Reply To: La memoria e il campo astrale (o incosciente)

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admin Kremmerz
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Rileggendo la composizione intitolata. ‘ La memoria e il campo astrale (o incosciente), edita il 25 giugno 2009 su questo nobile sito, e prendendo spunto da questo passo che mi sono permesso di estrapolare e che appresso riporto:
“Ogni crisi umana morale o mentale, di natura fisica o psichica, tende a mettere in evidenza l’elemento storico fremente di libertà e di riscossa, l’amore, l’odio, l’ira, il delirio, la disperazione, il dolore, la gioia.”
……. Sono seguiti alcuni ragionamenti che mi hanno portato a descrivere i comportamenti di un ipotetico individuo, mentre vive uno stato di coscienza alterato. Mutamento psicofisico, causato magari dall’uso o abuso di sostanze alcoliche e che può manifestare una condotta imprevista, suscitando stupore nei confronti di chi abitualmente affianca il soggetto, che registra quanto di cui è testimone.
Condotta che per es. può presentare caratteri di eccessiva violenza, allegrezza o genio a seconda delle singole fattispecie oggetto dell’osservazione. Giacché in generale sappiamo, che non solo l’alcol produce alterazioni più o meno rilevanti, potremmo menzionare tra le molte altre circostanze possibili, l’eccitamento durante l’atto ‘amoroso’; l’avido, trovatosi obbligato x situazioni contingenti ad onorare il pagamento di una prestazione dalla quale si sarebbe volentieri sottratto; mentre si dorme, o cmq + indeterminatamente quando l’attore vive uno stato di grande successo o di estrema difficoltà questo – potrebbe far emergere la sua vera personalità, quella più nascosta, la parte dell’uomo che il M. G.Kremmerz chiama ” l’uomo storico” o meglio; si profila una particolare connotazione tra le innumerevoli, che mostrandosi in quel momento libera dal comando del controllo razionale esercitato dal soggetto, nel corso della quotidiana vita ordinaria, in cui la maschera della nuova educazione famigliare e/o sociale ne ostacola l’uscita!
Naturalmente, in seguito allo studio della Filosofia del Gran Maestro, mi accingo a teorizzare possibili accadimenti, sebbene quanto in parola, penso possa essere normalmente riscontrato da tutti, osservando il comportamento di chi conosciamo, e nei momenti di maggiore nitidezza, auto esaminarci! Da qui formulare in/fondatamente le conclusioni del caso.
E dire che alcune fattispecie di diritto penale, durante l’azione sanzionatoria, prendano in esame la possibilità x l’imputato, di beneficiare di attenuanti, nel caso lo stato alterato di coscienza abbia qualificato quello che il codice penale contempli con la locuzione “non in grado di intendere e volere”; non essendo però, un Professore di diritto penale, non entro nel dettaglio delle particolari sfumature che possano determinare dette applicazioni. Indugiando sul terreno della psicologia, mi limito ad osservare che, quanto sopra, denota o denoterebbe la possibilità invece, di conoscere nelle manifestazioni anzidette, caratteri + verosimilmente veri di un soggetto coinvolto – piuttosto quando vien fuori il suo istinto, diciamo più squisitamente primitivo, che lo stesso espone, ovverosia – non riesce ad omettere di mostrare la faccia sincera, – spiacevole o bella che sia;
inversamente desterebbe sospetto chi, a causa di fattori ambientali, mascherato da un apparente buona educazione, vuole, calcolatamente esibirsi x ciò che non è, interpretando penosi “cortometraggi” che talvolta sarebbe meglio non trovarsi ad assistere!
Or dunque – ….. se lo riteniamo giusto e necessario, mettiamoci al lavoro acutizzando la capacità d’osservazione, tendendo così una trappola alla faccia menzognera che in noi è fuor di noi potrebbe dissimularsi, con l’augurio presto o tardi di risvegliare progressivamente, accenni della ‘zona occulta’ che in noi soggiorna, promuovendone l’esplicazione attraverso gli strumenti che la Schola Ermetica mette a disposizione.
Per quanto sopra narrato, desidero parteciparvi di un breve racconto che molto tempo or sono, sintonizzato su una frequenza radio, ascoltai; tuttavia ritengo che nella sua sinteticità, possa dire molto. –
La mamma di un discepolo di Socrate, rivolgendosi al figlio gli dice: Oggi mi sembri triste, e lui risponde con tono determinato, Mamma, io non sembro triste, io SONO triste!
Original author: A.Detommaso

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