasciare il mondo dei fenomeni della materia e entrare nel mondo dell’Unità divina”.
Lavoro titanico, reso transitorio solo dal fatto che, quando la stoffa è consumata, la nostra carcassa deve farsi un vestito nuovo; ma l’abito di carne quando fosse RIGENERATO – quindi fosse uno con l’Anima del mondo, la MYRIAM radiosa – ci restituirebbe al nostro spirito-psiche-anima in tutta la sua salute-salvezza-soluenza… che dir si voglia.
Insomma, lavoriamo per questo.
E non c’è cosa più ‘alta’ – né ci può essere dono più grande – di quello fattoci dalle Superiori Gerarchie e rinnovato a ogni anno, a ogni istante, a ogni contatto, della possibilità che il nostro ‘numero’ abbia terreno per riprendere Voce: Ombra nella nostra ombra. (Umbr-Iah?).
Original author: sal

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