Reply To: Medicina tradizionale: la Lunazione di settembre

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Nel ringraziare il Fratello medico che le ha compilate, si riportano di seguito le integrazioni alla Lunazione di settembre.

Plinio nella sua Historia Naturalis ricorda l’importanza dell’uso dello zolfo nei suffumigi per purificare le abitazioni. “Gli usi medicinali dello zolfo sono numerosi e di sommo interesse. Si adopera in molte malattie cutanee applicato in linimento sulla pelle” – scive Catullo in un trattato di mineralogia del 1833.
Il corpo umano contiene circa 300 g di Zolfo sotto forma di acidi solforati, cioè più che potassio e sodio presi insieme; la riserva solforata sembra sia relativamente stabile e il rinnovamento minimo (850 mg/giorno).
Lo zolfo è un elemento importante di alcune proteine ed è presente in tutte le cellule. Entra anche nella composizione di diversi ormoni (insulina, glucagone, ormoni ipofisari), di vitamine (tiamina, biotina ecc.), dell’eparina, del coenzima A e della cheratina alla quale conferisce plasticità. Le proteine più ricche di amminoacidi solforati sono quelle dello strato corneo della cute, delle cartilagini, dei tendini. Lo zolfo minerale non viene utilizzato dall’organismo, che lo elimina come tale.
Lo zolfo esplica un ruolo di primaria importanza nell’organismo, esercitando azioni fisiologiche multiple. La principale delle quali è la disintossicazione o eliminazione dei prodotti tossici ai quali si lega per neutralizzarli.
Le principali fonti di S sono due amminoacidi solforati, la cistina e la metionina contenuti in quasi tutti gli alimenti proteici. I più ricchi sono le leguminose (fagioli secchi, piselli, lenticchie, fave); il cavolo, il ramolaccio nero, la cipolla, l’aglio, lo scalogno, la senape, l’asparago, il porro, la cipollina; il pesce, la carne e soprattutto il tuorlo d’uovo (165 mg/100 g).
Non è ancora determinato il fabbisogno di zolfo del nostro organismo.
Lo zolfo possiede le stesse proprietà delle acque termali sulfuree che favoriscono, il metabolismo generale del rame agendo da catalizzatore. Lo si considera dunque un eccellente complemento delle cure termali.
L’azione disinfettante sull’ambiente ottenuta per combustione dello zolfo in presenza di ossigeno è dovuta alla formazione di diossido di zolfo ovvero anidride solforosa, tossica in alte quantità in quanto responsabile di irritazioni degli occhi e dei polmoni fino all’edema polmonare.
Sulla cute l’azione disinfettante si esplica per la capacità di legame dello zolfo all’ossigeno con sottrazione di quest’ultimo ai batteri, mentre l’attività anti-micotica si realizza mediante la formazione di acido pentationico, molecola che origina dai cheratociti cutanei per azione di batteri saprofiti, ad alto valore antifungino.
Considerando il rischio di tossicità è consigliabile usare i prodotti a base di zolfo con grande prudenza. Più accessibile l’utilizzo dei rimedi omeopatici a base di questo grande policreste che da il nome ad una tipologia omeopatica definita appunto sulfurea nelle due varianti stenico-grassa o astenico-magra.
Le caratteristiche generali della costituzione sulfurica sono le seguenti:
-Calorosità.
– Tendenza alle congestioni.
– Sensazione di calore e bruciore soprattutto alle palme delle mani, alle piante dei piedi e al vertice.
– Secrezioni di cattivo odore.
– Sensazione di vuoto allo stomaco verso le 11 del mattino.
– Eruzioni pruriginose aggravate dal calore e alleviate dal freddo.
– Arrossamento e prurito localizzati agli orifizi.
– Alternanza e ricomparsa periodica di manifestazioni patologiche.
– Pigrizia, indolenza e trascuratezza.
– Propensione a teorizzare, a costruire castelli in aria e a polemizzare
La scelta tra i tanti rimedi a base di zolfo del prontuario omeopatico va fatta in base alla costituzione dell’ammalato e al tipo di organo ammalato e alla sintomatologia correlata, per cui prevede una diagnosi fatta da un medico.
Non dimentichiamo infine gli effetti benefici delle acque termali a base di zolfo, dal caratteristico odore di uova marce, utilizzate per le proprietà antisettiche e cheratolitiche soprattutto per le malattie cutanee e quelle respiratorie.
A proposito della Valeriana Officinalis, la più nota della famiglia delle Valerianacee che include oltre 150 specie, la sua fama è dovuta agli esteri degli acidi valerianico e valerenico contenuti nel suo olio essenziale, insieme a composti diterpenici noti col nome di iridoidi. Queste sostanze hanno la proprietà di inibire la metabolizzazione del neurotrasmettitore gamma-aminobutirrato (GABA) responsabile dell’induzione del sonno, prolungando così e amplificando la sua azione naturale. Oltre a ciò vanta un’azione antispastica intestinale e ipotensiva. Può essere adoperata da tutti, dai 6 anni di vita in poi, ad esclusione che in gravidanza, sotto forma di infusi, decotti, compresse secche, tintura madre o macerato glicerico.
Dalle foglie del Rosmarinus Officinalis si estrae un olio essenziale ricco in pinene, canfene, cineolo, eucaliptolo, canfora e borneolo, particolarmente efficace per uso esterno come analgesico, antinfiammatorio e antiartritico, disinfettante e revulsivante cutaneo, e per uso interno come antispasmodico intestinale e digestivo, tonico corroborante e anticolitico. L’azione disinfettante dell’olio essenziale in generale e sulle vie respiratorie è nota fin dall’antichità e per questo viene consigliato in questa luna bruciare dei rametti versi della pianta su fuoco vivo.

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